Il sabba delle streghe nella Notte di Santa Valpurga? Nasce (per caso) nel 1580
Di come una conventicola di streghe disagiate finì sulle cime del monte Brocken nel 1580… e finì col restarci per i secoli a venire.
Read More…Storia e Folklore
Di come una conventicola di streghe disagiate finì sulle cime del monte Brocken nel 1580… e finì col restarci per i secoli a venire.
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C’è stato un tempo in cui, nella notte del 31 ottobre, non erano le zucche a dominare i mercati, bensì le mele. Rosse, lucenti, piene di simbolismo: se venivano vendute il 31 ottobre, prendevano il nome di Allan apples.
E, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, erano ovviamente mele magiche!
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Si dice in Russia che, di notte, la foresta respiri come un unico corpo vivo, e che dietro quel respiro si nasconda lui: il re del bosco, il Lešij. A volte guida i lupi, a volte rapisce fanciulle, altre volte si diverte a far smarrire i viandanti con risate che possono uccidere. È un demone, un nume tutelare, o l’eco dei fuggiaschi che si nascondevano nei boschi per sfuggire alla giustizia? Forse, è tutte queste cose insieme.
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E talvolta, per questa colpa, ci lasciavano le penne: come accadde a due sacerdoti romani nel 1630.
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…ma a quanto pare non ci riuscì neanche troppo bene, visto che ‘sto noce continua a rispuntare magicamente tutte le volte che serve per ospitare un sabba.
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Di come la tavoletta ouija entrò in commercio; di come i sacerdoti cattolici lanciarono il loro grido di allarme; e di come, inaspettatamente, Aleister Crowley diede loro ragione. Un colpo di scena che, scommetto, non vi aspettavate!
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Se i cattolici vissuti in Età Elisabettiana leggessero i flame che ogni anno infiammano i social nel periodo di Halloween, molto probabilmente si rigirerebbero nella tomba. È stato anche pensando a loro che ho curato la parte storica di “Halloween, alba dell’eternità”, un libro scritto a quattro mani con Paul Freeman che forse vi farà rivalutare la festa del 31 ottobre, se fino a oggi la disprezzavate (o peggio).
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Può un fantasma d’età vittoriana esprimere davvero istanze femministe? Evidentemente sì, soprattutto se è il prodotto dell’immaginazione di una moglie infelice, nella Oxford del 1838.
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Penitenti gravati da un tremendo peccato che erano però determinati a espiare con loro eterno girovagare: ecco come si presentavano al mondo i gitani nel Medioevo, a giudicare dalle più antiche testimonianze che li riguardano. Correva l’anno 1427…
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Qui tradotta per voi da “An Adventure” di Charlotte Mobery e Eleanor Jourdain: resoconto d’una disturbante visita a Versailles da parte di due turiste inglesi, nell’agosto 1901
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