Vite di Santi e Beati

[Ma che sant'uomo!] Il patronato

Il 15 maggio 1950, San Giovanni Battista de La Salle (quello per cui stiam raccogliendo fondi) veniva ufficialmente proclamato “Patrono universale di tutti gli Educatori”.
Certo: di Santi patroni dei maestri, è pieno il mond il Paradiso. Ad esempio, c’è San Tommaso d’Aquino, che giustamente ha insegnato un sacco. C’è Roberto Bellarmino, patrono di maestri e catechisti. C’è anche San Carlo Borromeo, “maestro di dottrina cristiana”.
Ma tutti questi signori erano delle santissime persone che – oserei dire – erano note anche per la loro azione educatrice; anche, ma non solo. Se pensiamo a San Tommaso, non è che la prima immagine che ci viene in mente sia quella dell’Aquinate che fa lezione ai bambinetti, ehm.
Con San Giovanni Battista de La Salle, gli insegnanti hanno invece potuto cominciare a pregare un uomo che per tutta la sua vita si era dedicato solo ed esclusivamente all’insegnamento e alla pedagogia.
Mica male, no?
Prima di lui, non esisteva proprio, un Santo che fosse universalmente noto solo ed esclusivamente per il fatto d’essere un pedagogo.

O meglio.
Insomma.
In realtà c’era un Santo di questo genere, a dirla tutta; un Santo che è salito alla gloria degli altari proprio per il fatto di esser stato un insegnante.
E sto parlando di San Cassiano.

Cosa avrà mai fatto, San Cassiano, per diventare gloriosamente il patrono dei maestri?
Scopritelo assieme a me, signori, in una nuova puntata di

Ma che sant’uomo!

ovverosia

Tutto quello che non volevate sapere sui Santi,
e men che meno avreste osato chiedere


Il Prefetto si passò una mano sul mento, meditabondo. “E dunque, dite che questo tale approfitta della sua posizione per indottrinare alla fede i suoi studenti?”.
“Proprio così, signore”, sussurrò una guardia. “È un docente di stenografia; insegna a scrivere ai bambinetti. E fra una lezione e l’altra, pare che trovi il tempo per indottrinarli alla sua fede. Un altro di quei cristiani”.
Luridi bastardi”, sbottò il prefetto romano, piegando le labbra in una smorfia di disgusto. “Quest’uomo approfitta della sua posizione per…”. Inorridì al pensiero. “Per Giove! Che schifo!”.
La guardia annuì, gravemente. E il prefetto batté un pugno sul suo scranno in pietra, senza nemmeno cercare di mascherare il suo disgusto: “deve essere punito!”.
“Sì, signore”.
“Ma punito per davvero”, sbottò il prefetto: “punito con una pena atroce, commisurata alla spudoratezza del suo gesto!”.
I presenti si lanciarono uno sguardo, un poco incerto.
“Lo uccidiamo con l’eculeo?”, domandò una guardia, propositiva.
“Possiamo sempre crocifiggerlo e dargli fuoco”, rincarò un collega, pacatamente.
“Oppure, usiamo le ruote”, azzardò un terzo. “Lo leghiamo ad una ruota e lo facciamo rotolare giù da una montagna; dovrebbe essere…”.
Il prefetto sbuffò, scuotendo il capo. Era visibilmente irritato, e si stava innervosendo: “assolutamente no! Voi non capite! Io”, annunciò, “voglio per quel lurido bastardo una pena senza pari, che lo conduca alla morte fra atroci sofferenze. Io”, rincarò, “voglio aguzzini pieni di odio puro nei suoi confronti, che infieriscano sulle sue ferite come nessun altro potrebbe fare. Io”, concluse, “voglio terrore palpabile nell’aria: voglio che quel bastardo finisca nelle mani di gente spietata e senza compassione, che abusi del suo corpo nella maniera più terribile che un uomo possa anche solo immaginare”. Si fermò un attimo per riflettere, come se stesse passando mentalmente in rassegna i suoi torturatori di fiducia. “Ma come…?”.

Calò il silenzio.
I presenti si guardarono in volto, con un poco di imbarazzo: provarono a scavare nella loro memoria per trovare un aguzzino che rispettasse tali requisiti, ma nemmeno i più spietati fra gli assassini sembravano possedere quel deposito di rabbia repressa che il prefetto richiedeva…
Il silenzio si prolungò, e fu un silenzio carico di attesa e di domande.
E poi, infine, un ragazzotto quindicenne tossicchiò e si schiarì la voce, per prendere parola.

Il prefetto lo guardò. Lo incoraggiò a parlare.
Il ragazzotto, che teneva sotto braccio una tavoletta cerata su cui aveva appena finito di studiare, si avvicinò di un passo. “Credo di aver capito chi è il torturatore che fa per voi, signore”.
Il prefetto si illuminò. “Coraggio, dimmi il nome!”.
“Avete detto”, mormorò il ragazzo, “che volete qualcuno che odii quell’uomo sopra ogni cosa, e che si accanisca su di lui con un sadico disprezzo. Vero?”.
Il prefetto annuì, in silenzio.
“E avete detto che questo Cassiano è un insegnante, sì?”.
Il prefetto annuì ancora, aggrottando le sopracciglia.
“E allora”, sogghignò il ragazzo, “ho trovato la soluzione. Prendete quel Cassiano, e consegnatelo ai suoi studenti”.


Ebbene sì, signori.
Prima che salisse sugli altari Giovan Battista de La Salle, gli insegnanti di tutto il mondo avevano come unico Patrono quel povero disgraziato di San Cassiano d’Imola, martirizzato a colpi di calamo dai suoi stessi alunni.

Da un certo punto di vista, mi vien da dire che nessuno meglio di lui possa capire le gravi problematiche che affliggono la vita lavorativa di un insegnante, pora stella.

Da un altro punto di vista, però…
Voglio dire: converrete con me – insomma – che un Patrono del genere non è propriamente incoraggiante

14 thoughts on “[Ma che sant'uomo!] Il patronato

  1. Ehm…cos'è un eculeo?

    Inoltre, non vorrei sembrare un bacchettone, ma hai usato una parola che mi sembra un po' fuori luogo, riguardo il prefetto romano. Diciamo che da te non me l'aspettavo

  2. Ehm…cos'è un eculeo?

    Inoltre, non vorrei sembrare un bacchettone, ma hai usato una parola che mi sembra un po' fuori luogo, riguardo il prefetto romano. Diciamo che da te non me l'aspettavo

  3. … Non per giustificare la tortura, ci mancherebbe altro, ma non era certo un professore che si faceva voler bene dagli studenti…
    Deve essere stato un po' diverso dal preside che hai avuto tu…
    Un augurio a tutti gli studenti di ogni ordine e grado che in questi giorni si stanno arrabattando per la fine dell'anno (e anche ai loro docenti):

    Diego

  4. … Non per giustificare la tortura, ci mancherebbe altro, ma non era certo un professore che si faceva voler bene dagli studenti…
    Deve essere stato un po' diverso dal preside che hai avuto tu…
    Un augurio a tutti gli studenti di ogni ordine e grado che in questi giorni si stanno arrabattando per la fine dell'anno (e anche ai loro docenti):

    Diego

  5. OMMISERICORDIA!!!!

    Ago, non me n'ero assolutamente accorta e non so come ringraziarti per la segnalazione!! ROTFL, non so se ridere o se piangere o se scandalizzarmi per il correttore automatico di Word che non fiata di fronte a tale obbrobrio (vuol dire che ormai l'hanno pure registrato nei dizionari? Sob…).
    LOL, certe cose possono capitare solo a me, temo… :-D

    (Per chi stesse cominciando a farsi delle domande: io volevo scrivere "sbottò il prefetto romano"… solo che ho schiacciato il tasto sbagliato e al posto della doppia T mi è venuta fuori una doppia R…)

    Il bello è che ieri sera avevo letto il tuo primo commento, mi ero stranita, avevo fatto mente locale sul modo in cui avevo definito il prefetto romano, non ci avevo trovato niente di troppo scandaloso, mi ero chiesta "boh, chissà cosa è gli preso ad ago86, sarà impazzito?", e me n'ero andata a letto tutta tranquilla…
    Non so come ringraziarti, credo che ci riderò sopra (per non piangere) da qui all'eternità…
    °__°'

  6. OMMISERICORDIA!!!!

    Ago, non me n'ero assolutamente accorta e non so come ringraziarti per la segnalazione!! ROTFL, non so se ridere o se piangere o se scandalizzarmi per il correttore automatico di Word che non fiata di fronte a tale obbrobrio (vuol dire che ormai l'hanno pure registrato nei dizionari? Sob…).
    LOL, certe cose possono capitare solo a me, temo… :-D

    (Per chi stesse cominciando a farsi delle domande: io volevo scrivere "sbottò il prefetto romano"… solo che ho schiacciato il tasto sbagliato e al posto della doppia T mi è venuta fuori una doppia R…)

    Il bello è che ieri sera avevo letto il tuo primo commento, mi ero stranita, avevo fatto mente locale sul modo in cui avevo definito il prefetto romano, non ci avevo trovato niente di troppo scandaloso, mi ero chiesta "boh, chissà cosa è gli preso ad ago86, sarà impazzito?", e me n'ero andata a letto tutta tranquilla…
    Non so come ringraziarti, credo che ci riderò sopra (per non piangere) da qui all'eternità…
    °__°'

  7. Meno male che ti sei accorta del mio secondo commento! Stavo disperando di riuscire a farmi capire Ultimamente mi capita spesso di essere frainteso.

    (e comunque devi ancora spiegarmi cos'è un "eculeo")

  8. Meno male che ti sei accorta del mio secondo commento! Stavo disperando di riuscire a farmi capire Ultimamente mi capita spesso di essere frainteso.

    (e comunque devi ancora spiegarmi cos'è un "eculeo")

  9. Ma il bello è che tu avevi citato "una parola che mi sembrava un po' fuori luogo riguardo il prefetto romano", quindi io avevo addirittura pensato di aver fatto uno svarione storico, tipo aver scritto che il prefetto era vestito in un completo giacca e cravatta… Avevo pure dato una rilettura veloce del post e mi sembrava che da quel punto di vista fosse tutto a posto… ROTFL…
    Grazie, ci sto ancora ridendo adesso

    Sì, aehm, scusate: prima ero così sconvolta da questa scoperta agghiacciante che non ho manco risposto agli altri commenti u_u

    L'eculeo era uno strumento di tortura molto in voga nella tarda Romanità: un sacco di martiri sono stati sottoposti a questo supplizio, prima del martirio vero e proprio. (La ragione per cui non l'ho scritto direttamente nel post è che ero certa di averlo raccontato già un'altra volta a proposito di un altro martire, quindi non volevo annoiare chi eventualmente avesse già letto anche l'altro post. Solo che non mi ricordo più quale fosse il Santo in questione! >.>)
    Comunque… l'eculeo era una specie di… toro meccanico, per fare un paragone terra a terra. C'era questa cavallina, che ricordava in modo rudimentale la forma di un cavallo, e il condannato ci veniva messo sopra, a cavalcioni. La versione basic della tortura prevedeva l'impalamento, mediante una punta acuminata che sporgeva dalla cavallina. La versione più elaborata prevedeva che la cavallina fosse interamente cosparsa di lame e oggetti taglienti; per rendere ancor più efficace la cosa, ai piedi del condannato venivano legati dei pesi che lo trascinavano verso il basso, per aumentare la pressione del corpo su queste lame.
    Nel caso di grandi criminali, ci aggiungevano anche qualche colpo di flagello mentre il poveretto era a cavalcioni sull'eculeo.

    Era una delle forme di tortura più infamanti in assoluto, all'epoca; ci sono veramente tanti Santi che sono stati torturati così, prima del martirio.

    Diego, beh, in certi casi però ci sono ottimi professori che si trovano di fronte a classi completamente scatenate; e in quei casi è abbastanza difficile riuscire a guadagnarsi il rispetto di gente che ha già deciso che ti odia a prescindere. Purtroppo succede anche questo, ogni tanto.
    Giusto qualche giorno fa, leggevo la notizia di una povera disgraziata che è stata avvelenata dai suoi studenti che volevano saltare il compito in classe

    Mi unisco al tuo augurio e rincaro: un in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno preparando la maturità! Giusto qualche giorno fa chiacchieravo con un gruppetto di maturandi, emozionatissimi per gli esami imminenti ed eccitati e spaventati al tempo stesso, alla prospettiva di una nuova vita che inizia… :-)

  10. Ma il bello è che tu avevi citato "una parola che mi sembrava un po' fuori luogo riguardo il prefetto romano", quindi io avevo addirittura pensato di aver fatto uno svarione storico, tipo aver scritto che il prefetto era vestito in un completo giacca e cravatta… Avevo pure dato una rilettura veloce del post e mi sembrava che da quel punto di vista fosse tutto a posto… ROTFL…
    Grazie, ci sto ancora ridendo adesso

    Sì, aehm, scusate: prima ero così sconvolta da questa scoperta agghiacciante che non ho manco risposto agli altri commenti u_u

    L'eculeo era uno strumento di tortura molto in voga nella tarda Romanità: un sacco di martiri sono stati sottoposti a questo supplizio, prima del martirio vero e proprio. (La ragione per cui non l'ho scritto direttamente nel post è che ero certa di averlo raccontato già un'altra volta a proposito di un altro martire, quindi non volevo annoiare chi eventualmente avesse già letto anche l'altro post. Solo che non mi ricordo più quale fosse il Santo in questione! >.>)
    Comunque… l'eculeo era una specie di… toro meccanico, per fare un paragone terra a terra. C'era questa cavallina, che ricordava in modo rudimentale la forma di un cavallo, e il condannato ci veniva messo sopra, a cavalcioni. La versione basic della tortura prevedeva l'impalamento, mediante una punta acuminata che sporgeva dalla cavallina. La versione più elaborata prevedeva che la cavallina fosse interamente cosparsa di lame e oggetti taglienti; per rendere ancor più efficace la cosa, ai piedi del condannato venivano legati dei pesi che lo trascinavano verso il basso, per aumentare la pressione del corpo su queste lame.
    Nel caso di grandi criminali, ci aggiungevano anche qualche colpo di flagello mentre il poveretto era a cavalcioni sull'eculeo.

    Era una delle forme di tortura più infamanti in assoluto, all'epoca; ci sono veramente tanti Santi che sono stati torturati così, prima del martirio.

    Diego, beh, in certi casi però ci sono ottimi professori che si trovano di fronte a classi completamente scatenate; e in quei casi è abbastanza difficile riuscire a guadagnarsi il rispetto di gente che ha già deciso che ti odia a prescindere. Purtroppo succede anche questo, ogni tanto.
    Giusto qualche giorno fa, leggevo la notizia di una povera disgraziata che è stata avvelenata dai suoi studenti che volevano saltare il compito in classe

    Mi unisco al tuo augurio e rincaro: un in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno preparando la maturità! Giusto qualche giorno fa chiacchieravo con un gruppetto di maturandi, emozionatissimi per gli esami imminenti ed eccitati e spaventati al tempo stesso, alla prospettiva di una nuova vita che inizia… :-)

  11. Io avevo letto e nemmeno io mi ero accorto di niente… e dire che ti avevo accusata di essere sboccata… 
    Ho pensato che Ago si riferisse all'epiteto riservato a generici figli di padre ignoto, e mi sembrava che Ago esagerasse nella reazione…

  12. Io avevo letto e nemmeno io mi ero accorto di niente… e dire che ti avevo accusata di essere sboccata… 
    Ho pensato che Ago si riferisse all'epiteto riservato a generici figli di padre ignoto, e mi sembrava che Ago esagerasse nella reazione…

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