calendariodellavvento2010 · Pillole di Storia

[21] E vide che era cosa buona e giusta

Esattamente quarantadue anni fa, alle 12:51 tempo coordinato universale, si alzava in volo dal John Keddedy Space Center la navicella Apollo 8, prima missione spaziale in assoluto in cui un equipaggio umano riuscì ad avvicinarsi alla Luna (e arrivare a 111 chilometri di distanza dal suolo lunare, per la precisione).
La corsa alla Luna, in quegli anni, era fremente; e questo giustificava anche il delirio di spedire nello spazio tre poveri disgraziati a ridosso di Natale, costringendo le loro famiglie a star col fiato sospeso proprio in quei giorni così speciali.
In effetti, dopo tre giorni di viaggio, la navicella raggiunse l’orbita lunare proprio la mattina del 24 di dicembre. Eravamo nel ’68, e la tecnologia aveva fatto passi da giganti: per alcune fasi di quella specifica missione, la NASA aveva predisposto una diretta televisiva Luna-Terra e Terra-Luna, in modo che gli astronauti potessero mostrare a tutto il resto del pianeta i meravigliosi paesaggi che loro stessi stavano ammirando.

Fu una diretta seguitissima.
Fu una diretta che andò avanti per tutta la Vigilia di Natale.
Fu una diretta con uno share altissimo – il programma televisivo più seguito in assoluto, quell’anno, nella notte di Natale – e la NASA era consapevole di questo.

Gli astronauti non avevano ricevuto indicazioni specifiche su cosa dire; ma gli era stato fatto presente, prima della partenza, che il loro viaggio sarebbe stato trasmesso sulla Terra per tutto il giorno della Vigilia. Era una grande responsabilità, naturalmente: e la NASA raccomandò agli internauti di “dire qualcosa di appropriato”.

Appropriato?
Cosa c’è di appropriato, quando stai navigando nello spazio, vedi il pianeta Terra come un puntolino azzurro in lontananza, probabilmente c’hai anche un po’ di fifa che qualcosa vada storto, sei a 384.300 chilometri dalla tua famiglia, e comunichi con loro attraverso un collegamento radio che attraversa lo spazio, il cielo, e tutto quanto l’universo?
Qual è, un modo appropriato di far gli auguri di Natale in queste condizioni assurde?

L’equipaggio dell’Apollo 8 – Frank Borman, William Anders e Bill Lowell – ci penso a lungo, senza trovare soluzione.
E poi, inaspettatamente, ebbe un’idea.

La lunga diretta della Vigilia di Natale stava già per concludersi, senza che gli astronauti avessero detto niente di particolarmente appropriato.
Quand’ecco che, dopo un breve istante di silenzio, l’equipaggio annunciò che l’aurora stava per illuminare la superficie della luna, e che stava ufficialmente per cominciare (lassù) la mattina di Natale. E per far arrivare i loro auguri a tutto il resto della Terra, gli astronauti scelsero il modo più semplice e più ovvio in assoluto… ricordando a tutti quanti il dono più bello e più meraviglioso che si sia mai ricevuto.

William Anders
“We are now approaching lunar sunrise and, for all the people back on Earth, the crew of Apollo 8 has a message that we would like to send to you.
In the beginning God created the heaven and the earth.
And the earth was without form, and void; and darkness was upon the face of the deep.
And the Spirit of God moved upon the face of the waters. And God said, Let there be light: and there was light.
And God saw the light, that it was good: and God divided the light from the darkness.

Jim Lovell
And God called the light Day, and the darkness he called Night. And the evening and the morning were the first day.
And God said, Let there be a firmament in the midst of the waters, and let it divide the waters from the waters.
And God made the firmament, and divided the waters which were under the firmament from the waters which were above the firmament: and it was so.
And God called the firmament Heaven. And the evening and the morning were the second day.

Frank Borman
And God said, Let the waters under the heavens be gathered together unto one place, and let the dry land appear: and it was so.
And God called the dry land Earth; and the gathering together of the waters called he Seas: and God saw that it was good.

And from the crew of Apollo 8, we close with good night, good luck, a Merry Christmas – and God bless all of you, all of you on the good Earth”.

***

La qualità delle immagini non era un granché (era pur sempre una diretta Terra-Luna)… ma, per farvi capire meglio l’emozione degli astronauti, guardate questa foto.
L’hanno scattata loro, nel ’68, il 24 di dicembre.

Credo che Dio stesse contemplando più o meno uno spettacolo di questo genere, quando sorrise e disse fra sé che “. Questa cosa, è veramente buona e giusta”.

P.S. Giusto per la cronaca: vi sembra unamanente possibile riuscire a spoetizzare un momento così incredibile?
Abbiate fiducia nellidiozia umana, gente: cè chi ci è riuscito!
Mentre tutto il resto del mondo si scioglieva di fronte a queste immagini (che, peraltro, mi sembra abbiano un significato letteralmente universale), la signorina Madalyn Murray OHair, fondatrice dellAmerican Atheis, travasava bile e denunciava la NASA per violazione del primo emendamento: pretendeva infatti che la Corte Suprema impedisse agli astronauti la lettura pubblica di passi biblici, durante le missioni nello spazio.
La cosa veramente geniale fu il mondo in cui la Corte Suprema respinse la richiesta: siccome il reato si era svolto sulla Luna, era evidente che sussiteva difetto di giurisdizione.
Mitici.

13 thoughts on “[21] E vide che era cosa buona e giusta

  1. Cappellaio, quando fai uscite come queste diventi il commentatore che ogni blogger pagherebbe per avere, lo sai, sì? :-D

    Marta, grazie!!! Adesso passo da te per ricambiare gli auguri ;-)

    Diego, no, quello che ha fatto la "Comunione" sulla Luna era Buzz Aldrin. Era proprio sulla Luna: la navicella era atterrata da poche ore :-)
    Peraltro l'ha fatto in gran segreto (ha rivelato questa cosa molti anni più tardi, in un'intervista), perché all'epoca il tribunale non si era ancora pronunciato sulla denuncia sporta dalla tizia atea, e la NASA non sapeva bene cosa aspettarsi. Quindi aveva esplicitamente chiesto agli astronauti di non fare cose "strane" mentre erano in diretta (tipo pregare o cose simili), e quindi Aldrin ha fatto tutto questo in maniera completamente riservata, in un momento di silenzio radio. Il che, secondo me, rende il gesto ancor più profondo :-)
    (Ho messo "Comunione" fra virgolette perché Aldrin non era cattolico, e non so nemmeno bene precisamente quale valore attribuisse lui al pane e al vino… ma comunque, insomma, diciamo che c'era l'intenzione ;-)

  2. Cappellaio, quando fai uscite come queste diventi il commentatore che ogni blogger pagherebbe per avere, lo sai, sì? :-D

    Marta, grazie!!! Adesso passo da te per ricambiare gli auguri ;-)

    Diego, no, quello che ha fatto la "Comunione" sulla Luna era Buzz Aldrin. Era proprio sulla Luna: la navicella era atterrata da poche ore :-)
    Peraltro l'ha fatto in gran segreto (ha rivelato questa cosa molti anni più tardi, in un'intervista), perché all'epoca il tribunale non si era ancora pronunciato sulla denuncia sporta dalla tizia atea, e la NASA non sapeva bene cosa aspettarsi. Quindi aveva esplicitamente chiesto agli astronauti di non fare cose "strane" mentre erano in diretta (tipo pregare o cose simili), e quindi Aldrin ha fatto tutto questo in maniera completamente riservata, in un momento di silenzio radio. Il che, secondo me, rende il gesto ancor più profondo :-)
    (Ho messo "Comunione" fra virgolette perché Aldrin non era cattolico, e non so nemmeno bene precisamente quale valore attribuisse lui al pane e al vino… ma comunque, insomma, diciamo che c'era l'intenzione ;-)

  3. Ricordavo vagamente qualcosa dell'Apollo 8, grazie di aver linkato quel post!
    Questo vale anche per la signora attivista atea, scienza e fede non sono poi inconciliabili…
    un applauso anche agli astronauti!

    Diego

  4. Ricordavo vagamente qualcosa dell'Apollo 8, grazie di aver linkato quel post!
    Questo vale anche per la signora attivista atea, scienza e fede non sono poi inconciliabili…
    un applauso anche agli astronauti!

    Diego

  5. E' incredibile come le minoranze (perché negli usa gli atei sono una minoranza) formino tutte, nessuna esclusa, delle "associazioni" per farsi sentire. Dovrebbero farlo anche i cattolici.

  6. E' incredibile come le minoranze (perché negli usa gli atei sono una minoranza) formino tutte, nessuna esclusa, delle "associazioni" per farsi sentire. Dovrebbero farlo anche i cattolici.

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