In terra d’Adelchi

Lo so che è passata una vita da quel giorno, ma magari qualcuno se l’era chiesto. Che ne è stato della mia povera casuccia quasi-alluvionata? Alla fin fine, ha smesso di piovere?

Ebbene: avevo appena finito di postare la mia ode alluvionale… quand’ecco che, guardando alla finestra…


Dagli atrj muscosi, dai fori cadenti,
dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
dai solchi bagnati di pioggia infernal,
un volgo umidiccio repente si desta;
e sgrana i suoi occhi, solleva la testa;
osserva nel cielo quel segno fatal.

Ai guardi festosi, ai teneri volti,
quel raggio di sole fra nuvoli folti
annuncia la fine del cieco timor.
Nei guardi, nei volti gioiosi e festanti
brillan quei raggi, dorati e ammaglianti:
finita la pioggia, ritorna il calor.

S’aduna voglioso, si sperde tremante,
per umide vie, con passo vagante:
poi scatta una foto, s’avanza e ristà;
e adocchia e rimira, giuliva e festante,
dell’arco nel cielo il colore smagliante,
che squarcia le nubi, che spazio si fa.

Splendente lo vede, coi sette colori,
che annunciano al mondo dei giorni migliori;
che sembrano fatti per farsi ammirar.
Ed ecco, sparita l’enorme minaccia,
le donne felici, con splendida faccia,
i figli festanti festose guatar.

E lì dai balconi, un po’ sospirando,
quai fotoreporter, guardando, zommando,
da ritta da manca, le foto scattar:
lo vedon, rapiti d’ignoto contento;
con grato stupore si godon l’evento;
e l’arco nel cielo continua a brillar.

Guardate! I colori dell’arcobaleno,
che splendon felici nel cielo sereno,
stupiscon Pavia che a tavola sta.
Sospendon le gioje dei prandj festosi,
assurgono in fretta dai blandi riposi,
ed escono in strada: i Pavesi son qua.

Lasciâr nelle conche dei piatti fumanti
i cibi gustosi, il vin dissetante,
pur di ammirare quell’arcobalen…
è scelta ovvia, per tutti i Pavesi,
che scendono in strada: felici, coesi,
senza esitare; così, in un balen.

A torme, felici s’incontrano insieme,
cantando giulive canzoni di speme,
ma i brutti ricordi tenendo nel cor:
per valli piovose, già pronti i canotti,
vegliaron nel letto le umide notti,
temendo quei flutti del fiume aggressor.

Gli oscuri perigli di stanze accoglienti,
ma or minacciate dall’acque cadenti;
l’altissimo fiume, le pioggi durar;
vederon le sponde sparir lentamente,
coperte dai flutti, dall’acqua crescente;
e quel nubifragio, Pavia impantanar.

Ma il premio sperato, promesso a quei forti
che risolleva tristissime sorti,
non tarda di certo a farsi ammirar.
Lasciate festanti le triste ruine,
(lasciate persino le loro officine!),
gli eredi di Adelchi son pronti a festar.

Il sole discaccia quel tempo barbino;
sotto ai suoi raggi rifulge il Ticino;
l’acqua si abbassa, e lontana se n’ va.
Sorridon le genti, si scuoton gli armenti,
volteggian gli uccelli sui massi roventi:
la piena è passata; il bel tempo è già qua.

7 pensieri riguardo “In terra d’Adelchi

  1. A onor del vero mi dicono che adesso ha ricominciato a piovere, (attualmente son a Torino), ma facciamo finta che sia vero che "occhio non vede, cuore non duole"… glom

  2. Brava, brava, brava, brava!!!!!Trovato il pentolone con le monete d'oro sotto l'arcobaleno? No??..non importa..La tua ricchezza sta  soprattutto nelle  multiformi capacità espressive di cui sei dotata …Complimenti e saluti  da Cindy.

  3. Diego, marinz, in effetti vado molto fiera della mia fotografia: credo sia una delle più belle foto che ho mai scattato in assoluto! *__* (Il che la dice lunga sulle mie abilità fotografiche, a ben vedere… :-P)Grazie! :-Psuibhne, in effetti a me piace molto Manzoni, ma effettivamente il coro dell'Adelchi non è fra i miei pezzi preferiti. Però ci sono affezionata, perché la prima volta in cui l'ho letto "seriamente" (cioè, studiandolo, in terza liceo), sapevo già che mi sarei trasferita a Pavia di lì a pochi mesi. E quindi mi aveva molto molto molto coinvolta l'Adelchi nel complesso, perché vedeva protagonisti tutti i personaggi che… di lì a poco, avrei cominciato a conoscere ;-)flalia, non dirlo troppo forte: adesso la mia vena lirica è con me a Torino (e, peraltro, è abbastanza stremata dalle mie fatiche sindoniche), ma mi dicono che a Pavia il Ticino è altissimo!! :-SAdesso credo (spero) che il livello sia tornato nella norma, ma qualche giorno fa eran di nuovo tutti sul chi va là… che stress Cindy, ma grazie :-P E comunque… no: grandissima delusione! L'arcobaleno finiva nel giardinetto di quelle casine lì che ho fotografato, e non potevo intrufolarmi oltre il cancello per cercare il pentolone!! Sob… qualche metro più in là, e sarebbe stato mio!Comunque era davvero un arcobaleno bellissimo, eh: la foto non rende, forse Antaress può testimoniare, ma io non avevo mai visto un arcobaleno così bello, così nitido, così luminoso, in tutta la mia vita! :-)

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