Di come la Grande Guerra cambiò il nostro modo di vivere il lutto

La Chiesa anglicana fu la prima ad esprimersi sul tema, dando il via nel 1880 a una Church of England Burial, Funeral e Mourning Reform Association che incoraggiava i fedeli a cercare “la semplicità, a discapito dello spettacolo” nell’organizzazione del triste giorno. Alla prova dei fatti, la maggior parte della popolazione restò attaccata alle tradizioni. Fu un singolo evento storico, dalla portata dirompente, a dare una netta accelerata a quel cambiamento di costume che si cominciava appena a intravvedere.

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Giuda: un destino già scritto, dice la leggenda

E dire che Ruben lo sapeva benissimo di starsi prendendo una fregatura, quando aveva accettato quel ruolo. “Vuoi farmi fare il mago astrologo in una leggenda cristiana medievale?” aveva detto a suo tempo all’agiografo. “Mi puzza di fregatura lontano un miglio, questa storia”.

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Le scorpacciate? Importanti quanto il digiuno: lo dicono i santi!

L’astinenza dalle carni e la pratica del digiuno sono sempre stati considerati elementi assai importanti per la pratica della virtù cristiana. E fin lì, d’accordo.
Ma che succede quando, per colmo di disgrazia, un giorno di festa (in cui sarebbe d’uopo concedersi una magnata come poche) cade di venerdì (giorno in cui bisogna osservare l’astinenza e la morigeratezza a tavola?).

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La cucina monastica: alla base della cucina d’Europa

“Ma noi non siamo mica monaci”, potrebbe dire qualcheduno. “Al di là della pura curiosità accademica, perché dovrebbe interessarci sapere in che modo mangiavano i monaci del passato?”.
Beh: perché la dieta monastica ha influenzato fortissimamente le norme alimentari che, nel corso dei secoli, Santa Madre Chiesa ha voluto prescrivere anche ai laici. E non solo! A un livello normativo, economico e socio culturale, il regime alimentare adottato dai monasteri ha plasmato assai profondamente il modo occidentale di mettersi a tavola.

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