Se può consolar qualcuno, l’estate del 1540 potrebbe esser stata ancor più calda di quella d’oggi

(Quasi) sicuramente, è stata più calda della terribile estate 2003. Nel 2014, un vasto team di ricerca ha raccolto più di trecento fonti documentarie tutte concordi nel descrivere, per l’estate 1540, scenari estremi davvero degni di un film apocalittico. Alcune di queste fonti contengono anche dati oggettivi e scientificamente misurabili – sulla base dei quali gli scienziati ipotizzino che la terribile estate 1540 abbia avuto temperature medie con un’anomalia stimata tra il +4,7 e il più +6,8 °C rispetto alla media stagionale del periodo 1901-2000.

Cioè.

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La depressione generalizzata della prima età moderna e quegli inverni senza fine che, forse forse…

I medici del tempo non avevano dubbi: quell’improvvisa ondata di mestizia che sembrava aver travolto l’Europa era sicuramente da attribuire alle condizioni meteorologiche avverse, che determinando un aumento degli umori freddi e umidi all’interno del corpo umano ingeneravano stati mentali tendenti alla depressione.
E, oggigiorno, gli storici si domandano: ma non è che, forse forse, avevano almeno un po’ di ragione?

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La leggenda di Felik

Mentre gettavano nel camino l’ultimo ciocco di legna, ormai troppo deboli per sperare e troppo infreddoliti per farsi forza, gli abitanti di Felik se lo chiesero: ma chi era, veramente, quel povero viandante a cui avevano rifiutato asilo?

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