Di quando il sorbetto era una bibita (squisita!)

Le fonti più antiche ce lo descrivono come una bibita fredda; e per lunghi secoli il sorbetto dovette essere qualcosa di più simile a una granita che a quel dessert dalla consistenza semidensa che oggi ci piace assaporare in estate. Furono gli Arabi a inventarlo e portarlo in Europa; e gli Occidentali iniziarono ad amarlo fin da subito!

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Muori sul fondo dell’Oceano Atlantico? Sei un cretino che se l’è andata a cercare, si disse nel 1912

Furono incolpati per il fatto d’esser morti, ma eventualmente anche per il fatto di essersi salvati. Si disse che, se non volevano morire in mare, potevano semplicemente restarsene a casa loro e che globalmente non c’è il dovere di provare compassione per chi, palesemente, se l’è andata a cercare. Correva l’anno 1912 e si parlava dei passeggeri del Titanic.

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Friedrich Nicolai, il proctofantasmista stalkerato dagli spettri

Strane apparizioni fantasmatiche si manifestano di fronte ai vostri occhi, lasciandovi nell’affannoso dubbio per cui “ho le allucinazioni, oppure sono davvero perseguitato dagli spiriti?”. Beh: ecco a voi un metodo poco noto (ma infallibile!) per dirimere la questione: «se la visione scompare nel momento in cui ti infili in ano sei sanguisughe, allora era illusione; se invece rimane, è pura realtà».

Così scrivevano i fratelli Schlegel in “Athenaeum”: e non senza uno studio clinico a suffragare le loro applicazioni!

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La depressione generalizzata della prima età moderna e quegli inverni senza fine che, forse forse…

I medici del tempo non avevano dubbi: quell’improvvisa ondata di mestizia che sembrava aver travolto l’Europa era sicuramente da attribuire alle condizioni meteorologiche avverse, che determinando un aumento degli umori freddi e umidi all’interno del corpo umano ingeneravano stati mentali tendenti alla depressione.
E, oggigiorno, gli storici si domandano: ma non è che, forse forse, avevano almeno un po’ di ragione?

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E il latte sgorgò dal petto di Maria

Una storiella che arriva a noi in diretta dalle Fiandre di metà ‘600; e che, nella sua semplicità, è incantevolmente deliziosa per il modo in cui dipinge la disinvoltura con cui i nostri antenati s’approcciavano al sacro e al prodigioso nella loro vita di ogni giorno. Forse Max Weber ha ragione quando dice che, un tempo, gli uomini vivevano in un mondo molto più incantato del presente.

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