Personale

L’angelo

In un periodo fortunatamente molto lontano nel tempo e nello spazio, la sottoscritta ha fatto la catechista nella sua parrocchia. Tale piacevole esperienza ha fatto maturare in lei alcune profonde convinzioni:
a)    I bambini di sette-otto anni sanno essere apprezzabilmente insopportabili;
b)    Preferirei andare a spalar ghiaccio in Siberia, piuttosto che rimettere piede in una classe di venti bambinetti di sette anni a cui non sono state insegnate le minime regole di buona educazione.
Insomma: adesso sono gloriosamente diventata una ex-catechista, e non rimpiango affatto i miei pomeriggi passati con quelle armi di distruzioni di massa adorabili bambini. Il mio unico rimpianto è quello di non aver raccolto in un unico volume tutte le trovate che sparavano fuori i miei poveri catecumeni, perché in tal caso avrei potuto arricchirmi con la versione diocesana di Io speriamo che me la cavo:  Supporto psicologico per catechisti sull’orlo di una crisi di nervi.
Della bambina di otto anni che pretendeva il latte caldo nel biberon alle cinque e mezza cascasse il mondo, vi racconterò un’altra volta. Per oggi, vi racconto dell’Angelo Custode.Siamo a catechismo.
Stiamo faticosamente cercando di imparare quelle strane preghiere sconosciute tipo “Ave Maria” e “Padre Nostro”, che i miei bambini non conoscono perché a casa non le hanno mai recitate, e che rifiutano di imparare a memoria perché “no che non abbiamo mai imparato a memoria una poesia, alla scuola elementare! Ma sei matta?”.
Al che, presa da disperazione, ripiego sulle preghiere corte: e, fra l’Eterno Riposo e l’Angelo di Dio, ho l’infelice idea di puntare sull’Angelo di Dio. Così, la settimana successiva mi presento a catechismo con una sporta piena di disegnini, filastrocche, canzoncine sull’angelo custode: racconto che l’angelo custode è un angioletto che ci viene assegnato quando nasciamo, e che ci accompagna per tutta la vita, e che ci segue sempre per aiutarci e proteggerci, e così via dicendo.
“E allora, bambini… vogliamo impararla, la preghierina per il nostro angelo custode? Eeeh?”, domando incoraggiante.
(“NOOO, io voglio Vegeta Super Sayan Sai San Dankaiiiii!”, urla un gagno in risposta).

A quel punto mi viene una gran voglia di piangere, o alternativamente di ficcare Vegeta su pel naso del ragazzo.
È con una certa sorpresa, però, che mi accorgo che una bambina bionda in fondo all’aula, evidentemente presa da compassione per la sua povera catechista, lo sta già facendo (piangere disperatamente, dico, non conficcare Vegeta negli altrui nasi).
“Carolina! Perché piangi?”, le domando stupita, avvicinandomi.
“Io non lo vooooglio, l’angelo custoooodeeee!”, strilla Carolina fra i singulti.
“Ma come no?”, le chiedo ancor più stupita. “È un angioletto che ti protegge e ti aiuta, perché non lo vuoi? È bravo!”.
“Noooo, non lo vooooglio, digli di andar viiaaaa!”.
“Ma perché? Cosa t’ha fatto di male, poverino?”.
“Tu hai detto che mi segue seeeeempreeee!”.
“… sì, per controllare che non ti succeda niente di brutto, non è mica…”.
“Ma sempre seeeempreeee?”.
Suona il campanello d’allarme. “Beh… sì, voglio dire, è il tuo angelo, cos’è che ti preoccup…?”.
“Io mi vergoooognooooo!”.
“Mannò, tesoro, non devi vergognarti… hai paura che ti veda quando fai i dispetti alla sorellina o cose del genere?”, chiedo premurosamente. “Lo sai che non se la prende, continua a volerti b…”.
Ma mi segue anche in baaaagnooo?”.
“… eh?”.
“Io non voglio che mi veda MENTRE FACCIO LA CAAAACCAAA! BUAAAAAAAHHHHH!”.

Ah, sì: a proposito di cacca, a catechismo avevo anche due coprofagi.
Ma questa è un’altra storia.

15 thoughts on “L’angelo

  1. Ahahahahaha!
    E poi vuoi mettere, dopo che ti sei sposata l’angelo, i suoi capi che lo richiamano in cielo sul più bello perché non concordano col vostro matrimonio? :P Brr, meno male che non siamo in Streghe

    Comunque, per la cronaca, a Carolina ho spiegato che l’angelo custode aspetta fuori dalla porta del bagno.
    E no, non spia dal buco della serratura come fa sempre tuo fratello! (Di Carolina, dico, non il tuo :P)
    E che si mette le dita nelle orecchie per non sentire i rumori che provengono dal bagno!

    Carolina era molto rassicurata.
    Io avevo una gran voglia di strapparmi i capelli

  2. … guarda, non rigirare il dito nella piaga: quand’ero all’asilo, io mi son sentita raccontare tantissimi episodi del Vangelo, che quindi conoscevo già fin da prima di imparare a leggere.
    Siccome a quattro anni non sapevo cosa volesse dire "prodigo", e probabilmente trovavo un po’ strana anche la forma "figliol", ero convinta che quel ragazzo di cui mi parlava sempre la maestra fosse "il figlio Alprodigo", essendo "Alprodigo" nome proprio di persona, maschile, singolare.
    Di conseguenza, quando a catechismo mi hanno chiesto di riassumere e illustrare la storia del figliol prodigo, io sono partita in quarta a raccontare le vicende del prode Alprodigo. Con frasi tipo "cammina cammina, Alprodigo arrivò in città" e così via dicendo.

    La mia catechista aveva riso così tanto che aveva preteso di far vedere il quaderno al mio parroco… il quale, non contento, l’aveva trattenuto per mostrarlo agli altri confratelli

  3. Mi avevi già espresso il tuo… "entusiasmo" per l’esperienza di catechista :P

    Carolina però dai è proprio dolce *__*

    Mi ricordo che il mio catechismo era uno strazio totale. Sono mancato qualche volta proprio però quando hanno fatto cose decenti tipo i comandamenti, le parabole… poi il resto era terribile.

    In effetti non avevo mai pensato che esistessero persone che non conoscono l’Ave Maria o il Padre Nostro, cioè… a parte magari i bambini, che poi non capisco bene manco quello però…

    Daniele

  4. L’innocenza dei bambini… e sei stata una grande a trovare una soluzione dicendo che l’Angelo aspetta fuori dalla porta… in fondo per loro sono favolette ma che poi si ricordano da grandi e gli possono sempre essere utili 

    un sorriso :)

  5. a)    I bambini di sette-otto anni sanno essere apprezzabilmente insopportabili;

    Guarda, vado veloce che devo andarne a prendere uno… leggo solo il primo punto e mi sento di sottolinearlo 100 volte.

    Stasera leggerò il resto ^^

  6. La soluzione è un metodo di rieducazione tipo gulag. Ma non per i bambini, per i genitori di quei bambini :D
    Otto anni e ancora  il biberon? Tua madre e tuo padre hanno seri problemi, ci vuole che li veda uno davvero bravo…

    Marina

  7. Ester: ahahahahaha! Beh, dai… magari si fanno due chiacchiere nell’attesa

    Guarda, Daniele… da (ex-)catechista, ti dico che in effetti sì: in alcune parrocchie la tendenza ormai è quella di trasformare il catechismo in una specie di grande ludoteca tematica, in cui ogni tanto si buttano lì frasi tipo "uguaglianza", "amicizia", "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", eccetera.
    Dicono che, altrimenti, i bambini si stufano e non ci vogliono più venire.
    Io semmai mi stufavo moltissimo nella versione catechismo-ludoteca, ma va beh.
    Però non è una tendenza generale, per fortuna. A Torino, nella mia parrocchia, era così (infatti non mi ci trovavo, e ho smesso di fare la catechista); nella mia parrocchia di Pavia, invece, il catechismo è preso serissimissimamente (per quel che posso vedere da "esterna"). Quindi dipende veramente molto da parrocchia a parrocchia, ecco.
    Però hai ragione, questa tendenza c’è.
    Figurati: io conosco un ragazzo della mia età che è davvero un cattolico fervente (per farti un esempio: va a Messa tutti i giorni della settimana), e… non ha la Cresima.
    Trovava così stupide le lezioni di catechismo, che, dopo aver fatto la Comunione, ha detto "basta". La Cresima la prenderà il prima possibile frequentando un catechismo per adulti (e quindi, auspicabilmente un po’ più "serio"). E in effetti, come dargli torto?

    Quanto alle preghiere… eh, ne esistono…
    A ben vedere, non è nemmeno poi così strano, se ci pensi. Se a casa non le recita nessuno, e se nessuno te le insegna altrove (noi le recitavamo sempre a scuola, ad esempio, ma immagino che nelle scuole statali nessuno si sogni di far recitare il Padre Nostro agli studenti :P), non è poi così automatico conoscerle.
    A me sembra delirante non conoscere il "Padre Nostro" (ma anche solo per un fatto culturale, eh!), ma invece…

    marinz, dici? :-)
    Il bello è che ‘sta povera bambina era veramente disperata, non sapevo cosa inventarmi! °__°

    Stella, non tutti. Cioè, con certi tipi di bambini io vado d’accordissimo.
    Però ho dei seri problemi a sopportare una classe in cui c’è gente che chiacchiera, gente che mastica il chewing-gum, gente che si alza e si mette a vagare fra i banchi senza il mio permesso, gente che mi tratta come se fossi sua sorella, gente che si fa platealmente i fatti suoi mentre io sto spiegando.
    Ci va un minimo sindacale di buona educazione, che a questo punto non ti posso insegnare io che son la catechista. Se tu non l’hai ancora imparata (o se nessuno ha pensato di insegnartela), allora sì che diventi insopportabile.
    In realtà io ho fatto anche delle lezioni, a classi di bambini delle elementari, e mi son trovata benissimo: perché erano bambini che sapevano comportarsi (gliel’avevano insegnato in quella specifica scuola, probabilmente, non so).

    Marina, sono assolutamente d’accordo: non mi stancherò mai di dire che certi genitori sono dei completi idioti -.-

    Skina, ma bentornata!!
    Uh che bello: in questi giorni, hanno ricominciato a postare due blogger che credevo ormai perduti (:P). Che bello, che bello, che bello!

  8. Ahm… Cresima? XD
    Non sono la persona indicata per parlarne credo, mi capisci? >_<

    Ora che mi ci fai pensare, mi pare di ricordare che un periodo non molto lungo a scuola elementare, forse verso la seconda, la maestra ci faceva dire il Padre Nostro prima di cominciare la mattina, dicendoci di fissare intensamente il crocifisso O_O

    Immagino che se ci fosse stato fra noi una persona non cattolica sarebbe finita sui giornali a questo punto :P

    Daniele

  9. il mio povero angelo custode è andato in pensione quando avevo 5 anni circa…
    Una volta correndo su e giù per casa, inciampai e andai a finire sopra un coccio di mia madre
    si ruppe
    io non mi feci niente e dissi a mamma: GUARDA *_* non mi sono fatta nulla! E’ stato il mio angelo custode!

    lei si accertò che stessi bene, dopo di chè…

    Ma Mamma *_* non mi sono fatta nulla!!!! ti rendi conto??? E’ stato il mio angelo custode!!!!

    Ah si-i? Ce ne stanno pure per lui!!!

  10. Effettivamente la bimba aveva ragione! XDDDDD Anche io da piccola me lo sono chiesta! XDDDDDDDDDDDDDD
    Comunque ti capisco: già avere UN solo bambino a doposcuola per volta è più o meno traumatico, a seconda del bambino e dei genitori, ma avere una classe, dev’essere da incubo. Ti sono vicina, anche se ormai è passata!

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