Il Coso del Mistero, 8

È ovvio che, col senno di poi, son bravi tutti (Wanna Marchi inclusa).
È ovvio che (precisiamolo, per non scompensare i cuori deboli) io non credo davvero di poter prevedere il futuro attraverso una chiara d’uovo lasciata a mollo in acqua per una notte.
Però, mi piace portare avanti l’antica tradizione dei miei avi: quella per cui, nelle campagne del Nord Italia, alla vigilia della festa di San Pietro si poneva una brocca di vetro fuori dalle mura di casa, nell’erba fresca bagnata dalla rugiada. Nella brocca, un po’ di acqua; e dentro l’acqua, una chiara d’uovo. Come per magia (o come per miracolosa volontà di San Pietro pescatore…), nel corso della notte, complici le basse temperature, la chiara d’uovo si sarebbe rappresa, generando una forma in qualche modo simile a una barchetta con vele spiegate.
Era – secondo la tradizione – una “miracolosa” immagine della barca di San Pietro. Ed era anche – così assicurava la credenza popolare – un pronostico per l’anno entrante. Sì, perché, l’immagine che si sarebbe intravvista attraverso le vele di questa chiara d’uovo rappresa, avrebbe fornito un forte indizio di ciò che sarebbe accaduto nei dodici mesi a venire.

Ripeto: è ovvio che, col senno di poi, a fare pronostici all’indietro (!) son bravi tutti: epperò, è sorprendentemente divertente (e/o, divertentemente sorprendente) notare quante volte nell’arco di questi anni la mia “barca di San Pietro” ci abbia preso. Col senno di poi, verrebbe da dire che mi ha pronosticato con ferma precisione una inquietante quantità di malanni medici, un trasloco non preventivato, incontri inaspettati ed acquisti ancor più aspettabili.
Certo, nulla di tutto questo sarebbe potuto accadere se non fosse stato per il mio affiatato team di veggenti amatoriali che ogni anno accorre su queste pagine per fornirmi la sua interpretazione.
Sì insomma, voi.
Da anni ormai ci divertiamo assieme, quindi anche oggi torno all’attacco con la domanda di rito: secondo voi, cos’è ‘sto coso?

DSCN8159

I primi che hanno avuto modo di darmi il loro parere concordano quasi unanimemente per un anno incoraggiante: quasi tutti ci vedono un omino che fa “yeah!”, orgoglioso per il risultato raggiunto.

Dobie The Spy Telegram

Una minoranza ci vede una signorina che s’attacca al tram su un autobus affollato

Donna Appesa al Tram

e io personalmente ci ho visto una specie di mostro gobbo.

Fata Triste
Tipo questo, ma gobbo

Ma naturalmente adesso ho bisogno di sentire la vostra argomentata opinione.
E dunque, amici: secondo voi, cos’è ‘sto coso?

Il Coso del Mistero, 6

Il 29 giugno 2014, il mio “uovo di San Pietro” pronosticava che, nel corso dei dodici mesi successivi, la mia vita sarebbe stata ben rappresentata da una donna semi-sdraiata a letto.
Se mi aveste vista il 29 giugno 2015 (non solo semi-sdraiata a letto dopo il mio intervento, ma addirittura costretta a riposare in quella precisa identica posizione, sollevata su più cuscini) avreste sicuramente concordato con me: anche quest’anno, l’uovo ci ha preso.

Aehm, mettiamo subito le mani avanti, ché sennò mi si turbano gli animi deboli: no, io non credo veramente di poter leggere il futuro grazie alle chiare d’uovo. Lo faccio per gioco, mi pare ovvio.
Lo faccio per gioco, perché mi piace tenere viva una vecchia tradizione contadina delle mie terre: quella per cui, nella notte tra il 28 e il 29 giugno, si espone sul davanzale della propria finestra una brocca d’acqua fresca in cui è stata fatta colare una chiara d’uovo. Durante la notte, i santi Pietro e Paolo compiranno il prodigio: ed ecco la chiara d’uovo rapprendersi, in una forma sempre diversa di anno in anno.

C’è chi assicura di vedere, in questa chiara d’uovo rappresa, una piccola barca a vela. Si tratta – secondo tradizione – della barca di San Pietro, che, proprio alla vigilia della festa a lui dedicata, ha voluto mostrare la sua vicinanza ai suoi fedeli.
Ma c’è chi assicura di vedere, nella chiara d’uovo rappresa, non la barchetta di San Pietro pescatore, ma bensì un pronostico per l’anno entrante.
Sì, insomma: a saper leggere bene questi segni, si potrebbe avere un indizio di ciò che ti aspetta da lì a dodici mesi.

Io non so leggere bene questi segni.
Ma voialtri lettori, apparentemente sì.

Ovviamente non ci credo, ma concorderete con me che siamo di fronte a una bizzarra serie di coincidenze:

Indubbiamente vale la saggia considerazione che “col senno di poi, son bravi tutti”… ma arrivati a questo punto, capirete anche voi che questo gioco si fa intrigante.
E così, per la sesta volta consecutiva, interpello voi e le vostre doti divinatorie: secondo voi, cos’è ‘sto coso?

Uovo 2015

Io, personalmente, non ci vedo un cavolo di niente, se non (lì, lassù, seminascosto in un angolino) un inquietante accenno alla maschera del “medico della peste”:

Medico peste uovo

Calcolando che quest’uovo divinatorio sembra essersi specializzato nel pronosticarmi malattie, adesso c’avrei pure una certa voglia di toccar ferro, ma, ehm… magari mi sbaglio!!
Magari voi siete in grado di leggere il futuro molto meglio di me!!

E quindi, anche quest’anno… cari amici: secondo voi, cos’è ‘sto coso?

***

P.S. A proposito di malattie predette dall’uovo: per tutti quelli che hanno chiesto, per tutti quelli che hanno pregato… grazie! L’operazione è andata!
Adesso sono in lenta ripresa (che forse sarebbe anche un po’ meno lenta se non avessi 34 gradi in camera da letto, ma siano rese eterne lodi all’inventore del Pinguino De Longhi e a chi me l’ha messo in casa)… ma comunque: grazie di tutto!
Un po’ acciaccata e ancora molto convalescente, ma… direi che sono tornata in pista!

Il Coso del Mistero, 5

È persino offensivo per l’intelligenza di tutti noi lo specificare che “no, non credo veramente che si possa leggere il futuro in una chiara d’uovo”.
Quello che faccio è, ovviamente, solo un giochino divertente, che ripeto di anno in anno perché mi piace l’idea di portare avanti le tradizioni dei nostri avi.
Chi mi legge da un po’ di tempo avrà già capito di cosa sto parlando; a vantaggio dei nuovi arrivati, però, dirò ancora qualche parola sulla tradizione lombarda della ‘barca di San Pietro’. Secondo la tradizione, chi – nella notte che precede la festa dei SS. Pietro e Paolo – immergesse una chiara d’uovo all’interno di una brocca d’acqua, troverebbe ad aspettarlo, l’indomani mattina al suo risveglio, un piccolo miracoluccio home-made.
In effetti, dopo una notte passata nella brocca d’acqua fredda, l’albume dell’uovo avrà assunto una strana sembianza: si sarà rappreso creando tutta una serie di filamenti che si protendono verso l’alto, dando origine a una forma che, con grande sforzo di fantasia, può vagamente ricordare una barca a vela. È questa – secondo la tradizione – la barca di San Pietro; e chi osservasse attentamente la forma di questa barca potrebbe ottenere un dono prezioso.
Sì: perché, secondo la leggenda, questa barchetta fatta d’albume può anche essere utilizzata a fini divinatori. Allo stesso modo in cui le fattucchiere leggono i fondi di caffè, intere generazioni di contadini padani si sono divertiti a leggere i… filamenti d’uovo della barca di San Pietro. Il meccanismo è molto semplice: si osserva attentamente la forma assunta dall’uovo nel corso della notte, e si cerca di trarne degli auspici per il futuro. La barca di San Pietro, insomma, lascia intravvedere un qualche evento che avrà luogo, nella tua vita, nel corso dei successivi dodici mesi.

La cosa sconvolgente è che, a quanto pare… questo giochino funziona davvero!!
Lo dico ovviamente col sorriso sulle labbra, ma non posso non sottolineare un dato di fatto: è da quattro anni che faccio questo gioco, ed è da quattro anni che “ci prende”.
Non ci credete? Ho le prove.
Quattro anni fa avevo pubblicato sul mio blog una fotografia della mia chiara d’uovo rappresa, chiedendo opinioni ai miei lettori: “secondo voi, cosa c’è nel mio futuro?”. C’era stato un coro unanime, tutti quanti avevano intravvisto nella mia chiara d’uovo la forma di una palla da tennis… e io avevo scrollato le spalle, ovviamente: “cosa c’entro, io, col tennis?!”.
Non più tardi di due mesi, mi veniva diagnosticata una brutta forma di “gomito del tennista”.
Toh, che bizzarra coincidenza! L’anno dopo, avevo rifatto il gioco, avevo ripubblicato una fotografia sul blog, e una lettrice aveva commentato: “secondo me, potrebbe essere una di quelle vecchie bilance di una volta”. Incredibile ma vero, di lì a pochi mesi cominciavo uno studio sui sistemi di pesi e misure pre-sistema metrico.
Terzo anno, terzo giro: stavolta, persino io mi ero messa a ridere, quando una mia lettrice aveva intravvisto nella mia chiara d’uovo “un Papa che tiene in mano un orsacchiotto di peluche”.
Assurdo? Sì, senz’altro. Tempo qualche settimana, compro l’autobiografia di Georg Ratzinger e scopro che Benedetto XVI ha una vera e propria passione per gli orsacchiotti di peluche.
L’anno scorso sono stata io a dare l’interpretazione alla mia chiara d’uovo: nelle forme dell’albume rappreso avevo colto lo skyline di Torino. E avevo sudato freddo, perché avevo appena finito gli esami e chissà cosa ne sarebbe stato del mio futuro dopo la laurea… e, beh, il resto è storia.

Con queste premesse, capirete bene che la cosa si sta facendo intrigante e che non posso non mettermi a giocare anche stavolta.
Dunque, è con ilare preoccupazione che torno a tirarvi in ballo: siete stati aruspici inquietantemente precisi per quattro anni di seguito, vediamo cosa riuscite a combinare stavolta.
Signori e signori, spazio alle ipotesi, perché questa è la forma assunta dal mio uovo, nell’anno del Signore 2014.

Non so voi, ma io ci vedo piuttosto chiaramente una donna semi-sdraiata e una testuggine gigante.

La testuggine gigante non me la spiego.
La donna semi-sdraiata mi ha strappato un mugolio di disperazione, perché “oh, no: semi-sdraiata vuol dire che mi aspettano altre malattie!”.

Ma magari non è vero.
Magari non è una donna sdraiata.
O magari il senso del mio futuro è tutto racchiuso nella testuggine abnorme.
Insomma: ho bisogno del vostro aiuto e delle vostre idee, anche solo per scacciare dalla mia mente la prospettiva di altri dodici mesi di sofferenza in posizione supina.

Per la quinta volta consecutiva, amici, vi pongo la domanda fatidica.

Secondo voicos’è ‘sto coso??

Il Coso del Mistero, 4

Sì, lo so. Mi sembra piuttosto evidente che io non credo alla divinazione: faccio questo giochino non perché speri veramente di leggerci il mio futuro, ma perché lo trovo divertente e perché mi piace tenere vive le tradizioni dei miei avi.
(Anzi: degli avi dei miei vicini di casa, ché questa è usanza tutta lombarda).
E insomma: per chi si fosse perso i post degli anni scorsi e/o le discussioni di ieri sulla mia pagina Facebook, facciamo il punto della situazione. Secondo la leggenda, chi – nella notte della vigilia di S. Pietro – versasse una chiara d’uovo in una caraffa d’acqua fresca, e la lasciasse all’aperto per tutta la notte, potrebbe assistere a una magia.
Nel corso della notte, l’uovo si rapprenderà in una piccola formazione vagamente barchiforme: questa, secondo la leggenda, è la barca di San Pietro il pescatore.
La leggenda prosegue dicendo che, cercando di decifrare la forma e l’aspetto di questa “barca”, ognuno di noi potrà trarre pronostici per l’anno entrante. In alcune zone, si fanno pronostici sulla buona riuscita dei raccolti; in altre zone, le fanciulle da marito possono intravvedere l’occupazione del loro futuro sposo; per come l’hanno raccontata a me, qui a Pavia ci si limita a vedere generici auspici per i dodici mesi successivi… e così io la racconto a voi.
E insomma: tre anni fa, quando ho provato per la prima volta a fare questo giochino, mi sono divertita a chiedere un parere a voi lettori. Avevo scattato una foto del mio uovo rappreso nella bottiglia, e l’avevo pubblicata sul blog… per la serie: “secondo voi, cos’è ‘sto coso? Quali pronostici posso trarre, per l’anno nuovo che mi aspetta?”.
E – fermo restando che non credo alla divinazione, e che ovviamente si tratta solo di una buffa serie di coincidenze – beh… i risultati, devo dire, hanno avuto un nonsocché di inquietante.

Il primo anno c’era stato un coro unanime: “a me, ‘sto coso sembra una pallina da tennis. Ci sarà del tennis nel tuo futuro”.
Tennis? Pfui! Non sono affatto una sportiva!
Disse colei che, tre settimane più tardi, si scoprì affetta da una forma acuta di “gomito del tennista”.

Il secondo anno, una lettrice aveva commentato “a me sembra una vecchia bilancia, di quelle di una volta con i due piatti”.
Un paio di mesi dopo, ho concordato l’argomento della mia tesi di laurea… che parla, fra le altre cose, di pesi e misure dell’antichità.

Il terzo anno, Flalia aveva la consapevolezza di starla sparando grossa, quando commentava lo so che è folle, ma io ci vedo un Papa, con i paramenti da Papa, che tiene in mano un peluche”.
Il peluche a forma di Papa, con paramenti di Papa, arrivato a casa mia nella primavera di questo anno, sovrintende alla stesura di questo post con un’espressione di divertita sorpresa.

***

Viste le premesse, aehm, ci ho preso gusto.
E quindi, anche quest’anno ricorro alle vostre doti divinatorie: vediamo un po’ se riuscite a superar voi stessi.

Il mio Uovo-in-Bottiglia, quest’anno, mi ha dato questo risultato.
E per la quarta volta vi ripeto: secondo voi, cos’è ‘sto coso?

 Barca San Pietro 2013

Io ci vedo una barca a vela ormeggiata nei pressi della Gallinara, ma siccome non progetto una vacanza da quelle parti…
Aehm…
Aruspiciii???

 

Il Coso del mistero (un anno dopo)

“…”.
“…”.
“…”.
Secondo me, sono due giraffe che si baciano”.

Silenzio.

“Oh, andiamo: non dire idiozie! Per quale ragione al mondo dovrebbero esserci, nel mio futuro, due giraffe che si baciano?!”.
“Non ne ho assolutamente idea. Però è quello che mi ricorda. Due giraffe che si baciano”.
“Ma per piacere”.
“O forse due dinosauri a collo lungo. Che ne dici?”.
“Quello è già più probabile. Potrebbe voler dire che, anche quest’anno, qualcuno sentirà dire che ho studiato Paleografia e proverà a fare il piacione mettendosi a parlare di dinosauri, perché non conosce la differenza fra paleografo e paleontologo”.
“Ecco, vedi? Potrebbe essere”.

[Voi probabilmente pensate che no, non potrebbe essere: chi è che così magistralmente stupido da parlare di dinosauri a un paleografo?! Tanta gente, purtroppo. Ma veramente tanta].

“Potrebbe essere una bocca spalancata, in un urlo di terrore”.
“Potrebbero essere tre O affiancate: una piccina, una media, ed una che invece è più lunga e stretta”.
“Potrebbe essere una feritoia nei castelli medievali, di quelle che usavano gli arcieri per gettar le frecce”.
“Già”.
Uhm”.
“Oppure, più probabilmente, son due giraffe che si baciano”.

L’anno scorso, era venuto fuori un cosino globoso e bianco.
Avrebbe dovuto essere una profezia circa l’anno entrante (che nel frattempo si è concluso). La tradizione lombarda è sempre stata molto chiara: mettere una chiara d’uovo in una bottiglia di vetro, sul balcone, nella notte di San Pietro, è una pratica divinatoria di sicuro e indubbio effetto. L’indomani mattina, la chiara d’uovo si sarà rappresa, assumendo una forma caratteristica: decifrando questa forma, si avrà una profezia circa l’anno che incomincia.

L’anno scorso, per l’appunto, era venuto fuori un cosino globoso e bianco.
Io mi ero illusa che si trattasse di mozzarella. Nel mio futuro, ci sarebbe stata mozzarella. Oh wow.
E invece no.

Alcuni di voi ci avevano visto un ovulo fecondato: nel mio futuro, ci sarebbe stato un concepimento virginale. Ehm.
L’arcangelo Gabriele non s’è fatto vivo.

La maggioranza di voi, concorde, si era espressa a favore dell’opzione tennistica. Il coso bianchiccio e informe somigliava a una palla da tennis; dunque, ci sarebbe stato molto tennis nel mio futuro prossimo.
L’ipotesi sembrava inverosimile, e invece s’è compiuto ciò ch’era stato detto dai profeti: da lì a qualche settimana, mi è venuto il gomito del tennista (e, a distanza di quasi un anno, ancor oggi vi sto scrivendo con una gomitiera indosso. Ahio).

A questo punto, sarei curiosa di ripetere l’esperimento.
Fermo restando che la divinazione non esiste, stiamo solo giocando assieme, non date soldi ai cartomanti, e così via dicendo… fermo restando tutto ciò.
Signori.
Secondo voi, cos’è sto coso?

L’anno scorso avete pronosticato molto tennis nel mio futuro… e tennis, effettivamente, è stato.
Vediamo un po’ se ci azzeccate anche quest’anno.
Partirò per un safari a guardar giraffe che pomiciano… oppure, c’è qualcos’altro che mi attende?

Sì, insomma: siate collaborativi.
Secondo voi… cos’è ‘sto coso?

Il Coso del mistero

“…”.
“…”.
“Secondo te, cos’è ‘sto coso?”.
Il mio avvoltoio da compagnia, educatamente appollaiato sul divano del salotto, tace e non si esprime.
“Non mi sei di alcun aiuto, sai?”.
L’avvoltoio mi guarda un po’ perplesso; sembra volersi chiedere che razza di aiuto si possa pretendere da un pupazzo a forma di avvoltoio.
Nessun aiuto”.
È in momenti come questi che vorrei un coinquilino. Così. Per scambiarsi le impressioni.
Perché son di fronte a un dubbio amletico, e il mio unico interlocutore è un avvoltoio un po’ bacato.
Secondo voi, cos’è ‘sto coso?

Era andato tutto bene, inizialmente.
Tutto come previsto. Tutto secondo i piani.
Avevo preparato la barca di San Pietro.
L’avevo messa sul balcone, per una notte, “aspettando la magia”.
L’avevo portata in casa, fotografata con la fotocamera: toh guarda, la barchetta.
E poi ero andata in bagno, come fanno tutte le persone civili che si alzan la mattina: tempo cinque-minuti-cinque, e avrei conosciuto il mio futuro.

Essì. Le vecchiette di Pavia mi eran parse categoriche.
Nella notte di San Pietro, l’albume si rapprende in forme misteriose. La forma acquisita dall’albume, di mattina, simboleggia senza dubbio l’anno entrante.
E io ero contenta, eh.
Felice e incuriosita.
Tempo cinque-minuti-cinque, giusto il tempo per esser presentabile, e poi avrei lanciato un’occhiata attenta all’albume rappreso dentro al mio bel vasetto in vetro.
Occielo: non sapevo veramente in che modo interpretare il veliero colato a picco che avevo intravvisto due minuti prima… ma chissà. Di fronte a un caffè, con tutta calma, guardando meglio le sue forme…

“…”.
“…”.
“…”.
“Secondo te, cos’è ‘sto coso?”.
L’avvoltoio tace, ma sembra anch’esso un po’ perplesso.
Tempo cinque-minuti-cinque, giusto il tempo di andare in bagno e ritornare, l’albume nel mio vaso aveva cambiato completamente aspetto.
Prima era un simpatico veliero; adesso era un globo informe che navigava sotto l’acqua.
Non so se sia un segno del destino; se sia lo sbalzo di temperatura; se sia normale. Da quando in qua un albume rappreso cambia così radicalmente forma nell’arco di un minuto?
Fatto sta che prima avevo una sorta di triangolo; adesso, ho ‘sto globo molliccio e informe.

Secondo voi, cos’è ‘sto coso?

Su FaceBook, mi hanno detto “mozzarella”.
Nel mio futuro, c’è indubbiamente mozzarella.

Io avrei un’altra ipotesi: e cioè, che nell’arco dei prossimi mesi diventerò esattamente come il coso del mistero – flaccida e bianchiccia.
Bianchiccia lo son già, quindi mi sento in effetti a metà dell’opera.

Ma insomma, ragazzi: sono in crisi.
Spero che fra di voi ci sia un cartomante esperto, perché faccio veramente fatica a interpretare i segni.
Secondo voi, cos’è ‘sto coso?
Che mi aspetta, nel futuro?

Farò un viaggio sulla Luna? Mi dedicherò alla vendita di uova? Comincerò a giocare a pallavolo? Un acaro assassino mi stroncherà mentre lavoro in biblioteca?
Sì, insomma. Aspetto una vostra sincerissima opinione.

Secondo voi… cos’è ‘sto coso?