Ai tempi in cui Adamo ed Eva conversavano con gli animali

“Prima d’Adamo, senza dubbio arcuno / er ceto de le bbestie de llà ffori / fascéveno una vita da siggnori […] / E rriguardo ar parlà, pparlava oggnuno / come parleno adesso li dottori”

Ma a cosa diavolo si stava riferendo, Gioachino Belli, quando scriveva questi versi nel suo “Le bbestie der paradiso terrestre”?

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La Seconda Guerra Mondiale e la polinesificazione delle nostre estati

Cocco, sabbia dorata, palmizi ombrosi, surfisti che solcano le onde e, magari, anche qualche bella camicia Hawaiana.
Scommetto che è più o meno questa, la vostra idea mentale di estate.

Vi siete mai chiesti come mai sia così, per gente che vive in un posto in cui le palme da cocco non esistono e, spesso, la sabbia dorata bisogna comprarla a caro prezzo per mascherare coste sassose?

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Il guardaroba di mia mamma ci racconta un Sessantotto diverso e meno conosciuto

Se sbircio nel guardaroba sessantottino di mia mamma, mi trovo davanti a capi di abbigliamento che io non metterei, per uscire, nemmeno con una pistola puntata alla tempia… ma non perché siano troppo provocanti – perché, conciata così, manco la mia trisnonna.

Se pensiamo al Sessantotto, la nostra mente va subito a Woodstoock, al sesso libero, all’LSD come stile di vita.
Eppure, nel Sessantotto, sono esistiti, per così dire, tanti Sessantotto. E quello che mi raccontano i vestiti di mia madre… vi dirò: a me, piace un sacco!

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Cosa faceva un fascista in vacanza?

La domanda potrebbe lasciarvi perplessi. “E cosa vuoi che facesse? Le stesse cose che facevano tutti gli altri, no?”.
Ehm: veramente, no. Come per molti altri aspetti della vita quotidiana durante il Fascismo, nulla, nelle vacanze di un cittadino, poteva essere lasciato al caso. E dunque, la vacanza italiana doveva necessariamente essere una “Vera Vacanza Fascista”.

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Il pesce-vescovo comanda: “pregate per i marinai!”

Il primo a parlarne è lo zoologo francese Guillaume Rondelet, che pubblica nel 1544 il suo De piscibus marinis, in quibus verae piscium effigies expressae sunt.

Come dire: di fronte a un pesce con la mitria non sarei così sicura che si possa parlare di vere effigi… ma sono profondamente grata al Rondelet per aver dato il via a questa leggenda. 

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Il Coso del Mistero, 9

Quest’anno, direi che la barca di San Pietro ha problemi grossi, ma grossi grossi.

Non è un commento sullo stato della Chiesa ma bensì una considerazione spontanea sul modo in cui è apparsa ai miei occhi, stamattina, la mia tradizionale “barca di San Pietro” creata con la chiara d’uovo.

C’ha uno squarcio enorme in mezzo alle vele, e io adesso mi immagino San Pietro che pagaia come un pazzo, remi in mano, per riuscire a tornare a riva.

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