Friedrich Nicolai, il proctofantasmista stalkerato dagli spettri

Strane apparizioni fantasmatiche si manifestano di fronte ai vostri occhi, lasciandovi nell’affannoso dubbio per cui “ho le allucinazioni, oppure sono davvero perseguitato dagli spiriti?”. Beh: ecco a voi un metodo poco noto (ma infallibile!) per dirimere la questione: «se la visione scompare nel momento in cui ti infili in ano sei sanguisughe, allora era illusione; se invece rimane, è pura realtà».

Così scrivevano i fratelli Schlegel nel secondo volume del loro Athenaeum, la rivista letteraria che ebbe un ruolo fondante nello scolpire il Romanticismo tedesco. E, curiosamente, se la rivista fece scuola, altrettanto si può dire del bizzarro rimedio summenzionato: nel 1814, le sanguisughe anali tornarono a fare capolino fra le pagine de Il vaso d’oro di E.T.A. Hoffman, là dove si legge che «certi fantasmi si presentano spesso alle persone e possono realmente spaventarle e tormentarle, ma molto spesso si tratta di una malattia fisica che può essere curata con sanguisughe applicate tra le natiche». Ma fu sicuramente Goethe, nel 1831, a consacrare alla gloria letteraria le sanguisughe ghostbuster introducendo nel suo Faust l’indimenticabile personaggio del proctofantasmista, che «ogni giorno si mette seduto in una pozzanghera, ed è questo il suo quotidiano refrigerio; e quando le mignatte si sono ben sfogate a forza di succhiargli le natiche, egli si sente improvvisamente guarito, liberato dagli spiriti e rinfrancato nello spirito».

E qui, qualcuno si potrebbe anche domandare: ma che problemi avevano, esattamente, questi stimati autori, per farsi ossessionare dall’immagine assurda (e anche abbastanza volgarotta, se vogliamo) di uno spiritista che si conficca sanguisughe nel sedere? Diamine, stiamo pur sempre parlando di E.T.A. Hoffman, dei fratelli Schlegel e di Wolfgang Goethe: che davvero, ce li dobbiamo immaginare a ridacchiare come ragazzini delle medie mentre infarciscono le loro opere di siparietti proctologici che ci parrebbero desolanti persino in una puntata di Zelig?

Naturalmente, la risposta è no; e dietro al topos letterario delle sanguisughe in ano c’è una motivazione ben precisa. Che, nello specifico, è riassumibile in: ci fu davvero, in Germania, un individuo che divenne celebre per l’essere stato perseguitato dai fantasmi e per aver risolto il suo problema mediante l’applicazione di sanguisughe in ano. Il suo nome era Friedrich Nicolai, e quella che state per leggere è la sua storia.

Giusto per capirci, non stiamo parlando di un idiota. Nato a Berlino nel 1733 da una famiglia ragionevolmente colta e agiata, Nicolai cominciò a farsi notare pochi anni dopo la sua laurea imponendosi nel dibattito intellettuale come uno degli esponenti più autorevoli dell’illuminismo tedesco di matrice protestante: Lessing e Moses Mendelssohn lo tenevano in grande stima, Fichte e Kant non perdevano occasione per contestarlo; Goethe, poi, lo detestava proprio sul piano umano e personale, come si può anche intuire dal gentile cameo che volle dedicargli.

Dichiaratamente, Nicolai fu massone e, successivamente, membro degli Illuminati; non si fece mai contagiare, però, da quella passione per il fantastico e per l’occulto che, sul finire del Settecento, aveva cominciato a diffondersi in molti di quegli ambienti. Lui si caratterizzò sempre per un razionalismo estremo (qualcuno direbbe persino “portato agli eccessi”), che lo spinse a critiche anche sprezzanti nei confronti di tutti quegli individui che subordinavano la loro vita a credenze superstiziose e/o non scientificamente dimostrabili. Insomma, c’è una certa ironia nella sorte, visto e considerato il fatto che, un bel giorno, il nostro razionalissimo filosofo illuminato cominciò improvvisamente a esser perseguitato dai fantasmi.

Fu lui stesso a rendere pubblica la sua peculiare disavventura attraverso un Memoriale circa l’apparizione di spettri o fantasmi causata da malattia, con notazioni psicologiche che discusse il 27 febbraio 1799 al cospetto degli stimati colleghi dell’Accademia delle Scienze di Berlino. E diciamo pure che non capita tutti i giorni di imbattersi in un documento in cui un illuminista scettico e razionale dà conto delle sue conversazioni coi fantasmi: varrà la pena allora di leggerne direttamente un sunto, per concedere a Nicolai l’onere e l’onore di raccontarci personalmente la sua storia.

Inevitabilmente, l’articolo si apre con alcune premesse di metodo: «i filosofi dividono l’essere umano in corpo e mente», taluni aggiungendo anche l’idea di “anima”; «per quanto mi riguarda», ammette Nicolai, «confesso di non saper dire dove cessi l’essenza corporea dell’uomo e dove inizi quella mentale, sebbene ammetta senza alcun dubbio l’esistenza di questa distinzione, a causa delle differenze evidentissime e ben percepibili tra queste due componenti». Eppure, a giudizio di Nicolai, «la più grande e più caratteristica difficoltà nello studio della natura umana consiste esattamente in questo ostacolo: che non siamo ancora riusciti a chiarire con certezza le associazioni interne tra questi due elementi, pur così chiaramente distinti. Né la più sottile fisiologia né la più fine filosofia speculativa sono state in grado di chiarire in che modo si uniscano e interagiscano tra di loro il pensiero e tutto ciò che accade nel mondo fisico»; e anzi, sul tema «è emerso un infinito numero di questioni, aprendo controversie che non hanno ancora trovato una risposta definitiva. Per esempio: dopo la dissoluzione del corpo, lo spirito (o mente che si dir si voglia) continua a esistere senza la materia? Lo spirito può agire senza un corpo; e, se sì, in quali modi? E infine: se accettiamo per ipotesi che uno spirito senza corpo possa continuare a esistere (e non solamente in uno stato separato, ma in uno stato che invece lo porta a esistere in mezzo a noi), è possibile che uno spirito e le azioni da lui compiute possano essere percepite dai nostri sensi fisici? È possibile che la figura di uno spirito (e, in particolar modo, dello spirito di una persona defunta) possa essere percepito dai viventi?».

Nicolai era ben conscio di come molti intellettuali tendessero a rispondere con un netto “no” a ognuna di queste domande. Negli ambienti illuministi lo scetticismo andava per la maggiore, sicuramente agevolato dalle notizie di impostori che, fingendosi medium, millantavano di vedere spiriti per le cause più disparate (che potevano spaziare dal turlupinare gonzi al dare maggiore credito alla predicazione religiosa). E tuttavia, come il filosofo ammise candidamente, «io stesso ho avuto un’esperienza di questo tipo: esperienza che mi sembra di significativa importanza non solamente dal punto di vista psicologico, ma anche da quello più strettamente medico. Per circa due mesi consecutivamente, e in maniera del tutto involontaria, ebbi l’occasione di assistere ad apparizioni di figure umane di cui ebbi anche modo di udire la voce; e sperimentai queste visioni mentre avevo il pieno controllo dei miei sensi e conservavo intatta la mia compostezza mentale (quantomeno dopo che ebbi vinto l’ondata di paura che mi colse alla prima apparizione, portando con sé una gamma di spiacevoli sensazioni)». Ma sia ben chiaro che Nicolai non si definiva un medium, né tantomeno riteneva di essere venuto realmente in contatto con spiriti oltremondani: «emerse che la causa di questo fenomeno era nulla più che un mio stato di debilitazione nervosa», tant’è vero che un breve sunto della sua storia clinica era stato pubblicato dalla stimata Rivista di Medicina Pratica. Ma il dottor Hufeland, che aveva firmato quell’articolo, aveva commesso alcune imprecisioni nel riportare dettagli, che pure Nicolai riteneva rilevanti: ecco dunque la necessità di stilare un nuovo resoconto più preciso e puntuale, acciocché la comunità medica potesse servirsene per i suoi scopi.

La narrazione di Nicolai entra nel vivo nel momento in cui, con una certa trasparenza, l’autore spiega che «negli ultimi dieci mesi del 1790 andai incontro a numerose traversie che mi procurarono un persistente senso di agitazione. Nel mese di settembre, in particolare, la sfortuna si abbatté su di me in più occasioni e con violenza, scatenando in me un profondo dolore». Preso da tutt’altre preoccupazioni e costretto a viaggi frequenti per gestire i problemi che s’erano venuti a creare, Nicolai finì col trascurare una terapia medica cui si sottoponeva periodicamente già da anni e che, con ogni evidenza, sarebbe stato meglio non trascurare. La terapia consisteva per l’appunto nel farsi infilare in ano delle sanguisughe, per procedere a un salasso salutare: a noi sembra assurdo, ma all’epoca era una tecnica comunemente praticata dai più validi e stimati chirurghi di tutta Europa, quindi cerchiamo di sopprimere la ridarola e andiamo avanti con la nostra storia.

Nicolai si sottoponeva a queste cure fin dal lontano 1783, quando era stato colpito da quello che probabilmente noi moderni definiremmo un violento attacco di labirintite. Il suo medico aveva attribuito il disturbo all’ostruzione di alcuni muscoli dell’addome, causata da uno stile di vita eccessivamente sedentario: la cura aveva previsto una dieta rigorosa e salassi frequenti, da effettuarsi su base regolare. Dopo tre anni di quel rigido regime, Nicolai aveva riguadagnato la salute: gli restava però da seguire una terapia di mantenimento, consistente in un salasso da effettuarsi ogni quattro (massimo sei) mesi, per prevenire future ricadute. E l’uomo aveva sempre ottemperato alla prescrizione… fino a quel fatale 1790 in cui gli avversi casi della vita lo avevano imprudentemente spinto a rimandare quell’incombenza a data da destinarsi. L’ultimo salasso gli era stato praticato nel mese di giugno, e Nicolai era ben consapevole del fatto che, entro Natale, avrebbe dovuto sottoporsi senz’altro a un’altra seduta… ma quella lunga serie di disgrazie e imprevisti gli suggerirono diversamente. In fin dei conti, lui stava perfettamente bene. Fino al giorno in cui non stette più bene.

«Nei primi due mesi del 1791, il mio stato emotivo fu fortemente influenzato da una nuova serie di spiacevoli incidenti; e il 24 febbraio in particolare avvenne un episodio che scatenò in me uno stato di fortissima irritazione. Alle ore dieci del mattino, mia moglie e un’altra persona fecero visita nella mia stanza per portarmi conforto: mi trovavo, in quel momento, in una condizione di violenta perturbazione mentale, stato emotivo causato da una lunga serie di episodi che avevano duramente ferito i miei sentimenti e per i quali non vedevo in quel momento alcuna possibilità di rimedio. Ed ecco che improvvisamente mi trovai a osservare un’immagine, alla distanza di dieci passi da me; e più precisamente l’immagine di una persona deceduta. La indicai a mia moglie e le chiesi se anche lei la vedesse. Lei non vedeva nulla; e, essendosi molto allarmata, si sforzò di ricompormi e mandò a chiamare il medico. Intanto, l’immagine della persona defunta rimase di fronte a me per circa sette o otto minuti, durante i quali gradualmente mi tranquillizzai; e poiché in quel momento ero sopraffatto dalla stanchezza fisica e mentale, caddi poco dopo in una specie di sonno agitato che durò per circa mezz’ora».
Al risveglio, il fantasma era sparito e Nicolai sembrava sentirsi un po’ meglio; sicché, «la visione fu attribuita allo stato di grande agitazione mentale nel quale mi trovavo in quel momento, e si suppose inizialmente che non avrei avuto altro da imparare da questo episodio. Ma la violenta affezione che aveva posto i miei nervi in quello stato innaturale generò poi altre conseguenze, che richiedono una descrizione dettagliata». Insomma: come in ogni ghost story che si rispetti, quella era solo la quiete prima della tempesta.

«Nel pomeriggio, poco dopo le quattro, la figura che avevo visto al mattino tornò ad apparire. Mi trovavo da solo nel momento in ciò accadde: circostanza che, come può essere facilmente immaginato, non trovai particolarmente desiderabile. Mi avviai dunque verso le stanze di mia moglie, alla quale riferii il tutto; l’immagine mi seguì fin là». E non solo: mentre il fantasma n. 1 se ne stava ostinatamente piantato al fianco di Nicolai, altri spettri si aggiunsero pian piano per fargli compagnia: «poco dopo le sei del pomeriggio apparvero numerose altre figure, che non interagivano però con la prima. Non riesco a ipotizzare altre cause per questo fenomeno al di fuori di quella per cui, sebbene più sereno, non ero ancora stato in grado di superare la profonda e dolorosa sofferenza del mattino».

Pian piano, col passare dei giorni e delle settimane, il nostro amico cominciò a processare lo shock per quella famosa brutta notizia che era stata causa di tanto sconquasso emotivo: «ma nonostante avessi usato eccellenti medicine e mi sentissi perfettamente sano in altri aspetti della vita, le apparizioni non diminuirono e anzi al contrario aumentarono in numero, trasformandosi nella maniera più sorprendente». S’affollavano attorno a Nicolai fantasmi di ogni tipo, aspetto e provenienza: gente a cavallo, gente a piedi, gente che passava di lì per caso facendosi i fatti suoi, gente che interagiva direttamente con il rassegnato medium. «L’immagine della persona deceduta che mi era apparsa il primo giorno non tornò più; ma molte altre figure mi apparvero successivamente, e in maniera molto distinta», proprio come se fossero realmente davanti a lui nella stanza. L’aspetto di questi spiriti era globalmente piacevole e del tutto naturale: l’incarnato, i vestiti e i capelli avevano il solito colore e la solita (non) trasparenza che ci si aspetterebbe da una persona in carne e ossa; l’unico fattore estetico che permetteva a Nicolai di capire d’essere di fronte a un’immagine non reale era quello per cui, a ben vedere, i colori erano «leggermente più slavati» di quanto sarebbe stato normale.
Ma se i sensi sembravano ingannarlo, a livello mentale Nicolai non ebbe mai la minima incertezza nel dover distinguere la realtà dall’immaginazione: e dire che un certo dubbio sarebbe anche stato giustificato, tenuto conto del fatto che, di lì a poco, cominciarono ad apparigli anche “fantasmi” di gente ancora viva. Lo studioso ebbe modo di osservare che (in mezzo alle tante facce di perfetti sconosciuti che affollavano spettralmente la sua stanza) c’erano parecchi volti noti, di vivi e morti, tra quelle apparizioni: eppure, a Nicolai non apparvero mai immagini di persone cui lui fosse (o fosse stato) legato da rapporti affettivi particolarmente intensi o da una frequentazione su base quotidiana. A un certo punto, lo studioso fece anche l’esperimento di provare a “evocare” l’immagine di un determinato individuo concentrandosi su di lui, ma non riuscì mai in questo tentativo: i fantasmi gli apparivano in maniera completamente randomica; di giorno e di notte, all’aperto e al chiuso, a casa sua così come in casa d’altri. Discreti, tendevano a non disturbare quando Nicolai si trovava in contesti pubblici affollati; quasi mai gli apparvero mentre camminava in strada.

«Dopo la prima istintiva reazione di terrore», dice il filosofo, «smisi di provare una particolare agitazione di fronte a queste apparizioni, considerandole per ciò che esse erano davvero: conseguenze straordinarie di una indisposizione fisica». Conseguenze, fra l’altro, neanche troppo fastidiose: dopo circa quattro settimane, i fantasmi cominciarono a parlargli «e in maniera tutt’altro che spiacevole. Talvolta apparivano di fronte a me le immagini di amici intelligenti e rispettati che mi porgevano parole di conforto per sollevarmi da quella sofferenza che non mi aveva ancora del tutto abbandonato».
Intrigato dal fenomeno di cui era involontario protagonista, Nicolai cominciò a tenere un diario dettagliato di tutte le sue visioni, condividendo le sue impressioni col suo medico curante e con qualche altro professionista specializzato. «Personalmente, giunsi all’unica possibile conclusione per cui, quando il sistema nervoso è indebolito ma, al tempo stesso, anche fortemente perturbato (per non dire proprio in preda a uno squilibrio), questo tipo di immagini possono affacciarsi alla mente come se davvero fossero viste e udite attraverso i sensi».

Ha l’aria di essere motivata da un reale interesse clinico (e non solo dalla pur comprensibile volontà di difendere il suo buon nome) l’insistenza con cui Nicolai allontana da sé l’etichetta di pazzo allucinato. «Se non fossi stato in grado di distinguere i fantasmi dai fenomeni fisici, sarei certamente stato un folle»; ma, giustappunto, il malato non ebbe il minimo dubbio sulla questione. «Se fossi stato un fanatico o un superstizioso, sarei stato probabilmente terrorizzato dai fantasmi che mi perseguitavano»; e «se avessi avuto una particolare inclinazione per il meraviglioso, avrei probabilmente sentito il bisogno di magnificare la mia importanza in questa vicenda, dichiarando di potermi mettere in contatto con gli spiriti (e chi avrebbe potuto darmi torto?)». Ma, effettivamente, Nicolai fece nulla di tutto ciò: «ho sempre guardato ai fantasmi che si affollavano attorno a me per ciò che effettivamente erano, e cioè gli effetti di una malattia».

Una malattia che, per la cronaca, andava rapidamente peggiorando. Le apparizioni, prima sporadiche e di durata relativamente breve, avevano cominciato a tenergli compagnia per periodi di tempo sempre più lunghi, finendo con lo stalkerarlo ventiquattr’ore su ventiquattro; come se non bastasse, aumentavano di numero, generando un certo sovraffollamento di fantasmi che gli ronzavano attorno con un’insistenza divenuta, francamente, fastidiosa. Ma, soprattutto, Nicolai e il suo medico avevano la comprensibile impressione che la situazione stesse rischiando di sfuggir loro di mano: «e così», ci spiega seraficamente il filosofo, «fui obbligato a ricorrere all’applicazione di sanguisughe nell’ano».

Che magari è il metodo vincente per liberarsi dai fantasmi e noi non lo sappiamo solo perché è poco conosciuto, oh. Vai a sapere.

Il salasso ebbe luogo il 20 aprile alle undici del mattino: erano passati circa dieci mesi dall’ultima seduta. «Ero da solo col chirurgo, e al tempo stesso durante l’operazione la stanza pullulava di immagini umane d’ogni sorta, che si muovevano incessantemente andando a sbattere l’una contro l’altra; e la situazione restò tale fino alle quattro del pomeriggio, e cioè nell’orario in cui inizia la digestione. A quel punto, ebbi modo di notare che le figure iniziavano a muoversi più lentamente; poco dopo, i loro colori cominciarono a farsi più pallidi, perdendo saturazione a intervalli regolari di sette minuti, ma senza che questo andasse ad alterare le loro fattezze. Attorno alle sei del pomeriggio, le figure erano diventate completamente bianche e avevano ormai scarsissima motilità, per quanto le loro fattezze mi apparissero ancora perfettamente distinte; gradualmente, da quel momento in poi, cominciarono a diventare visibilmente meno corporee, senza decrescere nel numero». E poi, improvvisamente, quand’erano traslucide ma ancora ben riconoscibili, scomparvero nel nulla dissolvendosi nell’aria: «di alcune di loro restarono visibili per qualche tempo dei singoli pezzi, che gradualmente scomparvero alla vista. Entro le otto di sera, non restava di loro vestigia alcuna; e da quel momento non m’è più capitato di fare esperienza di apparizioni di questo tipo».

Anche perché, da quel momento in poi (e ben conscio di aver suscitato l’ilarità generale dei suoi colleghi e detrattori, con questa sua bizzarra ma coraggiosa confessione), Nicolai fu sempre molto ligio a sottoporsi con regolarità ai suoi salassi. Del resto, la sua esperienza «mostrava chiaramente che qualche anomalia nella circolazione del sangue era collegata all’apparizione di quei fantasmi, per quanto sia forse eccessivamente riduttivo cercare la loro genesi unicamente in questa causa». L’applicazione di sanguisughe in ano fu per lui la soluzione definitiva: è quasi peccato che, davvero incomprensibilmente, la scienza medica non abbia ritenuto di voler approfondire oltre questo valevole filone di ricerca.


Ma se invece qualche ricercatore medico di buona volontà volesse riprendere in mano la questione e leggere per intero il memoriale di Nicolai, la sua preziosa testimonianza clinica è stata recentemente edita in traduzione inglese da Shane McCorristine in Spiritualism, Mesmerism and the Occult, 1800–1920. Vol 1 (Taylor and Francis, 2021).

E, a proposito di occulto, strane apparizioni e presenze inquietanti, segnalo anche qui la mia partecipazione a Le Soglie di Morfeo, una passeggiata onirica lungo il fiume Po che si terrà a Torino, giovedì 8 giugno, a partire dalle 22:30 (anche se piove), nell’ambito di Bottom Up! Festival. Il comunicato stampa spiega che «i curatori del festival Maurizio Cilli e Stefano Mirti invitano il pubblico all’esperienza – pensata appositamente per Bottom Up! – di smarrirsi in città durante una camminata notturna, un anello lungo il fiume dalla sponda sinistra alla sponda destra, dalle presenze latenti del borgo Moschino alle energie eteriche del Tempio della Grande Madre. Un’escursione alle soglie liminali del limbo delle cose, undici incontri inattesi e sorprendenti, piccoli atti poetici dal significato segreto. Sullo stilobate delle grandi colonne del pronao esastilo del Tempio della Gran Madre, alcuni esperti discutono sul tema: Torino è magica? (è in corso un’accesa polemica). Moderazione del giornalista de La Stampa Andrea Parodi in dialogo con Lucia Graziano, Luca Mana (storico dell’arte e direttore del Museo Accorsi, che parlerà del pittore Alessandri e del suo gusto del macabro, artista che ha ispirato Mariannini) e Raffaele Palma del CAUS che da anni si occupa con ironia di temi esoterici». Qui, per chi volesse, maggiori informazioni!

44 risposte a "Friedrich Nicolai, il proctofantasmista stalkerato dagli spettri"

  1. Avatar di Francesca

    Francesca

    Cioè, io non avevo riso per niente, neanche un sorrisetto, nulla… Finché non sono arrivata alla frase
    “quindi cerchiamo di sopprimere la ridarola e andiamo avanti con la nostra storia”.
    A ‘sto punto ho cominciato a ridere… E ancora sto attendendo che mi passi la ridarola per poter continuare a leggere 😂
    Nel frattempo scrivo il commento… tra una risata e l’altra…

    Tra poco leggo il resto, ma già mi è sorto un dubbietto: non è che – per “fornire prove” a supporto della tesi illuminista in materia – il Sig. Nicolai si è inventato di sana pianta tutta la storiella? (anche in “gomblotto” coi medici illuministi, eccetera).
    In pratica, per affermare: se perfino un uomo sano di mente può andare incontro a certe “cadute di testa”… figuriamoci gli altri, quelli “deboli di testa”.

    Da notare: il dubbietto che pongo è peraltro di chiara matrice illuminista…

    Comunque, magari poi, dopo aver letto tutta la storia, mi passerà il dubbio.

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    1. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Uh… bella teoria complottista! 😂
      Però, dopo aver letto per esteso tutto il memoriale di Nicolai (che qui ovviamente ho riassunto molto) mi sentirei di risponderti: mah. Nel senso: non c’è un singolo punto nel memoriale in cui lui sembri voler introdurre, o anche solo alludere a, quest’idea. L’unico riferimento che fa al tema della superstizione o della religiosità eccessiva è per rigettare l’idea che possano essere stati questi due fattori a produrre in lui le allucinazioni (se non altro perché, se fosse stato superstizioso o fanatico religioso, avrebbe reagito in modo diverso alle visioni). Il suo discorso, invece, è completamente asettico e tutto focalizzato sugli aspetti clinici/filosofici.

      Uno potrebbe dire: “beh, certo, mica dichiarava apertamente i suoi intenti; però bastano pochi accenni per insinuare il sospetto”; vero, però questi accenni non li ha proprio messi, a mio parere. E ovviamente avrebbe potuto senza fatica, quindi non saprei…

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    2. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Nota a margine: a noi oggi sembra assurdo, ma invece in quell’epoca esisteva davvero un dibattito scientifico (di nicchia, ma non necessariamente gestito da pazzi che prestano fede alle pseudoscienze) per indagare la possibilità della reale esistenza di apparizioni fantasmatiche.
      Erano gli anni in cui scoperte scientifiche dirompenti avevano reso possibili cose che prima non sarebbero nemmeno state pensabili (il microscopio aveva mostrato che attorno a noi c’è un intero mondo che non riusciamo a vedere a occhio nudo epperò esiste; il telegrafo – appena appena agli albori in quel momento, ma il discorso vale anche per l’Ottocento – aveva/avrebbe mostrato che ci sono metodi per comunicare a grandi distanze senza essere fisicamente presenti l’uno davanti all’altro. I casi di telepatia, per esempio, furono studiati con molta attenzione nell’Ottocento per capire se potesse esistere una sorta di “telegrafo mentale” che in qualche modo entrava in azione in circostanze particolari).

      Quindi, ecco: non pensiamo a una Margherita Hack di oggi che di punto in bianco se ne esce dicendo “ho visto i fantasmi”. Nell’epoca in cui Nicolai raccontava le sue disavventure, c’era davvero un dibattito scientifico sulle linee di: “è fin dall’antichità che le culture di tutto il mondo parlano con convinzione di apparizioni spiritiche e che la religione ci dice convintamente che esiste una forma di vita anche dopo la morte fisica. Non è che per caso le recenti scoperte scientifiche sono in grado di indagare razionalmente la possibilità che, in determinate condizioni, esseri invisibili a occhio nudo riescano davvero a instaurare forme di comunicazione con i vivi?”. All’epoca era un quesito guardato con una certa serietà intellettuale!

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  2. Avatar di Ago86

    Ago86

    All’inizio mi veniva voglia di rispondere all’abstract con “preferisco tenermi il dubbio”, ma devo ammettere che proseguendo la lettura del post noto chiaramente che l’autore ha mantenuto la giusta lucidità e il giusto giudizio a riguardo, accorgendosi anche del fatto che la sua afflizione peggiorava e rischiava di sopraffarlo. In casi del genere ricorriamo agli psicofarmaci, ma sinceramente non so se siano tutti quanti meno pericolosi delle sanguisughe – quelle almeno vengono messe in una zona lontana dall’organo pensante e non ne modificano la chimica interna.

    Aggiungo una considerazione personale: il salasso può aver avuto effetto proprio perché ha indebolito l’organismo, che così non ha più avuto energie per alimentare il suo “squilibrio”. Ipotizzo che i salassi a cui si sottoponeva regolarmente abbiano abituato il fisico di Nicolai a gestire un certo livello di “energia” (termine infelice e non clinico, ma non me ne viene in mente uno migliore), e una volta interrotti i salassi periodici l’arrivo di una maggiore quantità di “energia” abbia provocato scompensi all’equilibrio psicofisico dell’autore, che ha subito molto di più i contraccolpi emotivi, divenuti più intensi. E’ un po’ la versione fisica di quando si ricevono troppe informazioni e se ne esce con la mente un po’ intontita, solo che qui si tratta di questioni più strettamente connesse al metabolismo.

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    1. Avatar di Celia

      Celia

      La faccenda mi intriga molto e mi sa però molto più di neurologico che di psichiatrico: bando agli psicofarmaci (ma eviterei pure le sanguisughe), ci vorrebbe piuttosto un bravo clinico tipo Oliver Sacks.
      Il quale per altro ha trattato in un suo libro – Allucinazioni appunto – anche un caso molto simile. Mi pare cambiasse solo il fatto che le apparizioni arrivassero al buio anziché alla luce diurna.

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    2. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Quello che a me lascia perplessa in questa storia è proprio il fatto che il disturbo si sia risolto dopo il salasso. Perché (con l’ovvia premessa che non sono un medico etc. etc.) onestamente io ho i miei grossi dubbi che un salasso riesca ad apportare qualsivoglia tipo di effetto su un organismo a distanza di mesi. Quando vai a donare il sangue, mica ti senti indebolito per quattro mesi consecutivi.
      E d’accordo che all’epoca si facevano (talvolta, non sempre) salassi abbastanza strong, in cui s’aspettava che il paziente fosse sul punto di perdere i sensi prima di fermare l’emorragia… ma ‘nsomma: ‘na roba così, secondo me, ti lasciava indebolito per uno-due giorni al massimo. Penso che farsi fare un salasso ogni quattro/sei mesi fosse sostanzialmente come bere acqua fredda.

      Quindi, venire a sapere che le allucinazioni sono finite dopo poche ore dal salasso mi farebbe pensare a un effetto placebo (ovviamente). Un effetto placebo bello forte, per porre fine a due mesi di allucinazioni costanti e vivide… 👀

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  3. Avatar di Sconosciuto

    Anonimo

    Immagino che sia noto il caso di Fortunata Evolo detta Natuzza, di Paravati, famosa perché vedeva morti dappertutto.
    Ora è defunta e parecchi sostengono il suo processo di canonizzazione (!).
    Io, che sono diffidente, mi dolgo di aver conosciuto solo ora questa eccellente terapia, altrimenti mi sarei precipitata a Paravati munita di guanti monouso, speculum anale e, ça va sans dire, un bidone di sanguisughe formato extra-large.
    Sono moralmente certa che gli spettri si sarebbero dileguati una volta per tutti e non avremmo molestato inutilmente il Dicastero per le cause dei Santi.
    Annalisa Neviani, alias la malfidente.
    P.S. Autorizzo previamente Lucia a cancellare tutto se ritiene che il mio commento sia fuori luogo.
    Tanto io non cambio idea.

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    1. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      😂
      A me non dispiace che in questi casi si metta in moto la congregazione per le cause dei santi, e anzi ti dirò: forse qualche dicastero (non necessariamente quello) dovrebbe farlo d’ufficio per tutti i casi di questo tipo, specie se hanno grande riscontro mediatico, perché alla fine ottieni che qualcuno dica a chiare lettere “via libera” oppure “no”.

      Quello che invece trovo abbastanza preoccupante, in un’ottica pastorale (che per fortuna non è il mio campo eh 😅) è che, prima di qualsivoglia pronunciamento (o talvolta anche in presenza di pronunciamenti contrari, come nel caso di Maria Valtorta) si stia affermando tra i fedeli la tendenza a prendere come oro colato affermazioni, visioni mistiche, esperienze di fede estreme (etc etc) sulle quali la Chiesa non ha ancora espresso un suo giudizio. E intanto queste esperienze si diffondono suscitando grandi ondate emotive da parte di una buona fetta di fedeli. Se ipoteticamente in un domani la Chiesa dovesse pronunciarsi in maniera contraria, probabilmente sarebbe troppo tardi perché ormai “i buoi sono scappati”, per così dire.

      In questo, mi sembra che Internet stia favorendo una visione medievale della santità, utilizzando l’aggettivo “medievale” non nel senso di “deteriore” ma proprio nel senso di “canonizzazioni che partono dal basso, a furor di popolo, e che poi eventualmente vengono approvate in un secondo momento dalle gerarchie ecclesiastiche (ma al limite, se questo non accade, noi non ci turbiamo troppo)”, come effettivamente succedeva in molti casi nel Medioevo. Ecco, mi sembra che in questo caso i social (con conseguente circolazione incontrollata delle notizie) stiano agevolando un ritorno a questo atteggiamento, specie quando si è di fronte a un candidato agli altari con una storia particolarmente “forte” che inevitabilmente suscita una grande risposta emotiva.

      Se fossi alla congregazione delle cause dei santi, onestamente mi allarmerei un po’ per questo fenomeno. Durante la controriforma cercarono di irregimentarlo e mettergli freno perché l’esperienza medievale aveva suggerito (in alcuni casi in maniera molto eclatante) che forse non era il modello migliore… e, come dire, non sono convintissima che sia una bella cosa vederlo tornare in auge, eppure mi pare che sia quello che stia succedendo.

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    2. Avatar di Deborah

      Deborah

      Ehmh, mi sa che con Natuzza avresti solo che fatto una pessima figura. 😅
      So di persone legate a circoli tipo l’uaar, anche se non così famosi, che tentarono in più occasioni di sbugiardarla male, ma finirono sgamate in tempo zero dai Natuzza stessa. Ed era una semplice donna di paese del sud Italia, precisiamo.

      Inoltre, Natuzza, ultima di una lunga serie di persone di questo tipo ancora da qualificare secondo la Chiesa, fra altre (presunte?) manifestazioni collegate al panorama religioso, non vedeva-, o non affermava di vedere, che dir si voglia, “spettri di gente dappertutto”, tantomeno di gente ancora in vita (come nel caso del nostro amico illumin-massone) ma anime purganti con richieste precise legate alla loro condizione. Ecco, c’è una piccolissima differenza fra le due cose. 😅

      Però le sanguisughe tienile via lo stesso, ché non si sa mai per altri.

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      1. Avatar di Lucia Graziano

        Lucia Graziano

        Beh, a onor del vero so che qualche anno fa ci sono stati motivi di tensione tra la diocesi e il gruppo di fedeli più strettamente legati alla memoria di Natuzza (ricordo che c’erano stati screzi di natura economica, ma anche legati al fatto che – a quanto si disse – la donna veniva già considerata dai fedeli alla stregua di una santa di cui propagare il culto, in assenza giustappunto di un pronunciamento ufficiale da parte della Chiesa). Mi pare si fosse anche fatto cenno a presunte affermazioni sottilmente ereticali che non ho capito bene se fossero state fatte da Natuzza in persona o se le fossero state attribuite ex post (forse più la seconda)… insomma, diciamo che il personaggio e chi le sta intorno sono comunque oggetto di dibattito.
        Poi, per carità: sol per quello lo era stato anche Padre Pio e poi sappiamo tutti come è andata a finire, eh. Diciamo che finché la congregazione delle cause dei santi non si esprime, ogni posizione è autorizzata finché viene portata avanti con prudenza 😛

        Certo è che in alcuni casi un test-sanguisuga non farebbe male, se non per lei per altri 😅

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        1. Avatar di Deborah

          Deborah

          Ah, quello assolutamente! Certi fedeli – adepti sono seriamente preoccupanti, senza dubbio.
          Solitamente, si tratta proprio di persone che si nascondono dietro figure divenute celebri, o negli ambienti religiosi o in altri, per portare avanti delle proprie mini-crociate contro autorità da loro definite come corrotte e/o non degne della carica esercitata.

          A mio avviso, in questi casi, occorre scindere persona e “fandom”, diciamo così… 😛

          PS. Perdona eventuali errori di battitura o di punteggiatura e quant’altro; sto pretendendo di fare troppo da cellulare.

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          1. Avatar di Lucia Graziano

            Lucia Graziano

            Vero, la cosa più brutta è che in molti casi questi personaggi fanno solamente danni alla causa che pure sono convinti di star difendendo. E al personaggio nello specifico qualora siano legati a un personaggio in particolare: non so se sia questo il caso di Natuzza Evolo perché, come dicevo, non ho mai approfondito particolarmente la sua storia, però sì, ci siamo capiti 😉

            Mini-crociate contro autorità corrotte e indegne o, in alcuni casi, per quello che mi sembra di vedere, un “semplice” e genuino attaccamento al loro leader carismatico di turno visto come Piucchesantissimo. Che, come dire, non è comunque un atteggiamento sano quando sfocia nell’esagerazione, ecco 🙂

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  4. Avatar di Francesca

    Francesca

    E infatti mi manca un sacco di CONTESTO per poter giudicare.
    Dell’uso medico delle sanguisughe lo sapevo …e il loro utilizzo è rimasto in certi settori sanitari fino a tempi relativamente recenti. Ok, questo “ce l’avevo”, però non sapevo niente di questa loro “localizzazione” in epoca illuminista.
    (Tra parentesi correggo sul presunto gomblotto che mi era passato per la mente. Al massimo i complottari sarebbero stati solo in due: Nicolai e un medico. Non “medici” come avevo scritto nel precedente commento. E sottolineo pure: complottari in buona fede… A scopo benefico “sociale”, o robe del genere… ).

    Premettendo che do la precedenza al giudizio di chi ha studiato tutto quanto (cioè tu e altri esperti come te – e ti ringrazio del quadro ulteriore che hai tracciato in tutti gli ultimi commenti),
    ti scrivo comunque le perplessità che mi sono rimaste dopo aver letto il tuo report – (nel senso del report di Nicolai riassunto nel tuo articolo e nei commenti) :

    – la descrizione che lui fa della modalità di scomparsa delle visioni. Anche qui: non sono esperta… Però da sempre un tantino appassionata lettrice (fin dall’adolescenza) di temi psicologici-psichiatrici e… Non mi sembra che eventuali guarigioni o eventuali trattamenti farmacologici di allucinazioni o qualsiasi altro evento che abbia fatto regredire visioni da malattia in un malato… Si siano mai verificate in quel modo. Cioè lui descrive come se fosse un… Lavaggio progressivo tipo “in acqua” (ora dopo ora! lavaggio dopo lavaggio) di un dipinto, di un disegno, di una macchia su un tessuto. In poche parole: sembra la descrizione di ciò che potrebbe immaginare uno che non ha mai avuto allucinazioni visive. O almeno credo.

    – sull’eventuale effetto placebo: a parte disturbi abbastanza leggeri sui quali si può agire (anche LOL in autosomministrazione: tipo lo sai bene che una tisana del supermercato non fa granché però hai osservato che di solito ti fa “miracolosamente” passare il mal di testa e allora perché no?)… E sui quali, talvolta, si conta di poter agire anche in ambito medico… Ecco: a me non risulta che esistano effetti placebo su robe così gravi come le visioni/allucinazioni. Però, appunto, magari… “Chiamiamo la Neuro” 😁 – cioè la professionista della quale mi parlavi nell’altro articolo e della quale al momento mi sfugge il nome vero… Uff!
    Se potesse dirci la sua opinione…

    Poi, è vero che le conoscenze per poter valutare uno scritto del genere sono giocoforza multidisciplinari… E che ogni singola disciplina richiede il suo esperto ben coordinato con gli altri.
    Per dire che il mio può essere solo un commento generico, con qualche spunto da profana, niente più…

    Discorso interessante, però.
    Grazie!!

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    1. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Sono di corsa ma faccio una precisazione (che in effetti non si coglie bene dal mio riassunto, non pensavo ci saremmo messi a parlare di questo :-P) ma i medici coinvolti nel potenziale complotto sarebbero come minimo due, più probabilmente tre.

      Il primo è il medico curante di Nicolai, che lungo tutto il corso della malattia aveva seguito lo sviluppo della situazione e letto le annotazioni quotidiane del suo paziente.
      Il secondo è il chirurgo che gli ha effettuato il salasso, e che evidentemente era una figura professionale specializzata perché Nicolai lo qualifica proprio come “chirurgo” invece di parlare di semplice “medico”: quindi doveva essere un professionista venuto apposta. (Che in effetti si è limitato a effettuare il salasso e non mi risulta si sia espresso sui fantasmi, ok; ma insomma…).
      Il terzo medico cospiratore dovrebbe essere il dottor Hufeland (ché non era né il chirurgo né il curante di Nicolai), che si era interessato alla sua storia, l’aveva avuto suo ospite per un paio di giorni per studiarlo e intervistarlo, e poi aveva dato conto della sua storia clinica nell’articolo apparso sulla Rivista di Medicina Pratica (quello appunto che Nicolai riteneva impreciso). In effetti, sarebbe molto interessante andare a recuperare quell’articolo e confrontare le due versioni dei fatti per capire in cosa consistesse esattamente questa “imprecisione”: questo sì che potrebbe dare indizi sulla cospirazione, nel caso… ;-P

      Per il resto, torno dopo o domani! 😀

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      1. Avatar di Francesca

        Francesca

        Non capisco perché i commenti continuino a saltare nel posto sbagliato. Ok, la risposta si trova più sotto ⤵️⤵️ nel commento ore 21.21 .

        Colgo occasione per ringraziare anche Ago del promemoria 👍

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        1. Avatar di Lucia Graziano

          Lucia Graziano

          Non ne ho idea manco io, è strano 👀
          Ti direi “ma clicchi su “rispondi” per rispondere, in maniera da annidare il commento al posto giusto?”, ma, voglio dire, sembra pure di darti della cretina 😂

          Ma ti capita solo da adesso, per curiosità?

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          1. Avatar di Francesca

            Francesca

            Sì certo clicco su “rispondi” sul commento al quale voglio rispondere. E sì, mi sta capitando solo su questo articolo… (ma mi ricordo che qualche altra volta, molto raramente, mi è già capitato su wordpress).

            Forse dipende dalla lunghezza dei commenti.. (da smartphone) ? Perché quelli brevi in cui mi lamento del problema la cosa non accade…

            E comunque adesso clicco Pubblica e vediamo questo dove va 🤔

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    2. Avatar di Laura Zaccaro - Chiamatelaneuro

      Laura Zaccaro - Chiamatelaneuro

      Buongiorno a tutti!
      Allora, parto dalla risposta alle tue domande:
      1) non ho mai fatto esperienza personale di allucinazioni, quindi non saprei se “vanno via sbiadendosi” (anche a me sembra strano) ma la cosa che mi insospettisce di più è la tempistica: gli antipsicotici odierni, infatti, agiscono in “poco tempo” ma si tratta comunque di settimane (circa 6)… e non credo che avendo a disposizione un tale rimedio li avremmo inventati, ecco.
      2) l’effetto placebo in realtà esiste anche per cose così gravi, anzi, si sta studiando l’effetto placebo degli psichedelici per migliorare le cure per esempio degli stati depressivi, permettendo ai pazienti di prendere farmaci a dosaggi più bassi. In uno studio che stavo guardando, i soggetti erano stati informati di aver preso degli psichedelici (in realtà era solo un placebo) e alcuni hanno sperimentato sintomi. Ci sono anche casi, per esempio, di persone ansiose che portano lo Xanax in borsa e non lo prendono mai: averlo abbassa già la loro ansia, perché ritengono che “se gli salisse l’ansia potrebbero gestirla con lo Xanax” e sono più tranquille. Sostanzialmente, le sanguisughe nell’ano potrebbero aver funzionato perché il paziente si aspettava lo facessero.
      Bonus: a me questa storia sa di un sintomo che risponde a vissuti traumatici del paziente, per esempio me lo lascia immaginare questo pezzo:
      «Nei primi due mesi del 1791, il mio stato emotivo fu fortemente influenzato da una nuova serie di spiacevoli incidenti; e il 24 febbraio in particolare avvenne un episodio che scatenò in me uno stato di fortissima irritazione. Alle ore dieci del mattino, mia moglie e un’altra persona fecero visita nella mia stanza per portarmi conforto: mi trovavo, in quel momento, in una condizione di violenta perturbazione mentale, stato emotivo causato da una lunga serie di episodi che avevano duramente ferito i miei sentimenti e per i quali non vedevo in quel momento alcuna possibilità di rimedio.”
      Inoltre, trovo “interessante” che le sue allucinazioni fossero fantasmi… dato che dal 1758 in poi subì il lutto del padre e di TUTTI GLI 8 FIGLI che aveva avuto da sua moglie.
      Certo, forse all’epoca non era una cosa così “strana” ma forse lui era molto sensibile… e considerando il fatto che non ne fosse rimasto nessuno… non aveva più potuto vivere la vita del genitore… si tratta di un cambiamento di paradigma che può farti avere voglia del conforto dei fantasmi del passato… o di rivedere in quei fantasmi chi vorresti fosse ancora con te.
      Una mia speculazione, ovviamente…

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    3. Avatar di Laura Zaccaro - Chiamatelaneuro

      Laura Zaccaro - Chiamatelaneuro

      Provo a rispondere nuovamente, sperando che questa volta vada a buon fine.
      1) Le tempistiche mi lasciano perplessa: tra i farmaci che oggi abbiamo per trattare i fenomeni allucinatori ci sono gli antipsicotici che agiscono in tempi “brevi”, ma dove per brevi intendiamo circa 6 settimane… non un giorno (e sempre se il paziente li prende, purtroppo non sempre la compliance è alta, molti smettono da soli e si procurano danni che lo psicofarmaco di per sé non avrebbe causato… ma comunque…). Se questo sistema avesse funzionato così bene, perché brevettare gli psicofarmaci?;
      2) Per l’effetto placebo, invece, non sono tanto certa che non potesse verificarsi. Leggevo di uno studio i cui partecipanti erano stati convinti di aver assunto un allucinogeno e inseriti in un ambiente che suggeriva anche altre persone lo avessero preso e, nonostante loro avessero preso solo il placebo in realtà, raccontarono di sentire parecchi dei sintomi (anche gravi) di ciò… quindi non escludo l’effetto placebo.

      Mi chiedo, peraltro, se il fatto che vedesse fantasmi si potesse ricollegare ai suoi vissuti traumatici: in pochi anni aveva perso il padre e tutti gli otto figli avuti dalla moglie. A volte, la speranza di poter rivedere ancora i propri cari, può fare scherzi… la mia ipotesi è suffragata da:
      «negli ultimi dieci mesi del 1790 andai incontro a numerose traversie che mi procurarono un persistente senso di agitazione. Nel mese di settembre, in particolare, la sfortuna si abbatté su di me in più occasioni e con violenza, scatenando in me un profondo dolore».
      «Nei primi due mesi del 1791, il mio stato emotivo fu fortemente influenzato da una nuova serie di spiacevoli incidenti; e il 24 febbraio in particolare avvenne un episodio che scatenò in me uno stato di fortissima irritazione. Alle ore dieci del mattino, mia moglie e un’altra persona fecero visita nella mia stanza per portarmi conforto: mi trovavo, in quel momento, in una condizione di violenta perturbazione mentale, stato emotivo causato da una lunga serie di episodi che avevano duramente ferito i miei sentimenti e per i quali non vedevo in quel momento alcuna possibilità di rimedio. Ed ecco che improvvisamente mi trovai a osservare un’immagine, alla distanza di dieci passi da me; e più precisamente l’immagine di una persona deceduta.

      A me, sembra una patologia di origine traumatica. Voi che ne dite?

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      1. Avatar di Ago86

        Ago86

        Non sono un esperto, ma in base alle idee raccolte tendo a condividere la tua conclusione.

        Ma come mai ora si vede il commento che prima era scomparso? O.o

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      2. Avatar di Francesca

        Francesca

        “Voi che ne dite?”

        Dico che non sapevo degli 8 figli morti + il padre… E che quindi un minimo di trauma ci sta tutto! (per usare un eufemismo). Ok che in altre epoche era più “normale” perdere i figli e ok che l’affettività dei genitori non era quella che ci aspettiamo noi oggi… Però, insomma, 8 figli sono tanti e li ha perduti nello stesso periodo in cui ha perduto il padre: credo che all’epoca questo significasse – come minimo – che Nicolai si ritrovava senza gli elementi fondamentali che costituivano “la famiglia” per un uomo-maschio… Cioè i fondamenti.
        Per quanto “razionale” egli si ritenesse e se anche escludessimo ogni “emozione” o affetto di tipo più moderno… Per quell’uomo rimane sempre il trauma della distruzione di una famiglia che non avrà più un seguito. Egli non avrà una discendenza. E probabilmente questo non era poca cosa… Neanche per una razionalista illuminista.

        Quindi: trauma ce l’ha avuto. Perfino plurimo. Concomitante con altri suoi problemi di salute. Dunque abbiamo tutti gli indizi per arrivare addirittura ad un “burn out”.

        Ciò che rimane come perplessità è sempre la presunta terapia e la soluzione in poche ore.
        Grazie per l’info sull’effetto placebo che può essere anche FORTE.
        Continuo un pochetto a domandarmi se può essere così forte anche al punto di fare scomparire sintomi tanto gravi quanto le allucinazioni (e non solo far apparire sintomi “in positivo”, diciamo così. Ma non so se ho capito male io l’oggetto dell’esperimento col farmaco “vuoto” …).

        Siccome non sono una professionista, mi permetto un azzardo… (e nel caso “mi corigerete”).
        Sulle motivazioni del possibile “gomblotto a fini sociali” (cioè aver finto di aver avuto allucinazioni e di averle curate, a dimostrazione che certi fenomeni non esistono).

        Con l’info in più sugli 8 figli, è possibile azzardare che

        1) un uomo del passato volesse lasciare un segno del suo passaggio sulla terra, dopo aver perso ogni possibile discendenza

        2) proprio la condizione traumatica della perdita di “genitorialità” abbia portato (inconsciamente) Nicolai ad escogitare un modo per essere “genitore di tutti”… Cioè per insegnare qualcosa a quei “tutti” che adesso avevano il ruolo dei suoi figli…
        ???

        In pratica, teorizzo in qualche modo le motivazioni inconscie che avrebbero portato Nicolai a mettere in atto un “complotto” (all’interno delle discussioni abbastanza accese nei circoli intellettuali dell’epoca, come riferito da Lucia).

        Il fatto è che… Davvero è difficile teorizzare altro. Che se fosse vero (o a livello “biochimico” – fisiologico o a livello psicologico)… Appunto: avremmo una soluzione per un bel po’ di malattie psichiatriche…

        🤔. Bon, adesso schiaccio invio e spero che il messaggio vada al posto giusto cioè in risposta alla dott.ssa Laura Zaccaro.

        Con un grande GRAZIE 😇

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        1. Avatar di Francesca

          Francesca

          Ho dimenticato di specificare un dettaglio della mia teoria. Eccolo.
          In pratica: se Nicolai era stato fortemente e ripetutamente traumatizzato al punto di soffrirne un vario modo… E se le allucinazioni “guarite” erano un’invenzione (sia le allucinazioni sia la conseguente guarigione, ovvio)… Ma allora dove è andato a finire il suo esaurimento psico-fisico o burnout, se è vero che c’era?
          Niente, se l’è tenuto. Probabilmente per tutta la vita, a volte superandolo a volte no… ….di tanto in tanto adottando “intuitivamente” qualche rimedio lenitivo della situazione o, appunto, entrando in progetti che – secondo lui – potevano essere utili alla società. Un po’ come nella nostra epoca quando una persona toccata da molte tragedie o malattie ad un certo punto decide di impegnarsi in attività di volontariato per portare aiuto al prossimo… O addirittura fondando associazioni, eccetera.

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          1. Avatar di Francesca

            Francesca

            Aggiungo per … per… Giustizia? La “risposta” di Google e di Youtube. Nel senso che devo aver provocato un algoritmo ai suddetti – i quali mi informano della seguente notizia. … “Pensando” (l’AI) che mi interessi. E infatti ho cliccato. E letto.

            Traendone umane deduzioni, credo che il ragionamento possa essere: teniamo comunque presente che di malattie strane, rare e (praticamente) inspiegabili ne esistono anche oggi…
            E chi lo sa che un salasso non abbia davvero provocato una sconosciuta reazione fisiologica che ha curato un’altrettanto sconosciuta (e mai diagnosticata) patologia?

            La malattia rara che ha bloccato il tour di Céline Dion 😯

            https://www.lastampa.it/esteri/2023/05/27/news/celine_dion_malata_cancella_il_suo_tour_ecco_cose_la_spr_la_rara_sindrome_che_lha_colpita-12827446/

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  5. Avatar di Sconosciuto

    Anonimo

    Cara Deborah, tu scrivi (verbatim):

    ➡️ “ Ehmh, mi sa che con Natuzza avresti solo che fatto una pessima figura. 😅…”
    👉 Da come scrivi sono incline a credere che tu abbia conosciuto bene Natuzza.
    In compenso di me non sai nulla.
    Affermare recisamente che io “avrei fatto solo una pessima figura con Natuzza” si può spiegare solo in un modo: anche tu, come Natuzza, hai doti soprannaturali, che ti consentono di giudicare le persone senza conoscere nulla di loro.

    ➡️ “…So di persone legate a circoli tipo l’uaar,”
    👉 Io non ho nulla a che fare con UAAR, ma ho letto alcune relazioni del CICAP.
    A quanto affermano, Natuzza non ha mai voluto incontrare gli esperti del CICAP.
    Eppure avrebbe avuto una splendida occasione per dimostrare che tutte le sue performance erano di origine miracolosa.
    P.S. Vuoi apparire ben documentata e convincente?
    Fai riferimento a persone e associazioni ben precise.
    Solo il fatto che scrivi “circoli tipo uaar” suscita come dire…ahem…l’impressione di una certa qual approssimazione.

    ➡️ “… anche se non così famosi, che tentarono in più occasioni di sbugiardarla male, ma finirono sgamate in tempo zero dai Natuzza stessa…”
    👉 Saresti molto più convincente se facessi nomi e cognomi.

    ➡️ “…Ed era una semplice donna di paese del sud Italia, precisiamo…”
    👉 👉 👉 Tanto semplice e ingenua che:
    👉 Ha sposato un falegname con scarse risorse economiche, essendo lei stessa nullatenente.
    👉 Ha messo al mondo cinque figli.
    👉 Ha mantenuto agli studi tutti e cinque i ragazzi ( uno si è laureato in medicina e chirurgia)
    👉 Non ha avuto bisogno di lavorare per integrare il reddito familiare.

    Sono certa che questo è un miracolo grosso come una casa, a meno che non venisse, per così dire, gratificata dai suoi numerosi estimatori.

    ➡️. « … Inoltre, Natuzza, ultima di una lunga serie di persone di questo tipo ancora da qualificare secondo la Chiesa, fra altre (presunte?) manifestazioni collegate al panorama religioso, non vedeva-, o non affermava di vedere, che dir si voglia, “spettri di gente dappertutto”, tantomeno di gente ancora in vita (come nel caso del nostro amico illumin-massone) ma anime purganti con richieste precise legate alla loro condizione. Ecco, c’è una piccolissima differenza fra le due cose. 😅 »
    👉 👉 👉 No?
    👉 E tutte le volte in cui Natuzza riferiva di aver visto persone viventi in bilocazione?
    E gli svarioni che ha ripetutamente preso, anche aggravando le sofferenze di persone già disperate?
    « Il 12 settembre 1993 scompariva da Potenza la studentessa sedicenne Elisa Claps. Il fratello Gildo, nel suo libro Per Elisa. Il caso Elisa Claps, scritto insieme alla giornalista conduttrice di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli, racconta che la madre Filomena Iemma contattò Natuzza Evolo al fine di acquisire elementi utili a chiarire le circostanze della sparizione della ragazza. La Evolo riferì che “non vedeva Elisa tra i defunti e quindi doveva essere viva, presto avrebbe avuto un segnale che avrebbe chiarito tutto”. Il 17 marzo 2010 il corpo di Elisa veniva rinvenuto nel sottotetto della Chiesa della SS. Trinità di Potenza. Le successive indagini stabilirono che era stata uccisa lo stesso giorno della sparizione. Per il delitto è stato condannato Danilo Restivo con sentenza in giudicato il 23 ottobre 2014. »

    ➡️ « Però le sanguisughe tienile via lo stesso, ché non si sa mai per altri. »
    👉 Cara Déborah, anche se sono in pension e non più iscritta all’ordine dei medici, sono ancora obbligata a seguire le regole etiche della mia professione.
    Una cosa è scherzare benevolmente su una signora che suscita la mia ilarità, tutt’altra cosa pretendere di curare qualcuno con le sanguisughe.

    Annalisa Neviani

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    1. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Ecco, qui emerge che voi due ne sapete decisamente più di me su Natuzza Evolo, perché io ignoravo del tutto gli episodi riportati da Annalisa 😂 (e onestamente anche quelli riportati da Deborah, nel senso che sì, so che Natuzza è esistita e cosa ha fatto, ma non ho mai approfondito più di tanto la sua figura). Diceva di vedere persone viventi, davvero?

      Lasciando a voi il resto della discussione per inaggirabili limiti di ignoranza mia 😛 dico però: state buone, se potete! 😛 Per come l’ho letto io, il “con Natuzza avresti fatto una pessima figura” non era un attacco a te Annalisa, ma una battuta circa il fatto che, sanguisughe o no, lei avrebbe continuato ad avere comunque le sue visioni, quindi la terapia sarebbe fallita XD

      (Io comunque, addosso a qualche buontempone, le sanguisughe gliele tirerei per davvero oh. Sicuramente non sono curative, ma possono impartire altri tipi di lezioni 😂)

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      1. Avatar di Sconosciuto

        Anonimo

        Chiudo qui ogni considerazione su Natuzza, perché aspetto le decisioni della Congregazione per le cause dei Santi.
        Roma locuta, quaestio soluta.
        Annalisa.

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    2. Avatar di Deborah

      Deborah

      Cara Annalisa,
      ho notato solo ora, per puro caso grazie alla mail, la tua risposta. Provvedo a chiarirmi, anche se non amo particolarmente questo format del “ti cito per risponderti passo-passo”, perché mi ricorda un po’ quei nerd accaniti quando discutono su Tumblr o su facebook delle loro serie tv preferite; o -peggio ancora- i gruppi, sempre su facebook solitamente, di confronto in stile “Scienza vs. Fede”. D: Madre mia, che scleri assurdi, certa gente… ma torniamo a noi:
      – quando tu dici: <> parti del presupposto che la mia volesse essere, a tutti i costi, una provocazione, ma non è assolutamente così: era un modo per attaccare conversazione senza troppi preamboli, perché non sono l’avvocato di nessuno, ci tengo a chiarirlo, però so cosa dicono, per la maggiore, le persone su figure simili, ormai.
      Per il resto, non entrerò nel merito di tutto quanto sollevato qui, perché uscirei completamente dal topic dell’articolo, e, pensandoci, mi pare cosa per nulla corretta da fare nei confronti di Lucia e del suo lavoro. Però una cosa vorrei definirla per bene: noto che sei molto propensa a fidarti del cicap e di Wikipedia. Adesso, tu dici anche di essere distante dall’uaar (cosa che non stento a credere, altrimenti non saresti qui), ma il cicap è l’uaar con la maschera dell’autorevolezza, non prendiamoci in giro.

      Parliamo proprio di Elisa Claps: ciò che tu racconti viene riportato dal cicap stesso, ovviamente, ma la fonte risiede in un libro scritto dal fratello della sfortunata giovane, Gildo Claps, con la prefazione di Federica Sciarelli, giornalista ed attuale “capoccia” della nota trasmissione “Chi l’ha visto?”. Per carità, davvero un utilissimo programma, uno dei pochi della televisione italiana, ma la cui vena politica è evidente, come in ogni programma RAI. In più, sappiamo bene che Gildo è un po’ come Pietro Orlandi, anche se, a differenza di quest’ultimo, lui non brancola più nel buio più tetro per quanto riguarda le sorti drammatiche della sorella.
      Questo per dire che io, pur non biasimando minimamente la rabbia di questo fratello, mentirei a me stessa se dicessi di non vedere l’ossessione anticlericale, in lui. Andiamo, continua tutt’oggi a voler a tutti costi mettere in mezzo qualche ben mirato sacerdote nel caso di sua sorella, insoddisfatto di quanto scoperto con l’incarcerazione di Restivo (che ad oggi osa dirsi ancora innocente riguardo l’omicidio di Elisa). Ha ragione? La Chiesa ha sbagliato in qualche modo nel caso della Claps? Forse sì, ma da tempo il colpevole c’è. Eppure, la gente è talmente indotta -anche da programmi come quello della Sciarelli- a dimenticarselo, che per alcuni, sul caso Elisa, vige ancora un effetto mandela allucinante, che vede un “misterioso” prete come assassino. E sì, ho parlato di persona con diversi individui convinti di ciò! Al punto che, in un’occasione, sono arrivata a dover far leggere ai miei interlocutori articoli online di giornali famosi per farmi ascoltare.

      parte 1 di 2

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      1. Avatar di Deborah

        Deborah

        parte 2 di 2
        _segue da sopra_

        Oltretutto, in questo libro, la parte dedicata a Natuzza è brevissima, perché brevissimo è stato l’incontro fra la madre di Elisa e lei. A riguardo si legge questo: “[…] In realtà non era a una sensitiva vera e propria che pensava di rivolgersi ma a Natuzza Evolo, un’anziana signora protagonista di episodi inspiegabili quali presunte apparizioni e colloqui con Gesù, la Madonna, Santi e defunti. Scoprii senza meraviglia che questa persona era il fulcro di un universo fatto di pellegrinaggi ed indagini ufficiali da parte dell’autorità religiose. Il mio scetticismo mi fece liquidare questi eventi eccezionali come fenomeni esito di mera suggestione [n.d.a. ricordiamoci tutti chi sta scrivendo]; mamma invece aveva deciso di provare, tentai di dissuaderla ma quando mi resi conto che per lei poteva essere un momento consolatorio, mi arresi. Per principio, però, questa volta non la accompagnai, con lei andò mio fratello Luciano. Quando tornarono in tarda serata, chiesi con una punta di sarcasmo nella voce come fosse andata. Mamma mi disse che era stato un colloquio molto breve dopo un’attesa di ore, perché erano centinaia le persone che aspettavano di essere ricevute. La Evolo le aveva solo detto che non vedeva Elisa tra i defunti e che quindi doveva essere viva, presto avrebbe avuto un segno che le avrebbe chiarito ogni cosa. [n.d.a. ed eccoci alla patata bollente, come si usa dire: la Evolo le disse che doveva essere per forza viva e che, quindi, avrebbe ricevuto un suo segno da viva o solo che non la vide fra i defunti in quel momento? Perché c’è un’enorme differenza fra le due dinamiche, come nel caso di chi vede o dice di vedere defunti e chi generiche figure umane-, dato che la Evolo ripeteva sempre che non comandava le visioni, quindi potrebbe essere stata la speranza della madre a fare il resto] Resistetti alla tentazione di schernire l’oracolo solo perché, dopo mesi, vedevo mamma un po’ più serena. Mi dissi che in fondo andava bene così, le strappai solo la promessa che quello sarebbe stato il primo e ultimo tentativo del genere. ” E questa è l’intromissione di Natuzza Evolo nel caso Elisa Claps, raccontata da un uomo sofferente e, soprattutto, anticlericale, in più sfruttato in maniera ignobile dalla stampa a convenienza, come il già citato Pietro Orlandi.

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    3. Avatar di Sconosciuto

      Anonimo

      Mio zio, falegname, e la moglie casalinga, hanno tirato su 3 figli, uno dei quali avvocato. Sul fatto di Elisa Claps, mistici come Natuzza, Padre Pio non sono sempre illuminati, anzi tutt’altro, sono più le volte in cui “sbagliano”. C’è un’infinità di persone che è tornata scontenta dagli incontri con queste figure. Ciò non significa che siano stati personaggi fasulli. Alla fine è inutile discutere, la verità la sa solo chi la vive in prima persona, ognuno si basa sulla propria esperienza

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  6. Avatar di Francesca

    Francesca

    Grazie 🙂
    Intanto aggiungo io una lampadina che mi si è accesa – e sarebbe interessante sì, anche per questa, la versione del medico.
    Per un ipotesi NON complottista: io farei una virata in campo oculistico. È una virata azzardata perché ne so pochissimo però dovrebbe esistere un qualche disturbo (raro) di persistenza delle immagini sulla retina… O qualcosa di simile. Il sospetto (mio) è dato dai seguenti fatti riportati da Nicolai:

    – non fa differenza tra vivi e morti, e neanche tra persone conosciute / sconosciute (quindi è pure possibile che – pur nella sua pretesa di razionalità – abbia scambiato una faccia di un vivo per quello di un morto, mentre invece erano tutti vivi, visto che dice che non sono stretti conoscenti. Cioè: magari ha visto gente in giro per strada e poi gli è “riapparso” qualcuno “sulla retina” – per così dire.

    – ad un certo punto dice che le immagini si affollano e si scontrano tra loro. Sembra più un fenomeno ottico che psichiatrico.

    – quando le “visioni” cominciano a scomparire lo fanno con procedura “fotografica” … con lo slavamento progressivo dei colori e – ciliegina sulla torta – con PEZZI anatomici che rimangono per un certo tempo, prima di scomparire del tutto. Anche questo suggerisce piuttosto un fenomeno ottico / oculistico.
    O, nella peggiore delle ipotesi, un transitorio (nonché leggerissimo) ictus e/o patologie cerebrali con conseguenze _anche_ sulla visione.

    Bisognerebbe consultare un oculista o un neurologo (nel senso dell’esperto di cervello).

    Resterebbe in ogni caso da spiegare che cosa può avere a che fare il salasso con la scomparsa dei sintomi. Boh 🤔

    Se per caso mi rispondi nei giorni dopo la passeggiata: Buona passeggiata 😇 Bella idea 👍

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    1. Avatar di Lucia Graziano

      Lucia Graziano

      Però a un certo punto, dopo circa quattro settimane di malattia, le immagini hanno anche cominciato a parlargli e/o comunque a emettere suoni (inizialmente le sentiva parlare tra di loro ma non con lui). D’accordo la persistenza delle immagini sulla retina, ma qui abbiamo proprio immagini parlanti… 👀

      Fermo restando che, qualsiasi problema avesse il nostro amico, chiaramente aveva un problema molto serio 😂 e (così a naso, da ignorante che sono ovviamente) probabilmente anche multi-sfaccettato. Immagino che per dare il via a una roba simile ci sia stato un concorso di concause, o comunque un disturbo molto particolare, perché diciamo che di storie simili non se ne sentono raccontare tantissime…

      (Precisazione sul fatto che le immagini che gli apparivano non erano quelle di stretti conoscenti: è vero, però da come si esprime non erano nemmeno immagini di conoscenti lontanissimi. Lui dice che non ha mai visto persone con cui aveva “rapporti di frequentazione quotidiana”, che, per come l’ho interpretata io, potrebbe voler dire che non gli sono mai apparsi gli amici più intimi, la moglie, i parenti stretti, i colleghi di lavoro che vedeva quotidianamente. Da come si esprime, però, io ho tratto l’impressione che vedesse – tra i vivi e i morti – anche delle persone che non frequentava così spesso ma che comunque conosceva abbastanza bene; a un certo punto parla anche di “amici stimati” che gli apparivano in visione per offrirgli parole di conforto. Quindi un certo grado di confidenza c’era comunque, con alcuni di questi “fantasmi”: non erano solo immagini di gente del quartiere che vedeva per strada, ecco).

      (E grazie per la passeggiata! 😀 L’idea non è mia ovviamente, ho solo avuto il piacere di essere invitata, ma speriamo che venga una cosa carina 😉 )

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      1. Avatar di Francesca

        Francesca

        Beh… Allora torno al gomblotto 😁 perché la malattia e la risoluzione della stessa – considerando sintomi, modalità di insorgenza e cura istantantanea con le sanguisughe – tutte ‘ste cose danno un quadro troppo strano.
        Se scopri di più e se puoi avere il parere di qualche medico o psicologo di professione come la dott.ssa Zaccaro… Aggiornaci!
        Grazie

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        1. Avatar di Lucia Graziano

          Lucia Graziano

          Ella ci sta già leggendo, financo osservando che stiamo facendo discorsi molto interessanti (pensa te!). Appena ha tempo per scrivere una cosa ben scritta, ci risponde 😜

          (Comunque sì, diciamo che, ovviamente, anche io sono perplessa per la risoluzione istantanea dopo il salasso. O meglio: posso immaginare che Nicolai si fosse a tal punto convinto che il salasso avrebbe risolto tutti i suoi problemi, che a un certo punto l’effetto placebo ha fatto effetto (e che le apparizioni sono diventate sempre più convulse e frenetiche, con gente “che andava a sbattere l’una contro l’altra” proprio perché lui inconsciamente aveva la percezione che quelli sarebbero stati gli ultimi momenti di malattia. Quindi sì, ok l’effetto placebo, ma davvero basta quello a far sparire fenomeni allucinatori durati due mesi? 😶 Magari sì eh, ma non ho proprio idea e ovviamente anche io resto perplessa per quello. Il resto, pure pure…)

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          1. Avatar di Francesca

            Francesca

            Nell’attesa che la dott.ssa Zaccaro trovi tempo e modo di fare un intervento… (tanto il caso rimane quello ed è un “cold case” già da mò 😁 perciò mese più mese meno non cambia)…
            Metto qua un’ulteriore ipotesi.
            Presupposto: l’esaurimento psicofisico di Nicolai (o comunque si voglia definire il suo stato di prostrazione).
            In tale stato – dopo tanti mesi di carenza di riposo e di sonno – egli potrebbe aver avuto (quasi all’improvviso) dei frequenti episodi di “cadute” in un semi-dormiveglia, durante i quali i sogni si mescolavano alla vita quotidiana.
            A sostegno di questa ipotesi potrebbe starci il fatto che Lucia riferisce:
            “Discreti, tendevano a non disturbare quando Nicolai si trovava in contesti pubblici affollati; quasi mai gli apparvero mentre camminava in strada”.

            Ecco: quei contesti sono situazioni in cui più difficilmente una persona cade nel dormiveglia.
            Dopodiché… Rimanendo sempre un mistero la cura istantanea del problema… Tuttavia si potrebbe ipotizzare che una botta di adrenalina (a causa della terapia “invasiva”) abbia rimesso in ordine in qualche modo il ritmo sonno-veglia.

            Concludo con un’altra possibilità:
            nel report si dice che Nicolai era già in terapia con farmaci (per altre cose). Ebbene: magari all’epoca non erano così consapevoli come lo siamo oggi di eventuali effetti collaterali delle sostanze assunte. (Sarebbe interessante sapere cosa prendeva). E può essere che – in concomitanza col salasso – Nicolai abbia sospeso le altre terapie e siano così scomparsi gli effetti collaterali?

            In fiduciosa attesa (e non importa quanto ci vorrà), vi invio un caro saluto 😇

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  7. Avatar di Elena

    Elena

    Ehm… Come si può commentare un post del genere…
    Mettendo da parte un attimo l’efficace cura, la cosa che mi stupisce è il fatto che Nicolai ha chiaro il concetto di allucinazione (sa che queste visioni sono provocate da uno stato di prostrazione nervosa) e contemporaneamente non esita a dichiarare che si tratta di fantasmi…che di certo non possono essere allucinazioni…non so se mi spiego, se sei certo che le visioni siano provocate da un’alterazione mentale, non puoi credere ai fantasmi…. E se dopo la cura non li vedi più, non potevano essere fantasmi!

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  8. Avatar di Ago86

    Ago86

    Tra commenti che scompaiono per poi riapparire e commenti che finiscono come risposta ad altri commenti…penso che questo post sui fantasmi abbia scosso qualche spirito permaloso 😀

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