Pillole di Storia · quaresima 2011

Rose d’oro a gambo lungo

A proposito.
Se c’è una cosa che proprio non capisco, è questa mania degli uomini di regalar fiori alle ragazze.
Per carità, non dico mica: un mazzo di fiori rallegra l’atmosfera e dona colore alla stanza… fintantoché è fresco e in fiore. Subito dopo inizia a appassire, e bisogna buttarlo nell’arco di due o tre giorni.
Ora: o hai il conto in banca di Bill Gates, e quindi puoi anche permetterti di comprare un mazzo di fiori al giorno in saecula saeculorum amen, oppure c’è qualcosa che non torna. Perché diamine stai a spendere i tuoi soldi in un regalo che durerà sì e no mezza giornata?! Ma compra qualcosa che si possa conservare! Non so cosa sia ‘sta fissazione femminile per i fiori, ma è una di quelle cose che mi fanno sospettare di non essere in realtà una femmina.
Boh?

Nel delirio generalizzato di questa tradizione dispendiosa e assurda, c’è una sola tipologia floreale che quasi quasi salverei.
Anzi, due: la prima tipologia consiste nei cactus, perché i cactus durano per anni ed anni e quindi posso ancora capire, sforzandomi, l’investimento. Ma il problema non si pone, perché credo spero che al mondo esista un’unica persona capace di regalare un cactus alla propria moglie per festeggiare i venticinque anni di matrimonio (e si tratta di mio padre, che ve lo dico a fare?).
La seconda tipologia di fiori consiste – ehm – nei fiori finti. Che detta così fa venire in mente degli ingombranti vasi acchiappapolvere che attraggono ragnatele sul tavolo del salotto, ed effettivamente è vero, ma almeno non si decompongono.
E soprattutto, questo cappello introduttivo era funzionale al resto del mio post: serviva infatti a presentarvi il protagonista del mio post odierno…
… che è un fiore, per l’appunto.
Un fiore quaresimale.
Un fiore quaresimale e finto.

Sapete?
Capiterà fra pochi giorni, domenica 3 aprile.
Se andate a Messa e il vostro sacerdote è in gamba, vi accorgerete fin dai primi istanti che si tratta di un giorno speciale; forse il più speciale e bello di tutta la Quaresima.
Fra pochi giorni, infatti, cadrà la domenica Laetare… ovverosia, la quarta domenica di Quaresima. Il nome deriva dai primi versi dell’introito cantato nella Messa di quel giorno: Laetare Jerusalem, “rallegrati, Gerusalemme!”.
E in effetti, la domenica Laetare è un ottimo promemoria per ricordarci che, nonostante l’atmosfera penitenziale della Quaresima, dobbiamo rallegrarci eccome. La Pasqua è ormai vicina: ed è un evento meravigliosamente splendido!

È proprio in quest’atmosfera festosa che, fin dal Medioevo, i Papi abbandonavano i tristi paramenti viola e si circondavano – fra le altre cose – di oggetti ben più allegri.
Fiorellini, nello specifico.
Per esser più precisi, rose.
Rose splendenti e luminose, essendo infatti fatte d’oro.

Non si sa con precisione a quando risalga questa usanza. Papa Leone IX (1002 – 1054) è il primo a nominarla, ma ce ne parla come se si trattasse di una festa ben più antica. Probabilmente risale all’epoca di Carlo Magno, o giù di lì.
Comunque sia, la tradizione consisteva in questo: il Papa si faceva forgiare una rosa d’oro (proprio una rosa, eh: bocciolo, foglie, gambo, e tutto quanto), e poi la regalava in giro. Proprio come ai giorni nostri – solo che il Papa non era scemo, e infatti regalava oggetti duraturi e non decomponibili.

A chi la regalava, ‘sta rosa d’oro, il Papa?
Evidentemente, non alla sua fidanzatina: la rosa d’oro del pontefice era dunque un ambito riconoscimento che veniva assegnato, di anno in anno, a qualcuno di particolarmente meritevole. Generalmente si trattava di re o di nobili, che si erano distinti per il loro zelo religioso e per la loro fedeltà al Signore.
Vi faccio qualche nome: fra i destinatari della rosa d’oro, possiamo trovare Isabella di Castiglia, detta “la Cattolica”, ma anche Enrico VIII (che prima di impazzire correndo dietro alle sottane, era stato un grande sostenitore della cristianità cattolica). Altri esempi: la sfortunata figlia nata da Enrico VIII e Caterina d’Aragona, e addirittura la principessa Sissi  in carne ed ossa (mah). Un po’ di orgoglio subalpino, e aggiungerò che una delle ultime rose d’oro della Storia fu donata a Elena di Savoia, consorte di Vittorio Emanuele III e madre di Umberto II. Nel 2001 hanno anche avviato il suo processo di canonizzazione, per inciso.

“Una delle ultime rose d’oro della Storia”, ho detto.
Beh: sono stata imprecisa, a dire il vero.
Le rose d’oro del Papa, attraverso i secoli, continuano ad esistere: solo che sono state profondamente ripensate; e soprattutto, è cambiato il destinatario.

Nei secoli più antichi, come vedete, l’onorificenza della rosa d’oro spettava a tutti indistintamente, senza far caso al sesso. Enrico VIII era senz’altro un maschio, eppure il Papa gli mandava comunque i fiorellini.
Poi – pian piano – è cambiata la sensibilità generale, e i fiori hanno cominciato ad esser visti come regalo decisamente più adatto ad una femmina. Negli ultimi due-trecento anni, le rose d’oro della cristianità hanno cominciato ad essere donate solo ed esclusivamente alle donne, e solamente a loro: generalmente, il Papa premiava una qualche regina che si fosse distinta per carità e per zelo.
Che io sappia, l’ultima donna che abbia mai avuto l’onore di ricevere una rosa d’oro è stata Carlotta di Lussemburgo, nel 1956, dalle mani di Pio XII.
Poi Pio XII è morto, e le cose son cambiate.

Son cambiate per tante ragioni, eh.
Punto primo: nell’arco di pochi anni, la disponibilità di regine ancora in carica si era fatta pericolosamente scarsa. A parte la regina di Spagna, chi potremmo premiare, ai giorni nostri? Angela Merkel?
Punto secondo: oggigiorno, ci si lamenta delle ingerenze della Chiesa anche solo quando il Papa si azzarda a fare uno sbadiglio. Figuriamoci il caos che succederebbe se il Vaticano decidesse di conferire un premio alla tal politicante, sottolineando implicitamente l’approvazione delle sue idee politiche! Un conto è premiare una regina, che in fin dei conti fa abbastanza poco; un conto è premiare un parlamentare. Obiettivamente improponibile.
Punto terzo: va bene tutto, ma ce lo vedete il Papa a mandare in giro mazzolini di fiori alle signore? Sarà che si tratta del gesto galante per eccellenza, ma io lo troverei ridicolo.
Punto quarto: col Concilio Vaticano II son cambiate tante cose, e anche la tradizione della rosa d’oro se n’è andata un po’ in disuso.
Non che sia scomparsa, eh.
Solo che si è fatta ben più rara.

In origine, la rosa d’oro veniva assegnata una volta all’anno durante la Quaresima: a partire dalla seconda metà del Novecento, invece, la rosa dorata è diventata qualcosa di rarissimo. In quindic’anni di pontificato, Paolo VI ne ha donate solamente cinque. Giovanni Paolo II, ancor di meno: appena quattro.
E soprattutto, è cambiato il destinatario di questi doni. Prima era un individuo in carne ed ossa, come vi ho detto; poi la rosa è stata destinata solo alle donne; infine, la rosa ha cominciato ad essere donata solo ed esclusivamente ai luoghi di culto.
Così. Come onorificenza.
Il Papa va in un santuario di particolare importanza, e decide di premiarlo con questo dono ambito e preziosissimo: porta con sé una rosa d’oro, e la depone nella chiesa.
Giovanni Paolo II, ad esempio, donò quattro rose d’oro, come già vi ho detto: la prima andò a Jasna Gora; la seconda finì a Lourdes; la terza in Irlanda, nella chiesa di Knock Shrine; l’ultima fu destinata all’Oratorio di San Giuseppe, a Montreal.

E Benedetto XVI?
Pare – così, almeno, dice Internet – che all’inizio del suo pontificato ci si fosse interrogati sulle sue intenzioni in merito. Insomma, Benedetto XVI ha dimostrato in più occasioni di essere deliziosamente attento a tutti quei simboli della tradizione cattolica che, nel corso del tempo, eran caduti un po’ in disuso. Quindi, chissà: magari avrebbe cercato di riportare in auge anche la tradizione della rosa d’oro. Qualche supposizione era stata fatta, all’epoca.

E mai supposizione fu più giusta, vien da dire: Benedetto XVI è Papa da pochi anni ma si è dato un gran daffare con queste rose, avendone già donate all’incirca una dozzina.
A luoghi di culto?
No.
Mi verrebbe da dire (perché in effetti è vero, oh) che le ha donate tutte quante ad una donna. Ad una donna splendida e bellissima, riallacciandosi giustamente alla vecchia tradizione: alla donna che probabilmente Benedetto ama più di ogni altra…
… e cioè – ovviamente – alla Madonna.

E nello specifico, ha fisicamente donato una rosa alla Madonna di Bonaria, alla Madonna del Roio, alla Madonna di Jasna Gora, alla Madonna di Pompei, e così via dicendo. Non posso elencarvele tutte, perché il papa ne ha fatti veramente tanti, di regali, alla sua amatissima Maria (passatemi l’aggettivo: ovviamente, avete capito il senso).

Sarà che sono una storica, ma io vado matta per questo tesoro inestimabile di tradizioni che appartengono alla nostra Chiesa. Capisco che ci sia l’esigenza di adattarsi ai tempi, ci mancherebbe altro, ma trovo assolutamente splendido il modo in cui Papa Benedetto riesce, di tanto in tanto, a riportare in auge queste vecchie tradizioni, che potevano quasi rischiare di cadere nell’oblio.

E poi, l’idea di regalar fiori alla Madonna è un gesto infinitamente dolce, a mio modo di vedere.
Eddai: guardate che belle, queste foto…

19 thoughts on “Rose d’oro a gambo lungo

  1. Ma se i cactus sono bellissimi!!!!

    Nel mio blog vai a vedere che fioritura fanno… e dura solo un giorno ma è bellissima :o)

    Per il resto non sapevo delle rose d'oro e mi piace la seconda foto in cui Benedetto XVI guarda con ammirazione e devozione Maria a cui ha appena donato il fiore

    un sorriso :o)

  2. Una se non sbaglio, l'ha regalata alla Madonna Aparecida (quella della canzone Romaria). E qui, faccio un po' di autopromozione:  http://fiordicactus.splinder.com/tag/romaria 

    Un'altra che regala cactus è la mia FigliaGrande, me ne ha regalate 12 diversi (in piccoli vasi, da collezione) per il mio compleanno (ma ormai tutti sanno che a me piacciono i cactus)  . . . comunque nel linguaggio dei fiori i cactus (piante grasse in generale) vogliono dire "eternità" perciò lo trovo azzeccato per due sposi.

    Alla nascita della FigliaGrande, l'Uomodellamiavita comprò un bellissimo mazzo di rose rosse, gambo lungo . . . il giorno dopo erano tutte col acpino in giù . . . ai seguenti parti gli ho proibito di spendere soldi in fiori così stupidi, e è arrivato con dei bei fiori colorati . . . comunque a me i fiori in vaso fanno molto "cimitero" perchè, me per quanto uno faccia, appassiscono e l'acqua mada odore sgardevole . . . meglio un vaso, anzi, meglio qualcosa che si possa piantare fuori casa! O una pianta grassa!

    Ciao, R

  3. @ Marinz,
    viste tutte le foto dei fiori di cactus del tuo blog . . . bellissime!

    La mia, un'anno ne aveva 17 su una sola pianta . . . più 3 fiorite il giorno dopo, quando le altre sfiorivano!
     

    Ciao, R
     

  4. C'è un refuso: Elena di Savoia era la madre di Umberto II, non I.

    Le donne forse preferiscono i cioccolatini ai fiori, di solito amano la cioccolata, ma non credo sia il tuo caso.

  5. Lei è la Madonna di Roio. Il santuario e il convento annesso, un piccolissimo gioiello nel quale sostò Giovanni Paolo II per una notte, è tuttora pericolante.

    Comunque i cactus, ma quelli grandi, son bellissimi XD

    Daniele

  6. Marinz: sì, anche a me la seconda foto piace veramente tanto. La trovo davvero bellissima.

    Marinz e Fiordicactus: mah, a me i fiori non dicono niente di per sè. Non mi piacciono nemmeno le piante in vaso. Più che altro non me ne importa niente: non sento il bisogno di avere un mazzolino di fiori in casa, e anzi trovo che sia una seccatura doversi ricordare di continuo di bagnarli (se sono fiori in vaso). Non mi attirano proprio, tutto qui.
    I cactus… è vero: quando sono fioriti, sono belli. Ma per tutto il resto dell'anno sono dei cosi verdi e pieni di spine… insomma, non mi attirano per niente.
    A mia mamma piacciono le composizioni di cactus, perché dice che le ricordano dei piccoli giardinetti in miniatura (le piacciono molto anche i bonsai). A me, son del tutto indifferenti.
    Anzi, insomma: se qualcuno dovesse spendere dei soldi apposta per regalarmi fiori, ci rimarrei proprio male – nel senso che preferirei un altro regalo, che possibilmente si possa anche conservare come ricordo.
    Lo so, sono una femmina anomala ;-)

    Ago, bleah… io detesto il cioccolato!!
    (Sto seriamente iniziando a sospettare di non essere una donna. Non so cosa sono – un'aliena, probabilmente – ma una donna umana certamente no :-P)
    Grazie mille per la correzione, mi era scappata una I !

    Daniele, che bella statua! Ho anche trovato su YouTube il video in cui si vede il Papa che "consegna" la sua rosa :-)
    Sob… fa male al cuore, pensare a tutti questi capolavori d'arte rovinati o pericolanti… come vanno le cose lì, in generale? :-(

  7. La penso esattamente come te per quanto riguarda i fiori, se non ci sono non ne sento assolutamente la mancanza, anzi…
    E non è solo per la mia mancanza di pollice verde, non mi dicono niente nemmeno i fiori degli altri.
    Oddio, mi piacciono i prati in fiore, ma diciamo "in cattività" proprio no.
    Anche alcuni altari troppo addobbati mi sembrano talmente esagerati da fare l'effetto contrario, invece che abbellire stanno decisamente male!
    La rosa d'oro è diversa, ma penso proprio, anzi ne sono sicuro, che la vedrò solo in fotografia…

    Diego

  8. Beh, magari la vedi anche dal vivo… se vai in qualche santuario che l'ha ricevuta e che adesso ce l'ha esposta… ;-)

    Sì, ecco, esatto: un bell'albero fiorito è bello, ma in mazzo di fiori recisi… boh?
    Occielo: nella casa di famiglia in campagna, mio papà ha un giardinetto in cui crescono rose e altri fiori, quindi ogni tanto capita che ne raccolga un mazzolino e ce le porti a casa. Per carità: finché durano, sono anche belle; se le metti su un tavolino in un bel vasetto, sono anche un bel vedere. Ma lì stiamo parlando di fiori che mio padre ha già in casa e che si limita a recidere: se anche solo dovesse spendere 50 centesimi per comprar 'sta roba… ma li spenda meglio, voglio dire!

    Sugli altari, concordo assolutamente: una delle decorazioni più belle che abbia mai visto in assoluto è quella "penitenziale" che usa il mio parroco di Pavia durante l'Avvento o durante la Quaresima. Durante l'Avvento, pochissimi rami di pino che spuntano da un cestino, con qualche piccolissima bacca rossa; durante la Quaresima, foglie d'ulivo. Non danno nell'occhio e son tanto belle.
    'sta cosa dei fiori in chiesa non la capisco proprio: pare che ai matrimoni ci si sbanchi per curare l'allestimento floreale della chiesa, ma a me non passa nemmeno per la testa di guardare se ci sono fiori sull'altare, a dirla tutta… non ne sento assolutamente la mancanza, insomma; li noto a malapena!

  9. Lucy,
    ma hai mai pensato ai fioristi, ai vivaisti, ai floricultori, all'indotto ecc . . .senza la gente che diventa matta per regalare dozzine di rose rosse a gambo lungo . . . tutta sta gente sarebbe alla fame . . . abbi compassione dei loro bambini!

    Io, per me, oltre a far morire di fame i fioristi e l'indotto, non comprerei nemmeno i gioielli . . .

    Ciao, R

  10. Ah, guarda: le gioiellerie sono un'altra cosa che non capisco proprio. In una città come Pavia, per quanto mi riguarda, ne sarebbero sufficienti una o due: e invece ci sono vetrine piene di gioielli a distanza di un isolato… ma chi è che compra costantemente gioielli??
    Io non ho i buchi alle orecchie, non mi piacciono i braccialetti perché mi danno fastidio con l'orologio, generalmente porto al collo solo una collanina con il crocifisso (e… sì, okay, ne ho più di una e ogni tanto me ne regalano anche una nuova, il che mi fa piacere, ma non è che mi possa riempire la casa di crocifissi, voglio dire), e di anelli (che effettivamente mi piacciono) ne ho ereditati un sacco da mia mamma. Delle spille non capisco proprio la funzione, sennonché ho ereditato una vecchia e bellissima spilla di famiglia che uso sempre nelle rarissime volte in cui ho bisogno di una spilla.

    Servizi d'argento, cornici d'argento, soprammobili vari in oro colato e così via dicendo, mi sembrano solo una cosa totalmente senza senso…
    … quindi, sì: fosse per me, fioristi e gioiellieri e produttori di cioccolatini si troverebbero sul lastrico, porelli :-P

    (Mio nonno a questo punto mi starà disconoscendo dalla tomba, visto che era orafo… :-P)

  11. Finalmente una donna che non fa smancerie per i fiori. Anche perché regalar fiori ad una donna, significa che li mette da qualche parte e li dimentica lì fino al momento di trasferirli nella pattumiera. Per il resto, non c'è da meravigliarsi che in "altri tempi" i fiori non fossero uno dei tanti prodotti commerciali.

  12. A me piace ricevere fiori, però non nelle "feste comandate" (S Valentino, festa della donna, festa della mamma) perchè in quei periodi costano un occhio della testa.

    Regalare i fiori è un omaggio alla bellezza della donna, è una piccola attenzione.
    Anche il tramonto dura solo pochi minuti eppure è bellissimo e nessuno è uguale all'altro.

    Qualche settimana fa mio marito mi ha regalato dei narcisi gialli, sono durati molti giorni e gurdarli mi faceva molto piacere, per la loro bellezza e perchè il loro colore portava la luce e la primavera in casa.

    Se una donna ignora i fiori che le hanno regalato, vuol dire che non prova interesse per chi le ha fatto il regalo.

    Aerie

  13. Non avendo una compagna, non saprei quanto gradirebbe in dono un mociovileda… Fiori come "omaggio alla bellezza della donna"? Sembra un concetto troppo astratto. Specialmente quando la donna in questione non si sente bella (come capita al 99.9% delle donne).

  14. Toh! Realizzo adesso di aver scritto tempo fa un post che c'entra in qualche modo con questa discussione.

    Insomma: anni fa, un mio amico decide di regalarmi una rosa rossa (non è che mi stesse corteggiando; era esasperato da un venditore ambulante particolarmente insistente).
    Tira fuori il portafoglio e sborsa 7 euro (SETTE EURO!!!) per questa benedetta rosa, che peraltro io non volevo. Ora: finché è un amico a buttar sette euro dalla finestra per un singolo fiore, faccio spallucce e dico "affari suoi, è scemo"; se ad esser così scemo fosse stato il mio fidanzato/marito/drudo, a quel punto sarebbero diventati anche affari miei e io avrei cominciato ad inquietarmi un poco. (Per carità, non voglio dare degli scemi a tutti quelli che regalano fiori o amano riceverli: a me sembra un delirio, ma probabilmente a qualcuno sembra delirante comprarsi i vestiti per le bambole a ventitrè anni ;-) A ognuno le sue stranezze!).
    Fatto sta che il ragazzo sborsa 7 euro, compra la rosa, me la mette sul tavolo, io lo ringrazio… e mo'?
    Torno a casa e metto la rosa in un vasetto.
    Vabbeh.
    Non dico che sia brutta, ma vivevo bene anche senza, voglio dire.
    Dopo un po' di tempo (pochissimo tempo) realizzo che sta appassendo e me ne dispiaccio: non voglio buttar via un regalo che mi è stato fatto, è ingiusto, io voglio conservarlo…
    Fatto sta che la faccio seccare ma è tutto inutile perché dopo qualche mese si sbriciola da secca. Vabbeh, all'epoca ci avevo fatto un post cretino, ma valeva la pena di spendere 7 euro per farmi fare un post sul blog? Dal mio punto di vista, no: se con quei 7 euro mi avesse regalato un libro in edizione economica, potrei ricordarmi della sua gentilezza tutte le volte che passo davanti alla mia libreria.

    Per dire.

    E' praticamente l'unica volta in cui mi hanno regalato dei fiori, e veramente a me è sembrata una spesa folle… e soprattutto inutile.

    Uhm: no, ora che ci penso ricordo anche i pianti disperati che ho fatto da bambina, quando sono stata costretta a buttare via il delizioso bouquet di roselline che una mia prozia mi aveva regalato per la mia prima Comunione. Mi piaceva veramente un sacco, ma purtroppo è appassito subito! Ci sono rimasta malissimo, me lo ricordo ancora adesso!

  15. Nel senso "Ho visto questi fiori e la loro bellezza mi ha fatto pensare a te"
    Va bene che la maggiorparte delle donne si vede con dei difetti, ma spero bene che pensino che i loro compagni le trovino attraenti comunque.

    Comuque si tratta di un regalo che si fa perchè è bello, punto.
    Non deve essere per forza utile o duraturo, ma solo perchè è bello.

    Aerie

  16. Uhm… allora io ho proprio un altro modo di ragionare, rispetto a te, Aerie.
    Secondo me, un regalo è soprattutto un oggetto destinato a durare a lungo, in maniera tale che tu, tutte le volte che lo vedi/usi, possa ricordare la persona che te l'ha regalato. A me, i regali "usa-e-getta" non piacciono per niente, proprio perché di lì a poco svaniscono e io invece ci tengo molto a conservarli. Quelle offerte tipo "regala un'esperienza" (chessò: un viaggio, un week-end alle terme, un massaggio) non fanno proprio per me.
    E soprattutto, mi spiace quando la gente spende dei soldi per farmi un regalo che scompare di lì a poco. Tipo: quando mio padre porta a casa un mazzo di fiori, dopo averli raccolti dal giardinetto della casa di campagna di mia nonna, sono contenta e mi sembra una cosa giusta (se hai una pianta di rose sotto casa e non ne approfitti, allora vuol dir che sei scemo). Ma se mio padre spendesse, chessò, 10 euro per regalarmi un mazzo di fiori, ci rimarrei male proprio: penserei che con quei 10 euro avrebbe potuto regalarmi, chessò, una magliettina. E io avrei potuto usare quella maglietta per anni ed anni, pensando a lui tutte le volte che la indossavo. Molto meglio, dal mio punto di vista.

    E' verissimo che il tramonto dura pochi  minuti ma è bellissimo e imperdibile. Ma il tramonto lo guardi gratis, almeno :-P

  17. Sette euro per una rosa è assurdo.
    Infatti, come ti ho detto, non credo che sia bene comprare fiori nei giorni "caldi" in cui i fiorai ti svenano per un mazzolino…

    Però è strano che ti ricordi del dispiacere perchè il mazzolino era appassito e non del mazzolino stesso ^_^

    Cmq, alla fine il mondo è bello perchè è vario, il tragico è quando ci si accoppia male; magari uno che regala fiori con una che ama regali duraturi e viceversa  ^_^

    Aerie

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