Vite di Santi e Beati

Lo sapete che Tom Felton…?

Se non ho fatto male i conti (perché, come vi ricordo, sto postando in differita), quest’oggi è il 7 luglio. Oggi, 7 luglio, dovrebbe uscire nelle sale l’ultimissimo film di Harry Potter.
Io, a onor del vero, ho sempre odiato questi film; pur tuttavia, sono una grande fan del maghetto inglese. E quindi, mi sembrava opportuno festeggiare l’evento… ad esempio, con un post in cui parlo di Tom Felton.


Tom Felton nasce in Gran Bretagna, in Surrey, da una famiglia molto unita. Ancora infante, rimane orfano di padre, perché la regina Elisabetta ordina ai suoi sgherri di ammazzare il pover’uomo. Nonostante tutto ciò, Tom Felton conduce una vita piuttosto serena, fino al giorno in cui muore gloriosamente martire e vien beatificato…

Ehm.

No, non preoccupatevi: non mi sono ubriacata.
Il fatto è che Tom Felton (l’attore che, nella saga, riveste il ruolo di Draco Malfoy) è in realtà l’omonimo di un Beato inglese, che casualmente si chiama proprio come lui, e casualmente è vissuto proprio nelle sue stesse zone.
Suppongo che si tratti di una coincidenza, (voglio dire: non credo che i genitori di Tom Felton sian cattolici, boh?), ma le cose stan così.
Tom Felton è famoso, e sarà anche andato a Hollywood. Ma c’è un Tom Felton ancora più famoso, che è andato dritto in Paradiso.

Ma che sant’uomo!

sottosezione

Beato te!

ovverosia

Tutto quello che non volevate sapere sui Beati,
e men che meno avreste osato chiedere


Tom Felton, come vi dicevo, nasce in Surrey nel 1567. La famiglia, di nobile origine, è affezionata e molto unita. Disgraziatamente, nell’agosto del 1570, il padre John viene fatto assassinare dalla regina Elisabetta Tudor. Causa del decesso: aver affisso al portone del palazzo episcopale di Londra una copia della bolla Regnans in Coelis di papa Pio V, in cui il pontefice scomunicava la regina.
Ebbene sì: noi tendiamo a immaginare l’età elisabettiana come una sorta di periodo aureo della storia d’Inghilterra – Shakespeare, Bacone, Marlowe, e compagnia bella. In realtà, oltre a questo meritorio slancio culturale, il regno di Elisabetta Tudor è anche stato caratterizzato da una certa violenza nei confronti della Chiesa cattolica, con tanto di persecuzioni, uccisioni di massa e torture orrende. Del resto, Elisabetta Tudor aveva le sue (comprensibili) ragioni nel voler soggiogare con la forza quella spina nel fianco che era la Chiesa cattolica, in un regno che stava faticosamente, ma definitivamente, facendosi anglicano.

Ebbene: John Felton, il papà di Tom, ebbe l’infelice idea di ribadire al popolo inglese la posizione irregolare di Elisabetta e della Chiesa anglicana.
Fu assassinato.
(E, successivamente, anche beatificato: lo si ricorda l’8 agosto).

La vedova di John Felton fu fatta espatriare, esiliata dall’Inghilterra perché considerata una ribelle. Portandosi appresso il figlio Tom, emigrò in Francia e si stabilì a Reims.
Lì, cominciò a frequentare la chiesa di Nostra Signora degli Angeli, dove i Minimi di San Francesco da Paola officiavano già da qualche tempo.
Per il piccolo Tom, l’incontro con i Minimi fu una sorta di folgorazione.
Fin da bambino, li ammirò con tutto il cuore. E quando divenne sufficientemente grande, espresse il desiderio di diventare frate a sua volta.

Dopo l’anno di noviziato e la professione della Regola, il nostro piccolo Tom fu rispedito in Inghilterra. Certo: Felton era un esule, sgradito in patria, e figlio di un “prigioniero politico” (chiamiamolo così) che era stato condannato a morte. Tornare in Inghilterra, in quelle condizioni, era senz’altro pericoloso… ma d’altro canto, restare in Francia lo sarebbe stato non di meno. Tom era ammalato, di una malattia grave: i suoi superiori ritennero che, in Inghilterra, il giovane Felton avesse la possibilità di ricevere cure migliori… e quindi lo rispedirono in patria, con tante raccomandazioni.

Tom Felton tornò a casa sotto falso nome, si fece curare, ed effettivamente guarì del tutto… ma a un certo punto, fu catturato.
Non so come sia andata: non so se l’abbiano riconosciuto come esule, o se abbiano semplicemente scoperto che anche lui era cattolico, o se abbiano agito diversamente.
Fatto sta che Tom Felton fu catturato, processato, e condannato all’impiccagione, il 26 agosto 1588. Aveva appena ventun’anni.

Ora.

È da qualcosa tipo due anni che aspetto l’occasione giusta per pubblicare questo post: mi ero imbattuta in questa storia due anni fa, per puro caso. E mi ricordo chiaramente che, all’epoca, mi ero fatta venire le lacrime agli occhi dalle risate mentre leggevo le modalità di tortura che erano state adottate nei confronti di Tom Felton.
Lo so che non è carino, ma tant’è.

Il problema è che, a distanza di due anni, ho cercato di recuperare su Internet le stesse informazioni che avevo letto all’epoca, e… beh… non le ho più trovate.
Delle due, l’una: o è scomparso il sito Internet, o io sono stata vittima di un’allucinazione due anni fa.
Secondo me, è scomparso il sito Internet; in ogni caso, per amor di correttezza, sappiate che le seguenti informazioni sono apparentemente irreperibili, e quindi vanno prese con le pinze.

Ad ogni modo: io mi ricordo chiaramente di aver letto che, dopo la condanna a morte, e prima dell’esecuzione, Tom Felton fu condotto in una chiesa anglicana, durante la Messa. Era un ultimo atto di spregio nei confronti della vittima: prima d’esser giustiziati, i condannati a morte venivano costretti ad assistere a una cerimonia religiosa della religione avversa. Una cosa tipo: l’ultima cosa che farai nella tua vita sarà quella di assistere a una Messa della religione che hai tanto odiato, tiè. Cose di questo genere.

Orbene: io ricordo distintamente di aver letto che, all’epoca, Tom Felton fu condotto, in compagnia di due aguzzini, in una chiesetta anglicana, e costretto a sentir Messa.
A un certo punto della Messa, non avendo intenzione di sottostare a questa buffonata, Tom Felton rifiutò di inginocchiarsi.
Ne nacque una baruffa. (Durante la Messa. Ehm).
Siccome Tom Felton si rifiutava di star seduto al suo posto, e disturbava anzi la funzione, i due aguzzini si fecero venire un’idea. Come facciamo a costringere questo tizio a star educatamente inginocchiato al suo posto?
Facile: inchiodiamolo all’inginocchiatoio!!
E così (durante la Messa. Ehm), Tom Felton si vide piantare due grossi chiodi nei palmi della mano, in maniera tale che i suoi polsi restassero attaccati al legno dell’inginocchiatoio.

Durante la Messa.
Coi fedeli raccolti in preghiera.
Ehm.

A questo punto, la storia potrebbe essersi conclusa.
Sennonché, Tom Felton si sentì comprensibilmente urtato da un cotale trattamento, e decise che, con le buone o con le cattive, lui non si sarebbe affatto sottomesso a questa pagliacciata.
E così, nel momento più sacro della Messa, egli cominciò a dondolarsi da sinistra a destra, con tutte le sue forze, quasi fosse un’altalena, in modo da far sbilanciare l’inginocchiatoio su cui era stato inchiodato.
E riuscì, in effetti, nel suo scopo: l’inginocchiatoio si cappottò con gran fragore, mettendo bene in evidenza qual era il grado di partecipazione alla Messa da parte del prigioniero.

Poco dopo, le due guardie lo fecero fuori: chissà perché

(Ehm, sì. Mi rendo conto che è una storia assurda, al punto da sembrare incredibile e inventata. Io metto le mani avanti: apparentemente, questa storia non si trova più, sul Web. Ma io sono stra-sicura di averla letta da qualche parte, giuro!!)

8 thoughts on “Lo sapete che Tom Felton…?

  1. Lucy, a proposito dell'aureo (sic!) periodo elisabettiano, sul quale tu sei certamente più informata su di me, dati i tuoi studi storici, ti segnalo comunque un libro che "naturalmente" sta passando sotto silenzio assoluto. il titolo è "Elisabetta la sanguinaria", ti prometto di rintracciare a breve le informazioni aggiuntive (l'ho prestato) ed inviartele.
    Merita di essere letto: sicuramente "non è" del tutto imparziale, ma almeno compensa le plateali imparzialità della storiografia ufficiale
    Se già lo conosci, scusami. Claudio potrà confermarti che – chissà per quale ragione della mia mente alquanto contorta – sono una appassionatissima del periodo dei Tudor.
    Mi ricordo a proposito (sempre per accumulare materiale in vista di quell'autobiografia che mai vedrà la luce, poichè la sottoscritta non ha sufficiente talento nè sul lato tragico nè su quello comico) che riuscii, una decina di anni fa, a sbalordire i più scafati esperti di Stephen King dell'allora Castlerock Forum:
    Avevamo inventato un giochino: uno apriva un post con la domanda "chi è X Y?" inserendo il nome di un personaggio ovviamente minore di una delle tantissime opere del Re. Vietato, ovviamente, spulciare in Rete, vinceva chi per primo indovinava il romanzo-racconto ove compariva il tizio.
    Io chiesi "chi è Charles Brandon?" ma non volevo solo sapere il titolo dell'opera di SK, ma chi è stato "nella realtà".
    Ho avuto la prova che giocavano tutti onestamente, senza barare e cercare notizie in rete, perchè tutti dichiararono di non saperlo. Al che la sottoscritta se ne uscì trionfalmente proclamando che il tipo in questione era stato il secondo marito di Maria Tudor, sorella di Enrico VIII, in prime nozze regina di Francia, che aveva piegato il re suo fratello (cosa a quei tempi straordinaria) al suo volere: accettava, giovanissima, di sposare un re straniero vecchio e malato, ma si arrogava il diritto, una volta diventata vedova, di rimaritarsi con chi voleva lei.
    Il buon Enrico VIII tentò, quando la sorella rimase vedova senza figli, di combinarle un secondo matrimonio politico. Ma i due innamorati lo fregarono: Brandon si offrì di andare a recuperare la vedovella dal suolo francese e ricondurla in patria, e poi i due si sposarono in segreto. Enrico, che voleva in fondo bene a tutti e due, per il quale Brandon era un amico d'infanzia, tenne loro il broncio per qualche tempo, poi li perdonò ed insignì Charles del titolo di duca di Norfolk (o Suffolk? Mannaggia a me, li confondo sempre, ma dovessi scommetterci un euro punterei sul primo)
    Fu un grande amore? Non credo, almeno da parte di lui: quando il buon Charles rimase vedovo a sua volta, si disperò insieme al regal cognato fino al funerale della moglie, e poi si risposò con quella che era la fidanzata di suo figlio, adducendo motivi legati alla dote di quest'ultima. Purtroppo Enrico VIII  non era più il giovialone di vent'anni prima, era diventato alquanto difficile in quanto a carattere e modi di fare, e Charles venne praticamente bandito da corte. Il che, forse, gli salvò il collo: negli ultimi anni di regno la convivenza col re era alquanto pericolosa.
    E poi qualcuno si meraviglia perchè io trovo gli anni Tudor semplicemente affascinanti …
    Sissi2002

  2. Lucy, oh Lucy.

    Io ho già palesi e pesanti problemi di sincretismo, giacchè nei momenti di crisi mi rivolgo a San Giuda e a Valentino Mazzola.

    Ora che tu mi tiri fuori che Draco Malfoy è beato, ecco, fai ciao ciao alla mia coerenza religiosa :lol:

    PS come si sta al mare????

    bacio grosso,

    Seavessi

  3. Qui c'è qualcosa, anche se non si parla di chiodi; però è sempre una pagina web, servirebbe qualcosa di più affidabile.

    Cìcikov

  4. Tu metti le mani avanti… è una battuta vero? :P No sai, visto il contesto…
    La storia è alquanto bizzarra XD tu sei bravissima a raccontarci queste storie, ci strappi sempre un sorriso o una risata, o un qualche sentimento!

    Povero Tom Felton (il Santo intendo), aveva circa la nostra età Lucia, come si fa a morire così giovani?

    Sull'altro Tom Felton (ovvero Draco Malfoy) non mi esprimo, mi è sempre stato antipatico fino alla fine :P

    Daniele

  5. Ma nooo, povero Felton… (e che celebrazione movimentata), ma anche povero Felton-Draco, segnato a vita dal personaggio. (Ricordo una sua intervista dove diceva che i bambini lo guardavano storto alle premiere dei film…(sniff). Mi pareva di aver anche letto in giro che fosse cattolico… pulce nell'orecchio e ricerchina alla velox: ha studiato fino a 13 anni alla scuola cattolica Cranmore e in una sua forse ufficiale pagina di myspace indica"religion: catholic". Quindi forse il nome non è casuale.

  6. In effetti quelli che dici è verissimo…io che scrivo sono un frate di S. Francesco di Paola percui noi veneriamo il Beato Tommaso Felton che viene festeggiato il 1 settembre…la storia è verissima…

  7. bugiardiiii! non e veroo!! vi siete solamente ubriacati nel senso e impossibile che……..non e vero nn ci posso neanche pensare……basta…mi sono anche pentita di avere aperto la pagina….bugiardii!!!!!! :( non ci credete e solamente una cazzata :( :(( NON CI CREDETE A QUESTA CAZZATA!!!

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