Perché i cristiani non sono tutti ambientalisti?

Quanti cattolici conoscete, che siano anche degli ambientalisti? Ma ambientalisti seri, dico: di quelli che realmente si interessano (e magari parlano) di ecologia.
Non so voi, ma io personalmente ne conosco tre. Per contro, sembra che molti credenti abbiano derubricato l’interesse per l’ambiente a una fissazione per fricchettoni e new age.

Eppure, il primo comandamento che Dio ci ha dato è quello di custodire il creato. Nel suo “The Paradise of God”, Norman Wirzba, analizza le ragioni che secondo lui hanno determinato la crescente indifferenza dei credenti riguardo ai temi ambientali.

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Ai tempi in cui Adamo ed Eva conversavano con gli animali

“Prima d’Adamo, senza dubbio arcuno / er ceto de le bbestie de llà ffori / fascéveno una vita da siggnori […] / E rriguardo ar parlà, pparlava oggnuno / come parleno adesso li dottori”

Ma a cosa diavolo si stava riferendo, Gioachino Belli, quando scriveva questi versi nel suo “Le bbestie der paradiso terrestre”?

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La Seconda Guerra Mondiale e la polinesificazione delle nostre estati

Cocco, sabbia dorata, palmizi ombrosi, surfisti che solcano le onde e, magari, anche qualche bella camicia Hawaiana.
Scommetto che è più o meno questa, la vostra idea mentale di estate.

Vi siete mai chiesti come mai sia così, per gente che vive in un posto in cui le palme da cocco non esistono e, spesso, la sabbia dorata bisogna comprarla a caro prezzo per mascherare coste sassose?

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Il guardaroba di mia mamma ci racconta un Sessantotto diverso e meno conosciuto

Se sbircio nel guardaroba sessantottino di mia mamma, mi trovo davanti a capi di abbigliamento che io non metterei, per uscire, nemmeno con una pistola puntata alla tempia… ma non perché siano troppo provocanti – perché, conciata così, manco la mia trisnonna.

Se pensiamo al Sessantotto, la nostra mente va subito a Woodstoock, al sesso libero, all’LSD come stile di vita.
Eppure, nel Sessantotto, sono esistiti, per così dire, tanti Sessantotto. E quello che mi raccontano i vestiti di mia madre… vi dirò: a me, piace un sacco!

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Cosa faceva un fascista in vacanza?

La domanda potrebbe lasciarvi perplessi. “E cosa vuoi che facesse? Le stesse cose che facevano tutti gli altri, no?”.
Ehm: veramente, no. Come per molti altri aspetti della vita quotidiana durante il Fascismo, nulla, nelle vacanze di un cittadino, poteva essere lasciato al caso. E dunque, la vacanza italiana doveva necessariamente essere una “Vera Vacanza Fascista”.

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