Halloween, la storia vera. Parte III, nella quale entrano in scena le zucche e gli scherzetti
E adesso, cosa diamine mi stanno a significare delle zucche che smontano cancelli in una vecchia cartolina d’auguri per Halloween?!
Read More…Storia e Folklore
E adesso, cosa diamine mi stanno a significare delle zucche che smontano cancelli in una vecchia cartolina d’auguri per Halloween?!
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C’è un legame profondissimo che lega le nostre tradizioni popolari alla vigilia del giorno dei Morti, la visione cattolica dell’Al-di-Là e la festa di origine anglosassone che oggi conosciamo come “Halloween”.
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Dirò di più: una volta, le tre cose erano un tutt’uno.
Mi direte: e perché ora non lo sono più?
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Halloween è la festa più incompresa del calendario.
Tutti ne parlano, tutti dicono la loro – eppure, quasi nessuno conosce in maniera approfondita le tappe che hanno portato, attraverso i secoli, alla nascita dell’odierna festa di Halloween.
Proviamo a scoprirle insieme?
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Voi ci credete, ai fantasmi?
Se andassi in giro a fare seriamente questa domanda, oggidì potrei guadagnarmi tutt’al più qualche occhiata interdetta.
Qualche secolo fa, la medesima domanda avrebbe probabilmente gettato nel panico il mio interlocutore. E non perché il tapino avrebbe avuto l’impressione di star parlando con ‘na pazza, una strega, una spiritista che fa rituali strani.
No: perché la domanda diretta, “tu credi o non credi all’esistenza dei fantasmi?”, avrebbe di fatto costretto il mio interlocutore ad ammettere la sua confessione religiosa.
Cattolica, o protestante?
Pelagia “venne avanti con molta appariscenza, adornata a tal punto che nulla si vedeva su di lei se non oro, perle e pietre preziose. Persino il collo dei suoi piedi era ricoperto di oro e perle”.
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La sera del 4 ottobre 1582, papa Gregorio XIII si tolse le pantofole e si infilò sotto le coperte, per risvegliarsi il 15 dello stesso mese.
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Sui social, non è infrequente leggere il divertito sfogo di una sfortunata acquirente che scrive qualcosa tipo: “ho speso 200 euro per comprargli il gioco all’avanguardia, e lui che fa? Me lo schifa e si mette a giocare con la scatola”.
“Lui”, in genere, è un bambino piccolo oppure un gatto.
Per oggi lasciamo perdere il gatto e focalizziamoci sul bambino.
Essere sorpresi da una catastrofe che ti costringe alla fuga, ovviamente, è sempre una tragedia.
Ma se alla tragedia si aggiunge l’imbarazzo di essere costretti a una fuga improvvisa quando ti stai facendo i fatti tuoi, magari in piena notte, e il tuo abbigliamento è sotto al limite della decenza?
E così, il 12 settembre 1683, le truppe cristiane ricacciarono i turchi sventando il loro attacco alla città di Vienna. Per commemorare la vittoria, nacque un dolce a forma di mezzaluna: il croissant.
…ma anche no!
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La nostra fede è probabilmente più convinta e più formata rispetto a quella dei nostri trisavoli, ma è anche parecchio disancorata dalla nostra quotidianità.
E, secondo me, ‘sta cosa non va mica bene.
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