Alla scoperta degli Acquariani, i paleocristiani astemi che si rifiutavano di consacrare il vino

Ma non solo: c’è stato anche chi consacrava pane e formaggio, chi distribuiva pane e sale, chi riempiva il calice con olio, latte o miele. Persino San Tommaso apostolo, se dovessimo dar retta ai suoi “Atti” apocrifici, doveva essersi distratto un po’ durante l’Ultima Cena, visto che, al momento di celebrare l’eucaresia consacrava – a detta degli Atti – pane indiano e verdurine miste.

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San Giuseppe frittellaro e i piatti della festa

Ché poi, la cosa comica è che la tradizione popolare ha prodotto una vasta gamma di leggende agiografiche sul tema. Cosa non si fa per conciliare l’usanza tutta laica di strafogarsi con le zeppole alla la necessità tutta pastorale di tracciare almeno una parvenza di legame tra le frittelle e il culto di San Giuseppe.

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Perché dico no al Bravo Ragazzo Cattolico

Secondo Paul Coughlin, autore del validissimo “No More Christian Nice Guy”, abbiamo preso la pessima abitudine di leggere una traduzione non autorizzata della Bibbia: la “Bibbia del Bravo Ragazzo”, un testo apocrifo (se non direttamente eretico), in cui Gesù è un giovanotto scialbo e scipito, ma ridicolmente piacevole e popolare. Insomma: il tipico Bravo Ragazzo Cattolico anni 2000.

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La reclusa

La madre di Esmeralda non è che l’esempio più famoso: la letteratura è piena di questi strani personaggi femminili, dal fanatismo francamente un po’ inquietante, che spuntano fuori di tanto in tanto nei romanzi storici dell’800.

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