Vite di Santi e Beati

[Ma che sant’uomo!] Le infinite strade del Signore

Okay, è evidente: ho abbandonato questo blog a se stesso. In effetti,  sono molto impegnata, ultimamente: ho passato quest’ultima settimana al lavoro, per organizzare una festa.
Una festa grande, che vi credete? Una festa per un uomo, uno degli uomini più importanti della mia vita.
Ha trecentocinquantotto anni, si chiama Giovanni Battista, e il 15 maggio del 1950 è stato proclamato Santo Patrono di tutti gli insegnanti.
Non potevo scegliere personaggio migliore, insomma, per rimpolpare la rubrica
Ma che sant’uomo!

ovverosia
Tutto quello che non volevate sapere sui Santi,
e che men che meno avreste osato chiedere


Jeanne de Maillefer è una nobildonna molto chiacchierata, nella Francia di fine Seicento. Del resto, non potrebbe essere diversamente: ricca, vanesia, incredibilmente attaccata alla bellezza effimera e al lusso, si era addirittura fatta costruire una statua-manichino che riproducesse in tutto e per tutto le fattezze del suo corpo. Davanti a quella statua, Madame de Maillefer ci passava i giorni: vezzeggiandola, adornandola, e studiando su di essa l’effetto di una nuova acconciatura o di un vestito ricercato.
Jeanne de Maillefer ama il lusso, ama la bellezza, ama i piaceri, ama la vita. E detesta, di contro, tutto quello che i ricchi detestano solitamente: la povertà, la sofferenza, la morte, gli stenti, la malattia… il solo pensiero le fa venire i brividi di orrore.Non vi stupirete, a questo punto, se vi dico che madame Maillefer non è particolarmente attiva nel sociale. Perché diavolo fare l’elemosina, se anche solo il pensiero di un mendicante riesce a rovinarti la giornata?
Proprio così: Jeanne è ricca e benestante, grazie al Cielo, e con i poveri non vuole proprio averci a che fare. E’ lei stessa a cacciare di casa sua, un giorno, un lurido accattone col volto scavato dalla fame, e segnato dalla malattia: e chi se ne importa, se quel miserabile cerca un rifugio per la notte! E chi se ne importa, se dice di essere malato! Andasse a elemosinare da un’altra parte, se proprio crede, quel vecchiaccio puzzolente: casa Maillefer non è un ospizio per accattoni moribondi!Se non che, quella notte, quell’accattone moribondo riuscì a trovare accoglienza in casa Maillefer. Un cocchiere l’aveva visto allontanarsi, ne aveva avuto pietà, ed aveva deciso di concedergli un giaciglio sulla paglia asciutta, al caldo della scuderia. La signora Maillefer non ne sapeva nulla, ovviamente, e sarebbe volentieri rimasta all’oscuro di quella vicenda… se qualcosa, quella notte, non fosse andato drammaticamente storto.
Sulla paglia della scuderia, in casa Maillefer, quel vecchio mendicante aveva esalato il suo ultimo respiro, quella notte. Ed il povero cocchiere aveva dovuto necessariamente avvertire la sua ignara padrona: la quale, alla notizia, aveva avuto una vera e propria reazione isterica. “Un morto in casa mia?! Non lo voglio! Non lo voglio! Portatelo via subito!”, aveva gridato in preda al panico, passandosi le mani fra i capelli; e, quando qualcuno aveva osservato che sarebbe servito qualcosa in cui seppellirlo, Madame aveva afferrato con rabbia il primo lenzuolo che le era venuto fra le mani. Ed era stato proprio quel lenzuolo, l’ultimo giaciglio del povero defunto: che era stato sepolto il giorno stesso, in una fossa comune, ravvolto in quell’unico panno.Ed ecco il fatto inspiegabile, che si verificò la mattina seguente. Quando Madame si alzò dal letto e scese in camera da pranzo per fare colazione, trovò sul tavolo un bel lenzuolo: piegato accuratamente, e poggiato davanti al vaso di fiori.
Era un lenzuolo inconfondibile, per le cifre che erano ricamate su di esso. Ed era, senza alcun dubbio, il lenzuolo che aveva avvolto il corpo del mendicante, ventiquattr’ore prima.Ancora panico, ancora pianti, ancora disperazione. Gli amici della Maillefer cercarono inutilmente di convincerla che si trattava di uno scherzo di cattivo gusto, sicuramente giocato da qualche dipendente insoddisfatto: la nobildonna non sentiva ragioni. Era assolutamente convinta che il lenzuolo fosse stato portato lì da un fantasma: il mendicante defunto aveva rifiutato la sua elemosina fatta con rabbia, e le aveva rimandato indietro quel lenzuolo, in diretta dall’Altro Mondo.

‘Devo fare qualcosa per liberarmi di questo fantasma’, si disse fra sé e sé la nobildonna. ‘Devo fare del bene, per placare la sua rabbia’.
E quella mattina, con l’immagine di quel terribile lenzuolo ancora impressa nella sua mente, Jean de Maillefer giurò solennemente di cambiare vita. E si impegnò ad aiutare, con tutte le sue forze e le sue possibilità economiche, il primo mendicante che avesse bussato alla sua porta.

Il primo a bussare alla sua porta fu un certo padre Barrè. Era uno stretto collaboratore del Beato Roland, e stava cercando i finanziamenti per aprire una scuola gratuita, rivolta ai figli dei poveri.

Se Giovanni Battista De La Salle è diventato quello che è diventato,
se il suo Ordine religioso continua ad operare ancor oggi,
se io ho studiato nella scuola in cui ho studiato,
se io sono quella che sono diventata…

… è perché, in buona sostanza, trecento anni fa c’era una svitata che aveva paura dei fantasmi.

4 thoughts on “[Ma che sant’uomo!] Le infinite strade del Signore

  1. In tutto e per tutto il suo corpo nel senso di… proprio tutto? XD

    Certo che ce n’erano di stranezze pure allora O__O

    Daniele

  2. Daniele, non saprei dirti… ma di sicuro la signora era strana forte :P

    Antaress: ma non è cinica… io la trovo stupenda! :-)

    Uaaah, è dalle sette di stamattina che trotto e sono tornata a casa solo adesso… nel remoto caso in cui l’informazione potesse interessare a qualcuno, la festa per l’uomo più importante della mia vita è riuscitissima! :-D

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