Asag: la dimensione feudale dell’amor cortese

Se siete uomini e siete coniugati, vi siete inginocchiati nel momento clou in cui avete chiesto “vuoi sposarmi?”.
Se l’avete fatto, sappiate che avete ricalcato il gesto che Lancillotto compì davanti a Ginevra e che mille cavalieri dopo di lui hanno ripetuto di fronte alla loro signora: quella che per noi è solo una tradizione galante, per un uomo medievale era un gesto dal valore simbolico fortissimo.

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Gli amuleti di santa Margherita d’Antiochia a protezione delle partorienti

E qui bisogna fare una premessa: nel Medioevo, esisteva un confine molto labile tra “devozione in senso stretto”, “pratiche terapeutiche che facevano affidamento sull’intercessione dei santi” e “attività che noi oggi definiremmo al limite del superstizioso, come la creazione di amuleti dalle presunte proprietà soprannaturali”.

Gli amuleti per le partorienti dedicati a santa Margherita d’Antiochia sono un esempio perfetto, in questo senso.

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Vademecum della perfetta dama di compagnia

Tendiamo ad avere una idea un po’ distorta di quello che davvero era una dama di compagnia del passato. La nostra mentalità ci porta a immaginarla come una specie di domestica d’alto rango: eppure sbagliamo, nel ridurre il suo ruolo a quello di cameriera privata per nobildonne. La dama di compagnia era molto di più!

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C’è un sacco di magia, nei romanzi d’amor cortese!

Secondo Tara Williams, “magia” e “amor cortese” vanno quasi sempre a braccetto, nella misura in cui “i prodigi causati dalla magia forniscono un metodo efficace per mettere alla prova le virtù dei protagonisti in un contesto extra-ordinario”.

Vale a dire: il prode cavaliere s’è comportato bene nella vita di ogni giorno, ma il suo atteggiamento sarà altrettanto impeccabile quando si troverà di fronte a un drago? A una fata seduttrice? A un oggetto incantato che potrebbe dargli ogni potere?

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San Giovanni al Nord Europa: e finalmente arriva l’estate

Aaaahh, che bello il ritmo delle quattro stagioni e che belle le grandi festività d’un tempo che segnavano l’anno agrario seguendo l’avvicendarsi di solstizi ed equinozi e scandendo così il passare del tempo!

Belle a parole, beninteso; bellissime sulla carta. Ché, con buona pace delle “ruote dell’anno” che ambiscono a descrivere lo scorrere del tempo secondo il calendario tradizionale che sarebbe stato in uso nell’Europa pre-cristiana, una indagine un po’ più approfondita ci porterebbe a scoprire che, storicamente, le cose non stavano esattamente così.

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