Lorica Patricii: la preghiera che trasformò in cervo san Patrizio

In un passaggio della Vita di San Patrizio scritta nel VII secolo dal monaco Muirchu, il santo che diventerà evangelizzatore dell’Irlanda si trova in serio pericolo di vita. Dopo essere entrato in conflitto con Loiguire, re pagano di quelle terre, Patrizio ha una premonizione su un grave pericolo che sta per abbattersi su di lui e sui suoi discepoli: Loiguire ha ordinato ai suoi sgherri di tendere un agguato al vescovo cristiano e ai fedeli che lo accompagnano.

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Di come la Grande Guerra cambiò il nostro modo di vivere il lutto

La Chiesa anglicana fu la prima ad esprimersi sul tema, dando il via nel 1880 a una Church of England Burial, Funeral e Mourning Reform Association che incoraggiava i fedeli a cercare “la semplicità, a discapito dello spettacolo” nell’organizzazione del triste giorno. Alla prova dei fatti, la maggior parte della popolazione restò attaccata alle tradizioni. Fu un singolo evento storico, dalla portata dirompente, a dare una netta accelerata a quel cambiamento di costume che si cominciava appena a intravvedere.

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San Martino: il Carnevale d’inverno

Amatissimo in tutto il centro Europa (e soprattutto in Francia, di cui è patrono) san Martino viene festeggiato l’11 novembre, nell’anniversario della sua sepoltura.

E questa non è una data che possa passare inosservata.

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I teloni del digiuno: una quaresima passata a fissare un telo

Le notizie più antiche sui teloni quaresimali risalgono all’inizio del XI secolo. L’abate Aelfric di Winchester riferisce che durante la quaresima si dovevano velare le reliquie e le croci (e fin lì ok) e che tra il presbiterio e la navata doveva essere steso un gigantesco telo, per impedire ai fedeli di vedere l’altar maggiore.

Ma perché?

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Un vescovo nega la Comunione per paura dell’epidemia!! (Ed è in corso la sua causa di beatificazione)

“Ommioddio, non c’è più religione, questa Chiesa va a scatafascio! I santi preti di una volta si stanno rivoltando nella tomba!! E questi nostri pavidi vescovi terrorizzati dal contagio ci negano il diritto di ricevere l’Eucarestia proprio quando ne avremmo più bisogno!!1!!1!”

È possibile (ma non troppo probabile) che qualcuno l’abbia detto per davvero, quando il provvedimento entrò in vigore nel 1854. 
L’epidemia in questione era quella di colera e il provvedimento recava la firma dal venerabile Angelo Ramazzotti, vescovo di Pavia, per il quale è attualmente in corso la causa di beatificazione.

Cattolico indinniato che te la prendi con la CEI: stacce. 

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Alla scoperta degli Acquariani, i paleocristiani astemi che si rifiutavano di consacrare il vino

Ma non solo: c’è stato anche chi consacrava pane e formaggio, chi distribuiva pane e sale, chi riempiva il calice con olio, latte o miele. Persino San Tommaso apostolo, se dovessimo dar retta ai suoi “Atti” apocrifici, doveva essersi distratto un po’ durante l’Ultima Cena, visto che, al momento di celebrare l’eucaresia consacrava – a detta degli Atti – pane indiano e verdurine miste.

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