Parole Di Cui Pentirsi

“Lucia… ci sarebbe… se vuoi… sai quei quattro giorni di conferenze, a marzo? Spiritualità, formazione, e…”.
“Va bene!”.
“Sì, cioè… cercavano giovani con la voglia di impegnarsi, e io avevo pensato a te, ma non devi… se non vuoi non è un problema, io te lo proponevo solo, per…”.
“Sì! Va bene!”.
“Ecco, ehm, ma sono quattro giorni solo di conferenze, è pesante…”.
“Non importa! Va bene!”.
“La giornata inizia alle 6.50 del mattino…”.
“Va bene!”.
“E non ho nemmeno il programma da farti vedere, ma se decidi di aderire devi firmare entro questo pomeriggio, quindi sarebbe a scatola chiusa, e…”.
“Va bene!”.
“Ecco, e, ehm… dettaglio: è a Roma”.
Va bene!”.
“E ci si va in treno, da Torino”.
Va bene!”.
“No, ma non pensare di fare la turista a Roma fra una conferenza e l’altra: non puoi uscire proprio, non hai tempo, dodici ore di studio no-stop, non è una vacanza nell’Urbe…”.
Va bene!”.
“E’ spossante, anche fisicamente…”.
Va bene!”.
“… e quindi dico che accetti? Ma non ho il programma, non so niente: non so dove vi alloggiano, non so come viaggiate, non so cosa vi danno, sei sicura…?”.
“Mi fido! Va bene!”.

A mente fredda, un’unica, inquietante domanda mi attanaglia.

Sto forse diventando scema?

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