Cose cristiane · Lifestyle cristiano

Il pudore in vacanza. Consigli pratici per le fanciulle che non vogliono scoprirsi troppo, in vacanza al mare

Indubbiamente, ci sono problemi più gravi che affliggono la cristianità. Io, però, ho preso a cuore questo… perché, in fin dei conti, “a ognuno il suo”. O no?
Sto parlando (forse, qualcuno l’aveva già intuito dalla premessa) dell’abbigliamento femminile. Non è un mistero che io sia una grande fan della “modest fashion”, e che tenga in altissimo conto l’importanza del pudore. Personalmente, ritengo che un cattolico abbia delle precise responsabilità anche nel momento in cui apre l’armadio – e, per non ripetere cose che ho già scritto, rimando (ad esempio) a questo vecchio post, casomai qualcuno volesse approfondire la mia posizione in merito.

“E che noia però con ‘sta storia: ci ammorba col pudore cristiano una volta ogni due giorni…!”.
Sì, avete ragione. A vostra parziale consolazione, però, posso comunicarvi che non siete gli unici ad essere ammorbati: spesso e volentieri, affronto questi argomenti anche con i miei amici “della vita reale”.
Ad esempio, qualche giorno fa, ho pubblicato sul mio profilo Facebook un paio di fotografie che mi ritraevano nelle mie recenti vacanze al mare.
Diciamo che, ehm, in quegli scatti ero coperta.
Non “intabarrata da far ridere”, ma certamente “più coperta della donna-media quando va in vacanza al mare”.
Tali scatti hanno suscitato lo sconcerto di alcuni, lo stupore di altri (“beh, però stai bene: non sembri fuori posto, in spiaggia!”), e la speranza di terzi. Sì, perché – incredibile ma vero – ho anche ricevuto una e-mail da una mia amica: “Lucia, ma tu dove li trovi i vestiti che usi per andare al mare??”.
A quanto si apprese dopo un breve scambio di battute, proprio in quei giorni la fanciulla era alle prese con una missione da far tremar le vene e i polsi: comprarsi un nuovo costume da bagno. A parte i discorsi di pudore cristiano, ‘sta povera donna avrebbe il bizzarro desiderio di rilassarsi e divertirsi, nei suoi quindici giorni di vacanza… e un costume da bagno decente sarebbe un valido aiuto, a tal proposito – giusto per non dover stare coi nervi a fior di pelle per tutto il tempo in cui sei in spiaggia, tormentata dal pensiero che “oddio, con ‘sto bikini infinitesimale non posso neanche starnutire senza il terrore che mi si sposti qualcosa”.
Il problema è che i bikini infinitesimali vanno di moda, e trovare qualcosa di diverso è (oggettivamente) diventato una bella impresa… cosicché, la mia amica sconsolata si rivolgeva a me in cerca di aiuto. “Tu, concretamente, dove li compri, i tuoi vestiti??”.

Sia ben chiaro che NON sono una fashion blogger e non ambisco a diventarlo – però, ad esplicita richiesta, mi sembrava giusto fornire una esplicita risposta. Perché è facile, da un certo punto di vista, brontolare “bisogna vestirsi pudicamente”: il problema è entrare nei negozi, fare lo slalom fra i completini sexy, e trovare l’abito giusto!

Il mio post nasce proprio con questo scopo: per proporre qualche “stile” che magari non conoscevate, e per dare indicazioni concrete su dove comprare cosa. Tutti i capi elencati in questo post fanno parte delle collezioni primavera/estate 2014 di varie case d’abbigliamento che vendono in Italia (prevalentemente low-cost e con un target mediamente giovanile… perché, ahò, io sto dando suggerimenti alle mie amiche venticinquenni!).
Insomma: tutto ciò che vedete in questo post è attualmente reperibile nei negozi d’abbigliamento. E da oggi, è pure in saldo.
Spero che, in qualche modo, le mie proposte possano essere d’aiuto a tutte quelle ragazze che, anche quest’anno, si pongono lo stesso affannoso problema:

Sono una donna cattolica, sto per andare in vacanza al mare, e non voglio scoprirmi troppo. Ma che mi metto, in valigia?

ALLARME “COSTUME DA BAGNO”

Partiamo da un’ovvia premessa: se il vostro problema è la paura che il bikini si muova lasciando intravvedere ciò che dovrebbe rimanere coperto, è ovvio che uno slip sta meno fermo di un paio di culottes, che danno meno garanzie rispetto a un paio di pantaloncini da bagno, che vengono surclassati in “sicurezza” dal buon vecchio costume intero.
Non mi soffermo sul problema “reggiseno del bikini” perché, fortunatamente, è abbastanza facile trovare modelli di ogni tipo (a triangolo, a fascia, con taglio classico, eccetera). Per quanto riguarda la parte sotto del bikini, segnalo però che esistono numerose alternative alla classica mutandina sgambata a vita bassa. (Con un po’ di fatica, ma) potete trovare in commercio anche mutandine a vita alta, culottes, o addirittura pantaloncini corti che richiamano vagamente i boxer da uomo.

Mutandine Bikini

1 – Reggiseno e Boxer Benetton, € 19,95 + €24,95
2 – Reggiseno e Culottes Yanamay € 25,90 + € 19,90
3 – Pantaloncini da bagno Decathlon, € 20,45
4 – Slip Subdued, €15,00
5 – Slip OVS, € 16,99

Esteticamente più simili ai costumi interi (ma, se vogliamo, più pratici di un costume intero), esistono poi i costumi da bagno “tankini” – cioè, bikini in cui la parte di sopra è fatta a forma di canottiera, e non di reggiseno.
Personalmente, li trovo una enorme innovazione della moda-mare degli ultimi tempi, e peraltro trovo che, rispetto a un bikini, donino molto di più alla figura! (Pensando alle normali imperfezioni di una donna normale, e non al fisico da capogiro di una top model photoshoppata).

Tankini

1 – Canotta Tankini La Redoute, €15,18
2 – Canotta Tankini Yanamay, € 39,90
3 – Tankini Bonprix, € 29,99

Se volete la mia opinione, comunque, è la seguente: niente è così elegante, raffinato e chic come un bel costume intero. Qui mi sono dilungata con una lunga selezione, perché… dai… sono bellissimi! Non capisco come mai tante ragazze li scartino a priori: alcuni modelli sono sbarazzini, giovanili, retrò, deliziosamente chic… suvvia, fanciulle: dategli almeno una chance!

Costumi interi

1 – Costume Parah, € 150,00
2 – Costume OVS, € 26,99
3 – Costume Yanamay, € 49,90
4 – Costume Decathlon, € 30,95
5 – Costume Anna Weyburn, € 69,95

E poi, di tanto in tanto, capita di imbattersi in beghine particolarmente fissate che non si sentono a loro agio né in bikini, né in tankini, né in un normale costume da bagno. (Fa ciao ciao con la manina)
A queste povere fanciulle segnate da due millenni di misoginia sessuofobica, comunico che esistono (a cercarle col lanternino) alcune piacevolissime alternative ai costumi da bagno più mainstream.
Sto parlando degli abiti da bagno: diffusissimi in America e in alcuni stati del centro Europa, stanno pian piano arrivando anche in Italia. In pratica, sono dei costumi interi corredati da una piccola gonnellina, che copre gli slip sottostanti e nasconde a sguardi indiscreti anche qualche centimetro di cosce.
Li adoro: a parte il fatto che sono una manna dal cielo per chi vuole nascondere le cosciotte grosse o le smagliature post-gravidanza, ti risparmiano anche l’orribile esperienza di notare, con la coda dell’occhio, che c’è un maiale che ti sta fissando il sedere.
E, tutto sommato, sono graziosissimi: voglio dire, niente di così improbabile

Abiti da bagno

1 – Costume premaman ed allattamento Sweet Mommy (ma il sito del produttore assicura che, volendo, si può usare anche dopo), € 88,00
2 – Abito da bagno Bonprix, € 34,99
3 – Abito da bagno La Redoute, € 32,48

SULLA SPIAGGIA, MA FUORI DALL’ACQUA

Qui, amiche, dobbiamo mettere in chiaro una cosa. A me, non piace prendere il sole.
Mi rendo conto che se una donna va in spiaggia con l’intento di abbronzarsi, giustamente si sveste più che può e cerca di abbronzarsi il più possibile. Non posso fornire consigli sull’abbronzatura per il semplice fatto che la repello… e, in realtà, non neanche posso fornire grandi consigli sul “look da spiaggia”, perché il “mio” mare (quello della Liguria) è un mare con spiagge piccole, vicinissime all’albergo / alla casa di vacanza. Ergo: verso mezzogiorno, le spiagge si svuotano; non esiste al mondo che qualcuno si fermi a pranzare al bar dello stabilimento balneare. Non ci vai nemmeno per l’aperitivo al pomeriggio, detto onestamente. Semmai, esci dalla spiaggia e val al bar sul lungomare.

In tutto ciò, posso immaginare cosa indosserei se dovessi trovarmi nella situazione di passare tutto il giorno sulla spiaggia – e la risposta è “certamente, non il costume da bagno”.
Per me (che però – ripeto – non amo prendere il sole), il costume da bagno si usa solo quando si fa il bagno. Quando si torna sotto l’ombrellone, ci si copre il costume con qualcos’altro… ma anche solo per una questione di potersi muovere con disinvoltura!
Che sia un pareo, che sia un prendisole, che sia un paio di pantaloncini, non mi vedrete mai sulla spiaggia con addosso il solo costume da bagno, se non sono proprio in procinto di alzarmi dalla sdraio per buttarmi in acqua.
Se la lontananza da casa mi costringesse a stare in spiaggia per tutto il giorno no-stop, immagino che, per l’aperitivo o il pranzo nel bar dello stabilimento, sceglierei qualcosa di più “stiloso” (e di meno “sono-appena-uscita-dall’acqua”) rispetto al classico pareo annodato in vita. In questi anni vanno molto di moda i (meravigliosi) vestiti in stile etnico che arrivano fino ai piedi, e io li troverei perfetti per l’occasione: basta infilarli al volo sopra il costume, e… tutti al bar per il cocktail! Aperitivo in spiaggia

1 – Abito Oysho, € 39,99
2 – Gonna H&M, € 49,99

Per chi ama il genere (io le trovo un po’ troppo sbrindellate per i miei gusti, ma ovviamente è un giudizio mio), anche le gonne lunghe in stile gipsy portano allo stesso risultato… e ti danno immediatamente un’aria un po’ più glamour di quella che va al bar col bikini che gocciola ancora, e un mini-pareo legato sopra. Ché okay che siamo sempre in spiaggia, ma un conto è “sotto l’ombrellone” e un conto è “al bancone al bere un cocktail”!

Gonne gipsy

1 – Gonna Camaieu, di cui non è dato conoscere il prezzo perché non è indicato sul sito Internet. Comunque, Camaieu è un marchio low-cost (che, peraltro, ho scoperto da poco, e letteralmente adoro!)
2 – Gonna Zara, € 29,95
3 – Gonna Zara, € 59,95

FUORI DALLA SPIAGGIA: DI GIORNO, A FAR LA TURISTA

Nel paesello in cui vado in vacanza, qualche hanno fa è entrata in vigore una bizzarra ordinanza comunale: vietato andare in giro in costume bagno, se non all’interno degli stabilimenti balneari. L’ordinanza, almeno in teoria, era bizzarra già di suo (chi mai userebbe un costume da bagno per andare a passeggio nell’entroterra??) – ma ancor più bizzarre, per usare un eufemismo, sono le critiche che ne sono seguite. Roba che sembrava che dovesse crollare il mondo: maschi che rivendicavano il loro diritto di andare in giro per le strade a torso nudo (?), donne che denunciavano la misoginia sessuofoba del sindaco che si traumatizza di fronte a un bikini (??).
Non so se questo capiti anche dalle vostre parti, ma purtroppo capita nelle località balneari che conosco io: c’è gente che passa con la massima disinvoltura dall’ombrellone vista mare al bazar nel centro storico, senza mai sentire l’esigenza di cambiarsi d’abito.

Eddai.

Andare in giro per il paese a torso nudo (per gli uomini) o semi-coperte da un pareo (per le signore) è inopportuno, è sciatto, è fuori luogo, è fuori contesto. Peraltro, se posso vagamente accettare il discorso per cui “non è vero che un bikini è troppo provocante: ormai è la normalità, per chi va al mare; nessun uomo si turba più!”, vorrei flebilmente sottolineare che una donna in bikini può passare inosservata sotto all’ombrellone, non di certo dietro al carrello della spesa nella corsia del supermercato.
E a parte quello, dai. Vedere una donna in bikini, coperta a malapena da un pareo annodato in vita, che si aggira per le vie interne del centro cittadino, è ridicolo, è fuori luogo, e toglie pure decoro all’ambiente urbano.
Non dico di usare gli stessi vestiti che si utilizzano in città, ma esistono in commercio decine e decine di deliziosi prendisole che tengono fresco, non ostacolano l’abbronzatura, e sono perfetti per godersi la vacanza quando non si è all’interno dello stabilimento balneare.

Prendisole

1 – Prendisole Mango, €49,99
2 – Abito H&M, € 24,95
3 – Abito Mango, € 29,99
4 – Abito H&M, €19,99

Ancor più comodi dei prendisole sono le gonnelline leggere, estive, non troppo strutturate: se abbinate a una canotta, sono perfette per il mare; ma, se abbinate a una camicetta un po’ più carina, possono tranquillamente essere riutilizzate durante tutto il resto dell’anno, per andare in ufficio.

Gonnelline

1 – Gonna Camaieu
2 – Gonna Zara, € 39,95
3 – Gonna Camaieu

Personalmente, non sono una grande fan dei pantaloni e d’estate li detesto proprio, perché mi tengono caldo alle gambe. Per chi però si sente a più agio con un paio di shorts, segnalo che esistono in commercio anche dei pantaloncini corti… non troppo corti.
Certo, tengono più caldo.
Infatti, io, d’estate, uso solo ed esclusivamente gonne o vestitini.
Però, per esistere, esistono (e a loro volta hanno il vantaggio di poter essere riutilizzati senza problemi anche per andare in ufficio).

Pantaloncini corti

1 – Pantaloni Camaieu
2 – Bermuda Zara, € 29,95
3 – Pantaloncini Camaieu

SERE D’ESTATE: TUTTI A BALLARE!

Non so cosa faccia la gente normale, di sera, quando va in vacanza. Io passeggio fra le bancarelle assieme a mia mamma, ma palesemente non faccio testo.
Dando per buono che molte ragazze, di sera, vadano a una cena a lume di candela, o a ballare in un locale, o, comunque, sinteticamente, “a far festa”, parliamo anche di abiti da sera per le serate estive.
Ultimamente, fra le giovanissime, sembra che l’eleganza di un abito da sera sia direttamente proporzionale ai centimetri di pelle lasciati scoperti. È sicuramente vero che molti marchi di abbigliamento low-cost propongono abiti da sera cortissimi e super-aderenti… però, anche qui, non è che non esistano alternative.
In questi anni, (grazie al cielo!!), è tornato di moda il lungo: dunque, perché non approfittarne? Non è che il lungo faccia automaticamente “ballo delle debuttanti”: ci sono dei maxi-dress piuttosto casual che sono perfetti su una spiaggia, soprattutto se accessoriati con collanine etniche, braccialetti colorati, o tutto quello che può suggerirvi il vostro gusto.
Danno subito un tocco di eleganza, ti permettono di essere disinvolta nei movimenti (…caratteristica che io ricercherei, in un abito con cui voglio andare a ballare…), e ti tengono al riparo da sguardi non richiesti.
Dunque, perché no?!

Abiti da sera

1 – Maxiabito H&M, € 14,95
2 – Abito Oysho, € 39,99
3 – Tuta Zara, € 49,95
4 – Abito Mango, € 69,99
5 – Abito Zara, € 59,95

Ma se volete sapere la mia opinione…

Come già detto, esistono purtroppo alcuni casi pietosi di ragazze cattoliche segnate nel profondo da due millenni di sessuofobia misogina.
Io sono uno di questi tristi casi.

Scherzi a parte: io, per come sono fatta, ho un forte senso del pudore. Poche cose al mondo mi disgustano quanto certi sguardi che ricevi per strada… e, indipendentemente da questo, ritengo molto importante manifestare un certo decoro cristiano nel vestire. Questo decoro cristiano, per me, passa attraverso alcune regole precise, tipo “niente spalle scoperte” o “niente gonne che non arrivino almeno al ginocchio”.
Ovviamente queste son regole mie che mi son data io, e che vanno bene per la mia sensibilità, non sto insinuando che un vestito con le spalline sia un abbigliamento da sgualdrina (LOL!)… ma tant’è.
Per chi, come me, avesse una sensibilità particolarmente spiccata su questo tema, ecco alcuni consigli pratici per il guardaroba… di noi fissate!

Sebbene io vada in vacanza al mare, in realtà, è da un po’ di anni che non faccio il bagno. Non c’entra niente il pudore cristiano (no, perché alcuni pensano che io non vada in spiaggia perché non voglio mettermi in costume!): banalmente, ho un problema a un piede, e nuotare a lungo mi risulta doloroso. Restare a mollo nel bagnasciuga vicino alla riva è una cosa che… “no, grazie”; e quindi, banalmente, quando sono in vacanza mi occupo il tempo in altro modo.
Ove mai dovessi rassegnarmi a galleggiare nel bagnasciuga, dovendo scegliere un costume opterei decisamente per gli “abiti da bagno” di cui ho detto sopra. Come piano B, un tankini con pantaloncino corto sarebbe una validissima alternativa.

Mia scelta - Bagno

1 – Abito da bagno Bonprix, € 49,99
2 – Top e pantaloncini per tankini Bonprix, € 24,99 + € 24,99

Non sono una fan sfegatata dei parei, ma, quando sono in spiaggia, uso spesso una roba che è una via di mezzo fra un pareo e una gonna a portafoglio. Tecnicamente, è un pareo (se lo cercate nei bazar, cercatelo fra i pareo!); però, invece di essere un triangolo di stoffa che si annoda su un fianco, è un rettangolo di stoffa che si lega con un cordino in vita. La cosa buona di questo aggeggio è che copre di più, è più stabile, e il nodo non si disfa.

Gonne Pareo

1 – Gonna Pareo La Redoute, € 16,77
2 – Pareo Maurice, € 65,00

Ad ogni modo, quando sono in spiaggia, preferisco coprirmi con tuniche e kaftani.
Mi rendo conto che io sono una psicotica che va in vacanza al mare ma non vuole abbronzarsi e non vuole neanche fare il bagno (!!)… però, ahò: i kaftani mi piacciono.
Me li vedrei bene, ad esempio, su una mamma che, come me, non è un granché attirata dalla “vita di spiaggia” ma ci va per far giocare i bimbi. Bonus: se piace lo stile, possono essere riciclati anche in città, a mo’ di casacca sopra un paio di pantaloni.

Kaftani

1 – Tunica Bonprix, € 9,99
2 – Tunica Zara, € 39,95
3 – Tunica H&M, € 9,95
4 – Prendisole H&M, € 12,99
5 – Kaftano Parah, € 105,01
6 – Caftano Golden Point, € 59,99

Come accennavo sopra, io ho questa fissa: per sentirmi “a posto” nei miei vestiti, devo rigorosamente avere le spalle coperte. A onor del vero, quando sono in vacanza al mare (ma solo e unicamente quando sono in vacanza al mare) mi sento anche di poter derogare a questa regola, in alcuni casi. Ma, in linea di massima, cerco di attenermi comunque ai miei criteri: “spalle coperte, e gonna fino al ginocchio”.
Non è facile trovare vestiti estivi con questi requisiti, e soprattutto non è facile trovare vestiti estivi con questi requisiti che non ti facciano sembrare un pazza furiosa agli occhi degli altri turisti.
Qualcosina, però, si trova. Ad esempio, questi sono sei abiti attualmente in commercio e che indosserei tranquillamente, accessoriati nel modo giusto:

Mia scelta - Lungomare

1 – Abito H&M, € 14,95
2 – Abito Mango, € 59,99
3 – Abito Pinko, € 198,00
4 – Abito Benetton, € 49,95
5 – Tunica Zara, €45,95
6 – Tunica Bonprix, € 19,99

(Non so fino a che punto possa interessare a qualcuno, ma mi sono innamorata alla follia del vestito numero 2).
In alternativa agli abitini, uso moltissimo anche le gonnelline di cotone leggero, abbinate a una maglietta.
(Tips: al mare, spesso e volentieri c’è il vento. Le gonnelline di cotone leggero svolazzano, col vento. A parte l’ovvia considerazione che, se c’è una giornata super-ventosa, non esci con una gonnellina leggera e svolazzante, io, in queste circostanze, faccio ampio uso di sottogonne colorate e/o di mutandine del bikini indossate sopra la mia biancheria. Ove mai dovesse succedere l’irreparabile, un conto è un colpo di vento che lascia intravvedere le mutande, e un conto è un colpo di vento che lascia intravvedere un normalissimo bikini!).

Per quanto riguarda gli abiti da sera, non è facile trovare abiti da sera (adatti al mare) che abbiano anche un po’ di manica… ma, a cercar bene, qualche cosa si trova. I migliori affari, in tal senso, li ho fatti al mercato, ma si può trovare qualcosa di adatto (e pudicissimo!) anche nei negozi di abbigliamento “da città”.

Mia scelta - Sera
1 – Kaftano Mango, € 129,99
2 – Abito Mango, € 99,99

Se qualcuno ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, sarei davvero curiosa di conoscere la vostra opinione sull’annoso tema “pudore in vacanza”. È un argomento di cui si è parlato moltissimo, ultimamente, in alcuni gruppi di discussione sulla castità, sia in Italia che all’estero… e, ovviamente, sarei curiosa di conoscere la vostra opinione, sia maschile che femminile!

E a proposito di maschi, vorrei tranquillizzare i signori in linea (nell’ottimistica ed illusoria speranza che sia ancora rimasto qualcuno a leggere). Il prossimo post sarà una cosa seriorissima: parliamo del concetto di “virtù eroica”, e dei grattacapi causati dalla sua introduzione nei processi di canonizzazione.
Insomma. Tsk! Non venite a dirmi che son troppo frivola!!

 

13 thoughts on “Il pudore in vacanza. Consigli pratici per le fanciulle che non vogliono scoprirsi troppo, in vacanza al mare

  1. Personalmente, pur essendo anche io cattolica che tiene al pudore e alla custodia del proprio corpo, mi permetterei di dire che dipende dai contesti. Ad esempio, non trovo niente di male ad indossare il bikini in spiaggia, ma trovo decisamente fuori luogo le coulottes tanto di moda tra le adolescenti del sabato sera.
    Lei dice “due millenni di sessuofobia misogina”: leggere la “Histoire de la pudeur” di Jean-Claude Bologne mi ha convinto che sono molti di meno. Non si è sempre stati come nell’Ottocento, quando, anche nell’intimità della propria casa, una donna doveva obbligatoriamente indossare la camicia nella vasca da bagno. Nel cristianissimo Medioevo, all’interno delle “stufe” (discendenti delle terme romane) e nei fiumi (perché del mare si aveva una paura folle), uomini e donne si bagnavano nudi, in comune, senza nessun tipo di problema.
    http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2011/10/11/stufe-e-terme/

    1. Ehm, i “due millenni di sessuofobia misognina” erano ironici (perché è quello che pensa la gente “comune” vedendo una ragazza giovane che predica l’importanza di vestirsi pudicamente, come se i pretacci malvagi le avessero fatto il lavaggio del cervello)… ma lo dicevo scherzando, eh! ;-)

      Wow, non conoscevo il libro di Bologne ma mi attira tantissimo: chissà se è stato tradotto anche in Italiano (purtroppo non conosco il Francese)?
      Però (fermo restando che, sì, l’Ottocento è stato un po’ un caso limite, e non va usato come parametro per immaginarsi i secoli precedenti), sul caso specifico delle stufe avrei un po’ di perplessità. Da quello che so io (ma adesso non mi viene in mente un riferimento specifico: forse Il corpo nel Medio Evo di Le Goff, per dirne una?), è vero che maschi e femmine facevano il bagno assieme, ma non è che le stufe avessero proprio questa grande nomea… mi pare che ad esempio fossero abbastanza mal viste dalla Chiesa…
      (Non ho ancora letto l’articolo sul tuo blog, fra poco devo uscire per andare a Messa e non ho tempo: magari ne parlavi anche tu ;-) )

      ***

      Detto ciò!
      Bikini & pudore ai tempi moderni :-D
      Sì, certamente dipende dal contesto. Come ad esempio dicevo nel post, un conto è il bikini in spiaggia e un conto è il bikini, a malapena coperto da una gonnellina pareo, fra le vie della città. Per dire.
      Ovviamente dipende dal contesto, ed il contesto è importantissimo. Le culottes di jeans che citi, me le vedrei molto bene su una ragazzina che gioca a racchettoni in spiaggia, ma decisamente non ci farei uscire mia figlia adolescente per andare a mangiar la pizza con le amiche, per fare un esempio.

      Sui bikini in sè, se proprio devo essere sincera ammetto di avere qualche perplessità. E’ verissimo che ormai tutti quanti sono abituati alla vista di una donna in bikini, in spiaggia, ma onestamente non so fino a che punto il ragazzo-medio resti imperturbabile di fronte a una bella ragazza in bikini che prende il sole di fronte a lui. E’ vero che ormai non c’è niente di strano; però…
      Ma ovviamente, non sono un ragazzo.
      Sarei davvero curiosa di sentire cosa dicono i miei lettori maschi! :-D

      Io, personalmente, col bikini mi sentirei fortemente a disagio. E, alla mia ipotetica figlia adolescente a cui ho appena vietato gli shorts di jeans :-P, credo che proverei timidamente a suggerire qualche alternativa tipo tankini… anche se, ovviamente, non è che voglia bandire una crociata contro i “due pezzi”, ci mancherebbe :-P
      Io, devo dire che mi ci sentirei a disagio… ma, per l’appunto, ho una sensibilità piuttosto spiccata, a riguardo.
      Chissà cosa ne pensano i maschi? :-D

      1. Purtroppo il libro di Bologne non è stato edito in Italiano, io l’ho letto in Francese. E apre gli occhi su quanto la concezione del pudore, nei secoli, sia molto cambiata. Ad esempio, nel Medioevo si dormiva anche nudi, e teniamo presente che in un letto ci doveva stare un’intera famiglia; le camicie da notte compariranno solo tra Cinquecento e Seicento. Il punto è che allora si era molto più abituati alla vista della nudità di quanto lo si fosse dalla Riforma protestante in poi. Naturalmente dipendeva anche dai contesti: ciò che ci si poteva permettere nelle stufe non ce lo si poteva permettere fuori: uomini e donne dovevano portare sempre la testa coperta, gli uomini con cuffia e cappello, le donne con il velo, chi andava a testa scoperta era automaticamente etichettato come un poco di buono. Qualcosa di simile a quello che troviamo ancora oggi in Giappone: alle terme si va nudi, e proprio per questo puoi star sicura che nessuno ti guarderà, ma fuori sono di un pudore estremo.

        http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2011/05/12/a-letto-senza-camicia-da-notte-ne-pigiama/

        Che le stufe medievali fossero mal viste da certi ecclesiastici non impediva la loro frequentazione, anche da parte di religiosi!

    1. Alcuni prezzi sono abbastanza alti (ed un paio sono proprio assurdi), sì. Però c’è anche da dire che, in base alla mia esperienza, nei costumi da bagno costa molto la qualità del materiale. Per un po’ di tempo, ho avuto solo costumi da bagno comprati a poco prezzo nei bazar sul lungomare: erano belli, ma dopo qualche stagione la “stoffa” si rovinava irrimediabilmente, diventava proprio appiccicosa ed era da buttare. Poi, al liceo, siccome le lezioni di ginnastica prevedevano anche delle lezioni in piscina, mi ero comprata dei costumi da piscina “belli” in un negozio specializzato, e gia che c’ero mi ero comprata anche un costume da mettere in spiaggia.
      Quello, pagato di più, è perfetto ancora adesso, a distanza di anni (e tanti!)
      Ancor “più perfetti” sono i miei body costosissimi di quando facevo danza classica: NON sono costumi da bagno (e, ehm, sconsiglio fortemente di usarli in tal senso, perché da bagnati diventano alquanto trasparenti :-D ), ma il tessuto è perfetto ancora adesso, non è diventato appiccicoso né niente.
      In effetti, in questo campo, secondo me si paga (anche) la qualità.
      Anche la marca, senz’altro, ma anche la qualità del tessuto.

  2. Ciao Lucia! Ho appena avuto una lunghissima discussione con amiche cristiane fautrici della modest fashion sul bikini :) ‘ Alcune di loro erano decisamente pro-due pezzi, altre dicevano che non si può professare una modest fashion e poi andare in spiaggia in mutande e reggiseno. Ti dirò, non so che pensare. Io, personalmente, non l’ho mai portato – solo una volta l’anno scorso (facevano 42°C all’ombra e la scelta era fra spogliarsi e finire all’ospedale). Ho retto col bikini solo qualche ora, però, mi sentivo un po’ nuda. Comunque, l’esperienza serve farla, secondo me: il bikini non è niente di scandaloso in sé, ma effettivamente l’intero mi fa sentire più a mio agio. Però non inizierei manco io una crociata contro il due pezzi, magari io stessa lo porterò ancora (certo modelli molto coprenti – questo trikini mi pare carino!). Indubbiamente, però, vedere tutto ‘sta nudità in spiaggia non favorisce un clima di pudore e modestia ;) Sabatos era sono uscita a bere qualcosa con due amici maschi e ho chiesto loro cosa pensassero delle donne in bikini. Uno – americano, di Miami – mi ha detto che una ragazza con un bikini normale non la nota, ma se il bikini ha strass, è modello brasiliano ecc. pensa che la ragazza “ci starebbe”. Invece, se vede una ragazza col costume intero (che non sia visibilmente obesa o malata in qualche modo – che so, cicatrici, ecc.) si chiede “perché questa se l’è messo?” e comunque concluderebbe che la ragazza non vuole essere abbordata. L’altro, italiano, diceva che davanti a un costume intero resterebbe perplesso, ma non si farebbe troppe domande, mentre la ragazza in bikini la trova sexy ma alla fine dipende dal bikini.
    Spero sia interessante – io continuerò a chiedere ai miei amici! Pii ti dico.
    A latere: io ho inziato a portare vestiti senza maniche solo due anni fa. Le gonne le porto o al o appena sopra il ginocchio (tipo i vestiti di H&M me li metto, e arrivano diciamo 3 cm sopra il ginocchio – però più su no). E non metto nulla che faccia vedere il seno, o culottes jeans. Mi limito a questo, però devo dire che mi trovo bene – l’unica cosa è che ovviamente se ho cose senza maniche devo sempre portare una sciarpa o una giacchetta per andare in chiesa :)

    1. Oh, sì, ti prego, continua a chiedere ai tuoi amici maschi e facci sapere: trovo che siano interessantissimi (molto più di mille discorsi teorici!) i loro commenti spassionati!
      (Infatti è da anni che io provo inutilmente a coinvolgere in queste discussioni i miei lettori maschi, ma loro, ‘sti ignavi ;-) ;-) , glissano sempre!)
      Interessantissimo, il commento dell’amico americano che dice che certi bikini gli danno l’idea di donna “che ci starebbe” e che certi costumi interi gli danno l’idea di donna che “non ci starebbe”. Un commento del genere, secondo me, vale mille volte di più di una discussione teorica fra ragazze!

      Di bikini, a dire il vero, ne ho avuto uno anch’io, una volta. Facevo le scuole medie (ma avevo già il corpo completamente sviluppato) e mi ero innamorata alla follia di un bikini delizioso, con un motivo che non avevo trovato su nessun costume intero. Peraltro, era un bikini molto pudico: aveva le mutandine a vita alta, e il reggiseno era di quelli tipo “sportivo”, che coprono molto di più.
      Fatto sta che, anche all’epoca, mi ero sentita tropop “nuda” con solo il bikini addosso, e presto mi ero pentita del mio acquisto. E peraltro la trovo una reazione interessantissima, perché:
      – all’epoca avevo dodici-tredici anni, è improbabile che io mi sia sentita “troppo nuda” dopo aver percepito (magari anche solo incosciamente) che c’era gente in spiaggia che mi lanciava occhiate equivoche (okay che avevo già il corpo formato, ma ero comunque in un’età in cui potevo far gola solo ai pedofili :-P )
      – questa mia impressione di nudità non mi era stata in alcun modo inculcata dalla famiglia, perché mia mamma, da giovane, è sempre andata in giro in bikini, ed anzi era stata lei stessa ad incoraggiarmi a provarne uno in quell’estate afosa, dicendo che mi avrebbe tenuto meno caldo che il costume intero.
      Davvero, col senno di poi trovo che la mia reazione sia stata interessantissima: realisticamente, ero troppo piccola e innocente per potermi immaginare oggetto di lussuria altrui, e mai nessuno mi aveva parlato del bikini come qualcosa di troppo “sexy”.
      Quindi, dev’essere proprio entrato in gioco un senso del pudore tutto mio, innato… e, a pensarci bene, la trovo una cosa interessantissima sotto numerosi punti di vista!

      ***

      Questione vestiti :-)
      Con le spalle scoperte, non so perché, ma mi sento troppo svestita. Sempre; a priori (salvo, al limite, quando sono proprio al mare). Non me la spiego, anche perché non è che spalle nude siano mai state considerate una zona erogena o quant’altro :-D , ma tant’è. Ho alcuni vestiti con le “maniche a farfalla”, quelle che coprono solo le spalle e basta, ma oltre non vado.
      Circa le gonne, anch’io ne ho un paio che non coprono il ginocchio: cioè, lasciano il ginocchio scoperto ma arrivano subito sopra. Preferirei qualche centimetro in più, ma talvolta proprio non si trova, e devo accontentarmi.
      Mi “consolo” ripensando a una volta in cui parlavo di divise scolastiche con un anziano religioso, e lui (lamentando la difficoltà di trovare una lunghezza adatta per le gonne delle ragazze: non troppo corta da dare scandalo, ma non troppo lunga da far orrore alle fanciulle) aveva additato la mia gonna e aveva detto “ecco, questa sarebbe la lunghezza giusta: una casta minigonna“.
      “Casta minigonna”, aveva detto proprio così :-D
      Al “minigonna” ero inorridita (e inorridisco ancora: cioè, dai, mi lasciava arrivava a mezzo ginocchio: non puoi chiamarla “minigonna”!”)… ma tutto sommato, se era “casta”… :-D

  3. Segnalo che anche da Golden Point hanno dei pantaloncini / gonnelline che possono essere indossati sul bikini, sopra gli slip del bikini, per avere un po’ di protezione in più. NON possono essere indossati da soli perché non sono abbastanza impermeabili e “coprenti”, ma possono essere infilati su un normale paio di slip per chi vuole “sentirsi più a posto”.

    Non li avevo segnalati prima perché, a guardarli solo dal sito Internet, non avevo capito bene cosa fossero e non avevo capito se potessero essere usati anche per fare il bagno (sempre sopra ai classici slip del bikini). Oggi passavo davanti a un Golden Point e ho “buttato l’occhio”, e il responso è: si può fare ;-)

    Per un’idea di prezzi e modelli, trovate tutto qui:

    http://shop.goldenpoint.com/it/IT/it/Vendita_Beachwear_GL9.aspx

    1. Aggiornamento numero 2: ho scoperto oggi per puro caso l’esistenza del marchio Sundek, che produce costumi da bagno e accessori vari per la vita da spiaggia (teli, infradito, prendisole, ecc.).
      Sfogliando il catalogo, devo dire che ha dei capi niente male (anche per quanto riguarda i vestiti, ad esempio)… ma, soprattutto, segnalo che è un’altra marca che produce pantaloncini da bagno da indossare al posto dei canonici slip da bikini:

      http://www.shopsundek.com/it/donna/beachwear/boardshort/?RwGal=true&nodi_ID=9180

      Wow: vedi che a cercare ben bene, alla fine qualcosa si trova anche in Italia… :-O

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