Narra Ludovico Carbone, erudito emiliano del pieno Quattrocento, che un giorno il Duca di Ferrara ordinò che venisse mandato al suo palazzo un grosso sparviero, con il quale allenarsi durante le partite di caccia. Nel comunicare tale ordine al suo podestà, il Duca decise di scrivere in buon Latino, così come si addiceva ad un gentiluomo del suo rango. Ed inviò quindi al suo podestà una lettera in perfetto stile ciceroniano, domandando che venisse spedito al suo palazzo lo sparviero, legato e chiuso in sacco perché non potesse scappare.
Ma il Duca non sapeva di avere al suo servizio un uomo ignorante ed illetterato. Il podestà, che non conosceva il Latino e parlava solo il dialetto locale, lesse la lettera e ci capì poco o nulla: e, siccome “sparviero” in Latino si diceva “accipitrem”, ne fraintese il significato e capì che il Duca volesse suo prigioniero al palazzo l’arciprete locale, responsabile dei presbiteri della parrocchia.
E, siccome bisogna ben obbedire agli ordini del proprio Duca, il podestà fece catturare e legare il vecchio arciprete, che fu spedito a palazzo chiuso in un sacco di juta, perché così ordinava la lettera del Signore.
Fu così che il Duca, già pregustando l’arrivo del suo giovane falcone, aprì il grosso sacco e vi trovò dentro, legato come un salame, un anziano prete terrorizzato.
Ma il Duca non sapeva di avere al suo servizio un uomo ignorante ed illetterato. Il podestà, che non conosceva il Latino e parlava solo il dialetto locale, lesse la lettera e ci capì poco o nulla: e, siccome “sparviero” in Latino si diceva “accipitrem”, ne fraintese il significato e capì che il Duca volesse suo prigioniero al palazzo l’arciprete locale, responsabile dei presbiteri della parrocchia.
E, siccome bisogna ben obbedire agli ordini del proprio Duca, il podestà fece catturare e legare il vecchio arciprete, che fu spedito a palazzo chiuso in un sacco di juta, perché così ordinava la lettera del Signore.
Fu così che il Duca, già pregustando l’arrivo del suo giovane falcone, aprì il grosso sacco e vi trovò dentro, legato come un salame, un anziano prete terrorizzato.
Narra Ludovico Carbone che fu da quel giorno che si smise di usare il Latino nei testi scritti: acioché non incontrasse più tal scandalo che per sparavieri se pigliasseno gli acciprieti.