Personale · Pillole di Storia · Presepio

Gli antenati del presepio

Germania. Medio Evo. (Da qualche parte avevo anche coordinate un pochetto meno vaghe, ma in questo momento non riesco assolutamente a trovare il riferimento nel mio libro e son già le 19:30).
Quindi, facciamocelo bastare, per il momento: Germania. Medio Evo.
Notte.
È tutto pronto, per la Messa di Natale che verrà celebrata, solennemente, in chiesa. I canonici scherzano fra loro rimirandosi nei vestiti che dovrebbero immediatamente renderli riconoscibili come “pastori”; un ragazzetto vestito di bianco viene insaccato in una stretta imbragatura, e condotto in chiesa. Una lunga funicella viene fatta passare sopra una trave collocata sul soffitto della chiesa, e poi legata strettamente all’imbragatura del ragazzo. Quando i fedeli entreranno in chiesa, il ragazzetto biancovestito sarà sollevato in aria e darà l’annuncio della nascita di Cristo – proprio come un angelo che vola in cielo, come si legge nei Vangeli. I canonici mascherati da pastori manifesteranno stupore ed esultanza e, fra cori che staranno a imitare quelli angelici, la Messa comincerà.
Fantastico, nevvero?
: peccato che a un certo punto la funicella si spezzi e l’angelo finisca spiaccicato sul pavimento della chiesa, prima ancora di aver detto “bah”.
Non voglio fare ironia sulla morte di un derelitto, per carità del cielo; ma insomma, questo è quanto.

L’idea di base non era neanche così malaccio, eh.
Il concetto era lo stesso che sta alla base del presepio o dei sacri monti: se un fedele riesce ad assistere, fisicamente, a un dato episodio raccontato nei Vangeli, il suo coinvolgimento e la sua commozione aumentano esponenzialmente. Noi ci commuoviamo di più a sentirci leggere il Vangelo della Passione, oppure a vedere il sangue che sgorga a fiotti in Passion di Mel Gibson?
Ecco, appunto: vedere aiuta a immedesimarsi; e dunque, a sentirsi presenti a quella scena. E la stessa intuizione, in linea di massima, valeva anche per il Natale: un conto è leggere che gli angeli annunciarono ai pastori la nascita di Cristo (evvabbeh); un conto è entrare in chiesa e vedere dal vivo un “angelo” che fa sul momento la stessa cosa.
Molto più coinvolgente: no?

(E d’altro canto, se ci pensate, qualche aspetto di teatralità c’è ancora adesso, nelle nostre chiese. Pensate alla Via Crucis, in cui la croce viene fisicamente trasportata lungo un percorso vero e proprio. Pensate alla lavanda dei piedi il Giovedì Santo, quando il sacerdote rievoca fisicamente l’episodio raccontato nel Vangelo.
Insomma: non vi stupisca così tanto, pensare che c’è stato un momento in cui in chiesa si dava spazio alla recitazione – e gliene si dava pure un sacco, oh!)

La prima testimonianza di sacra rappresentazione a tema natalizio ci arriva da un certo Tutelone, monaco benedettino del monastero di San Gallo, in Svizzera. Nel IX secolo, all’inizio della Messa, un monaco-pastore recitava qualche battuta idealmente rivolta a un angelo. Il coro dei monaci, rappresentante il coro angelico, si apprestava a cantare la risposta… e, con una celestiale melodia, la Messa incominciava.
Una testimonianza già più interessante ai nostri fini è un po’ più tarda, e viene da Rouen. Presso l’altare, nella chiesa cattedrale, si allestiva una vera e propria culla per neonati, con statuetta di Gesù Bambino dolcemente adagiata in essa. Al fianco della culla, stava una statua della Vergine.
Quando i fedeli entravano in chiesa, si ripeteva l’annuncio del Natale a un gruppo di canonici vestiti da pastori. Si innalzava al cielo un canto angelico, e la Messa incominciava.
…e nel frattempo, il presepio stava lì!!
Perché – porca miseria – si trattava chiaramente di un presepio, o quantomeno di una Sacra Famiglia: c’era la statuetta di Gesù Bambino, c’era la statua della Madonna, c’era una mangiatoia per il neonato… è un presepio, chiaramente.

E funzionava, oh!
Ripeto: i fedeli assistevano a una scenetta simile, e si sentivano coinvolti.
Solo che, a un certo punto, ci dev’esser stato un sacerdote che ha avuto l’infelice idea di fare il seguente calcolo: se io metto in scena un episodio che è realistico a un livello x, e la gente mi si immedesima all’incirca a un livello y… se io aumento la realisticità a 10x, la gente mi si immedesimerà a 10y!!!
Tale ragionamento, che sulla carta poteva anche avere un qualche senso, portò rapidamente alla comparsa, in chiesa, di:
• vere e proprie capanne con greppie e mangiatoie per sorprendere i fedeli (e distrarli dal Tabernacolo);
• ragazzi vestiti da angeli calati dal soffitto con la fune che di tanto in tanto finivan pure male, pore stelle;
• intere tavolate di gente svestita e un po’ svaccata, che mangiava rumorosamente nel bel mezzo della chiesa per simulare l’opulento e dissoluto banchetto di re Erode;
• percosse fisiche ai canonici del coro (no, non sto scherzando) per simulare la violenza brutale della strage degli innocenti, mentre la folla faceva concitatamente suonare una specie di tamburo e un asino impazzito correva lungo tutta la navata trasportando sulla groppa un duo di attori rappresentanti la Sacra Famiglia in fuga.

Chissà perché, nel 1207, papa Innocenzo III vietò l’allestimento di sacre rappresentazioni all’interno della chiesa e/o comunque in un contesto di liturgia, e esortò gli appassionati attori a dare il meglio di se stessi nel sagrato delle chiese o comunque in un momento a parte.
E infatti, se ci fate caso, tutte le fonti riportano che San Francesco ebbe bisogno di una licenza speciale per poter allestire il suo presepio, che univa, come le sacre rappresentazioni, la rievocazione del Natale a una vera e propria Messa celebrata fra il bue e l’asino. (E non all’interno di una chiesa, fra le altre cose).

È difficile stabilire con precisione la data di nascita del presepio come lo intendiamo oggi – anzi: di fatto, una data di nascita non c’è.
Ma senz’altro, l’embrione del presepio sta proprio qui: non tanto nell’idea geniale di San Francesco, che si è semplicemente “limitato” a riproporre (certo: con modalità straordinariamente significative) una ennesima sacra rappresentazione. L’embrione del presepio sta proprio nella sacra rappresentazione: e in questo senso, il presepio era già diffuso molto prima dell’anno Mille.

Anche perché… queste sacre rappresentazioni avevano tutte una particolarità.
Punto primo, erano recitate da attori maschi, ovverosia dai sacerdoti/diaconi/canoni/monaci/vattelappesca della chiesa in cui si recitava.
Punto secondo, da un certo punto in poi avevano cominciato a mettere in scena azioni non sempre compostissime, in cui trovavano spazio anche elementi grotteschi o caricaturali.
Per una ragione molto nobile (cioè, il rispetto per le figure sacre), e anche per una ragione molto pratica (cioè, il fatto che né la Madonna né Gesù Bambino avevano battute da recitare) era entrata in voga la tradizione di ricreare la Natività, e il presepio, e il dialogo coi pastori, e la visita dei Re Magi, e bla bla bla… ma continuando a utilizzare una statua per rappresentare Maria e il Bambino.
Che era sempre meglio che vedere il vecchio parroco rubizzo vestito da donna mentre si fingeva Maria Vergine, in ogni caso.

Insomma: è vero, il presepio è un oggetto e le sacre rappresentazioni sono un’opera teatrale; non ci piove. Ma in realtà, è assolutamente lecito dire che c’è stata una filiazione diretta da “dramma sacro” a “presepio”: anche perché, in queste sacre rappresentazioni, il nucleo centrale della scena era comunque costituito da statue. Era un presepio: appunto.

Il presepio di San Francesco allargò la scena, e fece diventare parte integrante del presepio anche i pastori (cioè, i frati francescani e la gente di Greccio che era presente quella notte).
Dopo la morte di Francesco, i Francescani tennero viva la memoria di ciò che era accaduto – non nel senso che riproposero una rievocazione del Natale, cosa che faceva tutta la Chiesa; ma nel senso che riproposero una rievocazione di quel Natale meraviglioso che c’era stato a Greccio. L’intento pedagogico del Natale di Greccio, del resto, era fortissimo; e la scena evocava immediatamente commozione.

Forti del successo della predicazione francescana, le successive rappresentazioni della nascita di Cristo cominciarono a riproporre una scena che, di fatto, era simile a quella degli Atti e dei Fioretti. Il presepio cominciò ad assumere i tratti moderni di una scena della Natività a cui si aggiungeva la presenza immancabile dei pastori del presepe: le rappresentazioni teatrali lasciano gradualmente il passo alle rappresentazioni di tipo plastico, e lo scenario si cristallizzò in quel momento di ineffabile bellezza in cui Gesù venne fisicamente al mondo.

E il primo presepio moderno in senso stretto, fatto di statuine singole che possono essere posizionate a piacere?
Probabilmente, si tratta del presepio di Arnolfo di Cambio, scolpito nel 1281 e conservato, tutt’oggi, a Santa Maria Maggiore in Roma. Risalgono allo stesso periodo anche le statuine in legno conservate a Bologna nell’abbazia di Santo Stefano.

E da lì in poi… tutto il resto, è Storia.

3 thoughts on “Gli antenati del presepio

  1. Ma no, dai, non sapevo che il presepio avesse pure mietuto delle vittime… Una volta in effetti anch’io impersonai l’angelo nel presepe vivente della mia parrocchia. Non ero appesa a un filo, ma in fragile equilibrio su una panca pencolante; ho passato tutto il tempo della sacra rappresentazione immersa in uno stato semiallucinatorio dovuto alla tensione estrema di assecondare i pencolamenti della suddetta panca (urtata continuamente dai vari pastori sgraziati che si affollavano attorno alla grotta) onde evitare di rovinare al suolo. Solidarietà per i poveri angeli spiaccicati nel corso dei secoli…

    1. LOL.
      Quest’anno io ho scambiato due chiacchiere, per caso, con una tizia che lavorava a un corso di teatro per ragazzi e s’era messa in testa di fare un musical su Peter Pan, con tanto di Peter Pan imbragato a una fune che veniva calato dal soffitto del teatrino (che era un teatrino relativamente amatoriale: voglio dire, non era la Scala, che presumibilmente è attrezzata anche per queste cose).
      Le ho raccontato la storia dell’angioletto spiaccicato, e lei, terrorizzata, è rapidamente scesa a più miti consigli.
      :-DD

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