Wé, Giuda, amico mio: ma che davvero?

Va bene tutto, ma chi è così idiota da rinnegare i suoi ideali e tradire un amico di vecchia data (per non parlare del Dio incarnato) per ottenere in cambio uno sputo di denaro?
Verrebbe voglia di guardare Giuda a sopracciglia inarcate e dirgli “wè, amico. Ma che davvero?”.

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Una clarissa indomita e sfortunata posò come modella per Antonello da Messina?

Smeralda aveva ben chiaro il suo futuro. Aveva già persino individuato il convento in cui voleva monacarsi. Gliene avevano parlato alcune amiche di lei, che stavano a loro volta vagliando quell’opzione. Quasi tutte le buone famiglie messinesi potevano vantare una qualche figlia, una qualche sorella, una qualche cugina ribelle, che, per sfuggire a un matrimonio combinato, aveva deciso di cercare rifugio tra le mura del convento di Santa Maria di Basicò.

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Alla scoperta degli Acquariani, i paleocristiani astemi che si rifiutavano di consacrare il vino

Ma non solo: c’è stato anche chi consacrava pane e formaggio, chi distribuiva pane e sale, chi riempiva il calice con olio, latte o miele. Persino San Tommaso apostolo, se dovessimo dar retta ai suoi “Atti” apocrifici, doveva essersi distratto un po’ durante l’Ultima Cena, visto che, al momento di celebrare l’eucaresia consacrava – a detta degli Atti – pane indiano e verdurine miste.

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Alexei Trupp, il lacché (cattolico) dei Romanov che viene venerato come santo (dagli Ortodossi)

Il 23 maggio 1918, il dottor Vladimir Derevenko, specialista nel trattamento dell’emofilia, riceveva dai carcerieri dei Romanov il permesso di visitare Casa Ipatev, dove la famiglia imperiale era trattenuta in condizioni di rigidissima prigionia. Nel momento in cui, approssimandosi ormai la loro morte, i Romanov erano stati consegnati al soviet radicale di Ekaterinburg, era stato […]

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La canonizzazione della famiglia Romanov

Non è facile parlare della famiglia Romanov, e il fatto che io abbia riscritto quattro volte l’incipit di questo post lo dimostra bene. (Ok, dimostra anche che ho un drammatico bisogno di una vacanza). I Romanov sono chiaramente le vittime innocenti di un massacro così cruento da far venire i brividi, epperò in un certo […]

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La santa che divenne un fantasma logorroico

Con tutto il rispetto per la sua condotta esemplare, ben difficilmente Clelia Barbieri si sarebbe meritata un post nella rubrica “Ma che sant’uomo!”, se avessimo guardato solamente alla sua vita. Non che non sia stata una vita santa, eh! ma è stata una vita santa e incredibilmente ordinaria. Nata nel 1847 dalle parti di Bologna, […]

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“E infatti, è roscio”: storia di Giuda e dei suoi capelli rossi

Uno dei pochi passi del Vangelo in cui si parla dell’Iscariota ce lo siamo sentiti leggere stamattina; eppure, non mi risulta nel corso della Passio ci vengano forniti dettagli sull’hairstyle di Giuda al momento del fattaccio. E questo è un dettaglio indubitabilmente curioso, giacché l’intera comunità cristiana sembrerebbe aver trovato consenso unanime su un punto […]

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