Domenica in rosa

Molto tempo fa, per puro caso (e per disgrazia), ero capitata su un certo blog.
Non chiedetemi quale, perché non mi son presa il disturbo di segnarmi l’indirizzo.
In ogni caso, era un blog smaccatamente anticlericale; e in uno specifico post, il proprietario si concentrava specificamente su una tesi ben precisa, che intendeva appunto argomentare. La tesi in questione: il Papa è un pedofilo.
Per argomentare tale teoria, egli portava come prova un altro fatto assolutamente notorio: il Santo Padre è gay.
Essendo gay, è un gay pedofilo.
Fossi gay, a questo punto mi starei offendendo a morte, ma non so che farci. Riporto il delirio di ‘sto pazzo: non prendetevela con me.

Ad ogni modo: quali prove adduceva, questo tizio, per dimostrare il fatto che il Santo Padre è gay?
Fotografie.
Non nel senso che aveva paparazzato il povero Benedetto XVI mentre camminava mano nella mano col suo amante omosessuale; egli aveva paparazzato Benedetto XVI mentre indossava un capo di abbigliamento inequivocabilmente poco adatto a un maschio etero.
Dunque ne aveva dedotto che Joseph Ratzinger è senz’altro gay.

La fotografia incriminata, per la cronaca, era questa.

Ora.
Per carità, non posso dar torto a quello sconosciuto blogger, eh. È vero.
Se io dovessi scoprire che mio marito va in giro con una mantellina rosa abbinata a una graziosa sciarpetta bianca, qualche dubbio mi verrebbe.
Per mia fortuna, difficilmente sarò mai sposata a un prete (e la prospettiva di dover andare sottobraccio con uno che si è conciato così di fronte a tutto il paese, onestamente mi sembra anche una valida ragione per esser ferme sostenitrici del celibato ecclesiastico. Aehm).

Ma in ogni caso. Se vi stavate già ponendo degli oziosi interrogativi sull’orientamento sessuale del vostro parroco, che stamattina a Messa vi è auspicabilmente venuto incontro svolazzando in una deliziosa mantelletta rosa… beh, ragazzi: è tutto in regola.
Il sacerdote non è impazzito: semplicemente, sta festeggiando la domenica Laetare.
Ve ne ho già parlato così tante volte che questo nome vi starà uscendo dalle orecchie, ma è uno dei giorni più belli e più gioiosi di tutta la Quaresima: che posso farci?
E quindi rallegratevi con me, signori!

Avete presente i colori liturgici, no?
I ministri che presiedono le funzioni liturgiche indossano paramenti sacri di colore differente, a seconda del periodo dell’anno: il verde è il colore del tempo ordinario; il bianco è riservato a solennità e a feste; il viola viene utilizzato durante l’Avvento e la Quaresima…
e il rosa?

Il rosa viene utilizzato in due giorni unici e speciali, che cadono a metà dell’Avvento e a metà della Quaresima. Sto parlando della domenica Gaudete (terza domenica d’Avvento) e della domenica Laetare, che per l’appunto è oggi.
Si tratta di due domeniche speciali, in cui l’atmosfera penitenziale (o di attesa) si allevia un poco, e l’intera celebrazione mette l’accento sulla gioia per quella festa che è ormai vicina: è imminente per davvero!
E se ci pensate… il rosa, che cos’è?
Il rosa è un violetto più attenuato: è il colore che nasce spontaneamente se tu mescoli il viola (del tempo quaresimale) con il bianco (della Pasqua, che per l’appunto si avvicina).
Ed ecco che, in questo giorno così speciale, il sacerdote si veste di rosa e annuncia all’assemblea che la Pasqua è ormai vicina, che bisogna rallegrarsi. Leateare! Gioite.

Nel 1969, con la riforma del Messale Romano, il colore rosa è diventato facoltativo. Pare che possa essere sostituito dal colore viola, se il celebrante non ritiene opportuno andare in giro con un vestito che sembra uscito dall’Armadio Segreto di Hello Kitty.

Il mio parroco non si fa di questi problemi, e stamane si è presentato a noi raggiante, in un bellissimo “completino” rosa pastello.

Il rosa è bello: mette allegria.
È un ottimo segnale, per ricordarci di gioire.

A voi non pare?

22 pensieri riguardo “Domenica in rosa

  1. Nessun problema nemmeno dalle mie parti. Il parroco si è presentato all'altare con i paramenti rosa e posso confermare che l'omelia è stata più tosta delle altre domeniche violacee. Quindi nessun dubbio. Buona fine domenica Laetare

  2. Non sono una fan del Papa, lo stimo molto poco… però trovo assurdo il vaneggiamento di quel blogger auhauhauhauha poverino!

    Buona domenica in rosa!
    Namy.

  3. Quel blogger vaneggia veramente tanto XD
    Oppure ha fumato
    O ha bevuto
    Oppure…

    Comunque a me il rosa non piace, e manco il viola :P e non mi mette allegria il rosa… però tant'è evidentemente.

    Daniele

  4. Quel blogger vaneggia veramente tanto XD
    Oppure ha fumato
    O ha bevuto
    Oppure…

    Comunque a me il rosa non piace, e manco il viola :P e non mi mette allegria il rosa… però tant'è evidentemente.

    Daniele

  5. Diggiu, in effetti anche da me, il parroco si è lanciato in un'omelia appassiona(n)tissima! L'avran fatto apposta :-P

    Namrata, grazie mille per l'augurio! :-)
    Eh sì, poverino… non che non ci sia abituato, eh; ma comunque… :-)

    Daniele… beh, in effetti il rosa non è un colore allegro. Insomma: sono più allegri i colori accesi – giallo, arancione, rosso…
    Diciamo che il rosa è un colore decisamente sereno, ecco. E' gioioso nel senso che è il classico colore che potresti indossare a un matrimonio, non a un funerale.
    A me piace molto, come colore… è un po' penalizzato dal fatto di essere un colore femminile (e un colore femminile a tutti i costi), ma il rosa antico mi piace veramente tanto :-)

  6. Diggiu, in effetti anche da me, il parroco si è lanciato in un'omelia appassiona(n)tissima! L'avran fatto apposta :-P

    Namrata, grazie mille per l'augurio! :-)
    Eh sì, poverino… non che non ci sia abituato, eh; ma comunque… :-)

    Daniele… beh, in effetti il rosa non è un colore allegro. Insomma: sono più allegri i colori accesi – giallo, arancione, rosso…
    Diciamo che il rosa è un colore decisamente sereno, ecco. E' gioioso nel senso che è il classico colore che potresti indossare a un matrimonio, non a un funerale.
    A me piace molto, come colore… è un po' penalizzato dal fatto di essere un colore femminile (e un colore femminile a tutti i costi), ma il rosa antico mi piace veramente tanto :-)

  7. Io ho una polo rosa, la metto poche volte, ma nessuno mi ha mai detto che sono gay. Tantomeno pedofilo.

    A proposito, c'è un libro che svela che il Papa si è macchiato di crimini contro l'umanità perché ha coperto lo scandalo pedofilia. Anzi, credo che di libri ce ne siano più di uno, ma cambia solo il nome dell'autore :D

  8. Io ho una polo rosa, la metto poche volte, ma nessuno mi ha mai detto che sono gay. Tantomeno pedofilo.

    A proposito, c'è un libro che svela che il Papa si è macchiato di crimini contro l'umanità perché ha coperto lo scandalo pedofilia. Anzi, credo che di libri ce ne siano più di uno, ma cambia solo il nome dell'autore :D

  9. Vabbeh, ma quei libri sono niente… qui siamo di fronte alla verità dei fatti: il Papa stupra abitualmente un sacco di fantoli innocenti perché ha indossato il rosaceo durante la domenica Laetare… mi sembra una prova lampante, tu non trovi? ;-D

    Beh… se è abbinata bene, una maglia o una camicia rosa ci sta, su un uomo. In effetti, ho un amico che si è comprato una camicia rosa e la usa spesso (sui pantaloni scuri o sotto la giacca): gli sta bene! Niente da dire.
    Non ho mai capito come mai il rosa abbia cominciato a esser considerato un colore da femmine e l'azzurro non sia mai stato considerato un colore da maschiaccio… però, secondo me, a rimetterci sono stati gli uomini :-P

  10. Vabbeh, ma quei libri sono niente… qui siamo di fronte alla verità dei fatti: il Papa stupra abitualmente un sacco di fantoli innocenti perché ha indossato il rosaceo durante la domenica Laetare… mi sembra una prova lampante, tu non trovi? ;-D

    Beh… se è abbinata bene, una maglia o una camicia rosa ci sta, su un uomo. In effetti, ho un amico che si è comprato una camicia rosa e la usa spesso (sui pantaloni scuri o sotto la giacca): gli sta bene! Niente da dire.
    Non ho mai capito come mai il rosa abbia cominciato a esser considerato un colore da femmine e l'azzurro non sia mai stato considerato un colore da maschiaccio… però, secondo me, a rimetterci sono stati gli uomini :-P

  11. Da quel che ricordo, il rosa è usato per le femmine perchè ricorda la tenerezza della pelle femminile, mentre l'azzurro è per i maschi perchè è il colore del cielo, cioè della divinità.
    Non ricordo dove l'ho letto, però…
    Alla fine oggi questa storia dei colori è antiquata, un sacco di uomini usano camicie e polo rosa, mica sono gay.

    Ora, se anche il Papa  (o un prete) fosse gay, non avrebbe importanza, dato che chi fa il prete fa voto di celibato; penso che di conseguenza sia voto di castità, visto che la fede cattolica ammette il sesso matrimoniale e non quello fuori dal matrimonio.
    Percui i preti non fanno sesso, sia esso omo o eterosessuale.
    E da quel che ho capito è condannata l'omosessualità praticata, non se ti trattieni.
    Questo è quello che ho capito, correggimi se sbaglio.

    Poi fare il parallelo gay- pedofilo è davvero da matti, davvero O_O
    Queste sono cose medievali!!!

    Aerie

  12. Da quel che ricordo, il rosa è usato per le femmine perchè ricorda la tenerezza della pelle femminile, mentre l'azzurro è per i maschi perchè è il colore del cielo, cioè della divinità.
    Non ricordo dove l'ho letto, però…
    Alla fine oggi questa storia dei colori è antiquata, un sacco di uomini usano camicie e polo rosa, mica sono gay.

    Ora, se anche il Papa  (o un prete) fosse gay, non avrebbe importanza, dato che chi fa il prete fa voto di celibato; penso che di conseguenza sia voto di castità, visto che la fede cattolica ammette il sesso matrimoniale e non quello fuori dal matrimonio.
    Percui i preti non fanno sesso, sia esso omo o eterosessuale.
    E da quel che ho capito è condannata l'omosessualità praticata, non se ti trattieni.
    Questo è quello che ho capito, correggimi se sbaglio.

    Poi fare il parallelo gay- pedofilo è davvero da matti, davvero O_O
    Queste sono cose medievali!!!

    Aerie

  13. Ti risponderei "uno scemo", Stella :-P

    "Da quel che ricordo, il rosa è usato per le femmine perchè ricorda la tenerezza della pelle femminile, mentre l'azzurro è per i maschi perchè è il colore del cielo, cioè della divinità"
    Ehm… io la sapevo un po' diversa (ma anche io l'avevo letta da qualche parte su Internet, quindi potrei dire una castroneria). Da come avevo letto io, il rosa e l'azzurro non sono altro che il rosa e il blu "alleggeriti" (perché a un certo punto si è cominciato a usarli come colori per vestire i bambini piccoli, e quindi si è sentita la necessità di usare colori "pastello" e non tinte accese come il rosso vivo). Io avevo letto che il blu era per l'appunto il colore del cielo sereno, senza nubi e senza nebbia: insomma, il colore del cielo primaverile-estivo. E diciamo che i maschi erano veramente maschi solo quando il cielo era di quel colore: potevano andare a caccia, in guerra, a lavorar nei campi… tutte attività tipicamente maschili, che d'inverno eran precluse.
    Il rosso, per le donne, stava invece a simboleggiare… aehm… il sangue mestruale. E in effetti, più femminile di così…
    Inizialmente il rosso era colore femminile per eccellenza e il blu era colore maschile per eccellenza; poi, appunto, la gente ha incominciato a vestire i bambini piccoli di questi colori, (anche per far capire a prima vista se il bimbo era un maschietto o una femminuccia), e pian piano si è sentita l'esigenza di "schiarire" questi colori così forti, rendendoli più adatti a un bimbo piccolo.
    Ma ripeto: era una cosa che avevo letto su Internet, quindi magari se l'è inventata il tizio che l'ha scritta… :-D

    Per la questione dell'omosessualità… sì, sono condannati gli atti omosessuali (del resto, è condannato qualsiasi atto sessuale che avvenga al di fuori del matrimonio cristiano; quindi, non è che i gay abbiano un trattamento a parte…); e in effetti sì, ovviamente il problema non si pone più, una volta che diventi prete. Da questo punto di vista, sono assolutamente d'accordo con te.
    Pare che in Vaticano siano leggermente più prudenti di noi due, perché esiste una precisa direttiva della Congregazione per l'Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri. Il testo lo trovi qui, comunque in sostanza dice questo: fermo restando che il fatto di essere attratti da persone dello stesso sesso, di per sè, non è un peccato, pare che non vengano ammessi in seminario "coloro che praticano l'omosessualità" (e vorrei ben vedere!), coloro che "sostengono la cosiddetta cultura gay" (e mi sembra giusto), ma anche coloro che "presentano tendenze omosessuali profondamente radicate".
    Le tendenze omosessuali profondamente radicate sono contrapposte a quelle "transitorie, come, ad esempio, quelle di un'adolescenza non ancora compiuta".
    Boh?
    Da un certo punto di vista, immagino che questa norma sia stata voluta anche da ragioni di prudenza (insomma: prendi un omosessuale, gli chiedi di vivere in perfetta castità, e nel contempo lo costringi a vivere 24 su 24 con un sacco di ragazzi giovani e piacenti… capisco che possa essere potenzialmente un po' rischioso). Dall'altro punto di vista, il documento dice che per diventare sacerdoti è necessario aver raggiunto, fra le mille altre cose, una "completa maturità affettiva".
    Il problema è, a quanto pare, che "la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé un peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata" (pur non essendo un peccato, ripeto!). Ma evidentemente in seminario puntano al meglio (giustamente!!), e ritengono che una persona che ha tendenze omosessuali fortemente radicate sia ancora un po' troppo lontana da quell'ideale di "perfezione" che un sacerdote dovrebbe avere.

    Guarda: a questo punto, probabilmente sarai perplessa, e io condivido anche le tue perplessità. Per quanto mi riguarda, non cambierebbe assolutamente niente.
    Ma si vede che la Chiesa ha voluto usare ancor più cautela, per avere sacerdoti il più possibile "perfetti" sotto ogni punto di vista… d'altro canto, meglio essere rigidi prima che doversene magari pentire dopo, in fin dei conti.
    Personalmente, a me non cambierebbe niente, concordo con te, ma evidentemente han ritenuto che la prudenza non sia mai troppa :-)

    (Correggetemi se sbaglio o integrate quel che ho detto se ho detto troppo poco, perché non conosco assolutamente la questione!)

  14. Ho letto la tua ultima parte sull'omosessualità e i preti.
    Ho un dubbio:
    pare che non vengano ammessi in seminario "coloro che praticano l'omosessualità" (e vorrei ben vedere!), coloro che "sostengono la cosiddetta cultura gay" (e mi sembra giusto), ma anche coloro che "presentano tendenze omosessuali profondamente radicate".

    coloro che praticano l'omosessualità, e ok. Per quel che ne sonnon sono ammessi quelli che praticano qualunque tipo di sessualità
    coloro che sostengono la cultura gay, scusa ma sostenere in che senso?
    coloro che presentano tendenze omosessuali radicate: ora, io mi chiedo, se devono vivere in castità, che cambia tra un omosessuale e un eterosessuale? Perchè un etero dovrebbe essere piu in grado di resistere alle tentazioni?

  15. Ho letto la tua ultima parte sull'omosessualità e i preti.
    Ho un dubbio:
    pare che non vengano ammessi in seminario "coloro che praticano l'omosessualità" (e vorrei ben vedere!), coloro che "sostengono la cosiddetta cultura gay" (e mi sembra giusto), ma anche coloro che "presentano tendenze omosessuali profondamente radicate".

    coloro che praticano l'omosessualità, e ok. Per quel che ne sonnon sono ammessi quelli che praticano qualunque tipo di sessualità
    coloro che sostengono la cultura gay, scusa ma sostenere in che senso?
    coloro che presentano tendenze omosessuali radicate: ora, io mi chiedo, se devono vivere in castità, che cambia tra un omosessuale e un eterosessuale? Perchè un etero dovrebbe essere piu in grado di resistere alle tentazioni?

  16. Da quanto ho capito io, non è tanto un discorso di saper resistere alle tentazioni.
    Che sia attratto dalle donne, dagli uomini o dai caproni, un sacerdote deve saper resistere alle tentazioni comunque; e non credo affatto che per un omosessuale sia più difficile resistere alle tentazioni, ci mancherebbe altro. (Anzi: in genere, quelle che vanno in giro mezze nude sono le donne, non gli uomini, se proprio dobbiamo essere pignoli).
    La tentazione l’avevo tirata in ballo io per dire che effettivamente posso anche capire la prudenza all’idea di prendere un ragazzo omosessuale e farlo vivere a stretto contatto, 24 ore su 24, con dei ragazzi che potrebbero scatenare in lui il suo desiderio… ma probabilmente l’ho detto a sproposito, perché quello è il minore dei problemi, da quanto ho capito.

    Se ho capito bene, la questione è questa.
    Non sono ammessi in seminario coloro che praticano l’omosessualità, e fin lì ci siamo tutti.
    Non sono ammessi in seminario quelli che “sostengono la cultura gay”… io l’ho interpretata come uno schierarsi attivamente a favore dei gay in quei contesti come il gay pride, la discussione sulle adozioni alle coppie omosessuali, e così via dicendo. Fermo restando il massimo rispetto per i gay, diciamo che quello non è l’orientamento della Chiesa. Penso che lo stesso problema si ponga, chessò, nel caso di un ragazzo che chiede di entrare in seminario e però è favorevole all’aborto e non intende cambiare le sue posizioni (per fare un esempio banale).
    Per quanto riguarda le tendenze omosessuali radicate, io l’ho capita così: fermo restando che, all’atto pratico, ovviamente un sacerdote deve essere casto a prescindere dal suo orientamento sessuale, il “problema” è avere una forte e radicata tendenza di questo tipo. Essere omosessuali, di per sé, non è peccato, ma il Catechismo lo considera una “inclinazione oggettivamente disordinata”. Non peccaminosa, eh; ma disordinata. Il documento che citavo sopra dice che “le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate”.

    Mi sembra un monito opportuno perché io, ad esempio, sarei portata a trascurarle; ma se si son sentiti in dovere di preoccuparsi anche di questo aspetto, evidentemente avranno avuto le loro ragioni (tanto più che non è che in questi anni fiocchino le vocazioni). Comunque, da quanto ho capito, non è una questione di resistere alle tentazioni (sarebbe ridicolo, se fosse così); è proprio un altro discorso.

    Ho cercato approfondimenti online, ma l’unica cosa che sono riuscita a trovare è stata questa intervista a uno dei cardinali che hanno redatto il documento. Lì si spiega che è stata una decisione sofferta e meditata, che si era  resa necessaria anche a causa di casi concreti: “riteniamo per motivi pratici, di esperienza, e fondati sulla dottrina della Chiesa che non sia opportuno ammettere queste persone al sacerdozio, a causa di difficoltà che possono nascere; e l’esperienza ci ha insegnato che nascono!”. Viene anche specificato che è una questione di prudenza, nel senso che anche l’intervistato riconosce che alcuni omosessuali possono essere anche dei bravissimi sacerdoti (ma alcuni omosessuali, invece, incontrano maggiori difficoltà, evidentemente). Poi fa anche una distinzione più chiara fra tendenze profondamente radicate e tendenze “passeggere” (tipo: se hai compiuto atti omosessuali perché eri ubriaco, o perché eri giovane e immaturo, o perché sei stato influenzato dall’ambiente – ad esempio sei stato in carcere per molti anni – o cose di questo genere).

    Guarda, io condivido le vostre perplessità, nel senso che io non mi porrei particolari problemi.
    Ma evidentemente dev’essere successo che questi problemi si siano posti da soli, se è stato ritenuto necessario stilare un documento simile. Peraltro un provvedimento simile va anche contro gli interessi pratici della Chiesa, da un certo punto di vista (nel senso che uno potrebbe dire “beh: già ci son poche vocazioni, figurati se ci mettiamo anche a respingere quelle poche che ci si presentano”).
    Se hanno preso una decisione simile, evidentemente avranno avuto le loro ragioni…

  17. Da quanto ho capito io, non è tanto un discorso di saper resistere alle tentazioni.
    Che sia attratto dalle donne, dagli uomini o dai caproni, un sacerdote deve saper resistere alle tentazioni comunque; e non credo affatto che per un omosessuale sia più difficile resistere alle tentazioni, ci mancherebbe altro. (Anzi: in genere, quelle che vanno in giro mezze nude sono le donne, non gli uomini, se proprio dobbiamo essere pignoli).
    La tentazione l’avevo tirata in ballo io per dire che effettivamente posso anche capire la prudenza all’idea di prendere un ragazzo omosessuale e farlo vivere a stretto contatto, 24 ore su 24, con dei ragazzi che potrebbero scatenare in lui il suo desiderio… ma probabilmente l’ho detto a sproposito, perché quello è il minore dei problemi, da quanto ho capito.

    Se ho capito bene, la questione è questa.
    Non sono ammessi in seminario coloro che praticano l’omosessualità, e fin lì ci siamo tutti.
    Non sono ammessi in seminario quelli che “sostengono la cultura gay”… io l’ho interpretata come uno schierarsi attivamente a favore dei gay in quei contesti come il gay pride, la discussione sulle adozioni alle coppie omosessuali, e così via dicendo. Fermo restando il massimo rispetto per i gay, diciamo che quello non è l’orientamento della Chiesa. Penso che lo stesso problema si ponga, chessò, nel caso di un ragazzo che chiede di entrare in seminario e però è favorevole all’aborto e non intende cambiare le sue posizioni (per fare un esempio banale).
    Per quanto riguarda le tendenze omosessuali radicate, io l’ho capita così: fermo restando che, all’atto pratico, ovviamente un sacerdote deve essere casto a prescindere dal suo orientamento sessuale, il “problema” è avere una forte e radicata tendenza di questo tipo. Essere omosessuali, di per sé, non è peccato, ma il Catechismo lo considera una “inclinazione oggettivamente disordinata”. Non peccaminosa, eh; ma disordinata. Il documento che citavo sopra dice che “le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate”.

    Mi sembra un monito opportuno perché io, ad esempio, sarei portata a trascurarle; ma se si son sentiti in dovere di preoccuparsi anche di questo aspetto, evidentemente avranno avuto le loro ragioni (tanto più che non è che in questi anni fiocchino le vocazioni). Comunque, da quanto ho capito, non è una questione di resistere alle tentazioni (sarebbe ridicolo, se fosse così); è proprio un altro discorso.

    Ho cercato approfondimenti online, ma l’unica cosa che sono riuscita a trovare è stata questa intervista a uno dei cardinali che hanno redatto il documento. Lì si spiega che è stata una decisione sofferta e meditata, che si era  resa necessaria anche a causa di casi concreti: “riteniamo per motivi pratici, di esperienza, e fondati sulla dottrina della Chiesa che non sia opportuno ammettere queste persone al sacerdozio, a causa di difficoltà che possono nascere; e l’esperienza ci ha insegnato che nascono!”. Viene anche specificato che è una questione di prudenza, nel senso che anche l’intervistato riconosce che alcuni omosessuali possono essere anche dei bravissimi sacerdoti (ma alcuni omosessuali, invece, incontrano maggiori difficoltà, evidentemente). Poi fa anche una distinzione più chiara fra tendenze profondamente radicate e tendenze “passeggere” (tipo: se hai compiuto atti omosessuali perché eri ubriaco, o perché eri giovane e immaturo, o perché sei stato influenzato dall’ambiente – ad esempio sei stato in carcere per molti anni – o cose di questo genere).

    Guarda, io condivido le vostre perplessità, nel senso che io non mi porrei particolari problemi.
    Ma evidentemente dev’essere successo che questi problemi si siano posti da soli, se è stato ritenuto necessario stilare un documento simile. Peraltro un provvedimento simile va anche contro gli interessi pratici della Chiesa, da un certo punto di vista (nel senso che uno potrebbe dire “beh: già ci son poche vocazioni, figurati se ci mettiamo anche a respingere quelle poche che ci si presentano”).
    Se hanno preso una decisione simile, evidentemente avranno avuto le loro ragioni…

  18. Scusa, davvero non riescoa capire il terzo punto O_O
    Lo dico sinceramente, cioè capisco che essere in seminario ed essere gay non sia il massimo, nel senso che sei all'inizio della tua strada e puoi essere più "sensibile" alle tentazioni.

    D'altra parte ci sono preti che hanno molti contatti con donne, oltre ai preti che hanno una parrochia, ma anche chi ad es aiuta le prostitute, ecc.

    Però dici che non si tratta solo di tentazioni, ma di altro, vabbè, è una cosa che non riesco a capire, ma la rispetto.

    E' comunque inquietante continuare a pensare che i gay siano pedofili.
    Ecco, questa è una cosa inaccettabile, soprattutto perchè l'omosessualità viene manifestata tra due persone adulte (o anche adolescenti, ma comunque "grandi") e consenzienti, questo non vale per la pedofilia.

    Per cui il ragionamento fatto da questo signore è davvero inquietante.

    Sembra un tentativo per dire "la Chiesa cattolica critica i gay, ma il Papa è gay perchè si veste di rosa e quindi pedofilo"

    Agghiacciante.

    La logica va devvero a farsi benedire.
    E vedere che nel 2011 ci sono ancora persone che ragionano in questo modo è tremendo.

    Aerie

  19. Scusa, davvero non riescoa capire il terzo punto O_O
    Lo dico sinceramente, cioè capisco che essere in seminario ed essere gay non sia il massimo, nel senso che sei all'inizio della tua strada e puoi essere più "sensibile" alle tentazioni.

    D'altra parte ci sono preti che hanno molti contatti con donne, oltre ai preti che hanno una parrochia, ma anche chi ad es aiuta le prostitute, ecc.

    Però dici che non si tratta solo di tentazioni, ma di altro, vabbè, è una cosa che non riesco a capire, ma la rispetto.

    E' comunque inquietante continuare a pensare che i gay siano pedofili.
    Ecco, questa è una cosa inaccettabile, soprattutto perchè l'omosessualità viene manifestata tra due persone adulte (o anche adolescenti, ma comunque "grandi") e consenzienti, questo non vale per la pedofilia.

    Per cui il ragionamento fatto da questo signore è davvero inquietante.

    Sembra un tentativo per dire "la Chiesa cattolica critica i gay, ma il Papa è gay perchè si veste di rosa e quindi pedofilo"

    Agghiacciante.

    La logica va devvero a farsi benedire.
    E vedere che nel 2011 ci sono ancora persone che ragionano in questo modo è tremendo.

    Aerie

  20. Non è che sembrava un tentativo per dirlo, Aerie: è che lo diceva proprio! :-D
    Naturalmente metto la faccina sorridente per la filosofia "ridere per non piangere", perché concordo con te, è veramente inquietante…

    Per quanto riguarda la questione dei preti e dell'omosessualità… guarda, onestamente ti capisco. Da profana, mi verrebbe da dire che l'orientamento sessuale di uno che comunque non deve più praticare la sua sessualità, beh, è del tutto indifferente… ma a leggere quell'intervista, pare che fossero sorti problemi pratici che avevano portato a questa decisione…

    Insomma: capisco che un sacerdote debba tendere costantemente alla perfezione, anche per il ruolo che riveste e per i suoi compiti educativi, e trovo giustissimo e prudente che ci sia una forte selezione a monte per evitare di avere sacerdoti indegni dopo…
    … però sì, capisco le tue perplessità: da esterna, una risoluzione così forte e assoluta lascia un po' interdetta anche me.
    Avranno avuto le loro ragioni, immagino…

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