Oh no, il mio guardaroba è troppo immodesto per i miei nuovi standard! E ora?

Una delle iniziative che la Fashion Revolution propone ai blogger e agli youtuber che aderiscono al movimento, è la realizzazione di una “Haulternative”.
In una alternativa ai classici haul (dall’inglese “haul”, “bottino”, sono i video con cui le fashion blogger mostrano al pubblico i loro ultimi acquisti), la Fashion Revolution ci invita a fare un haulal contrario. Cioè, a illustrare i nostri trucchetti per ridare nuova vita a vestiti fuori moda, fuori taglia, magari un po’ lisi in alcuni punti, o che semplicemente non ci piacciono più.
Non sono una sarta, e probabilmente non lo sono molte di voi; dunque, mi limiterò a poche soluzioni semplici che richiedano un utilizzo di ago e filo minimo, se non nullo. E, giusto per restare fedele al mio normale campo d’azione, la mia Haulternative sarà una risposta alla tipica domanda che tormenta chiunque si occupi di modest fasion: “mi sono avvicinata da poco al pudore cristiano e adesso sono in crisi, perché il 90% del mio vecchio guardaroba non rispecchia più i miei attuali canoni di modestia. E ora?”.

Non c’è bisogno di buttar via tutto e di aprire un mutuo per rifarsi il look, così come non c’è necessariamente bisogno di rinunciare a quel vestito bellissimo che hai visto in vetrina e vorresti proprio, ma che, mannaggia, così com’è non indosseresti mai.

Haulternative

Oh no! La scollatura è troppo profonda: e ora?

Questo è un problema che mi tocca di frequente, perché amo le scollature a V e il modo in cui si sposano sulla mia figura. Ovvio è che una scollatura troppo profonda non mi fa stare a mio agio, da cui la necessità di coprire in qualche modo… lo spazio intermedio.

Se non ci va un genio a individuare la soluzione più banale (mettere una canottierina accollata al di sotto della scollatura, magari con un bel colore a contrasto), l’escamotage non è sempre di successo. Ad esempio, per mia sfortuna, io soffro tantissimo il caldo, sicché mi risulta del tutto impensabile indossare una canottiera aderente al di sotto di un ulteriore strato di stoffa, se la temperatura esterna supera i 25 gradi.
Na: quello che serve a me è qualcosa che riduca al minimo indispensabile lo strato di pelle coperta al di sotto del vestito scollato. Idealmente, qualcosa che mi copra solo la scollatura lasciandomi, per il resto, libera e fresca. Gira che ti rigira, con un po’ di fatica ho trovato alcune soluzioni, tra cui…

I crop top!
Avete presente quei toppini zozzissimi che gli stilisti pretendono di farci indossare al posto della maglietta, come se fosse normale d’estate andare in giro a pancia in fuori? Questo è un esempio a caso che ho pescato da Asos, ma ne trovate un po’ dappertutto e in qualsiasi fascia di prezzo. Io ne ho un paio acquistati da Tezenis, per dire.

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Con una roba del genere non ci uscirei di casa manco con una pistola puntata alla tempia, ma questi cosini sono la soluzione ideale da indossare sotto una scollatura troppo pronunciata. Sono mediamente abbastanza accollati; sono mediamente abbastanza corti da non tenere troppo caldo; se dovesse capitarvene uno troppo lungo, potete sempre accorciarlo fino a sotto il seno e cucirgli un orlo alla Carlona, tanto nessuno vi vede.
Soluzione perfetta, e con poco sforzo!

Chi soffre il caldo peggio di me e vuole avere ancor meno tessuto addosso, potrebbe trovare grosso sollievo da un aggeggio molto diffuso tra le fashioniste d’Oltreoceano, e che trovate su Amazon con nomi tipo “modesty panel” o “cami secret”.
In pratica, si tratta di un triangolino di stoffa che dovrete attaccare, tramite gli apposti occhielli, alle bretelle del vostro reggiseno: la stoffa, in questa maniera, proteggerà la vostra scollatura… nel modo più fresco e meno invasivo possibile.

Modesty Panel Lace

Per ora non li ho mai testati quindi non posso darvi una recensione di prima mano; il mio timore è che tendano a spostarsi durante la giornata, ma magari è solo una mia impressione. In ogni caso, se cercate online trovate vari tutorial che vi spiegano come crearne uno direttamente in casa, con le vostre stesse mani e con pochissima fatica. Tentar non nuoce!

Oh no! Questo vestito mi lascia le spalle scoperte: e ora?

Io non so esattamente che problemi abbiano gli anglosassoni con ‘sta cosa di andare in giro a spalle scoperte. Sono lietissima che ne abbiano, beninteso!, ma non mi spiego perché proprio le isole britanniche e non la Bible Belt, per dire.
In ogni caso, teniamoci stretta la genialità di due ditte d’oltremanica (una britannica, e una irlandese) e facciamo incetta della soluzione che promette di far svoltare la nostra vita: maniche rimovibili, da indossare sotto ai vestiti smanicati.

Proprio così, questi geniacci ti vendono maniche sfuse. Così:

s-l300

In pratica, vi infilate nelle braccia queste maniche e le allacciate sotto al reggiseno. Poi, indossate il vostro bel vestito smanicato. Et voilà!
Quel vestito che non avreste mai potuto usare per andare in chiesa (o che, semplicemente, vi andava di rivoluzionare! O che, ancor più banalmente, senza maniche vi teneva freddo), adesso avrà una nuova vita (e, probabilmente, anche un nuovo aspetto molto più chic).
Le maniche di Canopi Sleeves non sono le più economiche di questo mondo (tutt’altro), ma voglio sperare che i tessuti siano di buona qualità e le rendano adatte anche ad abiti da cerimonia. Le maniche di Wingz costano attorno ai 18 euro, e sono un investimento che senz’altro mi sentirei di fare. (Non l’ho mai fatto per l’unica ragione che, per ora, il problema non mi si pone: ad oggi, non posseggo vestiti smanicati. Ma la prossima volta che m’innamorerò di un capo senza maniche, sarà di grande sollievo sapere che non devo più limitarmi!)

Al volo, vi appiccico altri due link che potrebbero essere d’utilità. Questo, da Amazon, è stato un mio recente e riuscitissimo acquisto: io l’ho comprato come top per coprire scollature troppo marcate, ma ha anche una piccola manichina che potrebbe risolvere pure il problema delle spalle scoperte. Qui, invece, trovate un tutorial che spiega come aggiungere maniche a un vestito utilizzando un paio di leggings. Servono macchina da cucire e un po’ di manualità, ma… se viene bene, l’idea è di una genialità disarmante!

Oh no! La gonna è troppo corta: e ora?

Non ci va un genio a spiegare che le gonne troppo corte si allungano cucendoci sotto un altro pezzo di stoffa, ma potrebbe essere utile avere una voce amica pronta a confortarvi sul fatto che si può fare, e anche con poco sforzo.
Chiaramente, non parlo di minigonne che dovete accorciare di 10 o 20 centimetri; ma se parliamo di quella gonnellina tanto carina, che avete visto in negozio  e v’è piaciuta, epperò mannaggia non vi arriva manco al ginocchio, e oh se solo avesse quei 5 centimetri in più…
Beh: in quel caso la soluzione è semplicissima. Andate in una merceria ben fornita, scegliete una passamaneria (in pizzo, in sangallo, a frange… più scelta vi offrono, meglio è), scucite l’orlo della gonna, e attaccateci sopra la passamaneria. Poca spesa, tanta resa: avrete recuperato quella manciata di centimetri in più (e vi ritroverete probabilmente con una gonnellina ancor più chic di prima).

Gonna Pizzo

È un’operazione talmente semplice che si potrebbe facilmente fare in casa; io, non possedendo una macchina da cucire particolarmente buona, ho sempre preferito far cucire il merletto direttamente alla merceria, per paura di non essere abbastanza precisa nel rifinire i punti. Lo dico, per sottolineare che la mia merceria di fiducia mi ha sempre chiesto un forfait di 7 euro tutto incluso, merletto + cucitura. Insomma, cifre fattibilissime.

Oh no! In piena estate non riesco a indossare le gonne perché le cosce si irritano per lo sfregamento: e ora?

Questa cosa delle cosce che si irritano sfregando tra di loro nei periodi più caldi dell’anno (e cioè, quando si va in giro a gambe nude e, peggio ancora, si suda molto), l’ho sempre considerata una specie di leggenda metropolitana. O un disagio che tutt’al più poteva colpire individui in grave stato di obesità, toh. Fondamentalmente – mea culpa – pensavo che fosse una scusa da parte di quelle che in estate preferiscono i pantaloncini corti, e s’inventano ‘sta storia per spiegare il loro rifiuto delle gonne.
E invece.
E invece, la tragicommedia della mia vita ha voluto che l’estate scorsa, in un periodo di caldo massacrante a 38 gradi, dopo una puntura di zanzara che ha fatto da causa scatenante, io mi ritrovassi con una fastidiosissima irritazione in loco:
–  mentre ero lontana da casa;
–  in una trasferta di lavoro;
– ospite all’interno di un convento;
– maschile;
– con pochissimi abiti con me;
– e senza manco un paio di pantaloni.
Un crescente strazio che peggiorava di giorno in giorno e che non riuscivo ad arginare in ogni modo, anche perché – pur ammettendo di voler approfittare della situazione per fare shopping – collants o pantaloni con 38 gradi su gambe già irritate per il sudore magari anche no, e shorts inguinali in un convento di frati magari anche no all’ennesima potenza.
E poi, in una disperata ricerca su Google, ho fatto La Scoperta.
Le Bandelettes.
Se avete presente una giarrettiera, immaginatevele più o meno così: sono una banda di stoffa leggermente elasticizzata, alta circa 20 centimetri, tenuta ferma da due sottili ma saldissime striscette di silicone. Ve le infilate proprio come fareste con una giarrettiera (o, se vogliamo, come un’autoreggente) e poi vi dimenticate della loro esistenza fino alla sera. Stanno lì, non stringono, non si schiodano, non si muovono di un millimetro; non si vedono sotto ai vestiti; non tengono caldo (alcuni modelli sono di pizzo, quindi particolarmente traspiranti) e fanno divinamente il loro lavoro, proteggendo la pelle dallo sfregamento.

onyx-beige

Vi dirò: ero molto scettica sulla loro reale efficacia; più che altro, le ho comprate perché in quel momento ero abbastanza disperata. Mai fatto un acquisto migliore in tutta la mia vita: hanno risolto il mio problema nell’arco di dieci minuti; ero commossa.
Le potete comprare direttamente dall’America sul sito ufficiale; a un prezzo decisamente maggiorato (ma con la garanzia di una spedizione lampo e niente spese di dogana) le potete anche trovate su questo e-shop italiano, che è quello da cui mi sono fornita io.
(Amo, a questo punto, sottolineare l’ineffabile bellezza di questa scena: io che mi faccio spedire presso un convento maschile un indumento intimo a forma di giarrettiera da un negozio che si chiama Red Velvet Lingerie. Qualche Santo in Paradiso deve aver ascoltato la mia preghiera, perché il tutto m’è arrivato in anonimo pacco azzurrino).
Trovate prodotti simili a prezzo inferiore anche su Amazon, ma io, a pelle, vi suggerirei di diffidare dalle imitazioni. O quantomeno: circa il prodotto originale, io vi posso assicurare che non irrita la pelle, non si sposta di un millimetro nemmeno camminando, e non si rovina dopo pochi utilizzi. Sulle imitazioni, non so garantire, quindi… se vi deludono, non venite a lamentarvi con me, come si suol dire!

***

Sono poche dritte semplici, niente di trascendentale; soluzioni di buon senso e marchi che, probabilmente, molte di voi già conoscevano… ma riunirle in un unico post poteva comunque essere d’aiuto, secondo me. In fin dei conti, anche questa è una Fashion Revolution: utilizzare quello che già si ha (o arrangiarsi con quello che le mode del momento ci fan trovare in giro, che ci piaccia o no)… e industriarsi per renderlo più adatto ai nostri canoni di modestia. Affinché niente vada sprecato.

13 risposte a "Oh no, il mio guardaroba è troppo immodesto per i miei nuovi standard! E ora?"

  1. Silvia

    Grazie, hai risolto il problema annoso delle gonne in estate, oggi sono arrivate le mie nuove bandelettes, bellissime e comodissime.
    Complimenti per il blog e tutti gli articoli di vario interesse che contiene.

    Silvia

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  2. Elisabetta

    Problema gonnelline di sangallo senza sottogonna o gonne fluttuanti. Mai comprate per questo problena. Pensavo di osare e di utilizzarle son sottovestini atto, che ne pensate? Senza spendere una fortuna, sapete indicarmi marche e siti? Ne cerco uno 100% cotone ma vivendo in provincia o ti propongono modelli da nonna con frappe voluminose o devi andare sulla micorfibra e sudare. Pensare che un tempo me avevo un paio ma cose anni 80… Voi come vi regolate con gonne e vestiti leggeri? Evitate o prendete?

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    1. Elisabetta

      Sì, mi scuso per i numerosi errori di grafia del post sopra. Il tema era : gonne trasparenti. Senza contare tshirt e maglie di lino traparenti che sono il nuovo dramma della nostra epoca..

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      1. Moonsmile

        Prima che immodesti sono ineleganti è in qualche caso volgari
        Ci sono sottogonne da cucire 🧵 in modo da non essere ingoffate e canottiere-top per le magliette ☺️

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      2. Moonsmile

        Prima che immodesti sono ineleganti e in qualche caso volgari
        Ci sono sottogonne da cucire 🧵 in modo da non essere ingoffate e canottiere-top per le magliette ☺️

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    2. Lucia

      La mia risposta è: sottogonne. Sempre. Comunque. Rigorosamente. D’estate per me sono un accessorio immancabile, tipo le mutande e il reggiseno, non esiste che io esca di casa senza la sottogonna (salvo ovviamente i casi in cui non è materialmente possibile che la gonna mi si alzi al vento – ma sono casi rari, perché io amo le gonne larghe e fluttuanti in estate).

      Ne ho provate diverse, ma per adesso nessuna eguaglia questa sottogonna venduta da Amazon. E’ economica, è di cotone, è fresca, c’è in tanti colori (e in tanti modelli, anche. Ce ne sono molti altri, nella vetrina del venditore. Alcuni sono in tessuto sintetico, ma possono andar bene per la mezza stagione).
      Tra tutte quelle che ho provato, mi sento assolutamente di consigliarla.

      (Preciso che non è un vestito che arriva dalla filiera del commercio equo e solidale (che è una cosa a cui di solito faccio attenzione), ma la perfezione non esiste su questa terra :P)

      Sulle t-shirt estive trasparenti, invece io sono un po’ più rigida. Soffro molto il caldo, e mi da particolarmente fastidio essere troppo coperta nella parte alta del corpo, quindi l’ipotesi canottierina + top trasparente per me è da scartare, perché il doppio strato mi infastidirebbe in estate.
      Ma in realtà devo dire che, a mio gusto personale, la canotta che si intravvede da sotto la maglietta trasparente è comunque sgradevole. Mi dà troppo un effetto “biancheria intima a vista”.
      La sottogonna serve come rimedio di emergenza, e non si vede salvo catastrofi; la canotta attraverso il toppino trasparente invece si vede eccome, è più che “rimedio in caso di emergenza” è proprio una scelta di stile. Quindi io personalmente li evito – talvolta con un certo dispiacere, perché ci sono dei cosini in pizzo o in sangallo davvero deliziosi 🙂

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  3. Claudia

    Cara Lucia, sperando che non sia più necessario questo consiglio,per le punture di zanzara infiammate (ne ho avute 8 sulle gambe tutte insieme) per frenare il prurito serve un antistaminico per via orale!!! Ti capisco su quello che hai passato!

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    1. Elisabetta

      Ho fatto bene a scrivere allora! Grazie mille Lucia! In effetti ho cercato tanto una sottoveste di cotone ma non ne esitono più parrebbe…neanche nelle merceria …ehm…classiche…da signora…quando ero piccola ne avevo una ma poi si sono sciupate… da adulta ho sempre comprato gonne di cotone “rigido” un po’ grosso con sottogonna incorporata o così strutturato da non averne bisogno e non ho mai avuto problemi di vento o trasparenza anche perché sotto difficilemente ci sta una sottoveste e se ci sta, te la propongono in seta per far scivolare meglio la gonna.
      Avevo visto questa sottoveste , sono molto reticente agli acquisti online, ma ora mi sono convinta. Così Quella 40 cm potrebbe andare bene secondo te? È coprente cone tessuto?

      Anche io non uso canottiere d’estate. In inverno se hai trasparenze lavorate o sangallo vari, la canottiera color carne è un must. Io avevo un maglioncino nero leggero di lino, a mio avviso coprente… poi ho visto una mia foto….alla luce dei flash si vede tutto!!!!!meglio una canottiera color carne allora… anche il lino comunque sta diventando sempre più sottile…. 😦

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      1. Lucia

        Mh… sui 40 cm come lunghezza della sottogonna: non so.
        Dipende da che cosa ti serve: se te la vuoi mettere giusto per evitare di rimanere in mutande se il vento ti alza la gonna, ok: arriva abbondantemente fino a mezza coscia. Se però vuoi anche che ti copra le gambe in caso di gonne dalla stoffa leggera che magari diventa semitrasparente in controluce, direi che è troppo corta. O almeno: arriva a mezza coscia, ma non si avvicina al ginocchio neanche lontanamente.

        Io ho una sottogonna di 40 cm, il primo acquisto, che mi aspettavo essere decisamente più lungo: non avevo voglia di perdere tempo a fare il reso, me la son tenuta, e adesso la uso sotto a gonne che NON sono trasparenti in controluce, ma che in ipotesi potrebbero sollevarsi al vento. Col senno di poi, non la ricomprerei.

        Le altre che ho sono di 50 cm, mi arrivano qualche dito sopra il ginocchio e sono molto più funzionali.

        Il cotone è decisamente coprente, o meglio: sotto a un altro stato di stoffa, evita l’effetto “gambe in controluce”. Se non l’ho già cancellata, dopo ti cerco una fotografia malriuscita che mi hanno scattato qualche giorno fa, in cui sono in controluce, mi si vedono benissimo le gambe (dal ginocchio in giù) e si vede benissimo la sagoma della sottoveste in trasparenza. Insomma ha fatto il suo dovere 😉

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          1. Lucia

            O sono un po’ più alta, oppure ho i fianchi più larghi che “riempiono” la stoffa impedendole di scivolare giù dritta dritta.
            Possibile ance la seconda XD

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