A Pentecoste, pane e formaggio!

A Roma, nella domenica di Pentecoste, una profumatissima cascata di petali di rosa scende lieve sul capo dei fedeli che sono convenuti per l’occasione all’interno della chiesa del Pantheon.
In Inghilterra, nel villaggio di St. Briavel nei Cotswolds, la straordinarietà del dì di festa è sottolineata da una cerimonia di tutt’altro tenore. Ché, ad abbattersi sulla crapa dei fedeli nella domenica di Pentecoste, non sono lingue di fuoco, né tantomeno una pioggia di delicatissime rose… bensì, una gragnuola di pane e formaggio.

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Il santo che, pur di salvare la birra, arrivò a un soffio dal vendere l’anima al diavolo

Non chiedetemi perché, non chiedetemi con che logica; non chiedetemi che cosa si fosse bevuto l’agiografo prima di decidere che era una buona idea scrivere una leggenda in cui un santo si abbandona a intrallazzi con Satana.

Personalmente, mi son fatta l’idea che l’agiografo scrivesse sotto i fumi dell’alcool dopo essersi scolato un intero barile di birra, il che spiegherebbe moltissime cose.

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La torta pasqualina, fragrante allegoria della Resurrezione

Agli occhi di un gourmand anni Duemila, la pasqualina potrebbe sembrare solo una torta di verdure come tante. Ma ben altri significati assumeva questo piatto agli occhi attenti della gente di una volta (quando si viveva in un mondo pieno di simboli in cui ogni cosa, per speculum et in aenigmate, rimandava a una verità più grande).

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Le scorpacciate? Importanti quanto il digiuno: lo dicono i santi!

L’astinenza dalle carni e la pratica del digiuno sono sempre stati considerati elementi assai importanti per la pratica della virtù cristiana. E fin lì, d’accordo.
Ma che succede quando, per colmo di disgrazia, un giorno di festa (in cui sarebbe d’uopo concedersi una magnata come poche) cade di venerdì (giorno in cui bisogna osservare l’astinenza e la morigeratezza a tavola?).

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La cucina monastica: alla base della cucina d’Europa

“Ma noi non siamo mica monaci”, potrebbe dire qualcheduno. “Al di là della pura curiosità accademica, perché dovrebbe interessarci sapere in che modo mangiavano i monaci del passato?”.
Beh: perché la dieta monastica ha influenzato fortissimamente le norme alimentari che, nel corso dei secoli, Santa Madre Chiesa ha voluto prescrivere anche ai laici. E non solo! A un livello normativo, economico e socio culturale, il regime alimentare adottato dai monasteri ha plasmato assai profondamente il modo occidentale di mettersi a tavola.

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Il pesce: cibo di magro per eccellenza

Pesce al venerdì. Pesce in Quaresima. Pesce come cibo di magro per eccellenza.
L’associazione mentale è così radicata che verrebbe la tentazione di darla per scontata; invece credo sia interessante spendere qualche parola in più sulla questione, se non altro perché qualcuno potrebbe pure chiedersi “son pur sempre animali. Perché il pesce sì e il maiale no?”.

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L’ambigua lotta tra il Carnevale e la Quaresima

Ambigua festa, quella del Carnevale. Da qualunque lato la si guardi, è evidente che si festeggia là dove non ci sarebbe un bel niente da festeggiare. Chi è lo stolto che si abbuffa senza sentirsi stringere la bocca dello stomaco al pensiero del digiuno di quaranta giorni che lo attende? Chi è così avventato da lanciarsi in una festa di fine inverno attorno a metà febbraio, quando il gelo è ancora dietro l’angolo?
Eppure, è secolare e piena di significato l’eterna, insensata lotta tra il Carnevale e la Quaresima.

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