Il gatto come simbolo dell’ipocrisia di certi cristiani
Avete mai visto un gatto vestito da vescovo aggirarsi furtivo in un libro di favole?
Casomai lo vedeste, sappiate che è un tipo di cui diffidare.
Read More…Storia e Folklore
Avete mai visto un gatto vestito da vescovo aggirarsi furtivo in un libro di favole?
Casomai lo vedeste, sappiate che è un tipo di cui diffidare.
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C’era una volta san Valentino di Terni.
E poi ce n’era un altro, martirizzato in zona Parioli.
E poi ce n’era un altro ancora, che sta a Genova e viene ignorato un po’ da tutti ma potrebbe essere la chiave per capire come nasce la festa degli innamorati. Forse.
Con il garbo ironico e l’attenzione al dettaglio che da sempre la contraddistinguono, Yersinia era entrata in scena a Messina nel 1347 e da Messina aveva concluso il suo show nel 1743, seminando morte e distruzione nel mentre.
Fu indubbiamente il suo più grande show – ma non fu l’unico.
Di Agenti Patogeni è pieno il mondo. Ognuno di loro ha gusti specifici e ha affinato tecniche diverse per portare a casa la pagnotta, ma tutti sono accomunati da un’unica ambizione: fare un lavoro come si deve ammazzando un fracco di persone, guadagnandosi quel titolo di “Epidemia” che è necessario per passare alla Storia.
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Scrofe assassine, bruchi che sfidano l’autorità ecclesiastica, pecore corree di atti di bestialità col padrone: c’è di tutto e di più, in questa pazza storia medievale!
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È cosa nota: san Claudio (variamente noto come “di Condat” o “di Besançon”) è il patrono dei fabbricanti di giocattoli.
Ma “se ne ignora la ragione”, dicono in coro le pagine dedicate al santo.
Come caspita abbia fatto un oscuro abate altomedievale a diventare patrono dei giocattolai, in effetti è un bel mistero, ma qui trovate le mie supposizioni a riguardo.
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Sembrerebbe una domanda uggiosa, invece l’interrogativo è degno di attenzione – perché se provate a leggere la “Vita” di sant’Antonio, non troverete maiali manco a pagarli oro.
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Emily Stimpson Chapman arriva da un passato di anoressia.
Forse proprio per il dolore di questa sua esperienza pregressa, sforna riflessioni di una profondità disarmante tutte le volte che parla di come dovrebbe essere il rapporto col cibo di un buon cattolico.
Ha l’aria di aver scritto non tanto per giustificare il suo operato di cacciatore, ma proprio per sfogare il suo livore contro i porci, l’anonimo autore de Les Libres du Roy Modus et de la Royne Ratio, una bizzarra opera medievale che potremmo definire una via di mezzo tra il manuale di caccia e il testo di morale.
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Variamento noto come “galettes des Rois” o (qui in Piemonte) “focaccia della Befana”, questo dolce non può mancare sulla mia tavola, all’Epifania.
Forse ispirato ad antiche usanze monastiche medievali, è un… gustosissimo modo per dire addio alle feste in un clima di risate e allegria!
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