Asag: la dimensione feudale dell’amor cortese

Se siete uomini e siete coniugati, vi siete inginocchiati nel momento clou in cui avete chiesto “vuoi sposarmi?”.
Se l’avete fatto, sappiate che avete ricalcato il gesto che Lancillotto compì davanti a Ginevra e che mille cavalieri dopo di lui hanno ripetuto di fronte alla loro signora: quella che per noi è solo una tradizione galante, per un uomo medievale era un gesto dal valore simbolico fortissimo.

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Gli amuleti di santa Margherita d’Antiochia a protezione delle partorienti

E qui bisogna fare una premessa: nel Medioevo, esisteva un confine molto labile tra “devozione in senso stretto”, “pratiche terapeutiche che facevano affidamento sull’intercessione dei santi” e “attività che noi oggi definiremmo al limite del superstizioso, come la creazione di amuleti dalle presunte proprietà soprannaturali”.

Gli amuleti per le partorienti dedicati a santa Margherita d’Antiochia sono un esempio perfetto, in questo senso.

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Vademecum della perfetta dama di compagnia

Tendiamo ad avere una idea un po’ distorta di quello che davvero era una dama di compagnia del passato. La nostra mentalità ci porta a immaginarla come una specie di domestica d’alto rango: eppure sbagliamo, nel ridurre il suo ruolo a quello di cameriera privata per nobildonne. La dama di compagnia era molto di più!

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C’è un sacco di magia, nei romanzi d’amor cortese!

Secondo Tara Williams, “magia” e “amor cortese” vanno quasi sempre a braccetto, nella misura in cui “i prodigi causati dalla magia forniscono un metodo efficace per mettere alla prova le virtù dei protagonisti in un contesto extra-ordinario”.

Vale a dire: il prode cavaliere s’è comportato bene nella vita di ogni giorno, ma il suo atteggiamento sarà altrettanto impeccabile quando si troverà di fronte a un drago? A una fata seduttrice? A un oggetto incantato che potrebbe dargli ogni potere?

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Le cerve di santa Withburga

Correva l’anno 654 e re Anna dell’East Anglia era appena caduto in battaglia.
La sua giovane figlia Witburga – ancora nubile, e adesso anche orfana – non ebbe nemmeno un attimo di esitazione: senza dubbio alcuno, avrebbe felicemente preso il velo facendosi monaca presso la città di Dereham.

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Ottilia: una santa dalla vita da fiaba

Diciamolo pure: ho contribuito anch’io a eternare la dimenticanza collettiva ai danni di Ottilia, una santa che pure mi sta così tanto simpatica. E così, per sdebitarmi, aspettavo da tempo l’occasione giusta per rendere famoso il suo nome anche su queste pagine.

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