Vite di Santi e Beati

[Ma che sant’uomo!] Materie di Britannia; prima parte

Ragazzi miei, abbiate pazienza: magari vorreste sentirvi raccontare qualcosa di diverso, ma questa è la Settimana Santa e quindi io vi parlo dei miei Santi. Da Pasquetta in poi – è una promessa – cambio registro.
La cosa positiva in tutto ciò è che, così facendo, spingo anche i meno religiosi di voi lettori ad aspettare la Pasqua come un’agognata mèta… ed è già qualcosa!

Ma che santa donna!

ovverosia
Tutto quello che non volevate sapere sulle Sante,
e che men che meno avreste osato chiedere

 


Santa Gwladys era la sorella maggiore di Santa Dwynwen (quella che in Galles è la facente funzione del nostro San Valentino). Entrambe erano figlie di San Brychan di Brycheiniog – che, oltre a regnare sul Brecknockshire, aveva come attività principale quella di incrementare il tasso demografico del Paese. Gli agiografi assicurano che il buon Brychan ebbe qualcosa tipo ventiquattro figli maschi e venticinque figlie femmine, gran parte dei quali (presumibilmente traumatizzati da quel bizzarro menage familiare) optarono per una più prudente vita di castità, si fecero monaci, e divennero Santi.
Santa Gwladys, però, non aveva nessuna intenzione di farsi monaca; e, nel castello di suo padre, svolgeva tranquillamente il suo ruolo di principessa.Proprio come la sorella Dwynwen, anche Gwladys era bella, aggraziata, raffinata, affascinante.
Proprio come la sorella Dwynwen, anche Gwladys godeva della capacità per nulla invidiabile di attrarre come mosche al miele i maniaci sessuali. Dwynwen aveva rischiato d’essere stuprata dal nobile Maelon; Gwladys, invece, aveva attratto l’attenzione – castissima, eppur sgradita – del re Gwynllyw di Gwynllwg (non so voi, ma io adoro l’onomastica gallese!).
Gwynllyw di Gwynllwg, che conosceva il galateo, inizialmente aveva fatto uso delle buone maniere: aveva mandato un’ambasceria a re Brychan di Brycheiniog, e gli aveva chiesto in sposa la giovane Gwladys.
Re Brychan di Brycheiniog, con la stessa educazione… gli aveva cortesemente risposto picche.

Mica per altro: Gwynllyw di Gwynllwg, oltre ad avere un nome idiota, era anche un re spregiudicato e ingiusto. Era un barbaro, nel vero senso della parola: violento, sanguinario, vandalico, e brutale, ricorreva al duello per ogni piccolezza, e ammazzava chiunque gli si mettesse sulla strada. Tenuti in conto questi presupposti, è facile intuire che il “no” di Brychan non fu propriamente il modo migliore per stringere amicizia col bellimbusto: Gwynllyw non gradì la risposta, radunò trecento cavalieri, e fece un raid nel palazzo di Brychan per sequestrare la povera ragazza.

Con Gwladys legata come un salame e caricata a forza a cavallo d’un cavallo, il vile Gwynllyw scappò nella foresta pregustando già la sua giovane preda. Sfortunatamente per lui, e fortunatamente per Gwladys, il vile rapitore aveva però sottovalutato un non trascurabile dettaglio: il suo ostaggio aveva un padre potente, e ventiquattro fratelli maschi. Tutti quanti molto giovani, possenti, e soprattutto arrabbiati.
Inseguito da quell’orda di parenti vendicatori, Gwynllyw fu costretto a fermarsi e a duellare coi nemici. Mentre alcuni dei suoi trecento uomini tenevano d’occhio la prigioniera, altri soldati del suo seguito duellavano selvaggiamente contro gli inseguitori. Gli uomini rimasti senza occupazione, dal canto loro, erano stati inviati a chiedere soccorso: nelle terre lì vicino soggiornava un altro re – un re potente – il cui appoggio avrebbe certamente determinato la vittoria.
E così, mentre i due avversari continuavano a battersi, i soldati di Gwynnllyn si allontanavano dall’accampamento, e dopo qualche ora vi facevano ritorno…

… accompagnati da Sir Kay
… e da Sir Bevidere
… e dal grandissimo Re Artù, con tutti i Cavalieri della Tavola Rotonda!!

Adesso facciamo finta di essere su un blog di gente acculturata: questa è la prima volta nella Storia in cui abbiamo testimonianza di Re Artù che spunta fuori nel bel mezzo di una agiografia.
Ma soprattutto, questa è una delle poche volte nelle storie in cui i Cavalieri della Tavola Rotonda vanno così platealmente contro al loro codice comportamentale: uno dei loro precetti era quello di non ingaggiare mai battaglia per motivi sbagliati, come ad esempio per amore, e invece in questa agiografia ci ritroviamo con Artù e seguaci che spalleggiano re Gwynnllyn come se fosse il cavaliere più esemplare del pianeta.
Si vede che re Gwynnlyn teneva Artù sotto ricattoboh? Non ne ho idea.

Ad ogni modo. Gwynnlyn e seguaci si stano ancora mazzolando con Brychan e figlioli, quando re Artù arrivò finalmente sul campo di battaglia. Smontato da cavallo, chiese di poter dare un’occhiata all’oggetto del contendere…
… e rimase così incantato dalla bellezza della povera Gwladys, che decise di farla sua. E grazie tante!

Se prima erano in due a ballare l’hully gully, adesso erano in tre a ballare l’hully gully: re Artù si gettò nella mischia ordinando ai suoi cavalieri di spalleggiarlo, e tutte e tre le fazioni cominciarono ad ammazzarsi allegramente per poter possedere la povera fanciulla. Quando re Gwynnlyn si rese conto di non averci fatto un grande affare, lanciò un urlo belluino e invocò una tregua: l’idea fu accolta con grande entusiasmo anche dai venticinque parenti di Gwladys, tutti acciaccati e sanguinanti, e così i tre gruppi di guerrieri si ritirarono in disparte, per medicarsi le ferite.
“Dimmi un po’, tu!”, ruggì allora Gwynnlyn, furibondo, avvicinandosi a Re Artù con grandi passi. “Cosa diamine stai facendo?”.
“È una bellissima pulzella!”, si giustificò Artù sulla difensiva.
“Grazie tante: ma l’ho vista prima io!”, urlò Gwynnlyn, brandendo la sua spada.
“Effettivamente è vero”, osservò pacatamente Bevidere, tenendo d’occhio la punta della spada.
“E poi siete già sposato, maestà…”, tentò sir Kay con gran prudenza, scansandosi leggermente per evitare lo spadone del nemico.
Ecchissenefrega!”, sbottò re Artù. “Tanto, Ginevra mi mette le corna!”. (Lancillotto cominciò a fischiettare, distrattamente).
“Non me ne importa un cavolo della tua vita coniugale!”, ululò re Gwynnlyn, in tono assassino. “Quella lì l’ho rapita prima io: non è per niente cavalleresco, sequestrare il mio ostaggio!”.
Bevidere e Kay lanciarono uno sguardo alla spada di Gwynnlyn e poi fissarono re Artù, annuendo gravemente. Artù sbuffò, con gran rassegnazione, e poi piagnucolò: “ma almeno ce l’ha, una sorella?”.
“Ne ha ventiquattro”, grugnì Gwynnlyn, scontroso.
Improvvisamente ringalluzzito da quella nuova informazione, Re Artù si mise in piedi e urlò “benissimo! Allora che aspettiamo a far fuori i loro parenti?”.
Insomma: a questo punto, potete intuire da soli quale fu l’esito della battaglia. I Cavalieri della Tavola Rotonda erano imbattibili, e infatti non furono battuti: re Artù inanellò una ennesima vittoria, e re Gwynllyw di Gwynllwg scappò via con la povera Gwladys.

E con questo cliffhanger degno della peggior soap opera brasiliana, io vi saluto con affetto e vi do appuntamento alla prossima puntata. Perché la storia di Gwladys è ancora lunga… ed è necessario un altro post, per concluderla!

3 thoughts on “[Ma che sant’uomo!] Materie di Britannia; prima parte

  1. un mito che crei e un'altro ne distruggi… povero re Artù…e poveri bambini…mi sa che o ti tocca di riscrivere i libri di favole (ma si vede che non avresti nessun problema, scrivere ti riesce davvero bene) oppure rischi che il blog sia vietato ai minori… (si capisce, ovvio, in che senso…)Diego

  2. No, per carità: le fiabe riscritte per adulti mi ricordano troppo quelle di Luxuria Comunque… ahahahahah, è vero, povero Re Artù, sono dissacrante :-DMa del resto, erano dissacranti anche gli stessi trovatori: c'è un poema epico del XII secolo, il Pèlerinage de Charlemagne… che, a dispetto del nome, è dissacrante per davvero, ma veramente veramente tanto :-DInsomma, cavalieri e paladini mi perdoneranno (ehm… forse!): del resto, subivano le stesse prese in giro già nel Medio Evo… :-D

  3. Lo si sa da secoli che i Gallesi sono degli ottimi bevitori di whiskey :o)Povero Re Artu cornuto e mazziato oltre che "dissacrato" come ha scritto Diego.Attendo il seguito della vicenda della povera donzella… e delle sue sorelle inseguite da Re Artu e dalla sua tavola rotonda :o)Un sorriso :)

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