L’angolo del post intimistico

In confronto alla mia, la borsa di Mary Poppins era una miseria.
O un prototipo, più probabilmente: dopo essere stata testata da Hermione di Harry Potter, la Borsa Magica Dall’Infinita Capienza è infine giunta nelle mani della sottoscritta, sottoforma di borsetta nera in pelle.
La mia borsa nera – comprata peraltro a quattordic’anni, come prima borsa “adulta” dopo tante tracolle da bambina – è una borsa molto piccola, all’apparenza. La guardi, e dici “okay, qui dentro ci staranno portafoglio-chiavi-cellulare-fazzoletti-agenda, e basta”. E invece, sfidando un considerevole quantitativo di leggi della Fisica, la mia borsa nera riesce a contenere paccottiglia varia in quantità francamente inimmaginabili. Prima o poi, la porterò alla CICAP per un controllo; nel frattempo, mi sforzo di credere che la mia borsa non abbia niente di paranormale.
Più che altro, ha molte tasche.
Molte tasche oltre al ‘vano’ principale, intendo: io non le uso quasi mai, però in effetti esistono. E sono utilissime se hai bisogno di una tasca per cacciarci dentro quelle cose che ti trovi improvvisamente in mano e poi non sai dove mettere: biglietti del cinema, volantini del Testimoni di Geova, ricevute varie, e così via dicendo.
Orbene: qualche giorno fa, prendendo in mano la mia borsa, ho deciso di svuotare finalmente tutte queste tasche. Era ragionevole pensare che, nel corso degli anni, si fossero accumulate lì dentro le cose più improbabili; ma nemmeno le mie fantasie più sfrenate avrebbero potuto indurmi a pensare che avrei ritrovato, lì dentro…

  • un appunto scritto per il migliore amico dei tempi del Ginnasio, con il quale non parlo più da parecchi anni;
  • un biglietto del teatro per il Liolà di Gigi Proietti, che eravamo andati a vedere con la scuola (e che, per inciso, era di una volgarità assoluta);
  • il biglietto da visita del ristorante in cui abbiamo mangiato a Pavia, la primissima volta che siamo venuti a darle un’occhiata;
  • il biglietto da visita del negozio di tè in cui ho fatto shopping a Pavia, la seconda volta che siamo venuti a darle un’occhiata;
  • il biglietto da visita in cui avevo segnato i miei nuovi recapiti, quando ho traslocato a Pavia definitivamente.
  • il calendario scolastico del Liceo, del mio ultimo anno di Liceo.
  • i primi, timidi biglietti di istruzioni, su come procedere col mio lavoro in Biblioteca in assenza del Bibliotecario: “catalogare i libri dell’armadio aperto, con la sigla B Bi1 1, 2, 3… Attenzione alla ‘i’ minuscola!”.
  • la fotocopia di un questionario di valutazione, per la prima mostra che ho organizzato in Biblioteca.
  • un paio di collant di riserva per quando in Biblioteca c’è venuto il V.I.P. (in riferimento alla legge universale per cui, se stai per accogliere un V.I.P. e non hai dei collant di ricambio, sicuramente i tuoi collant si smaglieranno in maniera disastrosa).
  • la ricevuta dell’abbonamento alla televisione, per la casa di Pavia;
  • il vecchio scontrino di un negozio di giocattoli;
  • un biglietto di auguri per il mio quindicesimo compleanno, da parte della mia nonna adorata che nel frattempo è morta.

Non capita tutti giorni, di trovarsi davanti agli occhi gli infiniti frammenti di un gran bel pezzo della tua vita.

… ma, soprattutto: finalmente ho capito, come caspita facesse la mia borsa a pesare così tanto…

12 pensieri su “L’angolo del post intimistico

  1. StellaSenna ha detto:

    Bè però dai, a volte non è male trovarsi di fronte tutto quel passato.

    ps. io cambio borse in continuazione, solo ci trasferisco tutto senza nemmeno guardare…pesano sempre un sacco!

  2. utente anonimo ha detto:

    Il biglietto della nonna è una bella sorpresa, penso che lo conserverai con cura.

    Anche io ho un paio di queste borse, anche se non sono di pelle nera. E spesso ci trovo dentro qualche banconota ( ovviamente da 5 euro )

    Aerie

  3. marinz ha detto:

    Le borse delle donne sono uno dei grandi misteri che la scienza non riesce a spiegare… a parte gli scherzi è bello riscoprire il passato attraverso dei pezzi di puzzle trovati in tasche dimenticate
    un tuffo nel passato, magari dimenticato nei cassetti della memoria
    un sorriso e grazie del commento da me :)

  4. utente anonimo ha detto:

    Però, deve far venire una nostalgia pazzesca! :P

    Io ho lasciato lo zanio del liceo in camera mia su una sedia a prendere polvere per un anno. Al termine ho ritrovato ancora lì una fetta di ciambellone avvolta in un fazzoletto e dentro una busta di plastica per congelare. Immagino fosse ammuffito, però non puzzava perchè era dentro la busta. Me lo portai il giorno della terza prova ma siccome abbiamo finito presto non l’ho mai mangiata. :P

    Poi c’erano matite, bigliettini, la tessera del bus che prendevo quotidianamente per andare a scuola.

    Daniele

  5. utente anonimo ha detto:

    Io, come Stella, cambio borsa abbastanza spesso e tutte le volte butto via un quantità di carta incredibile.
    Più che altro scontrini vari.
    Vorrei una bella borsa grande come vanno adesso, ma evito di prenderla proprio perchè so già che diventerebbe una valigia!

    chiara

  6. Lucyette ha detto:

    Stella, anche io cambio borsa molto spesso, ma tutta ‘sta roba era contenuta nelle tasche esterne della mia borsa nera, che non uso mai (le tasche, dico, non la borsa).
    In compenso, io ho un portafoglio che pesa tantissimo. Pesa proprio di suo, eh, anche da vuoto. E peraltro è anche abbastanza ingombrante.
    Me l’hanno regalato, ma sta iniziando a diventare un problema… :P

    Eclipses: davvero!

    Aerie, io qualche mese fa ho ripreso in mano un vecchio (e orribile) portafoglio che mi avevano regalato secoli fa per Natale, e che è veramente scomodissimo, ai limiti dell’inutilizzabilità. Ero assolutamente convinta che fosse vuoto, e invece ci ho trovato dentro… cinquanta euro! O_O
    Incredibile… :-P

    marinz, concordo assolutamente: la scienza dovrebbe fare approfondite indagini, sulle borse delle donne. Certi fenomeni non me li spiego neanch’io

    Daniele, il dettaglio del ciambellone è struggente, giuro, non scherzo ç_ç
    Io però ho fatto di peggio.
    Cioè, ho traslocato a Pavia subito dopo la fine del Liceo.
    Quindi la mia stanza è rimasta assolutamente così com’era quando ho finito la maturità: i libri del Liceo sugli scaffali, gli appunti per l’ultimo ripasso chiusi nel cassetto della scrivania…
    Tutte le volte che torno a Torino mi sembra di essere tornata indietro nel tempo: la mia stanza si è fermata a giugno del mio ultimo anno di Liceo; sembra che il tempo, lì, non sia mai passato.

    chiara, tu gli scontrini li metti nella borsa? Io non ci riesco, ficco tutto quanto nel portafogli!
    Dopo una giornata di spese in giro (metti che vada, in un solo giorno, in supermercato, libreria, cartoleria, profumeria… è già successo), mi trovo col portafoglio inondato di scontrini.
    Peraltro, sono cliente abituale di un paio di negozi che danno sempre degli scontrini enormi (larghi come una banconota, per capirci) :-P

  7. utente anonimo ha detto:

    dipende.
    ho il portafoglio pieno degli scontrini del bar dove vado la mattina.
    però mi capita di buttarli anche nella borsa.
    poi ho cose varie cartacee tipo il promemoria dell’avis, fogli di appunti per la spesa, fazzoletti di carta, biglietti da visita o cmq cartoncini pubblicitari.
    tutta roba inutile.
    oltre all’ovvio per una borsa (pochettina con assorbenti, fard, pennello, mascara+matita+ombretto nella taschina della borsa assieme a biro varie e tessere magnetiche di piscina/palestra/biblioteca)

    :D
    chiara

  8. Nacochan ha detto:

    i primi, timidi biglietti di istruzioni, su come procedere col mio lavoro in Biblioteca in assenza del Bibliotecario

    Uh, quello ce l’ho anche io, a casa però. A me è il portafoglio, in quello stato e un cassetto della scrivania. Ogni volta che lo apro, torno indietro di anni.
    Certo che però UNA borsa… XDDD

  9. utente anonimo ha detto:

    Ti capisco…anch’io sono una affezionata conservatrice di …."tutto" ….perchè mi piace ritrovare piccole tracce del mio passato…con buona pace di mio marito, al quale dico, quando litighiamo, che, nonostante tutto, se non riesco a liberarmi tanto facilmente  di un biglietto della metropolitana,  figuriamoci di un matrimonio!!
    Il fatto è che non si offende nemmeno.
    Credo però, che prossimamente, sarà lui a chiedre il divorzio..Motivo: l’improbabile contenuto dei miei cassetti!!!! AH! AH!
    Bacioni
    Cindy

  10. Lucyette ha detto:

    Chiara: "oltre all’ovvio per una borsa (pochettina con assorbenti, fard, pennello, mascara+matita+ombretto nella taschina della borsa assieme a biro varie e tessere magnetiche di piscina/palestra/biblioteca)"
    Ma tu guarda come si è diverse… del tuo "ovvio per una borsa", non c’è niente che si possa trovare normalmente anche nella mia, di borsa! :P (Le tessere magnetiche le tengo nel portafoglio)

    Stella, sarà un’esperienza che non dimenticherai facilmente

    kcMao: okay, d’accordo… ma anche la tecnica del tetris ha un suo limite :P Io avevo nella borsa un paio di collants!

    Nacochan, il biglietto di istruzioni del bibliotecario mi ha fatto venire una nostalgia… :-)

    Cindy, in effetti anche io conservo tutto: è una abitudine di famiglia. Per la serie "oggi ci sembra una cosa inutile, ma chissà domani…" :P

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