quaresima 2011

Al nostro primo incontro

“Maaaammaaaa?”.
“Che c’è?”.
Andiamo?”.
Nella luce soffusa di non so più quale sacrestia torinese, mia mamma sospira. “Ma Lucia, non hai voglia di guardare ancora un po’ tutti questi bei santini?”.
No”.
“Ma sono belli! Guarda che bello, questo! È San Francesco! Te lo ricordi, san Francesco?”.
“No”.
“Ma come no? San Francesco! Quello che parlava agli uccelli, quello del lupo!”.
“…”.
“Quello del presepio! Dai, ché te l’ho letto mille volte, il libro su San Francesco!”.
“Mamma, io lo so benissimo chi è San Francesco, ma non me ne importa niente di star qui a guardarlo”.
“Ma dai, guarda che bel santino, tutto colorato… E Domenico Savio? L’hai visto, Domenico Savio?”.
Maaaa-mmaaaa!”.
“Vabbeh, ho capito, non ti piace”.
“Mi avevi detto che saremmo andati a guardare le vetrine delle bambole Lenci!”, protesto a bassa voce.
“Massì, Lucia, ci andiamo… ma siamo passati davanti a questa chiesa e abbiamo visto che c’era questa mostra sui santini, a ingresso libero, e allora pensavo…”.
“Ma io voglio andare a vedere le bambole Lenci! Uffa!”.
Il sacerdote, seduto alla sua scrivania, intercetta lo sguardo di mia mamma e le sorride, benevolo. Mia mamma mi prende per mano e sospira, con rassegnazione. “E va bene, ti porto a vedere le bambole Lenci… magari qui ci torniamo dopo, okay?”.
“… okay…”.
Salutiamo con un cenno il sacerdote, che si accomiata da noi con un sorriso. Ci avviamo verso la porta, oltrepassiamo un banchetto con dei libri, ci avviamo (mi avvio) speranzosa verso la luce…
… e sdeng. Mia mamma si blocca di fronte al tavolino coi libri, e ci si impianta.
Uh! Lucia! Guarda! Qui ci son dei libri per bambini!”.
“Mamma”, tento per l’ennesima volta: “io volevo andare a vede…”.
“Massì, ci andiamo, un attimo! Guarda che belli! Sono libri per bambini!”.
“…”.
“Dai, scegline uno. Sono belli! Parlano di… guarda: c’è questo su Gesù, questo sulle parabole… questo è su Piergiorgio Frassati, sai chi è? Questo su don Bosco…”.
“…”.
“Vabbeh, scelgo io per te”.
Il sacerdote, sempre molto pacatamente, si avvicina al banchetto per dar consigli, e mi lancia un sorrisone. Io ricambio timidamente, mentre mia mamma si esalta sull’editoria cattolica per bambini. “Uuuuhhh, Lucia, questo è bellissimo! È un libretto sulla Sindone! Tu lo sai, cos’è la Sindone?”.
“No”.
“Beh, allora questo è il libro che fa per te! La Sindone è un lenzuolo molto molto vecchio, e molto speciale, che è custodito qui a Torino. È talmente speciale e prezioso che lo tengono chiuso in un cassetta, e lo fanno vedere solo una volta ogni tanto. Tu pensa: l’anno prossimo lo esporranno al pubblico, e gente da tutto il mondo verrà qui a Torino per vedere la Sindone!”.
“… per vedere un lenzuolo?”.
“Beh, ma è un lenzuolo molto speciale, te l’ho detto. Adesso ti compro il libro, così leggi”. E lancia uno sguardo al sacerdote, contentissima: “quanto viene, padre?”.

Il libretto sulla Sindone è finito nella borsa di mia madre; quanto a me, la mia attenzione si è catapultata sulle faccine corrucciate delle bambole Lenci, che erano uno dei tesori più splendidi di Torino (e che sono ancor oggi la ragione per cui mi piange il cuore, al pensiero che la Lenci, dopo tanti anni, ha irrimediabilmente chiuso).
Mi sono rifatta gli occhi, ho sognato di giocare con quei giocattoli; poi sono tornata a casa, tenendo per mano la mia mamma, benedicendo per l’ennesima volta (anche se all’epoca, mi sembrava naturale) la sua generosità e il suo spirito di sacrificio nel lasciare addirittura il suo lavoro, pur di poter passare tutti i suoi pomeriggi in giro per Torino assieme a me.
E poi sono arrivata a casa, ho provato i passi per il mio saggio di danza davanti allo specchio dell’entrata: e sono andata a farmi i fatti miei, a giocar coi bambolotti, a guardar la televisione, e non so io che altro.

Il libro sulla Sindone è allegramente caduto nel dimenticatoio: e nemmeno mia mamma, che cercava di solleticar la mia curiosità parlandomi dell’imminente Ostensione (e che roba è?) ha avuto un gran successo.
Avevo appena compiuto nove anni: se una cosa non mi interessava, non mi interessava. Punto e basta.

Ma mia mamma è astuta: e quel libro sulla Sindone mi capitava costantemente fra i piedi, lì, in bella vista…

E fu così che, un venerdì pomeriggio, finiti i compiti sul sussidiario, mi sono avvicinata al comodino e ho preso in mano quel libro, incuriosita. Tutto sommato, sembrava interessante.

Ho incominciato a leggere.
E a guardare le immagini, più che altro, perché eran tante: c’era Gesù sulla croce, Giuseppe d’Arimatea che lo portava nella tomba… tutte cose che conoscevo! E poi c’era la storia di un lenzuolo, che forse era quello di Gesù o forse no: ma aveva una storia così lunga, straordinaria, e costellata di miracoli, che mi pareva che dovesse proprio essere quello… e del resto, se tutto il mondo stava partendo per vederlo…
C’era la storia di una fotografia quasi magica, che faceva vedere delle cose che l’occhio non vedeva. E c’erano i disegni del lenzuolo che scampava a un incendio orribile: c’erano i disegni delle suore che lo rattoppavano, perché l’incendio era stato così enorme che il lenzuolo si era bruciacchiato, un poco, ai lati…
Mi aveva colpito un sacco, questa cosa dell’incendio. Il lenzuolo di Gesù che era scampato ad un incendio orribile… paura! Per fortuna che era sopravvissuto, che non s’era rovinato troppo, che…

Avevo chiuso il libro, soddisfatta: la mia mamma aveva indovinato i miei gusti, come sempre.
Poi ero andata a mangiare: un’occhiata veloce al TgR (“toh guarda, Guido! Ma tu lo sapevi che oggi Kofi Annan era a Torino?), e poi via, nella mia stanza, a giocar con le mie bambole. Lavarsi i denti, preghiera della sera, notte: ed ero andata a dormire, ripensando a quel lenzuolo, incuriosita dalla sua storia e impaziente di vederlo. Sul libro c’era scritto che sarebbe stato esposto al mondo nel ’98, di lì a pochi mesi… E mia mamma mi aveva confidato che… no, lei non l’aveva mai visto, in tutta la sua vita.
Ma allora era proprio una rarità!
Che fortuna!
Non stavo nella pelle.

Era l’11 aprile 1997, un venerdì.
E mentre io mi addormentavo, pensando alla Sindone e ai suoi misteri, un incendio disastroso divampava, nella Cappella del Guarini.
E quando l’indomani mi sono risvegliata, sentendo tutta Torino che non parlava altro della Sindone, dell’incendio, del disastro, della reliquia avvolta dalle fiamme e sopravvissuta, quasi per miracolo…
… beh…
… ho sgranato gli occhi, sentendomi improvvisamente parte della Storia.

Giusto la sera prima mi ero emozionata leggendo dell’incendio che aveva devastato la Cappella della Sindone, nel 1532, a Chambéry.
E ho avuto in quel preciso momento – a nove anni – la consapevolezza di aver vissuto un pezzo di Storia; uno di quei pezzi di Storia che passano alla Storia.
Di lì a qualche anno, o qualche secolo, ci sarebbero stati altri bimbi come me, tutti presi a legger libri sulla Sindone.
E qualcun altro si sarebbe emozionato come avevo fatto io… nel leggere dell’incendio che aveva devastato la Cappella della Sindone, nel 1997, a Torino.

Quand’ero piccola, avevo come l’impressione che la mia vita fosse tutta un grande film. Uno di quei film gialli in cui lo sceneggiatore butta lì un indizio, che inizialmente cade nel dimenticatoio, e che alla fine spiega da solo tutto il giallo. Avete presente, il genere?
Mi era successo anche nel 2001, a settembre. Non guardavo quasi mai il telegiornale, all’epoca: eppure, una sera mi ero messa davanti alla tv e avevo visto un servizio su un tal Bin Laden, che dicevano esser cattivo.
Una settimana dopo, non più tardi, c’era stato l’attentato al World Trade Center: e quando i telegiornali avevano cominciato a parlare di Bin Laden, io ero saltata sul divano. “Bin Laden! Ma certo! Ne parlavano la settimana scorsa!”.

 

E anche l’incendio della Sindone (guardatevi il filmato, perché è funzionale ai prossimi post) mi ha colpita allo stesso modo, sorprendendomi proprio il giorno dopo rispetto al giorno in cui mi ero letta il libro.

Impressionante.

Quand’ero piccola, avevo davvero l’impressione che la mia vita fosse tutta un grande film, girato da un regista abilissimo e pre-vidente.
Non che queste coincidenze mi succedessero di continuo, eh: però mi piaceva, questa idea del regista invisibile che ha un copione in testa per ognuno di noi, e che ci lascia recitare a braccio anche se noi non lo sappiamo.
Era bello, fantasticarci sopra.

E in fondo in fondo, è bellissimo ancor oggi, fantasticarci sopra.

16 thoughts on “Al nostro primo incontro

  1. Stella… ma LOL!
    Più che altro, ho una strana capacità di distruggere i duomi delle città in cui abito.
    A Torino, (parte del) duomo è stata distrutta dall'incendio del '97.
    Vado a Pavia, sperando di poter finalmente visitare un duomo totalmente integro, e scopro che il duomo di Pavia è stato molto distrutto da un crollo nell'89 (o '88, giù di lì), ed è chiuso ancora oggi.
    I vescovi delle varie città italiane dovrebbero pagarmi per farmi star lontana dalle loro diocesi, visti gli effetti catastrofici che porto agli edifici sacri…

    Bitta, benvenuta!
    Essì… "chissà" :-)

  2. Stella… ma LOL!
    Più che altro, ho una strana capacità di distruggere i duomi delle città in cui abito.
    A Torino, (parte del) duomo è stata distrutta dall'incendio del '97.
    Vado a Pavia, sperando di poter finalmente visitare un duomo totalmente integro, e scopro che il duomo di Pavia è stato molto distrutto da un crollo nell'89 (o '88, giù di lì), ed è chiuso ancora oggi.
    I vescovi delle varie città italiane dovrebbero pagarmi per farmi star lontana dalle loro diocesi, visti gli effetti catastrofici che porto agli edifici sacri…

    Bitta, benvenuta!
    Essì… "chissà" :-)

  3. Eh sì… tu c'eri!!
    Ma come? Non eri sgomenta???  Vedi che il Duomo va in fumo… che la Sindone è intrappolata in un groviglio di fuoco-vetri-acqua-mazzate… e ti congratuli col tuo tempismo?!?!   :D
    Comunque condivido pienamente la sensazione di essere "diretto" da un grande regista…perfino adesso (GLOM), nelle piccole cose. Anch'io credo alle coincidenze, ma mi capita sempre (o meglio, spessissimo…) di pormi una domanda così… come il risultato di mille ragionamenti e nel periodo successivo… due-tre giorni, la risposta mi si presenta davanti agli occhi: su un libro che stavo leggendo, a lezione, in un documentario…. in mille modi diversi. Non lo so… ad esempio l'anno scorso mi era venuto il pallino di capire come sono nate le Poste… tracchete, poco dopo il prof di storia moderna ci da un malloppo da studiare sulla storia delle poste. Oppure mi dico… ma che film era quello con quell'attore… con quella situazione… tracchete, lo fanno in tv il giorno dopo. Potrei continuare all'infinito. Naturalmente, lo ripeto, riconosco la la possibilità frequentissima e pacifica del caso, delle coincidenze, e tante altre cose che si potrebbero dire… (a cominciare con la semplice e neutrale definizione di "fortuna") e la pianto anche subito per non apparire un pazzo furioso… ma dopo parecchie volte di fila… il "chissà" non stona affatto!

  4. Eh sì… tu c'eri!!
    Ma come? Non eri sgomenta???  Vedi che il Duomo va in fumo… che la Sindone è intrappolata in un groviglio di fuoco-vetri-acqua-mazzate… e ti congratuli col tuo tempismo?!?!   :D
    Comunque condivido pienamente la sensazione di essere "diretto" da un grande regista…perfino adesso (GLOM), nelle piccole cose. Anch'io credo alle coincidenze, ma mi capita sempre (o meglio, spessissimo…) di pormi una domanda così… come il risultato di mille ragionamenti e nel periodo successivo… due-tre giorni, la risposta mi si presenta davanti agli occhi: su un libro che stavo leggendo, a lezione, in un documentario…. in mille modi diversi. Non lo so… ad esempio l'anno scorso mi era venuto il pallino di capire come sono nate le Poste… tracchete, poco dopo il prof di storia moderna ci da un malloppo da studiare sulla storia delle poste. Oppure mi dico… ma che film era quello con quell'attore… con quella situazione… tracchete, lo fanno in tv il giorno dopo. Potrei continuare all'infinito. Naturalmente, lo ripeto, riconosco la la possibilità frequentissima e pacifica del caso, delle coincidenze, e tante altre cose che si potrebbero dire… (a cominciare con la semplice e neutrale definizione di "fortuna") e la pianto anche subito per non apparire un pazzo furioso… ma dopo parecchie volte di fila… il "chissà" non stona affatto!

  5. Stella, adesso che ci penso avevo anche incominciato a interessarmi di Lady Diana poco prima che morisse… :-P
    (Vabbeh, ma lì non ci voleva tanto: c'erano servizi di gossip su di lei a tutti i telegiornali…)

    Filippo… beh, sì. Non mi ricordo più chi fosse (Manzoni, forse?) quello che diceva che è facile vedere la Provvidenza anche dove in realtà la Provvidenza non c'entra niente. Però… :-)

    Mah, sai… all'epoca, del duomo non me ne importava più di tanto. Nel senso: c'è stato questo incendio, d'accordo, amen. L'importante è che la Sindone si fosse salvata: e quando io mi ero svegliata e avevo sentito la notizia, si sapeva già che la Sindone era salva.
    Del duomo – ammetterò – me ne ero infischiata proprio… :-P

  6. Stella, adesso che ci penso avevo anche incominciato a interessarmi di Lady Diana poco prima che morisse… :-P
    (Vabbeh, ma lì non ci voleva tanto: c'erano servizi di gossip su di lei a tutti i telegiornali…)

    Filippo… beh, sì. Non mi ricordo più chi fosse (Manzoni, forse?) quello che diceva che è facile vedere la Provvidenza anche dove in realtà la Provvidenza non c'entra niente. Però… :-)

    Mah, sai… all'epoca, del duomo non me ne importava più di tanto. Nel senso: c'è stato questo incendio, d'accordo, amen. L'importante è che la Sindone si fosse salvata: e quando io mi ero svegliata e avevo sentito la notizia, si sapeva già che la Sindone era salva.
    Del duomo – ammetterò – me ne ero infischiata proprio… :-P

  7. Tu ridi, ma io conosc(evo)o una che mi portava sfiga.
    Ogni volta che mi mandava una mail, telefonava, scriveva un sms… mi succedeva qualcosa!
    In piu, non facevo in tempo ad aprire la mia posta che lei era li, a scrivermi nella chat di gmail.
    Ho disattivato la chat, l'ho bloccata su fb e, quando mi ha chiesto spiegazioni, le ho risposto anche maluccio.
    Lo so, son stata stronza, ma io ero stufa è..!

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