Vite di Santi e Beati

Cartoline dal mare – Le tentazioni di Sant’Ampelio

“Sentite, Buon Dio”. Sant’Ampelio tossicchiò, un poco imbarazzato. “Io credo di avere un problema serio con il demonio. Non lo reggo più. Non so più cosa farci”.
Il buon Dio spalancò le braccia, con un’espressione che stava esattamente a metà fra la solidarietà e la condivisione.
“No, dico”, insisté Sant’Ampelio. “Mi tenta. Di continuo. Mi molesta sessualmente”.
“…”, commentò il buon Dio, che notoriamente è di poche parole.
“Mi sveglia in piena notte, dopo aver assunto le sembianze di una donna completamente ignuda, lasciva e sudaticcia. E poi pretende che io le, o gli, faccia cose. O che permetta a Satana di farne a me”.
“…mhm”, commentò il buon Dio.
“E io non lo reggo più! Voglio dire! È uno stress!”. Sant’Ampelio sembrava visibilmente provato, e aveva due grandi borse sotto agli occhi. “Pensavo d’avere ‘na vicina di casa ninfomane lì a Tebaide, allora ho fatto armi e bagagli e son venuto a vivere qui a Bordighera, ché m’avevan detto che era un bel posticino adatto alle famiglie, tutto relax, piccolo eremo con vista mare, posto ideale per svagarsi…”.
“E invece?”, domandò il buon Dio.
“E invece niente!! Quella pazza assatanata continua a venire a molestarmi: e io non so più come difendermi da questa continua tentazione” sbottò il povero Ampelio, con i nervi a fior di pelle. “Cosa faccio? Ho bisogno di un consiglio, Signore Onnipotente”.
L’Onnipotente rimase in silenzio per un attimo, come intento a meditare. Socchiuse gli occhi e meditò in silenzio, prima di tornare a fissare Ampelio, con grande serietà. “Amico”, commentò solennemente: “a mali estremi, estremi rimedi”.
Ampelio rimase in educata attesa.
“La prossima volta che ti ritrovi nottetempo con una donna lasciva che ti insidia… tu prendi un ferro arroventato, che avrai lasciato apposta sul caminetto, e poi tiraglielo sui denti”.
“…”, reagì Ampelio.
Vedrai. A quel punto, la ninfomane fuggirà via”.

Seguì mezzo minuto abbondante di silenzio, in cui Ampelio fissò il buon Dio, con aria inorridita, e il buon Dio fissò di rimando Ampelio, con sorriso rassicurante.
Alla fin fine, l’eremita di Bordighera si fece forza. “Scusatemi, Onnipotente”, esordì con timidezza, schiarendosi la voce. “Io non vorrei dire, ma… Ehm… Come cavolo faccio a prenderlo in mano, un pezzo di ferro arroventato?”.
“In che senso, scusa?”, domandò il buon Dio. “È per questo genere di cose, che vi ho inventato il pollice opponibile”.
“Sì”, tossicchiò Ampelio, sempre più interdetto. “Ma rischio di ustionarmi, voglio dire. Non potete ragionevolmente chiedermi di procurarmi una ustione di primo grado tutte le volte che vengo insidiato da Satana, Creatore”.

L’Onnipotente richiuse gli occhi, e ancora una volta si immerse nella sua meditazione.
“Tu dici il vero, caro Ampelio”, declamò alla fine, riscuotendosi.
“Eh…”, fece il poveraccio, con sentimento.
“E allora, sai cosa? In verità, io ti dico, Ampelio… ti ho fatto un dono”.
“Un dono?”, domandò l’ometto.
“Sì: un dono, caro amico”. Dio squadrò con affetto l’eremita Ampelio, e gli sorrise conciliante. “Ti annuncio, vecchio amico, che d’ora in poi sarai reso ignifugo”. (Ampelio sgranò gli occhi, evidentemente incredulo). “Ti dono il potere di essere insensibile ad ogni scottatura: d’ora in poi potrai prendere in mano il fuoco, il ferro rovente, il metallo liquido… senza recarne danno alcuno”.
“…”, commentò Ampelio, ch’era rimasto senza parole.
“E mi raccomando, amico”, commentò il Signore facendo l’occhiolino. “Quando ti si avvicina un’altra volta quel Cornuto…”.
“…”.
“…ZAK!! Una bella tenaglia arroventata dritto sui denti, e vedrai come scappa via!!”.

E fu così che sant’Ampelio si stabilì in pianta stabile nella ridente Bordighera, in un grazioso eremo con vista mare (collocato su Capo Sant’Ampelio, per l’appunto).
E mai più – riportano le cronache – venne molestato dalle lusinghe del demonio.

 

…ah. Come dite?
Vi state domandando cosa ci facesse, Sant’Ampelio, a Bordighera, a parte contemplare l’onnipotenza del signore incantandosi ogni sera di fronte alla luna che sorge dall’orizzonte?
Oh beh: molto facile, amici cari.
Sant’Ampelio, che non era scemo, organizzò la sua vita secondo il motto “ora et labora”. Per metà della giornata, pregava in solitudine…
…e per metà della giornata, lavorava nella piccola impresa che aveva avviato a Bordighera.

Cosa faceva il nostro Ampelio per sbarcare il lunario?
Beh: aveva deciso di darsi all’artigianato, e aveva scelto di diventare un fabbro, ça va sans dire.
Chiamali scemi, questi Liguri…

 

 

 

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