Quaresima 2013 · Vite di Santi e Beati

I Sette Dormienti, trecento anni dopo

Cosa c’entrano i Sette Dormienti con la serie di post “a tema” che anche quest’anno avrei intenzione di proporvi lungo la Quaresima?
Oh, c’entrano. A loro modo, c’entrano un sacco.

C’entrano eccome, e vi spiego anche come mai: il fatto è che, a un certo punto, i Sette Dormienti si svegliarono.
Su questa parte della storia non c’è accordo fra gli agiografi: la leggenda dei “sette dormienti” è diffusissima (tocca addirittura altre religioni!), è localizzata ora in Francia, ora ad Efeso, ora nel nord della Germania, in un’infinità di varianti che presentano differenze importanti l’una d’altra…
…ma io mi soffermo su una versione specifica della leggenda.
Una versione che potremmo intitolare “i Sette Dormienti si risvegliano”.

Essì. A quanto pare, circa trecento anni dopo la data del loro “martirio”, i Sette Dormienti riaprirono gli occhi. Furono svegliati da un gruppo di muratori, che, completamente ignari di quello che ci avrebbero trovato dentro, avevano sfondato la parete murata della caverna per costruirci un ovile.

I dormienti aprirono gli occhi, guardarono i muratori, scambiarono con loro qualche parola. Inizialmente ci fu sorpresa; ma neanche troppa. I dormienti, molto banalmente, pensarono di essersi addormentati a causa della mancanza d’aria, e ringraziarono il Signore che aveva voluto mandare loro questi inaspettati salvatori.
I muratori, dal canto loro, si grattarono la testa un po’ perplessi, poi scrollarono le spalle e tornarono a farsi i fatti loro.

Il vero trauma, per i dormienti, fu quello di tornare in città.

Tornarono in città perché erano affamati, naturalmente; presero i pochi spiccioli che avevano ancora in tasta da trecento anni prima, e si diressero verso il mercato.
Nulla di male, direste voi.
Sennonché c’era qualcosa di profondamente diverso, tutt’attorno.

Erano passati trecento anni dalle persecuzioni di Diocleziano; erano passati quasi trecento anni dall’Editto di Costantino. Maestose chiese si ergevano solennemente agli angoli della strada, e c’era un viavai di giovani vergini che entravano e uscivano da quei luoghi di culto così spudoratamente esposti. Il chrismon campeggiava sui graffiti sulle mura delle abitazioni, e si potevano intravvedere tanti piccoli crocifissi appesi nelle case dei fedeli, attraverso le finestre aperte.
I sette dormienti si cambiarono uno sguardo sconcertato, senza osar credere ai loro occhi. Quale miracoloso prodigio era stato compiuto, nell’arco (sic!) di una sola notte?

Le varie versioni della leggenda, a questo punto, ricominciano a divergere.
Quel che è certo è che i dormienti prendono da parte un sacerdote e gli chiedono informazioni: dapprima, il prelato li prende per pazzi o per mitomani; successivamente, presta fiducia alla loro storia e comprende di essere di fronte a un miracolo vivente. I sette dormienti danno testimonianza della loro fede, si mostrano come prova tangibile della resurrezione dei corpi e dell’onnipotenza di Cristo Signore; poi, compiuto il loro mandato, muoiono definitivamente, secondo alcuni agiografi.
O tornano nella loro caverna e ricominciano a dormire, assicurano altri.
Probabilmente sono ancora lì che dormono, assicurano i più.
Forse si sono svegliati un’altra volta qualche tempo dopo e hanno incontrato dei musulmani, dice il Corano.

Ad ogni modo, non è questo il punto; e nemmeno mi interessa mettermi a discutere sui significati profondi della leggenda.
La cosa che mi affascina, è mettersi a pensare allo sconcerto che devono aver provato questi sette “martiri”, nell’addormentarsi una sera nell’Impero delle persecuzioni, e nel risvegliarsi “la mattina dopo”… in un Impero in cui non solo il cristianesimo è tollerato, ma è persino diventato religione di Stato. Quali emozioni, quali cambiamenti, quali trasformazioni incredibili di cui prendere atto. I Sette Dormienti devono aver provato uno shock non indifferente, nel realizzare cos’era successo in un arco di tempo… tutto sommato, breve.

Ma come si è passati dalle persecuzioni al trionfo della Chiesa?
Com’è possibile che la persecuzione di Diocleziano si sia protratta fino al 311, e che a soli due anni distanza Costantino promulgasse quell’Editto di cui, proprio quest’anno, si festeggia l’anniversario?
Una storia (anzi: una Storia) incredibile, se ci pensiamo bene. Incredibilmente rapida, nel suo svolgersi.

Embeh: approfittando dell’anniversario dell’Editto di Costantino, in questa Quaresima avrei pensato di… approfondire un po’ la faccenda. C’è spazio per parlar di Santi, c’è spazio per parlar di Storia: sembra un argomento fatto apposta per questo blog.
Premesso che, per quanto riguarda la parte storica, il Tardoantico non è proprio il mio pane quotidiano, e quindi continuerò a riferirmi con fiducia a (non molti) testi che ho letto in materia (perlopiù a firma di Filoramo)… beh: cominciamo.
Se vi va di leggermi in questa Quaresima, ci saranno un bel po’ di cose di cui parlare.

One thought on “I Sette Dormienti, trecento anni dopo

  1. forse non avevano moneta ma la pergamena ( Raqim), fogli per scrivere con questo bagaglio chi avevano addosso volvevano comprare da mangiare qualcosa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...