A Torino. Prima tappa. Benvenuti alla stazione!

Benissimo, miei cari!
Fatto buon viaggio? Goduto il panorama? Pregustati i panorami e le piazze subalpine? Dal canto mio, sono proprio felice che siate arrivati a Torino, seppur in via del tutto telematica!
E giustamente, da brava anfitriona, son qui ad attendervi. Impaziente. Alla stazione.

La stazione di Torino, per chi non l’avesse mai vista, è un piccolo gioiello.
Deve fare un certo effetto, per un turista, l’arrivo a Porta Nuova. Il treno comincia a rallentare – le prime case! – e passi sotto l’Arco Olimpico.
L’Arco Olimpico è una schifezza immonda di cui vi parlerò più tardi: avercelo davanti a casa ti fa venir voglia di piazzarci sotto una carica di dinamite e innescare il detonatore, ma immagino che per un turista possa esser scenografico.
In ogni caso il treno incomincia a rallentare, passa sotto l’Arco Olimpico, si ferma a Porta Nuova… e tu esci in strada, guardandoti attorno, curioso di vedere finalmente uno stralcio di Torino.

Bene.
Se foste a Torino in mia compagnia, a questo punto, io vi guiderei al di fuori della stazione, e poi vi ordinerei di fare dietrofront.
Perché la facciata di Porta Nuova è una delle cose più carine che Torino possa vantare – ed è rimasta così, con tanto di giardinetto e fontanella, come la vedete in questa foto in bianco e  nero:
 


Dicono popolarmente che Porta Nuova sia la bomboniera di Torino, e in effetti il paragone può essere azzeccato. Se vi stavate chiedendo che razza di senso avesse chiamare una stazione ferroviaria col nome di “Porta Nuova”, beh, sappiate che “Porta Nuova” sorge sulle fondamenta della antica porta di città, fatta edificare nel 1619 dall’erede al trono Vittorio Amedeo I di Savoia.
“Porta Nuova” – quella vecchia – era in effetti una grossa bomboniera; o, per meglio dire, un regalo per le nozze. Serviva ad accogliere Maria Cristina di Francia, la promessa sposa di Vittorio Amedeo I: non so se la fanciulla sia stata impressionata, ma fatto sta che la stazione deve il nome a questo vecchio monumento.
Porta Nuova era la vecchia porta di Torino, insomma. Ed era stata nuova, come porta, un tempo.
Al giorno d’oggi, invece, Porta Nuova è vecchierella: pare che di qui a qualche anno se ne andrà in pensione, a seguito di un rifacimento delle linee ferroviarie. Risulterà tagliata fuori dal percorso dei treni, a quanto pare, e altre stazioni prenderanno il suo posto: di conseguenza, già ci si domanda che cosa fare di questa grande area che resterà inutilizzata…

… ed ecco che, prode Genio Torinese, qualche spirito illuminato ha buttato lì la proposta dell’anno.
Prendiamo la stazione, e trasformiamola in una spiaggia!
Proprio così: temo che sian seri. Da qualche tempo a questa parte, a Torino c’è questo grosso comitato che promuove l’arrivo del mare sotto ai monti. Mega-piscina dove c’eran le rotaie, e stazione termale sotto l’atrio della stazione. Paiono entusiasti, e sembrano impazienti di veder Torino riempirsi di bagnanti.
 


Ma per adesso Porta Nuova è ancora una stazione, fortunatamente, e io ve l’ho già detto: quando uscite da Porta Nuova, datele un’occhiata.
Potrebbe essere una delle ultime volte che la vedete, prima che qualche pazzo la trasformi in Porta Nuova Beach. E capite bene che per una Torinese – geneticamente avversa ai cambiamenti, come tutto il popolo sabaudo – la sola idea sia sufficiente per far venire una certa tachicardia.
Ma insomma!


***

Ad ogni modo.
Apprezzata, Porta Nuova?
Adesso guardatevi attorno, signori e signori: perché sta per cominciare il vostro viaggio per Torino!

La prima cosa che notate, a Torino, son le strade. (E grazie al cavolo, mi direte voi: e in effetti…).
Le strade, a Torino, sono tutte particolari. Non sono come le strade di qualsiasi altra città del mondo.
Per dirne una, sono tutte porticate.
Non sto scherzando: Torino è piena di portici per davvero. Un giorno, un pazzo s’è messo a contarli tutti quanti, e ne ha concluso che a Torino abbiamo 18 chilometri di strada interamente porticata.
12,5 di questi chilometri, sono continui e connessi fra di loro: il che dona a Torino un primato tutto invidiabile, a ben vedere. Torino è l’unica città al mondo in cui, se comincia a piovere e tu sei in giro senza ombrello, puoi tranquillamente continuare a camminare. Puoi camminare per dodici chilometri, sotto al diluvio, senza ombrello, e riuscirai sempre a non bagnarti (ve l’ho detto, che Torino ha i suoi lati positivi! Una città senza pozzanghere!).

Ma le strade di Torino – e qui concludo – sono strane anche per quest’altro fatto.
Sono tutte – perfettamente – regolari.  
Regolari nel senso che sembran fatte col compasso (mi sembra piuttosto comprensibile che il Grande Architetto abbia un mucchio di seguaci, in una città così squadrata): una intersezione di vie geometricamente ordinate, una serie infinita di angoli retti. A prova di goniometro!
Croce e delizia di tutti i Torinesi, le nostre strade così perfette e regolari sono la causa prima per cui è praticamente impossibile, perdersi, lassù a Torino. (Io ovviamente mi ci perdo comunque, ma va beh: son un caso disperato).
Ma le strade di Torino, così perfette e regolari, sono anche la condanna eterna di tutti i Torinesi: che a casa sono abituati troppo bene, e finiscono col perdersi sempre e comunque quando provano a orientarsi in una qualsivoglia altra città d’Italia.
Se dovete chiedere indicazioni perché vi siete persi come degli idioti in casa vostra, potete sempre giustificarvi: “scusi, sa… ma sono di Torino…”.

E potete giustificarvi anche se siete un po’ bislacchi, a ben vedere.
Secondo Enrico Thovez, poeta piemontese, la monotona regolarità delle vie sabaude ha inciso sul profondo, nella psiche di noi poveri abitanti autoctoni. Questa fitta maglia di “dritte vie corrusche di rotaie”, che s’intersecano ad angolo retto in applicazione di un principio che ormai è diventato un dogma, pare abbia agito a livello inconscio su noi poveri abitanti. È a causa delle vie – sostiene Thovez – che anche la nostra forma mentis è rigida, marmorea, “a graticola”. E così, noi Torinesi, circondati dal rigore geometrico in ogni singolo isolato, siamo portati a essere geometrici (o rigidi?) anche quando ragioniamo. Ovverosia: una novità ci atterra, un imprevisto ci distrugge, una innovazione ci lascia seriamente sospettosi.
Siamo Torinesi. Siamo bugianen. Siamo tutti strani, demodé, e un po’ all’antica.

Sì, insomma: questo post l’ho scritto per giustificarmi.
Ogni tanto, leggendomi, magari lo pensate: “ma questa è pazza?”.
Non sono pazza, signori.
O quantomeno: sarò anche pazza; ma non è certo colpa mia.
Se vi sembro strana, di tanto in tanto, dovete pazientare: ormai avete intuito la causa vera.
Abbiate pazienza, eh… ma non è colpa mia, capite?
È che sono Torinese

31 pensieri su “A Torino. Prima tappa. Benvenuti alla stazione!

  1. utente anonimo ha detto:

    Ahm, io invece credevo che Porta Nuova fosse un nome comune per le stazioni, anche perchè ne ho una "vicina" che si chiama così, quindi non mi sono minimamente posto il problema del perchè si chiamasse in un modo così "particolare" O_O evidentemente mi sbagliavo gh!A me sinceramente la stazione non è che sia piaciuta molto eh :P Cioè, va bene, la facciata è una piccola bomboniera come dici te, ma dentro… fili elettrici penzolanti ovunque, ambienti sporchi, degradati… una stazione, come tutte le stazioni, pure un po'oscura boh :PLa storia dei portici già la sapevo grazie alla guida turistica XD fu una delle prime cose che ha detto!Io una volta in macchina, anche se non guidavo io, mi sono perso per Torino, e stavo proprio pensando come diamine fosse possibile visto che le strade sono tutte squadratissime :PDaniele

  2. utente anonimo ha detto:

    Ahm, io invece credevo che Porta Nuova fosse un nome comune per le stazioni, anche perchè ne ho una "vicina" che si chiama così, quindi non mi sono minimamente posto il problema del perchè si chiamasse in un modo così "particolare" O_O evidentemente mi sbagliavo gh!A me sinceramente la stazione non è che sia piaciuta molto eh :P Cioè, va bene, la facciata è una piccola bomboniera come dici te, ma dentro… fili elettrici penzolanti ovunque, ambienti sporchi, degradati… una stazione, come tutte le stazioni, pure un po'oscura boh :PLa storia dei portici già la sapevo grazie alla guida turistica XD fu una delle prime cose che ha detto!Io una volta in macchina, anche se non guidavo io, mi sono perso per Torino, e stavo proprio pensando come diamine fosse possibile visto che le strade sono tutte squadratissime :PDaniele

  3. StellaSenna ha detto:

    Io a Torino ci son stata… ma dall'ultima volta è passato un bel po' di tempo e tutte questi particolari mica li ricordo…:)Detto questo, passerò a vedere la stazione prima che diventi beach, of course. Anche se, penso io, pensare ad una stazione, io continuerò  a ricordare quella di Milano…associazioni…Ma davvero le strade a torino son tutte cosi regolari???

  4. StellaSenna ha detto:

    Io a Torino ci son stata… ma dall'ultima volta è passato un bel po' di tempo e tutte questi particolari mica li ricordo…:)Detto questo, passerò a vedere la stazione prima che diventi beach, of course. Anche se, penso io, pensare ad una stazione, io continuerò  a ricordare quella di Milano…associazioni…Ma davvero le strade a torino son tutte cosi regolari???

  5. Lucyette ha detto:

    Daniele, in effetti la stazione di Torino non è l'unica a chiamarsi Porta Nuova, ma immagino che ci sia comunque un motivo per cui una stazione ferroviaria prende quel nome… cioè, non è che "Porta Nuova" sia la prima cosa a cui pensi se ti immagini un treno, voglio dire :-PProbabilmente, anche le stazioni di altre città si chiamano così per ragioni simili…In compenso, sai?, ultimamente Porta Nuova è migliorata tantissimo! Non ho idea del perché si siano messi a fare dei lavori di ristrutturazione a Porta Nuova quando la stazione verrà abbandonata di qui a qualche anno, ma fatto sta che hanno fatto dei lunghissimi lavori di ristrutturazione… e l'interno adesso è proprio bellino.O meglio: è da un po' che non ci vado più, in effetti; ma l'ultima volta che ci sono andata, era effettivamente molto bella, tirata a lucido.(Pare – così mi dice mia zia – che abbiano in mente di tenere attivo l'atrio di Porta Nuova per tutte quelle operazioni "amministrative", tipo abbonamenti ferroviari, ufficio oggetti smarriti, eccetera. I treni arriveranno in altre stazioni, ma Porta Nuova resterà attiva in questo senso; e da lì, i lavori di ristrutturazione).Stella, a Torino le strade sono TUTTE regolarissime… ora io non pretendo di conoscere tutte le strade di Torino, ovviamente, ma me ne vengono in mente solo tre che sono "storte"…Peraltro, pare che a Torino sia anche complicatissimo guidare, a causa dei controviali. Ora: io non mi sono ancora decisa a prendere la patente, quindi non so scendere nei dettagli, ma comunque a Torino abbiamo i viali e i controviali, e se tu vuoi uscire da un viale devi prima svoltare nel controviale, cosa che però non sempre è possibile (o qualcosa del genere. Te l'ho detto: non avendo la patente…).Fatto sta che quando uno straniero viene in macchina a Torino, finisce inevitabilmente per andare in crisi con la segnaletica di viali e controviali (pare che i controviali non ci siano, in altre città d'Italia), e insomma le nostre vie sono davvero piuttosto insidiose.Tenendo conto che io prenderò la patente a Pavia, immagino che sarà veramente spassosissimo vedermi poi al volante nel caos di Torino… :-P

  6. Lucyette ha detto:

    Daniele, in effetti la stazione di Torino non è l'unica a chiamarsi Porta Nuova, ma immagino che ci sia comunque un motivo per cui una stazione ferroviaria prende quel nome… cioè, non è che "Porta Nuova" sia la prima cosa a cui pensi se ti immagini un treno, voglio dire :-PProbabilmente, anche le stazioni di altre città si chiamano così per ragioni simili…In compenso, sai?, ultimamente Porta Nuova è migliorata tantissimo! Non ho idea del perché si siano messi a fare dei lavori di ristrutturazione a Porta Nuova quando la stazione verrà abbandonata di qui a qualche anno, ma fatto sta che hanno fatto dei lunghissimi lavori di ristrutturazione… e l'interno adesso è proprio bellino.O meglio: è da un po' che non ci vado più, in effetti; ma l'ultima volta che ci sono andata, era effettivamente molto bella, tirata a lucido.(Pare – così mi dice mia zia – che abbiano in mente di tenere attivo l'atrio di Porta Nuova per tutte quelle operazioni "amministrative", tipo abbonamenti ferroviari, ufficio oggetti smarriti, eccetera. I treni arriveranno in altre stazioni, ma Porta Nuova resterà attiva in questo senso; e da lì, i lavori di ristrutturazione).Stella, a Torino le strade sono TUTTE regolarissime… ora io non pretendo di conoscere tutte le strade di Torino, ovviamente, ma me ne vengono in mente solo tre che sono "storte"…Peraltro, pare che a Torino sia anche complicatissimo guidare, a causa dei controviali. Ora: io non mi sono ancora decisa a prendere la patente, quindi non so scendere nei dettagli, ma comunque a Torino abbiamo i viali e i controviali, e se tu vuoi uscire da un viale devi prima svoltare nel controviale, cosa che però non sempre è possibile (o qualcosa del genere. Te l'ho detto: non avendo la patente…).Fatto sta che quando uno straniero viene in macchina a Torino, finisce inevitabilmente per andare in crisi con la segnaletica di viali e controviali (pare che i controviali non ci siano, in altre città d'Italia), e insomma le nostre vie sono davvero piuttosto insidiose.Tenendo conto che io prenderò la patente a Pavia, immagino che sarà veramente spassosissimo vedermi poi al volante nel caos di Torino… :-P

  7. Lucyette ha detto:

    Beh, prima o poi la patente la prenderò comunque, non è che mi sia decisa. A parte il terrore irrazionale di mettermi al volante, che però forse mi passerà con la pratica (spero), il fatto è che comunque la macchina non l'avrei proprio usata, in questi anni, quindi non valeva la pena di prender la patente e poi dimenticarsi come si guida. Immagino che la prenderò nel lasso di tempo fra laurea triennale e laurea specialistica, quando è ragionevole pensare che a breve tempo dovrò incominciare a spostarmi per lavoro… e di conseguenza, la prenderò ovviamente qui a Pavia.In effetti non so spiegarti bene cosa sia un controviale, quindi copio dallo Zingarelli: controvïale s. m. [comp. di contro- e viale]. – Ciascuna delle carreggiate laterali di un viale a tre o più carreggiate; i controviali sono generalmente meno ampî della carreggiata centrale e separati da questa mediante spartitraffico sistemati a verde e spesso alberati; su di essi viene istradato il traffico locale, mentre la carreggiata centrale è riservata al traffico veloce o, a volte, ai mezzi di trasporto pubblico circolanti in sede propria.Ora: a quanto ho capito io, se tu vuoi uscire dal viale devi prima svoltare nel controviale, cosa che però non è sempre possibile…Insomma, onestamente non ho idea di quale sia il problema, ma comunque pare che il problema ci sia: su FaceBook ci sono anche dei fanclub appositamente dedicati ai controviali di Torino, tanto per dirne una :-P

  8. Lucyette ha detto:

    Beh, prima o poi la patente la prenderò comunque, non è che mi sia decisa. A parte il terrore irrazionale di mettermi al volante, che però forse mi passerà con la pratica (spero), il fatto è che comunque la macchina non l'avrei proprio usata, in questi anni, quindi non valeva la pena di prender la patente e poi dimenticarsi come si guida. Immagino che la prenderò nel lasso di tempo fra laurea triennale e laurea specialistica, quando è ragionevole pensare che a breve tempo dovrò incominciare a spostarmi per lavoro… e di conseguenza, la prenderò ovviamente qui a Pavia.In effetti non so spiegarti bene cosa sia un controviale, quindi copio dallo Zingarelli: controvïale s. m. [comp. di contro- e viale]. – Ciascuna delle carreggiate laterali di un viale a tre o più carreggiate; i controviali sono generalmente meno ampî della carreggiata centrale e separati da questa mediante spartitraffico sistemati a verde e spesso alberati; su di essi viene istradato il traffico locale, mentre la carreggiata centrale è riservata al traffico veloce o, a volte, ai mezzi di trasporto pubblico circolanti in sede propria.Ora: a quanto ho capito io, se tu vuoi uscire dal viale devi prima svoltare nel controviale, cosa che però non è sempre possibile…Insomma, onestamente non ho idea di quale sia il problema, ma comunque pare che il problema ci sia: su FaceBook ci sono anche dei fanclub appositamente dedicati ai controviali di Torino, tanto per dirne una :-P

  9. StellaSenna ha detto:

    uhm… credo di aver capito il controviale…ce ne sono anche e milano…e ho capito anche il problema dell'uscita…a volte si devono fare dei giri pazzeschi per attraversare la strada,…

  10. StellaSenna ha detto:

    uhm… credo di aver capito il controviale…ce ne sono anche e milano…e ho capito anche il problema dell'uscita…a volte si devono fare dei giri pazzeschi per attraversare la strada,…

  11. Lucyette ha detto:

    Sì…Cioè, ripeto: io non guido, quindi non ne ho idea, ma pare che a Torino ci sia un corso (corso Regina Margherita, forse?), in cui teoricamente non è possibile svoltare nel controviale MAI.Cioè, teoricamente, una volta che sei lì in quel corso, dovresti andare avanti dritto fino alla fine della strada, attraversando l'intera città senza mai poterne uscire :-PTeoricamente, appunto… ;-)

  12. Lucyette ha detto:

    Sì…Cioè, ripeto: io non guido, quindi non ne ho idea, ma pare che a Torino ci sia un corso (corso Regina Margherita, forse?), in cui teoricamente non è possibile svoltare nel controviale MAI.Cioè, teoricamente, una volta che sei lì in quel corso, dovresti andare avanti dritto fino alla fine della strada, attraversando l'intera città senza mai poterne uscire :-PTeoricamente, appunto… ;-)

  13. Cappellai0Matto ha detto:

    Oh si… I portici li ricordo perfettamente! Almeno adesso…Sono stato a Torino una sola volta, durante un viaggio in giro per l'Italia fatto durante l'estate della maturità.Allora non ci avevo fatto caso, ma  camminavamo in effettio sempre coperti, fiancheggiando le strade al riparo dei porticati. Ma, sul momento non avevo notato la particolarità della faccenda…Ora, invece, mi hai aperto gloi occhi. E' proprio vero… A Torino si bazzica con la testa perennemente coperta, si.Riguardo Porta Nuove, invece… Beh. Non mi son girato a vederla u.u

  14. Cappellai0Matto ha detto:

    Oh si… I portici li ricordo perfettamente! Almeno adesso…Sono stato a Torino una sola volta, durante un viaggio in giro per l'Italia fatto durante l'estate della maturità.Allora non ci avevo fatto caso, ma  camminavamo in effettio sempre coperti, fiancheggiando le strade al riparo dei porticati. Ma, sul momento non avevo notato la particolarità della faccenda…Ora, invece, mi hai aperto gloi occhi. E' proprio vero… A Torino si bazzica con la testa perennemente coperta, si.Riguardo Porta Nuove, invece… Beh. Non mi son girato a vederla u.u

  15. StellaSenna ha detto:

    Uhm… teoricamente a parte, dall'altra parte della strada si dovrebbe poter uscire, cioè, credo che qualche via laterale ci sia…eheh… in ogni caso penso dipenda sempre dalla destinazione finale…..:PP

  16. Lucyette ha detto:

    Cappellaio, sì: e in effetti io ho buttato lì la faccenda della pioggia, ma non hai idea di quanto sia comodo d'estate (stai sempre all'ombra!).Ribadisco quanto detto in altro tempo e in altra sede, e cioè che tu devi assolutamente tornare a Torino per vedere il Museo della Marionetta, che un Folle Giocattolaio… non può assolutamente perdersi! ;-)Peraltro sono bellissimi anche gli spettacoli – e tu, da Folle Giocattolaio, devi ASSOLUTAMENTE fare in modo di vedere "La Rivolta dei Giocattoli" (bambini viziati si fanno comprare un sacco di giocattoli e poi non li usano, cosicché i giocattoli dimenticati si arrabbiano, congiurano, e… organizzano una rivolta) ;-)Davvero, le marionette Lupi sono qualcosa che non puoi perderti (non potete! Tutti voi che leggete questo commento!) :-DStella, lo so, ma a dar retta alla segnaletica ti ritrovi imprigionato in questo corso senza fine, costretto a percorrere quella strada fino alla fine dei tempi :-D

  17. shinykida ha detto:

    Lucy, tranquilla che una volta presa la patente e guidato un po' ti passerà la paura!Io per esempio non so girare con i mezzi pubblici (e un po' li odio anche)!Ma è anche vero che vivo in una cittadina piccina piccina…altro che controviali!!chiara

  18. shinykida ha detto:

    Lucy, tranquilla che una volta presa la patente e guidato un po' ti passerà la paura!Io per esempio non so girare con i mezzi pubblici (e un po' li odio anche)!Ma è anche vero che vivo in una cittadina piccina piccina…altro che controviali!!chiara

  19. marinz ha detto:

    tutte le volte che sono stato a Torino non ho mai fatto caso alla facciata… forse perchè uscivo sempre dalla via laterale o scendevo a Porta Susa :PLe ultime volte poi c'erano sempre i lavori e quindi era un bel problema girare davanti alla stazione… ma da li ho preso la metropolitana, quella senza conducente… davvero avveniristica :)Circa i viali a Milano ce ne sono di controviali… da quel che mi ricordo non mi sembra che ci siano problemi ad uscire dal controviale… cioè dal viale, parte centrale, il controviale è la carreggiata laterale che dove entrano e sbucano le viette…. forse se sei nel viale devi aspettare qualche centinaio di metri per poter entrare nel controviale e quindi uscire da quella strada :)L'idea della spiagga è sicuramente copiata da Milano che ha il suo "lido" sotto l'arco di trionfo dietro il parco Sempione :o)Un sorriso :)

  20. Lucyette ha detto:

    Chiara, sì, lo spero! :-)
    Io non ho nessun problema a spostarmi coi mezzi pubblici in città (o meglio: a Torino ho problemi eccome – a Torino in mezzi pubblici fan schifo – ma tanto è impossibile girare in macchina a Torino centro; e quindi…).
    Dicevo: io non ho problemi coi mezzi pubblici in città, ma diciamo che ho una leggera antipatia per i treni (giusto per essere eufemistici…). E quindi… :-)

    Marinz, confermo: 'sti geni dell'architettura portano ad esempio proprio Milano… bah… :-P
    In compenso, credo che il problema dei controviali, a Torino, sia proprio la segnaletica stradale. A dar retta alla segnaletica (cosa che non fa nessuno, comprensibilmente), una volta che sei nel viale non puoi più entrare nel controviale, se non una volta ogni tanto. Mi dicono che c'è un corso (credo corso Regina Margherita, ma dovrei chiedere) in cui non è possibile svoltare nel controviale per tutta la durata del tragitto. Cioè: una volta che sei lì dentro, sei costretto a percorrerlo fino all'altro capo della città, per uscire!
    Ovviamente tutti quanti svoltano comunque nel controviale, ma teoricamente non si potrebbe…

  21. Lucyette ha detto:

    Chiara, sì, lo spero! :-)
    Io non ho nessun problema a spostarmi coi mezzi pubblici in città (o meglio: a Torino ho problemi eccome – a Torino in mezzi pubblici fan schifo – ma tanto è impossibile girare in macchina a Torino centro; e quindi…).
    Dicevo: io non ho problemi coi mezzi pubblici in città, ma diciamo che ho una leggera antipatia per i treni (giusto per essere eufemistici…). E quindi… :-)

    Marinz, confermo: 'sti geni dell'architettura portano ad esempio proprio Milano… bah… :-P
    In compenso, credo che il problema dei controviali, a Torino, sia proprio la segnaletica stradale. A dar retta alla segnaletica (cosa che non fa nessuno, comprensibilmente), una volta che sei nel viale non puoi più entrare nel controviale, se non una volta ogni tanto. Mi dicono che c'è un corso (credo corso Regina Margherita, ma dovrei chiedere) in cui non è possibile svoltare nel controviale per tutta la durata del tragitto. Cioè: una volta che sei lì dentro, sei costretto a percorrerlo fino all'altro capo della città, per uscire!
    Ovviamente tutti quanti svoltano comunque nel controviale, ma teoricamente non si potrebbe…

  22. shinykida ha detto:

    Chiamandomi io Ferrari (di cognome) e abitando nella terra dei motori, non potevo non amare guidare.Certo, mi viene anche il nervoso eh…ma in linea di massima mi piace guidare.Odio tantissimo invece i mezzi, treni o bus o tram…in egual misura.chiara :D

  23. shinykida ha detto:

    Chiamandomi io Ferrari (di cognome) e abitando nella terra dei motori, non potevo non amare guidare.Certo, mi viene anche il nervoso eh…ma in linea di massima mi piace guidare.Odio tantissimo invece i mezzi, treni o bus o tram…in egual misura.chiara :D

  24. utente anonimo ha detto:

    Ieri sera ho aperto questo corso su google street e ho beccato un punto dove si poteva girare, mi pare proprio nel controviale, ma non ricordo a che altezza (e ora ovviamente non lo ritrovo!), comunque mi sembrava tra la tangenziale nord e prima del centro :P Boh sei tu la Torinese :P Certo che è assurdooooDaniele

  25. utente anonimo ha detto:

    Ieri sera ho aperto questo corso su google street e ho beccato un punto dove si poteva girare, mi pare proprio nel controviale, ma non ricordo a che altezza (e ora ovviamente non lo ritrovo!), comunque mi sembrava tra la tangenziale nord e prima del centro :P Boh sei tu la Torinese :P Certo che è assurdooooDaniele

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