Chi sono le suore di “Ti spedisco in convento”?

Qualche giorno fa, il canale TV Real Time ha annunciato la messa in onda di un programma che – come dire? – non poteva non affascinarmi.  Cinque ragazze “tutte selfie, sesso e discoteche” vengono catapultate all’interno di un convento, per cambiare vita.
Incredibile ma vero: è tutto vero! E vi dirò di più: il convento in questione è un convento cattolico.

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Quando la fashion industry rese matto il Cappellaio

La questione è dibattuta, e gli esperti dell’opera di Lewis Carroll non hanno ancora trovato un consenso. Ma tra le tante ipotesi che sono state avanzate in anni recenti, vi è pure questa: il celebre personaggio del Cappellaio Matto sarebbe stato ispirato da una reale forma di malattia neurologica che interessava, a livello endemico, i cappellai dell’Inghilterra vittoriana.

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Wé, Giuda, amico mio: ma che davvero?

Va bene tutto, ma chi è così idiota da rinnegare i suoi ideali e tradire un amico di vecchia data (per non parlare del Dio incarnato) per ottenere in cambio uno sputo di denaro?
Verrebbe voglia di guardare Giuda a sopracciglia inarcate e dirgli “wè, amico. Ma che davvero?”.

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Ecco perché il tema della moda etica dovrebbe interessare soprattutto i credenti (secondo me)

Michea 6, 8 ci esorta a “praticare la giustizia e amare la pietà”. E se questo versetto non fosse sufficientemente chiaro, abbiamo anche un Zaccaria 7, 10: “non opprimete la vedova, né l’orfano, né lo straniero né il povero: nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello”.
Ovviamente nessuno di noi ha coscientemente tramato il male andando a fare shopping con le amiche; eppure…
Qualche interessante spunto di riflessione dal bel “The Wardrobe Fast” di MK Jorgenson.

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