Personale

Honest Scrap

Coalizzandosi contro di me in assoluta sincronia, Antaress e Claudio mi hanno incantenata a questo meme che sta girando su Internet. Il gioco, spiega Antaress, consiste nell’indicare onestamente dieci cose che mi riguardano e che probabilmente chi legge il blog non sa, e infine indicare altri dieci martiri che dovranno sottoporsi al medesimo gioco per non risultare dei vecchi barbagianni poco 2.0.Comprendetemi, amici miei: non potevo rifiutare. Per cui, fingete in qualche modo d’essere molto interessati ai fatti miei: fatevi coraggio, orsù, e cominciate a leggere.



1)
Dopo essermi maciullata il mio piede sinistro addì 2 aprile del 2001, ho rimediato, volente o nolente, una esenzione totale dall’Educazione Fisica. “Esenzione totale dall’Educazione Fisica” vuol dire che, mentre i tuoi compagni sono in palestra a far ginnastica, tu ti siedi su una panchina ad aspettare che il tempo passi: io, al Liceo, facevo passare il tempo aiutando la professoressa. Quindi arbitravo le partite, cronometravo i miei compagni, preparavo cavalletti e tappetini per gli esercizi, e così via dicendo.
Ovviamente, però, la professoressa non poteva darmi un voto in base alla mia capacità di maneggiare un cronometro. E, per contro, io non potevo certo beccarmi un “non classificabile” solo perché ho un piede distrutto.
Di conseguenza, il mio voto di Educazione Fisica me lo guadagnavo sulle sudate carte: come per qualsiasi altra materia scolastica, studiavo un manuale e poi facevo i compiti in classe. Nel corso dei miei cinque anni di Liceo, credo di essermi studiata la gran parte dei manuali di Educazione Fisica mai stati in circolazione: sono passata dall’alimentazione alla medicina sportiva, per arrivare alla psicomotricità e alla biochimica del corpo umano.
Come avrete forse intuito dalle righe di cui sopra, erano argomenti comunque abbastanza tosti. Diciamo pure che, assieme all’Algebra e alla Chimica, l’Educazione Fisica era la mia bestia nera e il mio spauracchio.
Il Greco no, non mi ha mai preoccupata. Ma l’Educazione Fisica era veramente la grande, angosciante incognita, tutte le volte che ritiravo la pagella…
(I miei compagni di classe del Liceo non hanno ancora finito di prendermi in giro, per questo).
2) Quand’ero molto piccola, avevo visto un film su Bernardette: di conseguenza, avevo deciso che anch’io, da grande, avrei visto la Madonna (giusto per far capire la profondità delle mie aspirazioni mistiche, aggiungo che, fino a qualche giorno prima, il principale obiettivo della mia vita era quello di diventare una sirenetta).
Sì, insomma: io volevo vedere la Madonna. Ed ero assolutamente sicura che anche la Madonna avesse una gran voglia di vedermi, e che specificamente mi sarebbe apparsa sulla bilancia pesa-persone di mia madre. Di conseguenza, per non farmi cogliere impreparata, nelle due settimane successive io ho passato gran parte dei miei pomeriggi chiusa nel bagno di casa mia, inginocchiata a mani giunte davanti alla bilancia, nella fiduciosa attesa che la Madonna si manifestasse.
Ci sono rimasta molto male, quando ho realizzato che la Madonna non aveva nessuna intenzione di venire a pesarsi nel bagno di casa mia.

3) Un mio ex-professore del Liceo sostiene che sono l’anello di congiunzione mancante fra rettili e mammiferi.
Sigh.

4) Non mi piacciono i jeans. E – udite udite – non ne ho mai messo un paio in vita mia.
Cioè, un paio sì: avevo sette o otto anni, e i jeans erano il “costume” per il mio saggio alla scuola di danza. Probabilmente, il dover ballare in pieno giugno con un paio di jeans addosso non ha propriamente contribuito a rendermeli più simpatici (si moriva dal caldo)… fatto sta che, da allora, non ne ho più indossati.
Ventun anni e mezzo di vita, passati senza mai indossare i jeans.
Riuscireste a crederci?

5) Giusto per confermarvi che appartengo in realtà a una razza aliena sbarcata per caso su questo pianeta: oltre a non amare i jeans, io detesto il cioccolato. Alla domanda su “che mondo sarebbe senza Nutella”, io rispondo in tutta franchezza che sarebbe un mondo migliore.
Mia mamma non si è ancora ripresa da una scenata isterica che le ho fatto alla tenera età di tre anni e mezzo, quando la poverina ha additato un grosso barattolo di Nutella in offerta al supermercato, chiedendomi se, per caso, lo volessi.
Noooo, mamma, ti preeego, la Nutella noooo!”, ho cominciato a singhiozzare nel bel mezzo del supermercato, con i clienti sconcertati che si fermavano a guardarmi. “Sono stata braaava, non ho fatto nieeente, ti preeeego, non darmi la Nuteeeella! BUAAAAHHHH, non lo faccio piùùùù, PERDONAAAMIIII!”.

6) In compenso, mi piacciono molto i giocattoli.
Più che altro, ho ereditato la passione per le bambole che già aveva mia madre: e adesso vado matta per bambolotti di ogni genere e tipo (i miei preferiti sono i reborn).
Se volete veramente farmi felice, regalatemi un vestito di ricambio per le mie bambole.

7) Io soffro moltissimo il mal d’auto (di conseguenza, detesto viaggiare); e i miei nonni, negli anni Sessanta, hanno comprato in Liguria una bella casetta sul mare.
Questi due fattori, combinati assieme, hanno fatto sì che io abbia trascorso tutte le vacanze della mia vita, senza eccezione alcuna, in vacanza nella mia casa in Liguria.
Fino ad un anno fa, quando sono andata a Roma, non avevo mai messo piede in un albergo.

8) A proposito: se non avessi trascorso tutte le vacanze della mia vita in Liguria, probabilmente non sarei diventata amica dell’Amica Ritrovata.
Dell’Amica Ritrovata ho già scritto qualcosa in passato: in particolar modo, avevo raccontato di come io e lei ci divertissimo a giocare “alle suore”. Cioè, fingevamo di essere suore, e ci occupavamo di un orfanotrofio di bambole.
Ora: l’Amica Ritrovata, come forse ricorderete, ha due sorelle, leggermente più grandi di noi due.
Queste due sorelle, invece di unirsi ai nostri giochi, tendenzialmente giocavano in disparte e ci facevano i dispetti – piccoli dispetti da bambini, tipo nasconderci un bambolotto e così via dicendo. Fatto sta che, io, a un certo punto mi ero scocciata, e le avevo redarguite severamente: “non potete darci fastidio: noi siamo suore! Finirete all’Inferno, se date fastidio alle suore!”.
Le due sorelle non erano fatte prendere alla sprovvista: “evvabbeh, noi allora siamo sacerdoti! Siamo vescovi! Voi siete solamente delle suore, e quindi dovete obbedirci!”.
Il ragionamento ci sembrava ineccepibile, e per tutto il resto dell’estate abbiamo preso ordine dai due vescovi.
Solo che, a me, la cosa non andava giù per niente: anzi, ero proprio arrabbiata con quei due vescovi dispettosi, che continuavano comunque a nasconderci i bambolotti. Arrivata a casa, mi lamentavo con mia madre e sfogavo le mie frustrazioni scrivendo il mio diario – che esiste ancora, e che ho ritrovato per puro caso, quest’estate, in un cassetto.
Ed è stato solo allora che, con una risata, mi sono tornati alla mente i giochi estivi di cui sopra.
Perché – piccola anticlericale in erba – a sette anni riempivo il mio diario di improperi tipo “vescovi  maledetti!”, “sacerdoti malvagi!”, “ho paura di quel prete cattivo” (ussignur), e così via dicendo.

9) Oltre a rendermi edotta sulla appassionante storia delle mutande smesse, la mia università mi sta insegnando un sacco di altre cose utilissime.
Ad esempio, saprei dire “tagliami la barba” in volgare bavarese dell’ottavo secolo.
Se qualcuno di voi stesse per fare un viaggio nel tempo e avesse bisogno di un interprete, sappiate che sono disponibile: prezzo trattabile.

10) Ma soprattutto: so che gusto hanno le canne di un organo. Indovinate?

Ed ora, ecco a voi le sconsolate vittime sacrificali i festanti blogger fortunati che avranno lonore di continuare questo meme:

1) Marina, perché è troppo comprensiva per uccidermi;
2) Elfo Erech, perché l’eroe cortese di cui porta il nome non si sarebbe certamente rifiutato;
3) Nacochan, perché anche lei sa tante cose interessanti sulla storia delle mutande;
4) Daniele, perché essendo senza un blog si sente esonerato… ma non sa che lo ospito volentieri nei commenti;
5) StellaSenna, perché ha sempre qualcosa da raccontare;
6-7) Aerie e Chiara, perché magari si divertiranno;
8-9) AliceFallin e Kornelya, perché magari ricominciano a postare;
10) Chiunque altro abbia voglia di fare questo gioco, perché io sono curiosissima!

25 thoughts on “Honest Scrap

  1. Ah non me lo dovevi fare XD
    Va bene dai, dopo ci penso!

    Secondo me sanno d’incenso le canne d’organo!

    Eheh… io sapevo già la 1, la 4 e la 9 e un po’della 7 :P

    La più esilarante è la storia delle suore XD Sto per cadere dalla sedia per il ridere, credimi!

    Non sei l’unica a cui non piace il cioccolato, a me la Nutella ad esempio non ha mai rappresentato una grande attrattiva… almeno finchè non sono andato all’Università XD ihih

    Mi fanno un po’impressione quelle bambole, mamma mia, ma come fai?

    Daniele

  2. Stella, le canne d’organo hanno un gusto u_u
    Che… no, Daniele, non è gusto d’incenso :P

    Daniele: è vero, alcune cose le avevo già scritte qua e là nei commenti :-)
    Guarda: a me, il cioccolato non dice un granché – la Nutella fa venire la nausea proprio. Preferirei mangiare un broccolo piuttosto che un giandujotto – il che, per una Torinese, è anche abbastanza umiliante :P
    Tu non ti sentivi un emarginato, durante le feste di compleanno di quand’eri piccolo? Io, tutte le volte che andavo a una festa di compleanno di un qualche mio amichetto, mi trovavo davanti a distese di cioccolato e Nutella – e io lo trovavo disgustoso! Tutti gli altri si divertivano, e io ero lì in un angolino a digiunare… :-S

    Quanto ai bambolotti: mannò, sono carini! :-D
    Io vado matta per quelli della Berenguer, mi piacciono veramente tantissimo.
    (Ecco, in effetti non mi piacciono quelli con gli occhi chiusi. Quelli fanno un po’ impressione anche a me, sembrano dei neonatini morti.
    Ma gli altri sono cariiiini… :-D)

    Aerie: secondo il mio professore, io ho il sangue freddo (perché ho sempre le mani gelate). Di conseguenza, sono un mammifero a sangue freddo: ergo, l’anello di congiunzione mancante fra rettili e mammiferi.
    I miei professori mi amano molto, come noti… :P

    E quanto al fatto che non mi piaccia la cioccolata… ma nooo, non dirmi così! Io confidavo in te! Volevo giusto chiederti di inventarmi un cioccolato senza gusto di cioccolato! ç__ç

  3. Ehm… no in effetti non mi sentivo emarginato perchè la cioccolata la mangiavo, ma non la nutella propriamente :P

    No no, a me fanno impressione, come fa impressione la statua di un certo Beato >__< brr mi vengono i brividi

    Anche la 2 è esilarante, già :P

    Daniele

  4. molto molto molto divertito dal fatto che la Madonna ti abbia tirato il pacco riguardo la bilancia…la prova costume evidentemente è dura per tutti! :D
    La nutella…ti appoggio in tutto e per tutto…ma purtroppo io ho un difetto: esco pazzo per il cioccolato fondente, mi spiace!

  5. Guarda, quella della Madonna sulla bilancia è una perversione degna di Alex in “Arancia Meccanica”… non ho parole… :-P

    Humm, cercerò di farlo. Ma tra i lettori del mio Blog ho Astrid (che certe cose è meglio che non le sappia) e… … basta!
    Poi chi incanteno io?

  6. 1- congiunzione tra rettile e mammifero?…cioè?
    2- quelle bambole sono veramente raccapriccianti!!
    3- mi viene solo una battuta sconcia a pensare al “gusto delle canne dell’ Organo”!

    però lo farò….
    e grazie, eh!
    molte grazie!

    chiara

  7. Daniele: ah beh, se mangiavi la comune cioccolata, allora tu sì che riuscivi a integrarti! :D
    Giuro, quand’ero piccola era un “problema” vero. Anche perchè – forse dipende dalla posizione geografica, non so – ad ogni festa c’era solo Nutella, e cioccolato, e giandujotti, e crostate al cioccolato, e cioccolata calda, e così via dicendo…
    Cioè: feste mono-tematiche al cioccolato! Nient’altro! Niente salatini, niente marmellata, niente pizzette, niente torta alle mele, niente di niente!
    Capisco che Torino è la città del cioccolato, ma così… :-S

    Eclipses: in effetti… anche Lei è pur sempre una donna! ;-P

    Nacochan, ElfoErech, Claudio: volete ridere?
    Pare che un sacerdote ci abbia fatto una predica, a partire da ‘sta cosa di me che aspetto la Madonna sulla bilancia del bagno :-S
    Pare che sia partito da lì per dire che in ogni essere umano c’è il bisogno di mettersi in contatto col divino :-S
    Mi si assicura che i suoi parrocchiani hanno riso tantissimo :-S

    Astrid: grazie! :-*

    chiara:
    1) siccome io ho sempre le mani gelate, egli ha dedotto che io devo essere a sangue freddo. Di conseguenza, in quanto mammifero a sangue freddo, sono evidentemente l’anello di congiunzione mancante >_>

    2) ma tu non puoi dirmi che i miei bambolotti sono raccapriccianti! BUAAAAAHHHHH!
    ;-P

    Claudio, quanto ai bambolotti reborn ti racconto questa.
    Un bel giorno, negli USA, c’è stato un catastrofico incidente stradale: auto in fiamme, benzina che esplodeva, mezzi capovolti, feriti, terrore, eccetera eccetera. Pare che un poliziotto abbia rischiato la vita per soccorrere, all’interno di un’automobile già vuota, un povero neonato addormentato: evidentemente i suoi genitori l’avevano dimenticato lì presi dal panico, o forse erano stati i soccorritori a non notarlo…
    Bene: era un bambolotto reborn :-S

    Quanto ai vestiti: no, mi metto dei pantaloni di lana o cotone :P
    In realtà le gonne mi piacciono tantissimo (molto più dei pantaloni), quindi in effetti le indosso spesso.
    D’estate, a pensarci bene, porto solo gonne o vestiti.
    D’inverno, i pantaloni sono molto più comodi perché ti tengono caldo anche senza farti perdere tempo a infilarti i collant :P

    Quanto al punto 7… una volta, mio padre è andato a Napoli per lavoro, e i suoi “colleghi” napoletani gli hanno offerto di guidare la macchina a Napoli nell’ora di punta.
    Mio padre guida bene, non si fa troppi problemi al volante, ma ne è uscito profondamente scosso O.o

    Fuliggine: e infatti, mica te l’ho passato! :P

  8. Fatto Lucy :) io molte cose del tuo le sapevo :-P

    Ah e per educazione fisica, io ti capisco, ero esonerata per le gambe anche io, durante gli anni scolastici però non è andata male, non mi facevano studiare la teoria, solo l’anno della maturità vennero a dirmi che all’esame qualcuno poteva farmi una domanda O_O

  9. Quanto al punto 7… una volta, mio padre è andato a Napoli per lavoro, e i suoi “colleghi” napoletani gli hanno offerto di guidare la macchina a Napoli nell’ora di punta.
    Mio padre guida bene, non si fa troppi problemi al volante, ma ne è uscito profondamente scosso O.o

    A Napoli, come dire, il concetto di guida è molto “particolare”…
    Non lo invidio per niente.

    Oddio, ma allora è abitudine dei parrochi raccontare i fatti altrui durante le messe? XD Ogni tanto da noi uno se ne esce con “UN signore una volta…” Se il parrocchiano è in chiesa, si capisce subito, dato che diventa subito di tutti i colori! XD

  10. Daniele, puoi sempre dire: a che ora sei nato, che numero porti di scarpe, qual è il tuo colore preferito, eccetera eccetera…

    Nacochan, "fortunatamente" il sacerdote in questione non è il mio parroco e non opera nella mia parrocchia (cioè: non in quella di Pavia cui appartengo adesso, ovviamente, ma nemmeno nella mia ex-parrocchia torinese)… quindi può raccontare i fatti miei in giro quanto gli pare, senza che io arrossisca in diretta! :-P

    Daniele (#19): punto primo, provo una lacerante invidia per le feste di compleanno cui partecipavi tu da bambino: da me c’era sempre e solo cioccolato, giuro! Torta al cioccolato, crostata al cioccolato, cioccolatini, cioccolato caldo, caramelle al cioccolato, salami di cioccolato, panini alla Nutella, cioccolato e miele, frutta inzuppata nel cioccolato… un incubo! Giuro: nella quasi totalità delle feste, non c’era il salato, e non c’era nessun altro dolce che non fosse al cioccolato!
    Cioè, ma dai…
    Punto secondo, ammetto la mia ignoranza et il mio stupore: sai che non lo sapevo, che la polenta fosse anche un piatto tipico abruzzese? Pensavo fosse presente più che altro nella cucina dell’Italia settentrionale, invece adesso su Wikipedia scopro che è un piatto tradizionale anche in Ciociaria e a Napoli!

    Astrid: beh, però sulla fiducia non è nemmeno tanto giusto, nei confronti degli altri ragazzi che si ammazzano a fare il test di Cooper…

    Stella: grazie! :-D

    Aerie, è vero: ti avevo proposto lo stesso affare nel momento stesso in cui ho scoperto cosa fai di lavoro ;)

  11. Eh si, mi pare che abbiamo già parlato di polenta, da me è diversa, la fanno con sugo e salsicce o pancetta, e ovviamente formaggio a volontà. :P

    Mia madre invece ora si è fissata che vuole preparare un dolce tipico del Piemonte che abbiamo mangiato quest’estate, il bonet. Ti farò sapere se viene bene (anche se dubito di avere molte possibilità di fare paragoni). XD

    P.S. Ok ok, piano piano mi verrà in mente qualcosa!

    Daniele

  12. Il bonet!
    Ehm, non mi piace per niente
    Però è proprio uno dei dolci tipici piemontesi, sì: su su, fatelo!
    Peraltro… aehm, dirò un’eresia, ma se eventualmente voleste gustare un bonet "buono" senza perdere troppo tempo a farlo, io trovo che il bonet della Cameo (quello in bustina, tipo i preparati per budino) sia abbastanza simile all’originale. Altri bonet che si trovano nei supermercati non sono per niente simili a quello vero.
    Ma siete andati in vacanza in Piemonte, quest’estate?
    Peraltro l’hai anche scritto giusto, "bonet": in genere gli stranieri (essendo "stranieri" tutti quelli che non abitano in Piemonte ;-P) lo scrivono con la u (bunet), come si pronuncia ;)

    dabogirl: ma comunque io non le avrei rinfacciato il suo peso!

  13. Sarà perchè ci va il cacao che non ti piace? :P
    Io l’ho trovato buono, credo sia piaciuto più ai miei sinceramente, però mi pare alquanto originale! Da me non si usano proprio dolci simili a budini o al creme caramel, al limite trovi la panna cotta, quando vai al ristorante c’hanno di solito tiramisù, torta vari generi, crostate o profiterols.

    Non sapevo esistesse il Bonet della Cameo sinceramente, non mi pare di averlo mai visto nei negozi. Magari da voi si trova perchè è tipico, ma qui proprio non lo ricordo, forse perchè non l’abbiamo cercato, comunque lo faremo in maniera… classica :P

    Siamo stati in Valle d’Aosta, non è la prima volta, ma è stata la prima che abbiamo mangiato quel dolce.

    In realtà devo dire che abbiamo storpiato leggermente il nome all’inizio, ma proprio in una maniera bruttina, fatto sta che cercando la ricetta su internet (che poi è proprio semplice, come il creme caramel!) ho scoperto come si scrive esattamente.

    P.S. Ora che gli avatar di splinder sono più grandi sembra addirittura che Belle stia per piangere :P

    Daniele

  14. Bravissimi!
    A questo punto, il prossimo passo obbligato è la bagna cauda il 1° Novembre… ne siete consapevoli, sì?

    Il bonet della Cameo esiste, esiste… io l’ho trovato anche a Pavia e in Liguria :-) Nell’improbabile caso in cui qualcuno fosse interessato a vederlo, lo trovate qui (sez. "specialità", penultimo dell’elenco. Mannaggia al sito della Cameo, che impedisce di linkare direttamente la pagina!). Sicuramente, però, farlo in maniera tradizionale dà molta più soddisfazione

    (P.S. Visto che abbiamo parlato di grafia, quella riportata sulla Cameo è la grafia tipica del Torinese; nel Piemontese "standard", si scrive per l’appunto "bonet")

    (P.P.S. Angolo della cultura: ve l’hanno detto da cosa deriva il nome del dolce? "Bunet", in Piemontese, vuol dire "cappello" (il "bunet" è per eccellenza il berretto di lana che ti metti d’inverno)… e in effetti, la forma del dolce lo ricorda abbastanza )

    Peraltro… toglimi/toglietemi una curiosità: lì da voi all’estero (), ci sono le paste di meliga? Facendo mente locale, a Pavia non credo di averle mai viste (se non nel reparto dei prodotti tradizionali)… in Piemonte invece sono il biscotto per eccellenza! Io le adoro!
    Ora che ci penso, non so se son così diffuse anche nel resto d’Italia…

    E quanto all’avatar… nooo, non ditemi così, fate qualcosa, dobbiamo rallegrarlo! ç___ç
    (Per chi non se ne ricordasse: mesi fa c’era stata una mezza insurrezione popolare da parte dei miei lettori "storici", che mi domandavano perché mai avessi cambiato il mio sorridente avatar di Belle in un avatar in cui Belle non sorrideva più, e anzi era malinconica.
    Ma io non l’ho cambiato!!
    Evidentemente l’avatar si è intristito da solo, e a quanto pare la sua depressione sta peggiorando! AIUTO! )

  15. Mio padre queste specialità piemontesi e valdostane le ha mangiate tutte, a casa abbiamo anche la coppa dell’amicizia valdostana tutta lavorata. A me francamente la bagna cauda non ispira simpatia :P Conosco però i baci di dama… sono della zona di Alessandria, credo si?

    Comunque sia no, non si trovano. Da me per i biscotti usano molto la pasta frolla, fanno quei biscotti metà coperti di cioccolato fondente a varie forme, poi ci sono i cantuccini con mandorle e/o scaglie di cioccolato, anche i savoiardi si trovano molto, crostate e crostatine, biscotti di pasta di mandorla… poi noi abbiamo le neole o ferratelle, sono davvero speciali, anche con la crema.

    A Natale usiamo il parrozzo, e non manca mai un torrone Nurzia, duro da spaccare i denti o morbido al cioccolato. Le nocciole certo non sono come le vostre… A Pasqua invece si fa la pupa o il cavallo, per i bimbi, con l’uovo sodo (chiuso eh!) al centro e tutti quegli zuccherini sopra. Gli anziani la cioccolata dell’uovo la mangiano anche sul pane!

    Daniele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...