Personale

“Chi è il meno peggio?”: le soluzioni

Mi sono documentata: a quanto pare, il test psicologico esiste per davvero: dovrebbe essere una variante del test, più diffuso, che aveva postato Elastigirl, variamente noto come “la donna sul ponte” o “il test del traghettatore”. A quanto pare, viene utilizzato nelle risorse umane, durante i processi di selezione del personale.
Francamente, stento a immaginare in che modo il mio datore di lavoro possa essere agevolato dal conoscere la mia inclinazione a perdonare una donna che si prostituisce…
…ma immagino che, se paga degli psicologi per somministrare ‘sti test ai candidati, abbia pure qualche sua buona ragione.
Boh?

Ad ogni modo: tali test esistono davvero, e vengono talvolta utilizzati dagli addetti alle risorse umane. Ovviamente, per essere realmente efficaci e “fatti bene”, dovrebbero essere somministrati da uno psicologo, e non da un’archivista storica che voleva divertirsi sul suo blog; ma insomma: se lo consideriamo come uno di quei test estivi “da ombrellone”…

***

Curiosi di conoscere la “chiave di lettura”?
Beh, arriva subito: ma prima vi fornisco anche la mia graduatoria (premettendo che mi sono divertita tantissimo a leggere le vostre: è davvero incredibile vedere quante opinioni diverse si possano avere, su una stessa storia!).

Non giriamoci troppo intorno: per me, la persona di gran lunga più sgradevole, in questa storia, è Lorella. Definisco “incommentabile” il suo comportamento, giusto perché non avrei voglia di commentarlo con parole poco carine.
Il barcaiolo è un approfittatore, e non hai abbastanza soldi per pagarlo?
Beh, mia cara: stringi i denti, tirati su le maniche, e organizza un piano B.
Chiedi aiuto a un amico, cerca un lavoro per procurarti i soldi mancanti; rimanda la partenza fino al momento in cui non sarai in grado di pagare il traghettatore… insomma: non puoi venirmi a dire che quella era l’unica strada!
Devi postporre la partenza? Se Giacomo ti ama, certamente ti aspetterà.
Devi annullare la partenza? Embeh: è meglio rinunciare a una storia d’amore, o portare avanti una storia d’amore basata sul non-detto e sulla menzogna?
Non solo Lorella svilisce se stessa (sembra che il suo unico modo di affrontare le difficoltà della vita sia piagnucolare in giro e aprire le gambe); ma anzi, tradisce il patto di fiducia che aveva contratto con un altro uomo.
No, no, e poi no – e per molteplici ragioni.

E che dire di Matteo?
Un bel maiale pure lui, che approfitta della disperazione altrui per ottenere quello che vuole; però, almeno, lui si “limita” (sic!) a incoraggiare la prostituzione, senza tradire quella persona a cui aveva promesso fedeltà. Per la serie: spregevole; ma almeno non è – per quanto ne sappiamo – uno che tradisce a mente lucida.
Inoltre, per quanto disgustosa sia stata la proposta di Matteo, non è che lui sia andato da Lorella e le abbia puntato una pistola alla tempia. Le ha fatto un’offerta, che lei era libera di accettare o rifiutare. Ha deciso di accettarla: e dunque, secondo me, è ancor più colpevole dell’uomo.

Il barcaiolo avrebbe anche potuto risparmiarsi lo scherzetto, ma… in fin dei conti, è il suo lavoro. È un monopolista, e – che ci piaccia o no – ha tutto il diritto di decidere quali tariffe applicare.
Certo: si è approfittato della situazione di estremo bisogno di Lorella, e questo non è carino… però, ahò: è un commerciante, in fin dei conti.

Vincenzo non ha prestato orecchio al motto “fra moglie e marito non mettere il dito”, e io non ho alcuna simpatia per quelle persone che spifferano in giro segreti che farebbero meglio a restar nascosti. Non necessariamente sono del partito “la verità a tutti i costi”; talvolta, un’azione come quella di Vincenzo può davvero distruggere un matrimonio che invece, per il resto, potrebbe reggere senza problemi.
Però.
Come accennavo nei commenti, la mia graduatoria cambierebbe di molto se la storia specificasse con chiarezza che, al di là del fiume, Lorella e Giacomo sono già convolati a giuste nozze. In assenza di questa specificazione esplicita, io presumo che Lorella e Giacomo siano ancora dei semplici fidanzati; e, in quel caso, sono portata a giustificare l’azione di Vincenzo.
Non metterei mai e poi mai a repentaglio il matrimonio di un amico solo per andare a spifferargli sbagli (pur gravissimi) che sua moglie ha fatto nel passato; ma se i due piccioncini non sono ancora sposati, e io ho la possibilità di far conoscere al mio amico la natura segreta di quella donna che sta per mettersi al suo fianco…
…beh: potrebbe anche darsi che io gli stia risparmiando il più grande errore della sua vita.

Il povero Giacomo è la vittima inconsapevole di questa storia; e, al posto suo, ed essendo ancora celibe, penso che farei la stessa cosa.
Il problema principale non è il tradimento in sé; sarei molto tollerante, di fronte a un tradimento tipo “oh, mio caro: avevo bevuto un bicchiere di troppo, c’era questo tizio molto sexy che ci provava; non so cosa mi sia successo ma ho perso la testa, è stato un tragico sbandamento”.
Il problema è che qui non si tratta di uno sbandamento: si tratta di una scelta fredda e meditata (dettata dalla disperazione, okay; ma pur sempre meditata) in cui la mia futura sposa ha deciso di darsi a un altro uomo, per ottenere un suo tornaconto.
E non mi importa quale fosse il suo cavolo di tornaconto; se appena appena c’era la possibilità di evitare questo atto di prostituzione, (e c’era: a costo di non attraversare il fiume!), allora questo gesto non è in alcun modo giustificabile. Una che si comporta così in questa circostanza, chissà cos’altro mi potrà combinare nel corso degli anni.
Non so come riuscirei a tollerare una scoperta del genere, se riguardasse mio marito. Se riguardasse “solo” il mio fidanzato… evidentemente non era destino, e fila via prima che puoi.

***

Dunque, ricapitolando: secondo le mie personali simpatie, la graduatoria è questa:

1) Giacomo, porello;
2) Vincenzo, l’amico che forse gli ha risparmiato il più grande sbaglio della vita;
3) Il barcaiolo: un approfittatore cinico, ma… in fin dei conti, è il suo lavoro;
4) Matteo, un lenone abbastanza spregevole;
5) Lorella (che se appena appena prova a tirar fuori la storia “eh, ma l’ho fatto per amore”, rischia di beccarsi qualcosa in testa).

“Mi aspettavo qualcosa del genere, in effetti”, commentava l’amico psicologo.

***

Ripeto: è ovvio che, per essere efficace, un test del genere dovrebbe essere somministrato da uno psicologo, non dal blog di un’archivista. L’amico psicologo diceva che sono tante le varianti da tenere in considerazione, nel quadro complessivo.
Ad esempio: molte donne, istintivamente, tendono a empatizzare con Lorella; sarebbe riduttivo – dice lui– dire che lo fanno soprattutto le donne di mezza età, e/o, fra le più giovani, quelle particolarmente “femministe”… ma, riduttivamente, si potrebbe anche dire così.
Fra i difensori di Lorella, troviamo anche le persone carattere molto pragmatico, molto “cinico”, concreto e terra-a-terra; quelli per cui “businnes is businnes”, ha fatto quello che doveva per raggiungere il suo scopo.
La gente attaccata al dettaglio – quella che analizza i fatti con pragmatismo, singolarmente, prendendoli ad uno ad uno – tende ad accusare il barcaiolo, vendendolo come causa di tutto; le persone più all’antica, più conservatrici, o fortemente religiose, tendono spesso ad accusare Lorella (pensando, forse inconsciamente, che “ha avuto quello che si merita”).
Ma, ripeto: queste considerazioni dovrebbe farle uno psicologo, non una blogger che ha studiato Storia Medievale; e ovviamente non vanno prese come oro colato.

“Vabbeh, Amico Psicologo: ma una chiave di lettura terra-a-terra, senza troppe pretese, per divertire i parenti con questo test durante un pranzo di famiglia? Si può avere?”.
Teoricamente si può avere, diceva l’amico psicologo, precisando che però in questa maniera scivoliamo decisamente verso “una fetecchia di test psicologico da ombrellone”. Quindi: prendetela cum grano salis e ditemi se vi rispecchiate nel vostro profilo, vista la chiave di lettura. Perché ad ognuno dei personaggi corrisponde una caratteristica, un aspetto della vita, una certa inclinazione di carattere. E precisamente:

Giacomo = castità, rigore morale, rispetto delle regole ad ogni costo;
Vincenzo = amicizia, altruismo, fiducia nel prossimo, sincerità;
Barcaiolo = businnes, lavoro, senso degli affari; il considerare il denaro come una parte essenziale della vita;
Matteo = sesso; ma anche, in senso lato: divertimento, voglia di ottenere ciò che si desidera;
Lorella = amore romantico; e quindi, in senso lato: sentimenti, emotività.

L’ordine in cui avete elencato i vari personaggi simboleggia l’importanza che attribuite, nella vostra vita, alle rispettive caratteristiche.
E ripeto: messo così, diventa poco più che un banale test da ombrellone… ma come test da ombrellone, con voi ci ha preso?
Con me, a esser sinceri… direi di sì!

15 thoughts on ““Chi è il meno peggio?”: le soluzioni

  1. sarà pure un test da ombrellone ma, modestamente, mi ci ritrovo in pieno. Se avessi dovuto farè un autoanalisi avrei elencato le caratteristiche dei personaggi nell’ordine in cui ho messo i personaggi nella soluzione della storia
    Hai un futuro come psicologa archivista medievale :)

      1. Allora . . . mi ci ritrovo, per questo periodo della mia vita . . . :-)
        In senso lato, vivo la vita con sentimento ed emotività (sono una signora agée! Eh! Eh! Eh! :-)
        Posso dire che mai come in questo periodo tendo a “considerare il denaro come una parte essenziale della vita”, con un mutuo in corso, bollette varie e scarse entrate! Sob!;-)
        Mi pare strano, al terzo posto la “voglia di ottenere ciò che si desidera”, qualche anno fa sono stata “accusata” di pensare più a me stessa e alla mia famiglia che agli altri, mi ero quasi offesa, adesso invece, me ne infischio . . . sano egoismo! :-D
        Temo che alla mancanza (o alla parsimonia) di “amicizia, altruismo, fiducia nel prossimo, sincerità” abbiano concorso gli schiaffi della vita, le delusioni e, non ultimo, questi due anni tormentati) ;-)
        Potrei passare per troppo “moderna”, avendo all’ultimo posto “castità, rigore morale, rispetto delle regole ad ogni costo”, ma penso che anche qui ha giocato l’esperienza, l’aver visto e conosciuto molte situazioni, l’essere andata oltre l’apparenza e, non ultimo, aver sempre sentito (in famiglia) ricordare che un conto è il peccato e un conto il peccatore (che può essere sì disperato, che può essere anche pentito)

        Ecco qua la mia analisi del risultato del mio test! :-)

        Bye, Bye! Fior

  2. Ehm, dunque io sarei una per cui conta solo il denaro, seguito dal sesso e dal divertimento, indulgente con chi è romantico, che tiene in poco conto i principi morali e mette all’ultimo posto l’amicizia, l’altruismo, la fiducia nel prossimo e la sincerità.
    O ho mentito nello stilare la classifica, oppure per me non ha funzionato: passino i soldi in primo piano (in un periodo di vacche magre, sono per me fonte di preoccupazione e quindi posso ammettere che – me nolente – siano in cima ai miei pensieri)… però l’amicizia in fondo proprio no!
    Nel mio caso potrebbe avere un senso la classifica alla rovescia, e mi spiego: tutti i protagonisti hanno violato i valori che rappresentano. Il barcaiolo è stato avido e ha lucrato sulla pelle altrui, Matteo si è “divertito” pagando e umiliando una donna, Lorella ha sacrificato la propria dignità per un sogno d’amore, Giacomo ha applicato una morale priva d pietà, Vincenzo ha distrutto la vita dei suoi “amici”.
    Ho ritenuto il più fetente è quello che ha violato il valore per me più importante, il meno fetente quello che ha cercato di guadagnare il più possibile, ma solo nel campo del ‘vile denaro’.
    Boh, sarebbe interessante il parere del tuo amico psicologo.
    Vado a fare un esame di cosienza, comunque, non sia mai che io sia davvero l’essere spregevole che emerge dallo schemino standard, e non me ne sia mai resa conto ;-D

  3. Prima di leggere questo ho letto la storia e la mia classifica da quello per cui provo più empatia è:
    Giacomo,
    Matteo,
    Barcaiolo,
    Vincenzo,
    Lorella

    Quindi rispetto alla tua Lucia, ho scambiato Vincenzo e Matteo :P
    Per me la peggiore è Lorella perchè se tu sei una persona di saldi principi e sei veramente innamorata non fai certe cose, Vincenzo invece per me si è messo in mezzo solo per interesse personale, il barcaiolo tutto sommato fa il suo lavoro però è anche vero che vuole guadagnare sulle sfortune altrui per cui non è un santarellino, poi ho messo Matteo perchè se da un lato non trovo corretto che una persona ci provi con un’altra persona che è già impegnata, approfittandosi pure della situazione di bisogno, è anche vero che queste cose si fanno in due per cui lei poteva anche rifiutarsi, e infine il più poveraccio è Giacomo, potrebbe sforzarsi di perdonare però questo non vuol dire che si debba tornare insieme, e poi anche io penso che lei potrebbe combinare di peggio in futuro per cui meglio stare alla larga da Lorella!

    Mi ritrovo abbastanza con questa interpretazione della mia classifica perchè penso di essere un tipo complessivamente rigoroso e determinato, è anche vero che troppa fiducia nel prossimo non ce l’ho ultimamente per una serie di avvenimenti, l’unica cosa su cui proprio non mi ritrovo è questa cosa che avrei un’inclinazione per vari tipi di “divertimento” ahm, non mi sento proprio il re della festa ecco :P

    1. Uhm… se non ricordo male, l’amico psicologo diceva che il “divertimento” di Matteo non va necessariamente inteso come “sono il macho del momento che balla sul cubo al centro dell’attenzione”; ad esempio può voler dire che sei molto attento a perseguire il tuo benessere, che metti i tuoi desideri prima di quelli degli altri. Per dire.
      Non so se è il tuo caso, però diceva che può essere interpretato anche in senso lato.

      (Occielo, messa così sembra il ritratto di un egoista nato… io invece mi ritrovo abbastanza in questo atteggiamento, ad esempio.
      Nel senso: è ovvio che, in caso di bisogno, so rinunciare ai miei desideri e alle mie ambizioni; però, in condizioni normali, io sono istintivamente portata a perseguire innanzi tutto il mio bene e la mia felicità – mi secca un po’ sacrificare i miei desideri per venire incontro a quelli di un altro. Per dire. Mia mamma invece ha un atteggiamento esattamente opposto, lei è nata per sacrificarsi per rendere felici le persone che le stanno al fianco ;-)

  4. Sì, mi ci ritrovo abbastanza. Sulla carta soprattutto condivido razionalmente la classifica che ne è emersa (poi vabbeh, potrebbero esserci delle oscillazioni all’atto pratico). Non mi conosco così a fondo da sapere esattamente dove mettere, ad esempio, la considerazione del denaro… ma in linea di massima ci siamo.

    Con tutti questi imperativi morali più che test da ombrellone sembra una gincana per la coscienza :D !! Comunque mi sono divertito alquanto :)
    È proprio vero che il mondo è bello perché è vario: è stato interessantissimo leggere così tante risposte anche molto diverse fra loro.

    1. Vero?!
      E’ stato interessantissimo anche per me, leggere così tante risposte diverse!
      Ad esempio io non avevo mai pensato a Matteo come all’eroe della situazione (ehm…), però in effetti alcuni commenti mi hanno fatto riflettere sul fatto che, tutto sommato, poteva anche comportarsi peggio.
      Poteva trattenere Lorella nel paese per fare in modo di averla per sé più a lungo; poteva anche portarsela a letto e poi dire “ops, ho cambiato idea, i soldi non te li do più” (che ne so: visto il tipo… :-P :-P )

      Decisamente io non avrei mai pensato a Matteo come a un fulgido esempio di onestà e di solidarietà umana ;-) , ma i commenti delle altre persone mi hanno fatto pensare che, tutto sommato, avrebbe anche potuto far di peggio, visto il suo carattere!
      E’ stato interessante e utile :-)

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