Pavia

Aprile 2009

Soffermati sull’umida sponda,
vòlti i guardi al mostruoso Ticino,
allarmati pel loro destino,
con la pioggia che ancor cade giù,
han sperato: non fia che quest’onda
rompa ancor, come fu in altre ere,
tutti gli argini, e poi le barriere
tra il Ticino e Pavia: mai più!
Ma potranno, la gemina Dora,
e la Bormida al Tanaro sposa,
e il Ticino e poi l’Orba selvosa,
sopportare la piena del Po?
Inglobare del rapido Mella
e dell’Oglio le miste correnti,
ed accogliere i mille torrenti
che la pioggia nell’Adda creò?Oh giornate di tempo un po’ matto!
Oh felice davvero colui
che da lunge, sul sito d’ altrui,
come

blogger lontan leggerà!
Che a’ suoi cari leggendole intorno
potrà dir sospirando: «io non c’era»;
che l’ansiogena umida era
della piena, vivendo non sta.

Giusto per dirvi che qui sta continuando a piovere, e che io c’ho l’acqua a livello della strada.

Qualora dovessi fare la fine degli abitanti di Atlantide, sappiate che vi ho voluto bene. E sappiate altresì che nel mio computer c’è un file chiamato “Blog”, contenente i testi di altri quindici post che aspettano solo di essere pubblicati: se vedete un portatile galleggiare alle foci del Po, recuperatelo con una reticella – potrebbe essere il mio.
Potrebbe contenere i quindici post più belli della storia dell’umanità, che diamine.

Anche se, a ben vedere, non credo che un portatile galleggi.
Semmai, va a fondo.

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