A Nativitate, ab Incarnatione, a Passione Domini: quando iniziava l’anno, nel Medioevo?

Non so cosa ne pensiate voi, ma io tendo a essere tranchant: per me, il 1° gennaio è un giorno come gli altri.
Per carità, non mi sottraggo ai festeggiamenti di Capodanno: faccio il conto alla rovescia per la mezzanotte, mi vesto di rosso e cucino il cotechino come da tradizione. Ma se dovessi dire che davvero alla mezzanotte del 31 dicembre percepisco un senso di cesura tra il “prima” e il “dopo”… meh. Come scrivo ogni anno alla fine dell’estate, il mio “vero” Capodanno è il 1° settembre, quando il clima comincia a farsi più fresco, la città pian piano si risveglia dopo le ferie estive e i bambini si preparano per l’imminente ritorno a scuola.
Se riesco a spiegarmi: a inizio settembre ho davvero la percezione di un cambiamento in corso, a livello climatico e sociale. Tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, onestamente, che cavolo cambia, a parte il calendario appeso alla parete?  

Questo preambolo non vuole denigrare l’abitudine di far iniziare l’anno a gennaio (e ci mancherebbe!). Vorrebbe però far riflettere il lettore sul come la nostra sia una convenzione: fissiamo il Capodanno al 1° gennaio perché è una data che ci viene comoda, ma di per sé non avremmo ragioni particolari per festeggiare proprio in quel giorno specifico. Nel mondo della natura non cambia un bel niente (siamo nel bel mezzo dell’inverno e ci resteremo a lungo); nel mondo della fede, il 1° gennaio non succede un granché al di fuori della circoncisione di Gesù bambino (e penso che potremmo concordare tutti sul fatto che esistono feste cristiane più importanti).

Insomma, le ragioni per cui festeggiamo il 1° gennaio sono unicamente queste: praticità e convenzione. Ma l’Europa medievale era popolata da gente strana con una bizzarra idea di “senso pratico”, che alle convenzioni preferiva la ragionevolezza – sicché, nel Medioevo, quasi mai l’anno iniziava il 1° gennaio. La gente lo faceva iniziare in altri momenti più significativi, cercando un legame con le grandi feste liturgiche o (secondariamente) col ciclo delle stagioni.

Forse sarà comodo un esempio pratico, per capirci meglio. Mentre scrivo queste pagine, il calendario che ho appeso alla parete mi assicura che oggi è mercoledì 25 marzo 2021.
I primi tre elementi della data non sono in discussione. Nel Medioevo, tutti quanti avrebbero concordato con me: oggi è indubbiamente mercoledì 25 marzo. La discussione avrebbe potuto sorgere riguardo il fatto di essere nel 2021: a seconda di quando era fissato il Capodanno, l’anno poteva iniziare qualche tempo prima o qualche tempo dopo rispetto alla data in cui lo facciamo iniziare oggi.

Sicché, se fossi una donna medievale, sarei nel giusto nel dire che oggi è il 25 marzo 2021 perché effettivamente questa sarebbe la data corretta per la città in cui vivo, Torino. Ma i miei amici parigini avrebbero altrettanta ragione nel dire che non è vero affatto, siamo ancora a marzo 2020 (…e in effetti, ad accendere il telegiornale…); in Lombardia, qualcuno potrebbe anche decidere di tagliar la testa al toro e stabilire che da oggi siamo nel 2022 (e vediamo se a ‘sto giro becchiamo un anno buono).

Confusi?
In realtà, tutto dipende dallo stile di computo del tempo adottato da zona a zona. Una delle prime cose che impara il giovane studente iscritto a una scuola d’archivistica è che, in giro per l’Italia, esisteva più d’un modo per rispondere alla domanda “in che anno siamo?”
Ad esempio…

Lo STILE DELLA NATIVITÀ fissava il primo giorno dell’anno al 25 dicembre. Di conseguenza, l’anno iniziava sette giorni prima rispetto a quanto accade oggi. Per capirci: le città che facevano uso di questo stile avrebbero detto di aver fatto il cenone della Vigilia nel 2020 e di aver scartato i regali di Natale nel 2021. Indicato nei documenti con formule tipo anno a nativitate Domini, era lo stile più diffuso in Italia.

Lo STILE DELL’INCARNAZIONE fissava il primo giorno dell’anno al 25 marzo, festa dell’Annunciazione. Sostenevano questa scelta ragioni climatiche e ragioni teologiche al tempo stesso: dal punto di vista di una società agraria, aveva sicuramente senso dire che l’anno inizia a primavera, col risveglio della natura. Da un punto di vista teologico, non era privo di ragionevolezza dire che il giorno più importante di tutta la storia della Salvezza è stato proprio quello dell’Annunciazione, quando Maria ha pronunciato il suo “sì”. Già in quel momento, nel ventre di sua madre, Dio era presente sulla terra: tant’è vero che i documenti che fanno uso di questo stile dichiarano di calcolare il tempo ab incarnatione Domini.
Utilizzato quasi ovunque in Toscana e, a macchia di leopardo, in altre zone del Nord Italia, questo stile posticipava l’inizio dell’anno di circa due mesi rispetto a quanto fa il calendario moderno. Per capirci: secondo lo stile dell’incarnazione all’uso fiorentino, il 2021 è iniziato alla mezzanotte tra il 24 e il 25 marzo; fino a ieri sera, stavamo ancora vivendo nel 2020.
Ma il Medioevo è un’epoca strana, se non si fosse ancora capito. I Pisani (e alcuni Lombardi) decisero di optare per il famolo strano e quindi adottarono un computo del tempo che anticipava di nove mesi l’inizio dell’anno. Vale a dire: se uno volesse datare i suoi documenti seguendo lo stile dell’incarnazione all’uso pisano dovrebbe dire che il 2021 è finito ieri e che da stamattina siamo entrati nel 2022.  

Lo STILE VENETO, di per sé, è scollegato a qualsiasi tipo di festa religiosa. Probabilmente suggestionato dai tepori della primavera, fissava al 1° marzo l’inizio dell’anno nuovo ritardandolo così di due mesi rispetto a quanto facciamo oggi. Come suggerisce il nome, fu uno stile utilizzato largamente nella Serenissima e rimase in voga fino alla caduta della Repubblica di Venezia.

Lo STILE BIZANTINO era seguito da gente che, evidentemente, concordava con me ed era in forte disaccordo coi Veneziani. Secondo questo stile, l’anno inizia il 1° settembre, con i primi freschi dell’autunno; di conseguenza, l’inizio dell’anno era anticipato di quattro mesi rispetto a quello moderno. Lo si utilizzava principalmente nei territori appartenuti anticamente alla Magna Grecia: quindi, in alcune regioni del Sud Italia.

Lo STILE DELLA PASQUA, evidentemente inventato da un sadico che aveva in odio la categoria degli storici, tira fuori dal cappello la meravigliosa novità del Capodanno mobile: l’anno nuovo inizia con qualche mese di ritardo rispetto a quanto accade oggigiorno, in una data che varia di anno in anno a seconda di quando cade la Pasqua (!!). Grazie al cielo rarissimo in Italia, fu utilizzato in Francia per buona parte del Medioevo; è bene allarmarsi se si trova nei documenti una datazione che dichiara di calcolare il tempo a resurrectione, oppure a Paschale, oppure a passione Domini.

Lo STILE DELLA CIRCONCISIONE è quello che utilizziamo noi moderni: non so fino a che punto vi faccia piacere sapere che la nostra vita ruota attorno a questo specifico episodio della storia della Salvezza.
In realtà, ben prima di quel momento, era stato Giulio Cesare a ordinare che l’anno iniziasse il 1° gennaio. La convenzione rimase valida fino al crollo dell’Impero, e alcune aree d’Europa scelsero di conservarla anche nei secoli a venire: in Spagna e in Portogallo, ad esempio, si continuò a datare così per buona parte del Medioevo.
Indubitabilmente era comodo, se non altro perché faceva iniziare l’anno nel primo giorno di un mese. E poi, era il modo in cui datavano gli Antichi, il che aggiungeva un certo tocco di fascino all’innegabile praticità. Pian piano, chi prima e chi dopo, tutti quanti decisero di uniformarsi a questo stile che fu giustappunto ribattezzato “della circoncisione” per dargli un qualche legame col calendario liturgico. Nella seconda metà del XV secolo, un po’ tutta Italia era passata a questo stile ed entro la fine del secolo anche i papi si piegarono di buon grado a questa comodità moderna. Qui è proprio il caso di dirlo: il Medioevo era finito!

***

Curiosi di sapere in che giorno avreste festeggiato Capodanno se foste nati nel Medioevo? A seguire, un breve elenco delle principali città italiane suddivise in base allo stile utilizzato (ne mancano parecchie perché non ho trovato informazioni; se non vedete la vostra, basatevi su quella più vicina).

Stile della Natività: Alessandria, Arezzo, Brescia, Como, Cortona, Crema, Ferrara, Massa, Modena, Monza, Napoli, Novara, Orvieto, Pavia, Pistoia, Rimini, Roma, Vercelli, Vicenza. Era utilizzato anche in tutta la Sicilia (alternativamente allo stile dell’Incarnazione) e in tutta la Liguria.
Stile dell’Incarnazione al modo fiorentino: Bobbio, Bologna, Cremona, Firenze, Lucca, Mantova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Salerno, Siena, Torino, Verona. Era utilizzato anche in tutta la Sicilia (alternativamente allo stile della Natività).
Stile dell’Incarnazione al modo pisano: Bergamo, Lodi, Milano, Padova, Pisa.
Stile veneto: Venezia.
Stile bizantino: tutta la Calabria, tutta la Puglia; Amalfi.
Veneto: Venezia.

A titolo di curiosità, e con necessarie semplificazioni:

Nella Francia merovingica, l’anno iniziava alternativamente il 1° gennaio o il 1° marzo. Con Carlo Magno si iniziò a utilizzare lo stile della Natività; dall’XI secolo si passò al confusionario stile della Pasqua, che restò in uso fino a quando, nel 1563, Carlo IX fissò nuovamente il principio dell’anno al 1° gennaio.
In Germania si utilizzò lo stile della Natività fino alla metà del XVI secolo, dopodiché si passò allo stile della circoncisione.
Nelle isole britanniche, lo stile prevalentemente utilizzato era quello della Natività, che a partire dal XIII secolo fu soppiantato quasi ovunque da quello dell’Incarnazione. Credeteci o no, lo stile restò in vigore fino al 1752; fino a quella data, gli Inglesi non adottavano nemmeno il calendario gregoriano.
In Spagna e Portogallo, l’anno continuò ostinatamente a iniziare il 1° gennaio come da costume romano. In alcune aree poteva però capitare di trovare documenti datati secondo lo stile della Natività o dell’Incarnazione.

17 risposte a "A Nativitate, ab Incarnatione, a Passione Domini: quando iniziava l’anno, nel Medioevo?"

  1. Francesca

    Ciao, ringraziandoti per i sempre interessantissimi articoli, segnalo i 4 capodanni ebraici antichi secondo il Talmud. (che attualmente sono 2, con uno soltanto “prevalente”, fatto salvo ovviamente il rispetto del calendario internazionale-commerciale-laico al quale tutto il mondo fa riferimento).
    Il più famoso e rilevante – già saprai – è Rosh haShanah… mobile se visto dal calendario gregoriano, ma fisso su quello ebraico, cade a settembre/ottobre… e perciò corrisponde alla tua preferenza.

    Domanda: credi che si possa ipotizzare (o financo sapere, nel caso di studiosi specialisti) che nel Medioevo – oltre a tutti i capodanni differenziati che hai elencato – ci fosse anche un’ulteriore distinzione all’interno delle comunità/famiglie ebraiche e in quelle mussulmane? Dei capodanni islamici non so niente ma presumo che ci siano…
    Ne sai qualcosa di questi eventuali “incroci” medievali e/o dei rapporti (buoni o cattivi che fossero) tra le diverse religioni in relazione ai diversi calendari osservati?

    Grazie 😊

    (Qui zona Serenissima)

    Tutto questo mi fa pensare che nel medioevo ci fosse un rapporto molto più sano col Tempo… Nel senso che – forse – per l’uomo comune era più facile familiarizzare col concetto che “il calendario è relativo” . Cioè: se uno faceva una capatina in una città diversa… gli poteva capitare di trovarsi in un anno diverso. Bello!

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  2. Elisabetta

    Ottimo! Io avrei festeggiato secondo la natività ma spostandomi di pochi km secondo l’ incarnazione alla fiorentina 🤪 e dunque doppia festa
    Non ho capito inoltre perchè a Modena era natività e Reggio Emilia e Bologna incarnazione 🤔 posso capire Bo perché era nello stato della Chiesa, ma Reggio?
    Comunque quello che mi calza meglio è il capodanno alla Bizantina, retaggio forse della scuola….
    Lucia non mi dire che compri le agende da settembre a settembre !!!

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  3. Costantina

    Sarà che sono salentina, sarà che sono ancora studentessa (nell’ultimo anno di università, si spera, ma pur sempre studentessa), ma rimpiango la caduta in disuso dello stile bizantino: l’unico momento dell’anno in cui per me vi è davvero un cambiamento di clima, sia in senso strettamente meteorologico sia in senso più personale.
    In alternativa non mi sarebbe dispiaciuto il Capodanno al 1° marzo, coma accadeva nella Roma arcaica, o al massimo il 25 marzo nello stile dell’Incarnazione… ma il Capodanno in pieno inverno, con tutto il rispetto per la Circoncisione e per la Madre di Dio, mi sembra una festa “artificiale”. Ottimo iniziare l’anno in autunno, bene iniziarlo a primavera… ma il 1° gennaio è proprio insignificante!

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    1. Lucia

      Eh!
      Ma quanto è vero! Il 1° gennaio è davvero un momento insignificante: comodo per carità, una data convenzionale, ma insignificante.
      Concordo moltissimo col fatto che i Bizantini avevano capito tutto della vita e che assolutamente sì, il vero capodanno è a inizio settembre.

      Se dovessi esprimere una seconda preferenza, mi rifarei probabilmente al “Capodanno celtico” con inizio al 1° Novembre (che in realtà non usava nessuno nel Medioevo, ma che secondo me ha un senso: finito l’autunno, si sprofonda nell’inverno).

      E solo in subordine mi adatterei al Capodanno di “inizio primavera”. Che ha indubbiamente una logica, ma non so: per me, psicologicamente, l’anno inizia quando inizia a fare freddo 🤔

      Il 1° gennaio è una data senza senso, concordo 😆

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    1. Lucia

      Beh ma non è che, con il Capodanno a marzo, “scalassero” anche di conseguenza tutti i mesi.
      I mesi restavano quelli, cambiava solo la data in cui tu dicevi “ok, è finito il 2020 e inizia il 2021”.

      Un po’ come per l’anno scolastico, per capirci.
      Gli studenti seguono un calendario che scandisce gli anni da settembre a giugno, ma per il resto continuano a vivere una vita perfettamente allineata a quella del resto del mondo a livello di festività religiose, nomi dei mesi etc.
      La differenza è solo l’anno. Come a dire che il “quinto anno di liceo” di un maturando inizia a settembre, scavalca come se niente fosse il Capodanno civile e prosegue in un tutt’uno fino a fine giugno. Ma a cambiare è solo il formato del diario scolastico (con la scansione settembre-agosto e non gennaio-dicembre); i mesi all’interno son sempre quelli lì, non cambiano nome 😉

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  4. Umberta Mesina

    Io sono di Perugia… Noi non lo festeggiavamo il Capodanno? Va be’ che ai tempi litigavamo con tutti, ma coi piemontesi non ci scornammo mai, che io sappia. (Troppo lontani.)
    Siiiigh, mi sento discriminata!

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    1. Lucia

      Io non amo né il Capodanno né la primavera.
      Come la mettiamo? 🤣

      Niente da fare, è chiaro che io sono una bizantina dentro: il vero Capodanno è il 1° settembre!

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  5. Elena

    Se considero la mia città di origine dovrei usare il calendario della natività, se considero la città in cui abito adesso dovrei usare il calendario dell’incarnazione maniera fiorentina…ma una domanda scema: con il calendario della Pasqua ogni anno ha una durata diversa… come la mettiamo? Un anno potrebbe essere più lungo o più corto anche di un mese rispetto a quello successivo…o no?

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    1. Murasaki Shikibu

      Era questo il bello! Ci sono stati anni con due 30 marzo e anni senza nemmeno un 2 Aprile. Tenendo conto che il re di Francia non scriveva soltanto alla mamma e ai fratelli, la cosa si ripercuoteva per tutta Europa e magari anche a Bisanzio (“uff! Un’altra lettera di quei cretini di francesi, che non solo calcolano l’anno a partire dalla Pasqua, ma ci hanno pure la Pasqua sbagliata!”)

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        1. Lucia

          …e passi, il cancelliere bizantino che può permettersi di insultare il re di Francia perché, tutto sommato, lui “lo sa” in quale momento dell’anno sta effettivamente ricevendo la lettera.
          Ma per lo storico di mille anni dopo, è un mal di pancia non da poco trovarsi di fronte a due lettere francesi che hanno la stessa identica data e che però sono state scritte a distanza di un anno, come appunto nel caso dell’anno che ha due volte la data 30 marzo 😀

          Fortunatamente in genere ci sono sempre degli altri elementi, nella datazione e/o nel contenuto della lettera, che permettono di fare un po’ di chiarezza… ma non è mica una cosa facile 😅

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