Quaresima in cucina · Tradizioni e folklore

Buona Pasqua, Blajini!

E poi, risorse.

L’annuncio portato dagli angeli risuonò di bocca in bocca: la voce corse per le vie di Gerusalemme, le lacrime inumidirono gli occhi di chi lo aveva amato, l’Alleluja risuonò nel cenacolo e nelle chiese, e le campane furono slegate e risuonarono finalmente a festa, nella notte più gioiosa di cui la Storia abbia memoria, e che ogni anno si ripete.

La gente si vestì a festa, corse in chiesa a festeggiare, la luce rischiarò le navate scure e si esultò in onore di quella felice colpa che meritò di avere un così grande Redentore.
E poi si tornò a casa, e si tagliarono sul tavolo le prime fette di salame; e si festeggiò fino a tarda notte scambiandosi auguri e baci, in quel clima di euforia che ti accompagna solamente in quegli istanti veri di pura gioia.
E poi si andò a dormire, e ci si alzò la mattina all’alba, e si inspirò il profumo di arrosti e di dolciumi che arrivava dalla cucina e si spandeva in tutta la casa.

E allora, le donne presero un cestino di rosse uova di Pasqua, e corsero fino al fiume con un sorriso a trentadue denti. E quando furono arrivate al fiume – ed erano ormai decine e decine di donne sorridenti, con un cestino di uova di Pasqua decorate sottobraccio – si chinarono vicino all’acqua e cominciarono a versare nel fiume, delicatamente, le uova che avevano dipinto con tanto amore e tanta passione.
E mentre seguivano con lo sguardo i mille ovetti decorati che si allontanavano lentamente, sospinti dalla corrente, portarono le mani alla bocca e gridarono con tutto il fiato che avevano in corpo.  “BUONA PASQUA, BLAJINI!”.

***

Alcuni dicono che siano le anime dei bambini morti prima del Battesimo.
Altri sostengono trattarsi di un antico popolo di fate, creato dal Signore prima di consegnare il mondo agli uomini.
Altri non si pongono il problema delle loro origini, ma si limitano a raccontare che i Blajini sono un popolo di spiritelli – elfi, follette, fate: vedete voi come chiamarli – che vivono in un posto lontano lontano, in un’isola-che-non-c’è che si trova là dove finisce il fiume.
Nel foklore nell’Europa dell’Est – Russia, Bielorussia, Ucraina e Romania – i Blajini sono un personaggio molto amato. Umili, miti, timorati di Dio, ubbidienti, i Blajini sono alti come la punta di un dito e vivono in un mondo lontano lontano, senza mai avere la possibilità di venire in contatto con gli uomini.

Gli uomini li amano: perché mai non dovrebbero farlo?
“Amore” ed “amicizia” sono gli unici sentimenti che si possono provare, nei confronti di questi spiritelli miti ed ubbidienti.

Ma i Blajini vivono in un mondo che è, e non è. E, senz’altro, non è in comunicazione con il nostro.
I Blajini – purtroppo o per fortuna – non hanno modo alcuno di sapere cosa succede quotidianamente sulla terra dei mortali.

“Blajini rejoicing at Easter” (Marcel Olinescu, 2008)

Tranne che in un caso.

La domenica di Pasqua, alle prime luci del mattino, le donne russe, ucraine, rumene e bielorusse si affollano sulle rive dei loro fiumi. Gettano in acqua piccole uova di Pasqua decorate e lasciano che la corrente le porti via, lontano. Là, in quell’isola-che-non-c’è che si trova là dove finisce il fiume. Là, dove i piccoli Blajini vivono pacificamente, segregati dal mondo.

E quando i Blajini vedranno le uova di Pasqua galleggiare sulle acque… allora, sapranno anche loro che il Signore è risorto, infine.
E allora si ripeterà la festa, la gioia, il clamore e l’euforia. E si esulterà, in quella notte santa, e tutto il mondo risuonerà delle grida della gente in festa: uomini, fate, e ogni goccia del creato. E inni di gloria saluteranno finalmente il trionfo del Signore, e il popolo delle fate si unirà agli uomini nella lode al suo Creatore.

Perché tutti – TUTTI – devono gioire, in questo che è il giorno più bello della Storia.

5 thoughts on “Buona Pasqua, Blajini!

  1. Alleluja!
    pensavo in questi giorni quanta tristezza in chi non crede…
    Cristo è risorto anche per loro, che la luce della fede illumini tutti gli uomini perchè tutti insieme possiamo gioirne!
    BUONA PASQUA a te e a tutti quelli che seguono questo splendido blog!

  2. Solo una cosa: i Paesi citati sono piuttosto diversi. O meglio: Ucraina, Bielorussia (o Russia Bianca) Russia (ovvero quella un po’più lontano) sono popoli slavi, che teoricamente potrebbero avere diverse similitudini in più. La Romania è invece di altro ceppo… mmh.. qualcosa non mi torna: che fonti hai usato? (eheh trenta e lode in Analisi delle fonti) :)

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