Ma povero diavolo!

Guardavo, questa sera, un quadro di Stephan Lochner, artista della prima metà del Quattrocento. Ecco, guardavo questo quadro – che, per inciso, potete vedere qui – e sono rimasta colpita dal modo in cui Lochner ha ritratto il demonio.

L’ha fatto così:

Ecco. Non so a voi, ma a me ‘sto diavolo fa un po’ pena, porello lui. Tutto pelato, col naso lungo e largo, le orecchie laaarghe larghe larghe e bruttine. Sembra pure che abbia i piercing al naso, poretto lui.
Che poi è di sicuro un diavolo bravissimo, eh. Che ci mette tutto il suo impegno a spaventare la gente e a dannare le anime alrui. E’ di certo malvagio e senza cuore, non metto in dubbio. Solo che a me farebbe un po’ ridere incrociare un robetto così per strada. Altro che grida di terrore: mi sa che, ai giorni nostri, ‘sto demonio otterrebbe al massimo un bel po’ di risate divertite. Poraccio.

Che poi, a voler fare la seria, vi potrei anche dire che non era mica tanto raro trovare demonietti simili a questo, nel Medio Evo. A quanto pare, all’epoca avevan molto successo ‘sti miscugli di uomo ed animale. Creature ibride, che andavano al di fuori dell’ordine del Creato, e sembravano particolarmente contro natura e per questo terribili.
Vi potrei anche dire che, a partire dal XIII secolo, troviamo anche molti demoni gastrocefali: che hanno, cioè, un ulteriore volto sul ventre. Da qui, alcune variazioni al tema: la ripetizione del volto in genere interessa le articolazioni e le zone impure, come cosce, petto, sesso. E, direi, il nostro povero diavolo ne è un buon esempio. Il che non è nemmeno un complimento, per il mio povero diavoletto, visto che sta a significare, insomma, che è proprio "una bestia". La testa, sede dell’intelletto e della ragione, che viene spostata nelle parti oscene…

Insomma, a me ‘sto diavolo fa un po’ pena. Uffa… spero di non avere lui come tormentatore personale, se finirò all’Inferno… temo che potrei rovinare seriamente la sua autostima. Porello lui.

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