Buone maniere, garbo ed etichetta? La scelta vincente – specie per un cristiano

In un mondo in cui la violenza, lo scandalo e l’oscenità sembrano esser diventati elementi imprescindibili per un prodotto di successo, scalda il cuore vedere come abbia potuto sbancare al botteghino una serie tv in cui non volano botte, non si vede un singolo nudo nell’arco di sei stagioni e la trama si sviluppa con quella stessa garbata compostezza che, da copione, regola le vite dei protagonisti.

Non mi sorprende, dunque, notare come “Downton Abbey” abbia ispirato numerose riflessioni ai blogger che scrivono di religione.

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Cinque capi di abbigliamento che arrivano dal mondo militare

Verrebbe da pensare che la moda sia un fatto puramente estetico: roba da stilisti con un metro da sarta al collo che si muovono leggiadri in atelier pieni di scampoli e di sete. No?

No. O meglio: non sempre. Talvolta, si impongono nel mondo della moda capi di abbigliamento con origini molto più… spartane.

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Che differenza c’è tra un fantasma cattolico e un fantasma protestante?

Voi ci credete, ai fantasmi?

Se andassi in giro a fare seriamente questa domanda, oggidì potrei guadagnarmi tutt’al più qualche occhiata interdetta.
Qualche secolo fa, la medesima domanda avrebbe probabilmente gettato nel panico il mio interlocutore. E non perché il tapino avrebbe avuto l’impressione di star parlando con ‘na pazza, una strega, una spiritista che fa rituali strani.
No: perché la domanda diretta, “tu credi o non credi all’esistenza dei fantasmi?”, avrebbe di fatto costretto il mio interlocutore ad ammettere la sua confessione religiosa.
Cattolica, o protestante?

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L’amicizia di Nonno e Pelagia

Pelagia “venne avanti con molta appariscenza, adornata a tal punto che nulla si vedeva su di lei se non oro, perle e pietre preziose. Persino il collo dei suoi piedi era ricoperto di oro e perle”.

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Influencer di inizio secolo e medici-testimonial: ecco come nacque il mercato dei prodotti per l’infanzia

Sui social, non è infrequente leggere il divertito sfogo di una sfortunata acquirente che scrive qualcosa tipo: “ho speso 200 euro per comprargli il gioco all’avanguardia, e lui che fa? Me lo schifa e si mette a giocare con la scatola”.

“Lui”, in genere, è un bambino piccolo oppure un gatto.
Per oggi lasciamo perdere il gatto e focalizziamoci sul bambino.

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