Il giorno di san Luca: quello in cui non farà poi male darsi alla follia

Nei secoli passati, questi momenti di Carnevale collettivo avevano probabilmente lo scopo di dare momentaneamente una valvola di sfogo a una popolazione che, per il resto dell’anno, viveva irregimentata in regole comportamentali severissime. E davvero si ha l’impressione che avessero questa funzione le licenziose feste popolari, all’inizio dell’autunno, si tenevano dal Nord al Sud dell’Europa…

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Cosa resta dell’amor cortese

“Una primavera precoce, con la freschezza dell’aria che conserva ancora un sentore di neve. Ma una primavera a cui non seguirà l’estate”.

Così, nel 1971, Henri-Irénée Marrou definiva la breve esperienza poetica dei trovatori occitani che per primi cantarono l’amor cortese.

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Amor de lohn: la nobiltà di un amore di lontano

Secondo Henri-Irénée Marrou, “forse non si possono comprendere i trovatori se non si sono scoperti e amati a sedici anni”: il periodo migliore in assoluto, secondo lui, per rispecchiarsi in quei versi che cantano un amore così particolare, così simile “alla timidezza di un amore adolescente, ancora casto eppure già ardente”.

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Il casto amor cortese nato nelle terre catare

“Sarebbe meglio se smettessi di cantare”, scriveva nel 1292 Guiraut Riquiet scuotendo il capo di fronte alle nuove mode letterarie che avevano stravolto l’antica idea di amor cortese: “nessun mestiere è meno stimato a corte della bella arte del poetare; ormai, la gente preferisce gustare atti frivoli e ascoltare storielle scandalose”.

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Asag: la dimensione feudale dell’amor cortese

Se siete uomini e siete coniugati, vi siete inginocchiati nel momento clou in cui avete chiesto “vuoi sposarmi?”.
Se l’avete fatto, sappiate che avete ricalcato il gesto che Lancillotto compì davanti a Ginevra e che mille cavalieri dopo di lui hanno ripetuto di fronte alla loro signora: quella che per noi è solo una tradizione galante, per un uomo medievale era un gesto dal valore simbolico fortissimo.

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C’è un sacco di magia, nei romanzi d’amor cortese!

Secondo Tara Williams, “magia” e “amor cortese” vanno quasi sempre a braccetto, nella misura in cui “i prodigi causati dalla magia forniscono un metodo efficace per mettere alla prova le virtù dei protagonisti in un contesto extra-ordinario”.

Vale a dire: il prode cavaliere s’è comportato bene nella vita di ogni giorno, ma il suo atteggiamento sarà altrettanto impeccabile quando si troverà di fronte a un drago? A una fata seduttrice? A un oggetto incantato che potrebbe dargli ogni potere?

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