Di romitori e frane

“Oh, no! E adesso?”.
Mia mamma, che ci precede lungo il sentiero, ha un attimo di scoramento. Abbiamo passato gli ultimi venti minuti della nostra vita ad arrancare faticosamente lungo il viottolo sterrato, per tornare nella piazza del santuario dopo aver finito il nostro percorso devozionale…
Ed ecco il dramma.
A pochi metri dalla chiesa, il sentiero è sprangato: STRADA CHIUSA PER FRANA, recita un grosso cartello segnaletico posto sopra a uno di quegli inequivocabili nastri a strisce bianche e rosse. Avete presente, no? Uno di quelli che urlano “state alla larga”, insomma.
“E adesso?”, ripete mia mamma, preoccupata. “Dobbiamo tornare indietro, c’è un’altra strada? Quale?”.
“No, vabbeh. Se dovete passare, passate pure”, commenta improvvisamente una voce alle nostre spalle.
Ci giriamo.
Non l’avevamo visto prima e non abbiamo idea di dove sia sbucato; fatto sta che vicino a noi c’è un ragazzotto in maglia azzurra, che ci sorride fiducioso. “Passate pure”, ripete con molta calma. “Non è un problema”.
“Ehm… davvero?”, domando timidamente. “Perché c’è scritto chiuso per frana, hanno vietato il transito…”.
“No, vabbeh. Fate solo un po’ attenzione”.
“Attenzione come, scusi?”.
“No, niente. Così, in generale. Davvero, tranquilli: non c’è problema”.
Decidiamo di affidarci all’Uomo della Provvidenza, sperando in cuor nostro che si tratti di un sacrestano o guardiaparco informato sui fatti e non di Piripicchio il Pazzo che passava lì per caso.

Facendo molta attenzione (“così, in generale”), mi avventuro lungo la strada chiusa per frana, sentendomi già con un piede nella fossa. Piripicchio il Pazzo ci segue con lo sguardo.
Io adocchio un’altra piccola cappella: accendo la macchina fotografica, salgo i tre gradini, mi avvicino alla grata, e…
NOOOOO!!!”.
Oddio.
“Cioè! Sì! Non si preoccupi! Va tutto bene! Prego!”.
Mi giro, molto lentamente. “Sto per morire?”.
“No! Cioè! Talvolta frana qualcosa proprio da sopra alla sua testa. Diciamo che io Le avrei sconsigliato di avvicinarsi. Comunque va beh. Scatti pure la foto. Ormai è lì’”.
“…”.
Siccome son già lì, decido di non indugiare oltre e di sbrigarmi a scattare questa benedetta fotografia, prima che mi crolli in testa il Sacro Monte.
Scatto.
Scendo un gradino.
Cade un microsassolino dal diametro di due millimetri e io mi vedo già sepolta sotto a un mare di detriti.
Faccio un passo rimpiangendo di non aver mai detto addio alle persone che più amavo.
Faccio un altro passo, pentendomi di tutte le mie colpe.
Poi faccio un terzo passo, meditando che non vorrei fiori ma opere di bene
… e al terzo passo ho già superato l’altro nastro rosso e bianco che delimita la zona di pericolo, e neanche stavolta son riuscita ad ammazzarmi.
Lo sconosciuto in maglietta azzurra ci saluta e ci augura buona giornata, noi ci avviamo piuttosto interdetti verso il limitare della piazza… e insomma: siamo vivi.

Ciò non toglie che per scattare questa foto la sottoscritta abbia rischiato la vita: di conseguenza, mi sembrava opportuno dedicarle un post a parte.
Anche perché è una foto strana, eh.
Vediamo chi la decodifica.

Innanzi tutto non si tratta di una delle cappelle del percorso devozionale; è una foto che è stata scattata in un piccolo romitorio laterale, più piccino. Insomma: non fa parte del ciclo di immagini dedicate alla vita di Cristo e della Vergine.

Ma allora, cosa sta succedendo a questa povera disgraziata di Maria Vergine?
Chi e perché, in luogo di pazzi, sta aggredendo la Madonna con un punteruolo acuminato?

Per indovinare la risposta, avete solo due alternative: o andate a farvi una gita a Crea per radunare informazioni lì sul posto; oppute, fate ricorso al pensiero laterale.
Sono strasicura che, col senno di poi, il novanta per cento di tutti voi esclamerebbe “aaaahhh! Ma certo!!”.

Beh, insomma. Spiegatemi la scena. (Essù, datemi il contentino: per poco non ci lasciavo le penne…).
Il premio in palio per il primo che riesce a spiegarmela correttamente?
Beh… la mia grande ammirazione!

(Oserete forse dire che vi sembra troppo poco?!?)

16 pensieri riguardo “Di romitori e frane

  1. Per caso San Giuseppe scolpisce la statua della sua Maria con Gesù?
    Magari anticipa Michelangelo e dice : Perché non parli?
    Più fantasia di così si muore!

  2. Secondo me hanno avvicinato la statua di San Giuseppe artigiano a quella della Madonna col Bambino, ma non erano stati immaginati insieme!

    Oppure l'uomo non è San Giuseppe ma uno dei crocifissori di Gesù in azione.

  3. Secondo me è un falegname qualunque che scolpisce una statua della Madonna col Bambino XD oppure è un'apparizione

    Daniele

  4. E' San Giuseppe falegname con gli attrezzi del mestiere…
    che vorrebbe restaurare il romitorio, ma sta franando con il resto della montagna (è già su un altro piano rispetto alla Madonna), e che nell'occasione ha protetto Lucia dal franare anche lei…
    Eri ad un passo dall'incontro faccia a faccia, invece sei qui a raccontarlo.
    … io gli accenderei una candelina domani…

    Diego

  5. Vado a dormire . . . però, non è valido, se cerchi notizie sul  "santuario di Crea, Sacro Monte di Crea o simili, il 2° o il 3° che ti propone è "quadernetto di appunti"  . . .

    'Notte a tutti! R

  6. Argh… davvero, Fiordicactus??

    La soluzione… fra un paio di giorni, giusto il tempo di bearmi ancora un po' delle vostre ipotesi!
    Peraltro, sia messo agli atti che il commento di Diego mi ha fatta letteralmente singhiozzar dalle risate: "è San Giuseppe che vorrebbe restaurare il romitorio ma sta franando con il resto della montagna (è già su un altro piano rispetto alla Madonna)"… ROTFL!

    (<- emoticon franata)

  7. Mmm… non so se… ecco è un po' splatter però… badate io non so nulla di come avvengano queste cose, magari dico una sciocchezza… insomma la butto lì…
    punteruolo acuminato…

    non è che quella è la scena della circoncisione di Gesù bambino?

  8. Una domanda: quel romitorio è registrato all'U.G.E.A. (unione globale eremiti & anacoreti)? Non credo, visto che quelli hanno degli standard molto rigidi in fatto di sicurezza. Deve trattarsi di un abusivo…

  9. Ma veramente lo standard di sicurezza c'era, ed era sintetizzabile in "state lontano come se doveste sfuggire alla Morte"… ma se quel tizio ci dice di passare tranquillamente… :-D

    Agapetos, grazie mille per il link: non conoscevo assolutamente questa storia ed è davvero affascinante… grazie mille, sul serio!

    Claudio… ehm… non che io sia una esperta in fatto di circoncisioni, ma mi auguro che la procedura non preveda l'utilizzo di uno scalpello lungo all'incirca come mezzo neonato… glom

  10. Uhm… vediamo… San Giuseppe sembrerebbe la risposta più logica, ma
    la figura sta  scolpendo… e per quanto un falegname possa spingersi in intarsi o decorazioni… non lo definirei uno scultore. Anche gli strumenti dipinti mi sembrano più da cesellatore che non da falegname. L'iconografia di San Luca (oltre al toro e al papiro su cui sta scrivendo) ne contempla il tradizionale primato di raffiguratore della vergine mostrandolo mentre regge una tavoletta dipinta (o proprio nell'atto di dipingere)… essendo il complesso del sacro monte un felice incontro tra pittura e scultura, o anche solo espressione delle potenzialità della scultura,  non si potrebbe pensare che la figura sia proprio il patrono dei pittori e degli scultori in questo caso, data la natura del complesso, eccezionalmente raffigurato come scultore??? In effetti mi risulta rara come iconografia, ma non impossibile. Visto che il complesso è l'apoteosi della scultura… perchè non invocare la protezione del patrono degli scultori e raffigurarlo nell'atto di realizzare un'immagine della Vergine (leggo da Santi e Beati che la tradizione dice che ne eseguì   numerosi ritratti), per l'occasione, SCOLPITA? 

  11. Io la butto lì… c'entra con il verso di Danto che definisce la Madonna "figlia del Tuo figlio"?
    Ovvero Gesù stesso che "scolpisce" (crea) la sua mamma in quanto creatore dell'universo, ma nello stesso tempo in braccio a lei :)

    L'altra ipotesi era anche per me san Luca, che pare sia stato il primo ritrattista della Vergine…

    Chiara

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