Pillole di Storia

[Pillole di Storia] Il mistero dei bambini di Hamelin

Immagino che ve la ricordiate tutti quanti, la storia del Pifferaio di Hamelin. Nel 1284, in Bassa Sassonia, la città di Hamelin viene invasa dai topi: uno sconosciuto si presenta al borgomastro, e assicura di poterla disinfestare. Il borgomastro gli da il permesso di procedere, e, al suono magico del piffero incantato, i topi effettivamente scompaiono: si lasciano guidare fino alle acque del fiume Weser, dove muoiono affogati. Tornato in città per reclamare il suo compenso, il pifferaio si vede sbattere la porta in faccia: adirato per il tradimento, allora, ricomincia a suonare il piffero. Ma questa volta, ad essere colpiti dall’incanto non sono i topi, bensì i bambini: ipnotizzati dalla musica fatata, tutti i piccoli di Hamelin seguono il pifferaio… e non faranno mai più ritorno.

Una bella fiaba, a parte tragico finale. Conosciuta; molto popolare. Ma siamo certi che sia solo una storiella? Si potrebbe pensare che sia una favoletta edificante, o l’invenzione di qualche scrittore astuto: ma se andiamo ad Hamelin, a leggere una vera lapide, che esiste per davvero, e che è stata scritta all’inizio del Seicento, sentiamo dei brividi freddi, giù giù lungo la schiena.

Anno 1284 am dage Johannis et Pauli
war der 26. junii
Dorch einen piper mit allerlei farben bekledet
gewesen CXXX kinder verledet binnen Hamelen gebo[re]n
to calvarie bei den koppen versore.

Non avete sentito nessun brivido freddo giù giù lungo la schiena? Okay, proviamo con la traduzione:

Nell’anno 1284, nel giorno dei Santi Giovanni e Paolo
– era il 26 di giugno –
da un pifferaio col vestito multicolore
furono sedotti 130 bambini nati ad Hamelin,
e persi nel luogo dell’esecuzione, vicino alle colline.

Inquietante, non è vero?
Anche perché questa non è l’unica attestazione di questa leggenda (che, più che una leggenda, ci viene presentata in realtà come un vero fatto storico): la prima fonte è datata 1440; Jobus Fincelius ce ne parla nel 1556 identificando il pifferaio con il diavolo; nel 1605, l’antiquario Richard Rowland Vestergan cita di nuovo la vicenda e ipotizza che i bambini scomparsi siano in realtà andati a finire in Transilvania…
… e mancavano ancora molti, molti anni all’operazione editoriale dei fratelli Grimm, che ha diffuso la fiaba in tutto il mondo.

Peggio ancora, ad incupire ancor di più i toni oscuri della vicenda, è una antica vetrata a mosaico della chiesa di Hamelin, riconducibile alla metà del Trecento. Oggi la vetrata non esiste più – è andata distrutta nel 1660 – ma viene ben descritta in numerosi documenti a partire dal XIV secolo: raffigurava un individuo colorato, colto nell’atto di suonare il piffero…
… e seguito da una miriade di bimbi, vestiti di bianco.

Si ritiene che la vetrata sia stata commissionata in ricordo di un tragico evento, realmente verificatosi nella città di Hamelin. E – se all’appello mancava ancora una qualche informazione, per rendere sempre più inquietante la nostra storia – posso assicurarvi che, alla luce delle ricerche recentemente svoltesi, è stata fatta una scoperta incontrovertibile. Se c’è qualcosa di vero, nella fiaba del pifferaio, si tratta certamente della scomparsa dei bambini: i topi non sono mai citati nelle fonti più antiche, e vengono aggiunti alla vicenda solo a partire dal tardo Cinquecento.

Insomma. Pare proprio che, ad Hamelin, sia successo qualcosa di drammatico, il 26 giugno del 1284. Ma che cosa? Esclusa l’ipotesi di un magico pifferaio che strega i fanciulli per mezzo d’un incantesimo, le teorie avanzate dagli studiosi sono sostanzialmente quattro.

Ipotesi numero uno: i ragazzi di Hamelin abbandonarono la città volontariamente, per fondare nuovi villaggi durante la colonizzazione della Germania occidentale. In alternativa, i ragazzini avrebbero potuto esser stati venduti, magari a un ricco mercante dell’area baltica: la pratica era diffusa, all’epoca, e gli inverni medievali erano lunghi e faticosi, con troppe bocche da sfamare…

Ipotesi numero due: un tragico incidente. Immaginate una disgrazia come quella di San Giuliano di Puglia: una frana, un terremoto, o un’altra tragica circostanza. La favola dei fratelli Grimm sostiene che i topi affogarono nelle acque del fiume Weser: e se questa fosse un’eco dal passato? Forse furono proprio i bambini di Hamelin, giocando sulle acque del fiume, a sparire tragicamente tra i suoi flutti…

Ipotesi numero tre: i bambini morirono per una qualche malattia. Isolati dal resto della città per evitare il pericolo di contagio, i fanciulli si spensero per una qualche epidemia: notando che i bambini ballavano alle spalle del pifferaio, qualcuno ha anche cercato di capire quale. Alcuni hanno pensato al ballo di San Vito, piuttosto comune in quel periodo; altri hanno pensato alla corea di Huntington (sì: quella di Tredici del Dottor House), che si manifesta con un caratteristico disturbo del movimento.

Il pifferaio, negli ultimi due casi, altri non sarebbe che la personificazione della Morte (peraltro in piena linea con il topos della danza macabra). Nel caso di una emigrazione volontaria, o di una deportazione, il pifferaio andrebbe invece identificato con l’uomo che, materialmente, arrivò a Hamelin per prendere in custodia i bimbi…

… ma come vi dicevo prima, c’è ancora una quarta ipotesi, che io trovo sommamente suggestiva. Nel 1212, e quindi non troppi anni prima della data incriminata, ci fu in Germania un grande movimento di persone, passato romanticamente alla Storia sotto il nome di “Crociata dei fanciulli”. Avviato da un pastore tedesco di nome Nikolaus, il movimento popolare chiamò a raccolta centinaia e centinaia di poveri ed inermi, con lo scopo di raggiungere Gerusalemme. Varcate le Alpi nella primavera del 1212, circa settemila persone – fra cui, tradizionalmente, un buon numero di fanciulli – tentarono di imbarcarsi verso la Terra Santa. Nessuno di loro raggiunse Gerusalemme, e la maggior parte di loro non tornò nemmeno a casa: alcuni morirono durante il viaggio; alcuni furono catturati dai mercanti di schiavi, e fatti prigionieri. Il reale episodio storico è poi passato alla leggenda tramite cronache pesantemente romanzate, al punto tale da trovar asilo anche fra le pagine della Pitzorno o di Bertold Brecht… e allora, perché non supporre che un’eco di questo viaggio senza ritorno non sia rimasta anche nelle cronache di Hamelin?

L’unica cosa certa è che, ad Hamelin, qualcosa di oscuro dev’essere accaduto. Per forza.
E se diamo retta a Shiela Harty, che commenta una cronaca cittadina di Hamelin non citata in altre fonti, siamo davvero colti da un brivido sinistro. A detta della scrittrice, le cronache medievali della città di Hamelin si aprono con una laconica premessa, ch’è già tutta un programma:

Sono passati dieci anni, da quando i nostri figli se ne sono andati…”.


Illustrazione di Kate Greenaway

36 thoughts on “[Pillole di Storia] Il mistero dei bambini di Hamelin

  1. Ma grazie per questo post! La storia di Hamelin mi ha sempre affascinata, proprio perché si conclude con questa misteriosa sparizione, senza lieto fine e senza una vera spiegazione. Ho anche lavorato per un'associazione culturale denominata proprio "Hamelin" (e che si occupa di letteratura per ragazzi)… tutte le ipotesi in campo mi hanno messo i brividi, è una cosa veramente inquietante, qualcosa deve essere successo e spero si scoprirà, prima o poi, cosa! Tra l'altro, tempo fa ho seguito un seminario sulle fiabe popolari in cui si diceva che in esse ci sono echi di cose veramente successe, per es. dietro alle streghe che mangiavano i bambini (v. Hansel e Gretel) si pensa che si celino casi di cannibalismo che in epoche di peste o di carestie non erano rari… Brrrrrr!!!

  2. Le favole hanno sempre un fondo di verità… magari i fratelli Grimm ne hanno sentito parlare e hanno creato la favola.Cerco che di misteri ce ne sono in giro per il mondoUn sorriso :)

  3. Bellissimo post, tristissimo ma veramente ben curato :PLa storia la conoscevo bene, non sapevo i retroscena inquietanti piuttosto, Non so perchè non ricordo niente delle crociate, a parte due cose, i passi letti del Tasso che adoravo molto, e la crociata dei bambini che mi colpì moltissimo alle elementari. Mi immaginavo sempre questo barcone tipo arca di legno pieno di bambini che solcava il mare in tempesta verso Gerusalemme :PCerto che potrebbero essere state anche altre cose, qualche pazzo stupratore assassino per esempio, ma le ipotesi raccolte da te sono molto migliori e d'effetto :SDaniele

  4. Bellissimo post, tristissimo ma veramente ben curato :PLa storia la conoscevo bene, non sapevo i retroscena inquietanti piuttosto, Non so perchè non ricordo niente delle crociate, a parte due cose, i passi letti del Tasso che adoravo molto, e la crociata dei bambini che mi colpì moltissimo alle elementari. Mi immaginavo sempre questo barcone tipo arca di legno pieno di bambini che solcava il mare in tempesta verso Gerusalemme :PCerto che potrebbero essere state anche altre cose, qualche pazzo stupratore assassino per esempio, ma le ipotesi raccolte da te sono molto migliori e d'effetto :SDaniele

  5. Flalia: sì, ad esempio dicono anche che i sette nani di Biancaneve sono in realtà l'eco di quei poveri bambini schiavizzati per lavorare nelle miniere (dove, ovviamente, un bambino si muoveva con più facilità di un adulto grande e grosso)… per dire.Che bello che dev'essere stato, il seminario sulle fiabe popolari! Per caso, vi avevano consigliato qualche lettura specifica? Perché a me incuriosisce tantissimo questo tema: qualche libro in materia ce l'ho già, ma magari ci sono altri titoli che non conosco ancora!Insomma, approfitto di te… ;-)Marinz, quello di sicuro… cioè: sicuramente i fratelli Grimm hanno riadattato tutte queste storie che si sentivano in giro, senza ombra di dubbio :-)Stella: beh, tu pensa a tutti quei poveri disgraziati abbandonati nel bosco perché i genitori non hanno più cibo per sfamarli… Daniele: a quanto pare, l'ipotesi dello stupratore serial killer è stata presa in considerazione da un autore americano, tal William Manchester, che in un suo saggio scrive: "the Pied Piper of Hamelin was a real man, but there was nothing enchanting about him. Quite the opposite; he was horrible, a psychopath and pederast who, on June 24, 1484, spirited away 130 children in the Saxon village of Hammel and used them in unspeakable ways. Accounts of the aftermath vary. According to some, the victims were never seen again; others told of disembodied little bodies found scattered in the forest underbrush or festooning the branches of trees".Il problema è che, o Manchester è stato messo a conoscenza di questi dettagli da una rivelazione divina, o non si capisce da dove abbia tirato fuori questi dati, visto che nessuna altra fonte, né antica né contemporanea, sembra andare nella stessa direzione. Anzi: l'ipotesi del serial killer sembra piuttosto inverosimile, per gli studiosi che hanno affrontato il caso. E' plausibile che un episodio così tanto drammatico (130 bambini ammazzati da uno psicotico) non abbia avuto eco nelle altre cronache locali? Che nessuna carta sia sopravvissuta? Che ne se parli solo ad Hamelin? E poi, 130 vittime in un colpo? A quanto pare, l'ipotesi è stata scartata fin dall'inizio (anche perché, appunto, non ci sono nemmeno indizi che portino in tal senso), a favore di teorie ritenute più plausibili.Tant'è… :-D(N.B. No, non sono un pozzo di cultura come può sembrare: del signor Manchester, ad esempio, ignoravo l'esistenza fino a due giorni fa, quando ho aperto Google per cercare altre eventuali informazioni sul pifferaio di Hamelin… e ho trovato pure lui :-P)Quanto al tuo commento sulle crociate… ahahahaha, mi hai letto nel pensiero! :-DL'idea per questo post mi è venuta quando ho letto che stasera su rete 4 avrebbero trasmesso il film Le Crociate (una BOIATA assoluta dal punto di vista storico, che però è piacevole da vedere… ad esempio per la fotografia in certe scene di battaglia, che sono obiettivamente bellissime). Insomma: volevo fare un post sulle Crociate -> ho pensato alla Crociata dei Fanciulli (colpisce sempre!) -> mi è tornato in mente il pifferaio di Hamelin -> mi sono detta: "okay, lasciamo perdere le Crociate e passiamo direttamente ai Fratelli Grimm".Sei risalito alla fonte dei miei processi mentali :-D :-D

  6. Flalia: sì, ad esempio dicono anche che i sette nani di Biancaneve sono in realtà l'eco di quei poveri bambini schiavizzati per lavorare nelle miniere (dove, ovviamente, un bambino si muoveva con più facilità di un adulto grande e grosso)… per dire.Che bello che dev'essere stato, il seminario sulle fiabe popolari! Per caso, vi avevano consigliato qualche lettura specifica? Perché a me incuriosisce tantissimo questo tema: qualche libro in materia ce l'ho già, ma magari ci sono altri titoli che non conosco ancora!Insomma, approfitto di te… ;-)Marinz, quello di sicuro… cioè: sicuramente i fratelli Grimm hanno riadattato tutte queste storie che si sentivano in giro, senza ombra di dubbio :-)Stella: beh, tu pensa a tutti quei poveri disgraziati abbandonati nel bosco perché i genitori non hanno più cibo per sfamarli… Daniele: a quanto pare, l'ipotesi dello stupratore serial killer è stata presa in considerazione da un autore americano, tal William Manchester, che in un suo saggio scrive: "the Pied Piper of Hamelin was a real man, but there was nothing enchanting about him. Quite the opposite; he was horrible, a psychopath and pederast who, on June 24, 1484, spirited away 130 children in the Saxon village of Hammel and used them in unspeakable ways. Accounts of the aftermath vary. According to some, the victims were never seen again; others told of disembodied little bodies found scattered in the forest underbrush or festooning the branches of trees".Il problema è che, o Manchester è stato messo a conoscenza di questi dettagli da una rivelazione divina, o non si capisce da dove abbia tirato fuori questi dati, visto che nessuna altra fonte, né antica né contemporanea, sembra andare nella stessa direzione. Anzi: l'ipotesi del serial killer sembra piuttosto inverosimile, per gli studiosi che hanno affrontato il caso. E' plausibile che un episodio così tanto drammatico (130 bambini ammazzati da uno psicotico) non abbia avuto eco nelle altre cronache locali? Che nessuna carta sia sopravvissuta? Che ne se parli solo ad Hamelin? E poi, 130 vittime in un colpo? A quanto pare, l'ipotesi è stata scartata fin dall'inizio (anche perché, appunto, non ci sono nemmeno indizi che portino in tal senso), a favore di teorie ritenute più plausibili.Tant'è… :-D(N.B. No, non sono un pozzo di cultura come può sembrare: del signor Manchester, ad esempio, ignoravo l'esistenza fino a due giorni fa, quando ho aperto Google per cercare altre eventuali informazioni sul pifferaio di Hamelin… e ho trovato pure lui :-P)Quanto al tuo commento sulle crociate… ahahahaha, mi hai letto nel pensiero! :-DL'idea per questo post mi è venuta quando ho letto che stasera su rete 4 avrebbero trasmesso il film Le Crociate (una BOIATA assoluta dal punto di vista storico, che però è piacevole da vedere… ad esempio per la fotografia in certe scene di battaglia, che sono obiettivamente bellissime). Insomma: volevo fare un post sulle Crociate -> ho pensato alla Crociata dei Fanciulli (colpisce sempre!) -> mi è tornato in mente il pifferaio di Hamelin -> mi sono detta: "okay, lasciamo perdere le Crociate e passiamo direttamente ai Fratelli Grimm".Sei risalito alla fonte dei miei processi mentali :-D :-D

  7. Sto ridendo perché in quel seminario il libro più citato era: Alle origini della festa bolognese della porchetta, ed. Clueb, che detta così sembra una cosa molto locale, in realtà analizza come diverse sagre popolari siano antichissime e rimandino, al di là dei simboli più evidenti (per es. cristiani), a miti, riti e simboli che si perdono nella notte dei tempi e che spesso rivivono nelle fiabe. Per il resto ci basammo sugli appunti presi a lezione e analizzammo in chiave antropologica in particolare le fiabe italiane raccolte da Calvino. Comunque personalmente uno dei saggi che ritengo fondamentali per chi ama la storia e le fiabe è Storia notturna di Carlo Ginzburg, che probabilmente conoscerai; è uno dei miei libri preferiti in assoluto per gli spunti che offre, come anche altri suoi saggi del genere!

  8. Sto ridendo perché in quel seminario il libro più citato era: Alle origini della festa bolognese della porchetta, ed. Clueb, che detta così sembra una cosa molto locale, in realtà analizza come diverse sagre popolari siano antichissime e rimandino, al di là dei simboli più evidenti (per es. cristiani), a miti, riti e simboli che si perdono nella notte dei tempi e che spesso rivivono nelle fiabe. Per il resto ci basammo sugli appunti presi a lezione e analizzammo in chiave antropologica in particolare le fiabe italiane raccolte da Calvino. Comunque personalmente uno dei saggi che ritengo fondamentali per chi ama la storia e le fiabe è Storia notturna di Carlo Ginzburg, che probabilmente conoscerai; è uno dei miei libri preferiti in assoluto per gli spunti che offre, come anche altri suoi saggi del genere!

  9. Oramai ho capito come funzionano i tuoi processi logici XD ihihContinuo a saltare casualmente o meno la visione di quel film U_uDaniele

  10. Oramai ho capito come funzionano i tuoi processi logici XD ihihContinuo a saltare casualmente o meno la visione di quel film U_uDaniele

  11. Mah, guarda, Daniele… ripeto: il film è una BOIATA assoluta dal punto di vista storico; STRAVOLGE completamente alcuni personaggi realmente esistiti che lì vengono presentati in maniera assurda; commette errori storici grossolani fin dalla primissima parola del copione (giuro, non è una battuta! O.o), e l'attore protagonista ha l'espressività di un carciofo… però non è poi così male!Io, ieri sera, l'avrei riguardato volentieri, per dire (poi ho preferito studiare, ché son sotto esame). Ma tenendo bene a mente che non è storicamente attendibile, e che è anche piuttosto anticristiano… non è poi così male, davvero ;-)Flalia: ahahahahaha! Beh, effettivamente mi sei stata utile: senza di te, credo proprio che non l'avrei mai scoperto, Alle origini della festa bolognese della porchetta! :-D :-DLo metto nella whis-list di Anobii: grazie! ;-)Un altro saggio che avevo trovato interessantissimo è quello di Propp, Le radici storiche dei racconti di fate. La passione per le fiabe è uno dei tanti interessi (come quello per le bambole) che ho ereditato da mia madre, mannaggia a lei! :-D(Mannaggia a lei perché, se vado in giro a dire che mi piacciono le bambole e leggo i libri di fiabe, generalmente la gente mi prende per idiota… ;-P)

  12. Mah, guarda, Daniele… ripeto: il film è una BOIATA assoluta dal punto di vista storico; STRAVOLGE completamente alcuni personaggi realmente esistiti che lì vengono presentati in maniera assurda; commette errori storici grossolani fin dalla primissima parola del copione (giuro, non è una battuta! O.o), e l'attore protagonista ha l'espressività di un carciofo… però non è poi così male!Io, ieri sera, l'avrei riguardato volentieri, per dire (poi ho preferito studiare, ché son sotto esame). Ma tenendo bene a mente che non è storicamente attendibile, e che è anche piuttosto anticristiano… non è poi così male, davvero ;-)Flalia: ahahahahaha! Beh, effettivamente mi sei stata utile: senza di te, credo proprio che non l'avrei mai scoperto, Alle origini della festa bolognese della porchetta! :-D :-DLo metto nella whis-list di Anobii: grazie! ;-)Un altro saggio che avevo trovato interessantissimo è quello di Propp, Le radici storiche dei racconti di fate. La passione per le fiabe è uno dei tanti interessi (come quello per le bambole) che ho ereditato da mia madre, mannaggia a lei! :-D(Mannaggia a lei perché, se vado in giro a dire che mi piacciono le bambole e leggo i libri di fiabe, generalmente la gente mi prende per idiota… ;-P)

  13. Ah, ora però voglio sapere qual è la prima battuta :PMa la porchetta di cui parlate. è la stessa cosa a cui penso io? Cioè…  "un maiale intero, svuotato, disossato e condito all'interno con sale, pepe, erbe aromatiche, interiora (rognone escluso) e arrostito in forno" (wikipedia) oppure è qualcos'altro? Sono seriamente interessato a capire cosa sia nel caso :PE tu Lucia non dirlo che ti piaciono bambole e fiabe XD non subito almeno…Daniele

  14. Ah, ora però voglio sapere qual è la prima battuta :PMa la porchetta di cui parlate. è la stessa cosa a cui penso io? Cioè…  "un maiale intero, svuotato, disossato e condito all'interno con sale, pepe, erbe aromatiche, interiora (rognone escluso) e arrostito in forno" (wikipedia) oppure è qualcos'altro? Sono seriamente interessato a capire cosa sia nel caso :PE tu Lucia non dirlo che ti piaciono bambole e fiabe XD non subito almeno…Daniele

  15. Immagino che la porchetta di flalia sia proprio quella da mangiare, ma è meglio se chiediamo conferma a lei :-PInvece, la prima battuta del film, è… "Crociati!".Ora. Non sono, ovviamente, così fondamentalista da pretendere che in un film sulle Crociate non si usi mai il termine "Crociate", ma quella parola lì non esisteva, all'epoca. "Crociata" è un termine molto molto più tardo: all'epoca in cui si svolge il film, si parlava semmai di iter, peregrinatio, passagium (attraverso il mare), auxilum, eccetera eccetera. Anche gli arabi parlavano di "Franchi", "guerrieri franchi", "adunate dei Franchi", eccetera; ma il termine "crociata" non esiste proprio, nell'epoca in cui è ambientato il film.Per carità: ripeto, non sono così folle da pretendere che un film sulle Crociate non usi mai il termine Crociate, però fatto sta che è comunque un anacronismo. Lo sceneggiatore è ammirevolmente riuscito a inserire un errore storico già nella primissima battuta del film – il che, converrai, non è da tutti! :-D;-P

  16. Immagino che la porchetta di flalia sia proprio quella da mangiare, ma è meglio se chiediamo conferma a lei :-PInvece, la prima battuta del film, è… "Crociati!".Ora. Non sono, ovviamente, così fondamentalista da pretendere che in un film sulle Crociate non si usi mai il termine "Crociate", ma quella parola lì non esisteva, all'epoca. "Crociata" è un termine molto molto più tardo: all'epoca in cui si svolge il film, si parlava semmai di iter, peregrinatio, passagium (attraverso il mare), auxilum, eccetera eccetera. Anche gli arabi parlavano di "Franchi", "guerrieri franchi", "adunate dei Franchi", eccetera; ma il termine "crociata" non esiste proprio, nell'epoca in cui è ambientato il film.Per carità: ripeto, non sono così folle da pretendere che un film sulle Crociate non usi mai il termine Crociate, però fatto sta che è comunque un anacronismo. Lo sceneggiatore è ammirevolmente riuscito a inserire un errore storico già nella primissima battuta del film – il che, converrai, non è da tutti! :-D;-P

  17. Ah, quella che si mangia, ho capito… a me non piace proprio, però l'abbiamo fatta fare alla mia comunione ed in un altro paio di occasioni importanti (brrr!), invece nel supermercato dove a volte facciamo la spesa, hanno fatto la porchetta da guinness, più lunga e pesante al mondo :PPer il film invece… Magari quell'errore è dovuto ai doppiatori italiani, anche se non farei troppo affidamento su Scott che ha già combinato un macello ne "Il gladiatore" che io trovo molto mediocre e molto sopravvalutato, parere personale ovvio.Daniele

  18. Ah, quella che si mangia, ho capito… a me non piace proprio, però l'abbiamo fatta fare alla mia comunione ed in un altro paio di occasioni importanti (brrr!), invece nel supermercato dove a volte facciamo la spesa, hanno fatto la porchetta da guinness, più lunga e pesante al mondo :PPer il film invece… Magari quell'errore è dovuto ai doppiatori italiani, anche se non farei troppo affidamento su Scott che ha già combinato un macello ne "Il gladiatore" che io trovo molto mediocre e molto sopravvalutato, parere personale ovvio.Daniele

  19. Muahahahaha, Rino Camilleri ha pubblicato un articolo sull'inattendibilità storica del film! :-D Non l'avevo mica visto, se no avrei linkato direttamente il suo blog ;-)Io non credo affatto che l'errore sia attribuibile ai doppiatori italiani… ma del resto sono disposta a sorvolare (su quello): è solo un termine, pazienza. La cosa che mi da fastidio, sono i film che stravolgono completamente fatti e personaggi storici (come appunto questo film fa benissimo). Mica per altro:  ma poi il grande pubblico, molto comprensibilmente, si convince che Baliano di Ibelin fosse un fabbro, Guido di Lusignano un cretino, i Crociati una massa di idioti che attraversano un deserto senza portarsi dietro l'acqua… eccetera eccetera. Ovviamente un film non può essere un documentario, ma sceneggiature che si discostano così tanto dalla realtà non mi piacciono, comunque.Sai che, invece, Il gladiatore non l'ho mai visto? In effetti, non mi attira particolarmente, né per la trama né per il periodo storico. Ma chissà: se prima o poi passerà in televisione… :-)

  20. proprio stasera si parlava della crociata dei bambini, di Re Artù che viveva a Catania alla base dell'Etna e dell'amante/nemesi di Merlino che stava a Reggio Calabria. beh, un tizio strano ha cominciato a parlare della crociata dei bambini e del fatto che potrebbe essere un errore di traduzione, una persona che TU conosci ci ha parlato del Pifferaio magico… beh, son dovuto venire a leggere. Cmq appena citato Hamelin mi è venuto subito in mente il Papa che porta via i bambini al massacro… :|Topografo

  21. proprio stasera si parlava della crociata dei bambini, di Re Artù che viveva a Catania alla base dell'Etna e dell'amante/nemesi di Merlino che stava a Reggio Calabria. beh, un tizio strano ha cominciato a parlare della crociata dei bambini e del fatto che potrebbe essere un errore di traduzione, una persona che TU conosci ci ha parlato del Pifferaio magico… beh, son dovuto venire a leggere. Cmq appena citato Hamelin mi è venuto subito in mente il Papa che porta via i bambini al massacro… :|Topografo

  22. In realtà Innocenzo III non c'entrava niente con la "crociata": dei due movimenti popolari che ci sono stati in Europa del 1212 (uno in Francia e uno in Germania), nessuno era stato bandito o anche solo lontanamente incoraggiato dal Papa o da qualche altra autorità ecclesiastica :-DQuello francese, se non sbaglio, era addirittura partito da una "littera celestis" che l'animatore di questo movimento dichiarava di aver ricevuto dal Cielo… erano state forme di religiosità popolare molto popolare ;-)In effetti alcuni storici hanno anche ipotizzato un errore di lettura o interpretazione: il termine che noi abbiamo interpretato come "bambini", avrebbe voluto dire "inermi", nel senso di poveri. E in effetti anche questo è possibilissimo – anche se due grandi flussi di pellegrinaggio, nel 1212, ci sono effettivamente stati. E nessuno dei due è finito bene, sol per quello.Da lì alla leggenda, il passo è breve… ;-)

  23. In realtà Innocenzo III non c'entrava niente con la "crociata": dei due movimenti popolari che ci sono stati in Europa del 1212 (uno in Francia e uno in Germania), nessuno era stato bandito o anche solo lontanamente incoraggiato dal Papa o da qualche altra autorità ecclesiastica :-DQuello francese, se non sbaglio, era addirittura partito da una "littera celestis" che l'animatore di questo movimento dichiarava di aver ricevuto dal Cielo… erano state forme di religiosità popolare molto popolare ;-)In effetti alcuni storici hanno anche ipotizzato un errore di lettura o interpretazione: il termine che noi abbiamo interpretato come "bambini", avrebbe voluto dire "inermi", nel senso di poveri. E in effetti anche questo è possibilissimo – anche se due grandi flussi di pellegrinaggio, nel 1212, ci sono effettivamente stati. E nessuno dei due è finito bene, sol per quello.Da lì alla leggenda, il passo è breve… ;-)

  24. Si, il passo è breve. Però le coincidenze ci sono.  E la storia delle assonanze, errori di interpretazione o simili la si può stiracchiare come si vuole… dal dire che lo Stavros è un palo e non una croce (ma in effetti i romani crocifiggevano la gente? O.o)  fino a trovare un assonanza fontetica tra Rattenfänger (Pifferaio) e Ratzinger (omino che va in giro vestito di bianco) L'hai poi vista l'ultima puntata di Lost? Topografo

  25. Si, il passo è breve. Però le coincidenze ci sono.  E la storia delle assonanze, errori di interpretazione o simili la si può stiracchiare come si vuole… dal dire che lo Stavros è un palo e non una croce (ma in effetti i romani crocifiggevano la gente? O.o)  fino a trovare un assonanza fontetica tra Rattenfänger (Pifferaio) e Ratzinger (omino che va in giro vestito di bianco) L'hai poi vista l'ultima puntata di Lost? Topografo

  26. Ecco, QUELLA puntata parla molto di Dio che non interviene lasciando così il campo libero al diavolo (ammesso che Jacob sia Dio e l'uomo nero sia il diavolo). Quando parlano di come col suo NON intervento in effetti favorisse il diavolo e Richard Alpert fa riflettere Jacob (che alla fine gli dà il suo dono) mi sa che TU hai cominciato a intravedere un chiaro riferimento alla religione Cristiana :)Topografo

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