L’Albero di Jesse: una devozione alternativa per l’Avvento

Il 1 Dicembre si avvicina, avete figli piccoli da catechizzare e non avete ancora deciso come vivere il vostro Avvento in famiglia?

Date retta a me: per un anno, lasciate perdere i sussidi che trovate in vetrina nelle librerie cattoliche (mica per altro, eh: son deliziosi, ma sono abbastanza certa che li ritroverete, sostanzialmente uguali, anche nel 2020) e lanciatevi in una tradizione antichissima e innovativa: costruite assieme ai vostri piccoli un Albero di Jesse!

“Tradizione innovativa”: voi l’avete mai tenuto, in casa, un Albero di Jesse?
Io no, onestamente no, e non sapevo nemmeno che ci fosse l’usanza di adattare a calendario dell’Avvento questo bel simbolo (anche se evidentemente dipende dal fatto che leggo i siti sbagliati: le Mogli e Mamme per Vocazione accennavano a questa pratica già qualche anno fa).
Eppure – per quanto “nuova” e poco conosciuta sia ai giorni nostri – la bella tradizione è antichissima al tempo stesso. L’Albero di Jesse è un tema ricorrente nell’arte cristiana del pieno e tardo Medioevo: fa capolino nelle Bibbie miniate, nelle vetrate delle chiese, negli arazzi e negli oggetti di devozione. Grossomodo, così:

Albero Jesse

Dettaglio dal “Libro delle ore Spinola” del Maestro di Giacomo IV di Scozia (ca. 1520)

L’omino che vedete adagiato sul letto, con problemi di pesantezza di stomaco al confronto dei quali il cinghiale Brioschi è ‘na bazzeccola, altri non è che il buon Jesse, il personaggio biblico padre del re Davide.

La Bibbia non ci parla un granché di questo uomo, il cui nome sarebbe facilmente scivolato nel dimenticatoio se non fosse per un celebre versetto del libro del profeta Isaia, che recita:

Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.

Chi sia questo germoglio, è abbastanza chiaro.
Nell’immediato, da Jesse germoglierà sicuramente re Davide – ma tutti sappiamo che, di padre in figlio, attraverso le generazioni, da Davide discenderà Gesù stesso.

In quel giorno
la radice di Jesse si leverà a vessillo per i popoli,
le genti la cercheranno con ansia,
la sua dimora sarà gloriosa.

In quel giorno, il Signore stenderà di nuovo la mano
per riscattare il resto del suo popolo.

Insomma: Jesse è il bis-bis-bis-bisavolo di Gesù – un concetto che, specie a partire dall’anno Mille, affascinerà moltissimo gli uomini medievali.

Che la genealogia di Gesù Cristo fosse argomento di grande interesse per una società nella quale tutte le grandi famiglie nobiliari conoscevano ogni dettaglio della loro dinastia: beh, questo è abbastanza normale.
In realtà, gli uomini medievali erano oltremodo affascinati dalle parentele di Cristo anche perché, proprio in quel momento storico, si stava facendo strada il topos delle “sante parentele” – la convinzione cioè che la santità fosse in qualche modo “ereditaria”, se me la passate. E che quasi ogni santo avesse, in Paradiso, degli altri parenti santi che pregavano per lui.

Si potrebbero scrivere tante parole su questa curiosissima convinzione, ma, per intanto, prendetela per buona. Fatto sta che, in un’epoca storica in cui le parentele sono tutto per l’uomo-che-conta, la gente è incredibilmente affascinata al pensiero di poter ricreare l’albero genealogico di Gesù.

E infatti lo ricrea.
Proprio sottoforma di albero.
Il povero Jesse è generalmente rappresentato addormentato, su un lato, come una specie di gigantesco tronco antropomorfo dal quale germoglia un rametto che poi andrà a biforcarsi e a crescere.
Insomma, un vero e proprio… albero genealogico – e anzi: gli studiosi ritengono che sia stato proprio il topos iconografico dell’Albero di Jesse a lanciare la moda. Fino a quel momento, le rappresentazioni grafiche delle genealogie erano realizzate in tanti modi, ma mai sottoforma di albero.

Albero di Jesse

Particolare dal “Libro della caccia” di Gaston Fébus, inizi XV sec.

Pian piano, la popolarità di questo tema iconografico declina.
Non è che sparisca del tutto: Wikipedia mi dice ad esempio che, negli ultimi anni, Alberi di Jesse sono stati dipinti in chiese di Friburgo, St. Louis e Clermont-Ferrand. Però, la sua popolarità cade a picco rispetto ai secoli passati – e forse è anche inevitabile, in un’epoca in cui la genealogia è stata derubricata a hobby per fissati, e del lignaggio di una famiglia non importa più a nessuno.

Eppure, il tema è bello. Affascinante. Suggestivo.
Mi ha fatto molto piacere venire a sapere che in tante famiglie sta prendendo piede la bella usanza di riproporre l’Albero di Jesse nel periodo pre-natalizio, operando una (riuscitissima) commistione tra la devozione del calendario dell’Avvento e la presenza fisica di un pino nel mezzo del salotto.

Del resto, quale momento è più propizio dell’Avvento per parlare ai nostri piccoli degli antenati di Gesù? Peraltro, ripercorrere la genealogia del Salvatore è un ottimo modo per ripassare le varie tappe della storia della Salvezza (ché, non so voi, ma io, da bambina, ero ferratissima sul Nuovo Testamento… ma molto meno su quello Antico).

A seconda del sussidio che sceglierete di usare in questo percorso, vi troverete di fronte a genealogie (ed annessi spunti di riflessione) leggermente diversi l’uno dall’altro, ma la dinamica è abbastanza chiara: si prende il proprio albero di Natale (o, eventualmente, un alberello mignon appositamente dedicato) e, per ogni giorno di Avvento, si appende al pino una decorazione che richiama il patriarca (e/o l’episodio) biblico sul quale si vorrà riflettere. E così via via, piano piano, fino al 25 del mese, quando ad essere appesa sull’ultimo ramo sarà una decorazione a forma di mangiatoia: Gesù è nato, il Salvatore è con noi.

***

Prima di parlarvi di questa tradizione, mi sono documentata un po’ su quanto la Rete ha da offrire a chi volesse cimentarsi nel suo Albero di Jesse home-made.

Se cercate su Google con chiavi di ricerca tipo “Jesse Tree templates”, troverete una infinità di PDF da stampare su cartoncino, contenenti venticinque tondini da ritagliare, colorare e poi appendere all’albero. Sicuramente una soluzione a costo zero ma bruttarella forte potenzialmente in grado di rovinare l’estetica del vostro pino inghirlandato, se badate a queste cose.
E, in ogni caso, nessuno dei PDF che ho scaricato è corredato da un supporto per accompagnare le vostre riflessioni, che, a mio giudizio, è la cosa più utile.

Per cui il mio consiglio è: investite qualche euro nell’iniziativa, e comprate qualcosa su Amazon.

Our Family’s Jesse Tree: 25 Ornaments, Devotions, and Activities for Advent (euro 11, 32) è un libretto di 80 pagine zeppo di attività, riflessioni e preghiere per la famiglia. Se avete un minimo di manualità, potrete certamente beneficiare delle istruzioni che promettono di aiutarvi a costruire un alberello in feltro, con annesse decorazioni da appendere.
Credo sia anche l’unico libro scritto da una autrice cattolica: gli altri, per vostra informazione, si basano su traduzioni protestanti della Bibbia.

Let’s make a Jesse Tree (euro 9,04) è un altro sussidio che promette di regalare dei bei momenti di gioco a tutta la famiglia: assieme a letture bibliche e a spunti di riflessione giornalieri, fornisce semplici cartamodelli per realizzare graziosissime decorazioni in feltro (a occhio, meno complicate di quelle del libro succitato).

Jesse Tree: A Treasured Tradition for Advent (euro 14,90, oppure euro 7,16 se optate per la versione digitale): semplice semplice e senza troppe pretese propone una selezione di ventotto storie bibliche (una per ogni giorno d’Avvento persino negli Avventi più lunghi, vivaddio) da proporre nel corso del mese. Libro adatto a tutte le età, riporta il passo biblico per esteso, un riassunto di poche righe a misura di bebè e una breve preghiera da recitare mentre si appende all’albero la decorazione (per la quale, però, dovrete arrangiarvi in autonomia)

The Jesse Tree (euro 11,18) è bellissimo… se state crescendo bambini bilingue o se avete un po’ di tempo da perdere per tradurre la storia dall’Inglese. Più che un supporto di preghiera, questo è un vero e proprio romanzo il cui protagonista è uno scontroso artigiano che sta intagliando nel legno un albero di Jesse. E, costantemente interrogato da bambini molto interessati al suo lavoro, racconterà loro, di giorno in giorno, qual è il significato del simbolo cui sta lavorando.

 

 

13 risposte a "L’Albero di Jesse: una devozione alternativa per l’Avvento"

    1. sircliges

      Penso (chiedo conferma), perché per gli ebrei la discendenza era anche un fatto sociale. Vedi per esempio la regola, citata dai farisei in un dialogo con Gesù

      “Se uno muore senza figli, il fratello suo sposi la moglie di lui e dia una discendenza a suo fratello”.

      Piace a 2 people

      1. Paolo Santaniello

        Sì infatti alla voce “Gesù discendente biologico di Davide” di questa pagina wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Genealogia_di_Ges%C3%B9
        viene riportato anche quanto tu dici, ovvero che le genealogie di Gesù dei Vangeli (Matteo e Luca) fanno risalire Gesù tramite Giuseppe a Re Davide della tribù di Giuda, proprio per un fatto legale (cioè sociale). Eppure le rappresentazioni dell’albero di Jesse sembrano indicare proprio una discendenza carnale diretta tra Jesse e Maria (e quindi tra Jesse e Gesù), e così anche la Scrittura:

        Isaia 11,1-2
        1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
        un virgulto germoglierà dalle sue radici.
        2 Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
        spirito di sapienza e di intelligenza,
        spirito di consiglio e di fortezza,
        spirito di conoscenza e di timore del Signore.

        Salmi 131,11
        Il Signore ha giurato a Davide
        e non ritratterà la sua parola:
        «Il frutto delle tue viscere
        io metterò sul tuo trono!

        Romani 1,3
        riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,

        I Padri della Chiesa (ireneo, Tertulliano) e i Dottori (Giovanni Damasceno) (vedi sempre quella voce di wikipedia) avrebbero quindi concluso che non solo Giuseppe, ma anche Maria sarebbe discesa biologicamente da Davide e Jesse, sebbene gli evangelisti sembrano invece mostrarci la discendenza legale e non biologica di Gesù dal secondo Re d’Israele.

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        1. Lucia

          Arrivo in estremo ritardo e me ne scuso 😀 ma eccomi qua.

          Tecnicamente, SirCliges ha ragione: io non sono una biblista e ancor meno conosco la storia del Medio Oriente all’epoca di Cristo, ma anche a me è stato detto che, all’epoca, i legami di parentela erano considerati stretti allo stesso modo, sia che si attuassero “per via biologica” sia che si attuassero per via di adozione.

          E’ pur vero però che l’albero di Jesse sembra alludere a una filiazione diretta anche proprio in senso biologico. Penso che, sotto questo punto di vista, la spiegazione possa effettivamente essere quella di sopra: nel Medioevo era relativamente diffusa la teoria secondo cui Gesù discendeva da Davide anche per parte di madre.

          Penso che l’ipotesi fosse nata, in origine, nel tentativo di spiegare le discrepanze tra le due genealogie fornite dai Vangeli, che sono diverse l’una dall’altra anche in modo significativo. Il Damasceno avanza l’ipotesi che una di queste genealogie fosse in realtà quella di Maria, e a fine ‘400 un frate domenicano rilancia la teoria dandole ulteriore visibilità.

          In effetti, in alcune rappresentazioni dell’albero di Jesse, Gesù sta addirittura in braccio a Maria.

          E’ solo una mia ipotesi, ma non mi stupirebbe scoprire che l’artista si stava rifacendo a questa teoria sulla genealogia di Cristo…

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  1. Pingback: Aspettare il Natale con l'albero di Jesse

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