Personale

“Chi è il meno peggio?”

Non so se s’è capito – ma uno dei grandi sogni della mia vita, quando sognavo di fare La Scrittrice Vera, era quello di diventare un Prodotto Da Ombrellone.
Via: un Prodotto Da Ombrellone Mediamente Intelligente.
Non così banale da essere un’alternativa a “Uomini e donne”, ma nemmeno così verboso da annoiare un povero cristiano che si sta godendo le vacanze.
Davvero: mi sarebbe piaciuto un sacco, essere un Prodotto Da Ombrellone.

Adesso siamo nel 2013, gestisco un blog, e grazie all’Internet mobile che avanza potrei essere letta per davvero sotto l’ombrellone…
…e, mentre la sola idea di manda in solluchero, (se mi state leggendo sotto l’ombrellone, vi prego, fate un fischio? Please), cerco di adeguarmi alla bisogna.
Ad esempio, pubblicando il Tipico Post Da Ombrellone.
Un test psicologico potrebbe andar bene.

***

Il disclaimer è doveroso: l’idea per questo post m’è venuta leggendo il post di Elastigirl, qualche giorno fa.
Sul suo blog, si era discusso di una sorta di test psicologico che, a quanto pare, permetterebbe di tracciare un profilo sommario di certe caratteristiche caratteriali delle persone che vi partecipano.
Non sono una psicologa, e non so se sia vero; però, mi sono ricordata di un mio amico, studente di Psicologia, che, dopo essersi iscritto all’università, tempestava periodicamente me ed un terzo amico sottoponendoci a tutta una serie di test di tal genere.
Quando lo psicologo in erba ha dichiarato che, alla luce dei suoi test, noi non eravamo esseri umani (pare che reagissimo entrambi in maniera anomala a certi stimoli a cui il cervello umano reagisce di solito in un altro modo), è subentrato in me e nell’altra cavia il vago sospetto di esser presi in giro da un buontempone che voleva sfotterci amorevolmente…
…ma, nel frattempo, ci eravamo divertiti un sacco!
Sì, perchè: ovviamente non sono una psicologa e ovviamente non so valutare l’attendibilità di questo gioco… però, posso assicurarvi che questo gioco è uno spunto di discussione mica da ridere!

Il test che sto per sottoporvi parla di una storia di sesso, di soldi, di menzogne, e di disperazione.
Ispira?

***

La nostra storia ha luogo in un mondo parallelo, caratterizzato da forti problemi di mobilità urbana.
In tutti i test psicologici con cui ci piagava questo amico, la viabilità è un grosso, grosso problema.

In questo mondo, ci sono due paeselli: uno è il Paese Di Qua, l’altro è il Paese Di Là.
Nel Paese Di Qua abita Lorella. Nel Paese Di Là abita Giacomo.
Ora: alla luce dei problemi di viabilità che sto per descrivervi, non ho la più pallida idea di come abbiano fatto i due fanciulli a innamorarsi. Fatto sta che Lorella e Giacomo si sono innamorati, e stanno facendo seri progetti di vita per il futuro.

E qui sorge il dramma: perché il Paese Di Qua e il Paese Di Là sono separati da un fiume impetuoso, probabilmente popolato da piranha e alligatori; non esistono ponti, e non esistono maniere per attraversare il fiume. Se i due fidanzatini vogliono ricongiungersi, dovranno obbligatoriamente servirsi dei servizi di un barcaiolo; e per valide ragioni non rilevanti in questa sede, diciamo che si è deciso che dovrà essere Lorella a traslocare. Serie motivazioni di coppia hanno condotto a questa conclusione.

Lorella va dal barcaiolo, chiedendogli un passaggio…
…ma qui ha luogo il colpo di scena.

Normalmente, il barcaiolo applicava una tariffa di 20 denari.
Quel giorno, guardando Lorella dall’alto in basso, il barcaiolo dice “no. Se tu vuoi essere traghettata dall’altra parte del fiume, dovrai pagarmi 500 denari”.
“…come sarebbe a dire, 500?!”.
“500. Prendere o lasciare”.

500 denari è una cifra esorbitante. È infinitamente più alta rispetto alla tariffa normale applicata ad altri viaggiatori, ma soprattutto è irraggiungibile per le tasche di Lorella. La ragazza non ha tutti quei soldi; una richiesta di quel tipo è completamente al di là delle sue possibilità economiche.

Che fare?

Nel dubbio, Lorella va a piangere miseria raccontando in giro le sue sventure, e la notizia, di bocca in bocca, arriva alle orecchie di Matteo.
Matteo è un giovane del paese che ha sempre provato un desiderio bruciante per Lorella. Non è mai riuscito a farla sua, ma pensa che questa potrebbe essere la sua occasione.
E quindi, sorridendo, si avvicina a Lorella. “Ti darò io i soldi di cui hai bisogno, se tu passerai una notte con me”.
In questi casi, una preterizione vale più di cento parole, e quindi diciamo solo che Lorella ci sta.
La mattina dopo, con 500 denari in saccoccia, corre al porto, paga il barcaiolo, chiede d’essere traghettata sull’altra riva; e, appena giunta a destinazione, si butta nelle braccia di Giacomo.

Di lì a qualche tempo, troviamo Lorella e Giacomo che vivono una vita di coppia “da manuale”, serena e piena d’amore.
Ma ecco entrare in scena Vincenzo, il migliore amico di Giacomo. Vincenzo, un bel giorno, viene a conoscenza dei retroscena della storia; viene a sapere delle azioni di Lorella, e decide che Giacomo deve esserne informato.
Non appena Giacomo viene a sapere cosa ha fatto la ragazza, disgustato pone fine alla sua storia con lei. Furente, comunica a Lorella di non voler più avere niente a che fare con lei, e chiude la storia d’amore senza nessuna possibilità d’appello.
E con la fine della storia d’amore, finisce anche la nostra storia.

Ora la richiesta è: elencare, in ordine di simpatia, i vari personaggi protagonisti di questa storia. Nessuno di loro è una maschera fulgida d’innocenza, ma possiamo provare ad elencarli secondo la logica del “meno peggio”.
Fra Lorella, Giacomo, Matteo, Vincenzo e il barcaiolo, chi è quello per cui provate più empatia? Chi è quello che definireste “meno colpevole”, più giustificabile?
La persona di cui maggiormente giustificate il comportamento va elencata al numero uno, e così via a calare fino al personaggio numero cinque, che sarà quello per cui sentirete la minore affinità. Il test psicologico non vi chiede di motivare le vostre scelte, ma se le motivate è più divertente perché in genere ne nasce una discussione appassionante.

Nel prossimo post, pubblicherò anche la mia graduatoria… e poi vi spiegherò come interpretare la vostra, fornendovi la chiave di lettura che dovrebbe accompagnare questo test.
Di cui – ripeto – non so assolutamente valutare l’attendibilità… ma che mi sembra divertente, da proporre a un vasto gruppo di persone. In genere, ne nascono sempre discussioni mica da ridere!

Peraltro: forse è una coincidenza, o forse è autosuggestione… ma con me – e con molti miei amici – devo dire che il test “ci ha preso”!

55 thoughts on ““Chi è il meno peggio?”

  1. Fatto :)
    1) Matteo – ok che un po’ se ne è approfittato, ma se era cosi innamorato di Lorella, lui ci ha provato, no?
    2) Giacomo – è un po’ sfigato insomma, e nei suoi panni avrei fatto lo stesso
    3) Lorella – capisco che c’è il fiume, ma se si era innamorata un modo per comunicare doveva esistere e allora, prima di passare la notte con un altro, poteva discuterne con il fidanzato
    4) Vincenzo – perchè non si doveva intromettere (spione! e comunque…tra moglie e marito non mettere il dito)
    5) il barcaiolo – perchè è un approfittatore

    1. Okay, adesso che ho pubblicato la presunta chiave di lettura, intervengo (senza più paura di influenzarvi :-P)

      Ma scusa… a me ha colpito quello che hai detto su Matteo. Che se era così innamorato, in fin dei conti ci ha provato.
      :-\
      Ma secondo te è una buona tecnica di seduzione, provarci con una dicendole “okay, se ti prostituisci con me per una notte, ti darò i soldi per andare dal tuo uomo?” O.o
      Semmai, al posto di Matteo, io avrei cercato di conquistare Lorella fingendo di stare dalla sua parte, facendo di tutto per trattenerla al paese il più a lungo possibile, e provando a corteggiarla nel frattempo (se proprio proprio avessi voluto fare un ultimo tentativo).

      Cioè, non vedo in che modo Matteo potesse sperare di avvantaggiarsi da questa notte di sesso che ha avuto con Lorella. Anzi!, poi la fa partire! E’ peggio ancora, è come tirarsi la zappa sui piedi!
      Ho cercato di usare il tuo punto di vista ma questo non mi torna proprio… a me sembra che Matteo si sia solo tolto lo sfizio (e perdipiù sapendo che questo sfizio non avrebbe avuto un futuro)!

      1. Bè ma scusa… se era cosi innamorato ma sapeva che era impossibile si è accontentato di una notte. Pare poco? :)

      2. Di una notte di sesso, completamente disgiunto da una qualsivoglia forma di affetto, comprando il corpo di una donna che ama un altro e che è stata (di fatto!) costretta a prostituirsti. E che non ha mai accettato di essere tua, in tutti gli anni in cui tu l’hai desiderata, e cede solo adesso a causa di questo ricatto.

        Cioè, ma che squallore :-\
        Non solo non lo trovo un gesto da innamorato, ma anzi lo trovo proprio un gesto squallido al massimo grado, veramente tanto degradante…

  2. Anche io, se un giorno in qualche altra vita diventassi scrittrice, vorrei essere Libro da Ombrellone. E forse già lo sono, perché magari può succedere che qualcuno si legga una mia storia, pubblicata on line, sul cellulare, o se la stampi e se la legga sulla sdraio (mi è stato detto di lettrici sul treno… il concetto non cambia XD). Non scrivo cose alla Uomini e Donne, ma neanche roba pesaaaaante che fa riflettere; scrivo invece storie leggere, con personaggi in cui tutti possan immedesimarsi, che permettono al lettore di staccarsi dalla realtà almeno per un po’.
    Sono anche una fan sfegatata di questi tes della personalità: non sempre ci azzeccano – e spesso sono così banali che, dai, chiunque ci si troverebbe in una descrizione così generale – ma mi diverte comunque farli, per passare il famoso tempo sotto l’ombrellone e perché ogni tanto riservano anche sorprese interessanti.
    Detto questo, vediamo in che categoria inserirò questo! XD

    1. A me piacerebbe (ma resterà un puro desiderio teorico, non penso proprio che nella mia vita mi metterò mai a far qualcosa di simile) diventare un libro di Storia da ombrellone.
      Uno di quei testi storici molto molto divulgativi tipo quelli della Cantarella, di Alberto Angela, ecc.
      Secondo me, riuscire a scrivere Storia in maniera divertente e accattivante – fare un prodotto culturale “di qualità”, ma che comunque possa essere letto sotto l’ombrellone perché è scritto bene, scorre bene e il tema ti prende un sacco – è un grandissimo risultato.
      Poi ovviamente ci sono modi e modi di fare Storia, e io stessa troverei più urgente, fors’anche più gratificante, scrivere la Storia nella maniera “classica”, con stile accademico e note a piè di pagina e bla bla bla. Ma se mai volessi darmi alla scrittura, riuscire a scrivere anche un libro di Storia ben fatto, ben documentato, ma al tempo stesso “da ombrellone”, mi sembrerebbe davvero un gran risultato.
      E veh che non è mica facile, secondo me!

      (Embeh, ma le tue risposte? Te le tieni per te? :-D )

      1. Vale «Montaillou» come libro di storia da ombrellone? Conosco almeno una persona che lo lesse in tali condizioni (molti anni fa, oimmèna…)

  3. uhm uhm allora:
    1) Vincenzo
    2) Giacomo
    3) Lorella (anche se questi l’avrei messa a parimerito con Giacomo)
    4) Matteo
    5) Barcaiolo (che secondo me poteva essere in combutta con Matteo)

    1. Anche secondo mia mamma, sai? :-D
      Avevo fatto lo stesso test anche a mia mamma, e pure lei era molto scettica sul barcaiolo. Cito testuamente: “questo barcaiolo io non me lo vedo mica bene, secondo me sperava di ricattarla pure lui”… :-P

  4. Il barcaiolo mosso dall’avidità diventa complice della prostituzione di Lorella, come lo è anche Matteo, spinto a sua volta dalla lussuria a compiere un atto fine a se stesso (con lei non ha un futuro).
    Vincenzo, mascherato da presunti motivi d’amicizia, per far saltare il loro rapporto, fa leva sull’incapacità di Giacomo di ammettere come compagna Lorella che ha venduto il suo corpo, e che ha bisogno di un aiuto (amare non comprende anche la voce aiutare?).
    Con questa chiave di lettura, ai miei occhi nessun loro comportamento lo ritengo più giustificabile, o meno peggio, sono tutti per me allo stesso piano; rimango speranzoso in un loro ravvedimento che li porterà alla salvezza. :-)

  5. I test psicologici mi hanno sempre messo un po’ inquietudine. Lungi dal “vedere le cose in bianco e nero”, pecco inversamente annegando nel grigio (e infatti ho cambiato l’ordine in corso di elaborazione). Ci provo col criterio della gravità di colpa, aggrappandomi ai dati del testo.
    1 – Giacomo: non perdona. Il dolore può cancellare la bontà, non è bello ma a volte non ce la si fa. Se reagisce così male pensava proprio che Lorella fosse diversa.
    2 – Vincenzo: spia o amico leale? Entrambe. Si può cavillare all’infinito: avrebbe dovuto magari parlare prima a lei o aspettare di constatare che sia stato un caso isolato o bla bla bla. Io mi sarei di certo fatto gli affari miei, ma mi pare comunque meno grave degli altri.
    3 – Barcaiolo. Ci ho pensato un bel po’. È odioso, ma crea un’avversità non insuperabile; poteva risparmiarsela, ma con la sua barca ci fa quello che gli pare. La vita è zeppa di ostacoli, sta a chi se li trova davanti cercare di superarli tutto intero. Questo non significa che – vista l’irrazionalità – non sia quello che mi sta più antipatico: vado col criterio del meno peggio… e data l’ambiguità lo schiaffo in mezzo.
    4 – Lorella: a mali estremi estremi rimedi? Va bene il compromesso, ma qua mi pare siamo andati un po’ oltre. Uhm no… sono abbastanza intransigente: per quanto la situazione fosse disperata ha oggettivamente pagato un prezzo troppo alto… e per una scorciatoia! Se per assurdo si fosse confrontata con Giacomo e lui le avesse detto “ok, procedi”, penseremmo che sarebbe valsa la pena andare di là?
    5 – Matteo: ok, desiderio bruciante, ma il ragazzo ha biecamente prosperato nella sfortuna altrui. Crea una tentazione, più che un’avversità. Lo metto per ultimo perché il barcaiolo ha deciso così, d’emblée, mentre Matteo conosceva benissimo tutta la storia, i risvolti. Sapeva di compromettere qualcosa. E poi si compra Lorella, dai. Decisamente ultimo.

    1. Sottoscrivo in pieno gran parte del tuo commento ;-)
      E soprattutto sottoscrivo quello che dici sul barcaiolo, per me è il punto focale della questione: il barcaiolo crea una difficoltà oggettiva, ma in fin dei conti la vita è piena di difficoltà, e sta a noi decidere come affrontarle. Lorella aveva molte altre opzioni (compresa al limite la più estrema: rinunciare all’idea di attraversare il ponte); è stata lei a reagire in un certo modo, di fronte all’ostacolo creato dal traghettatore. Un’altra persona, forse, avrebbe reagito in altro modo.

      Però, ti faccio una domanda (e la faccio anche ad AlphaT, visto che noi tre abbiamo fatto un ragionamento pressoché identico, sennonché alla fine io ho considerato Lorella ancor più colpevole di Matteo).
      Ecco: perché tu invece l’hai “graziata”?
      Nel senso: condivido tutto il ragionamento che hai fatto, ma non il tuo giudizio sulla gravità della colpa di Matteo.
      Matteo, io me lo vedo un po’ come il barcaiolo. Il barcaiolo crea un ostacolo, ma Lorella avrebbe potuto decidere di affrontare la difficoltà in un altro modo.
      E così, anche Matteo: crea una forte “tentazione”, le offre la possibilità di guadagnare i soldi di cui ha bisogno; ma Lorella, teoricamente, avrebbe anche potuto rifiutare. Certo, certo: era una fortissima tentazione, ma la responsabilità finale è di Lorella, che ha deciso di acconsentire. Avrebbe anche potuto dir di no, e cercare un’altra soluzione.

      Tu non trovi? Come mai la salvi? :-)

      1. Direi che è più strano il tuo, di ragionamento. Posso solo assumere che hai dato più colpa a lei in quanto donna, quindi portata a vedere più negativamente la colpa dalla quale vuoi tenerti alla larga tu.
        Lei poteva scegliere, ma anche Matteo poteva scegliere. Questa tua prospettiva sta tutta nel modo di presentare la cosa. Lorella poteva rifiutare, ma lui poteva non metterla alle strette. La vera differenza è quella che ho evidenziato io: lui fa solo una cosa abietta, senza scusanti. Lei fa una cosa cretinamente immorale, di cui ha responsabilità eccetera, ma lo fa nell’illusione che sia necessaria per fare la cosa buona. Non è molto scusata (e mi fanno specie quelle che parteggiano per lei!), ma lui scusato non lo è per nulla.

      2. Sì, ho pensato anch’io che probabilmente sono così dura con Lorella perché è una donna come me (e io, in quanto donna, mi sento particolarmente urtata dal comportamento di ‘sta cretina). Probabilissimo :-)

        Però ti obietto: Lorella poteva rifiutare così come Matteo poteva evitare di metterla alle strette; verissimo.
        Però Matteo, col suo gesto spregevole, ha svilito se stesso e fatto male a un altro (Lorella); “un altro” con cui, però, non aveva instaurato particolari rapporti di fiducia reciproca.
        Lorella, col suo gesto riprovevole, ha svilito se stessa e fatto male a un altro (Giacomo); però questo mi sembra più grave, perché con Giacomo c’era un patto implicito di fiducia e di lealtà che lei non ha rispettato.
        A parità di disgusto ;-) , io “salvo” Matteo perché lui, quantomeno, non aveva nessun particolare vincolo da rispettare; Lorella ha fatto una cosa immorale, ma in più ha anche l’aggravante di esser venuta meno all’impegno che aveva assunto nei confronti di Giacomo.

        Prospettive diverse ;-)

      3. Dunque dunque: proprio come dice Alpha T anche io, mentre leggevo le nostre risposte, ho pensato che fossimo propensi ad essere più severi verso il rappresentante del nostro stesso sesso (questo per vari motivi… ma soprattutto perché riusciamo a proiettarci meglio nei panni di quel colpevole… e siamo più intransigenti primieramente verso noi stessi).

        Ho letto le tue motivazioni, Lucyette, e non fanno una piega.
        Per Lorella… beh mi tirerò dietro le ire di quei romantici che sono passati di qua, ma ho pensato che una ragazza adulta, che compie una scelta di questo genere… più che malvagia… beh… mi sembra un po’ sempliciotta. Mi son detto: questa decide in questo modo perché arriva fino a un certo punto e poi stop. Può essere benissimo: pensiamo a quali persone cederebbero a questo “ricatto” pur essendo innamorate di un altro; forse quelle che si portano dietro una certa debolezza interiore, scarsa stima di sé, inculturazione sul senso del valore della fedeltà, superficialità calcificata etc. Insomma: le ho concesso delle ipotetiche attenuanti (attenuanti che comunque la pongono per penultima eh… sono ipotetiche, e peccato ha peccato).

        Quel Matteo che invece cospira apertamente contro la storia di Giacomo e Lorella, attenuanti non ne ha. Lui conosce tutta la storia, perché Lorella ha pensato bene di lagnarsene in lungo e in largo, e così ha immediatamente calcolato la ragazza che desiderava come una prostituta. Chi ha detto che Matteo è innamorato (cosa tra l’altro – come il matrimonio – da intendersi arbitrariamente, visto che il bruciante desiderio di cui si parla potrebbe benissimo essere semplice concupiscenza – e infatti così io l’ho inteso -) non ha capito che ha visto Lorella come una prostituta, e ne ha annullato la dignità semplicemente proponendole una cosa simile. In questo non ci vedo quella “semplicità” che invece attribuisco a Lorella (e che, rifacendomi ancora ad Alpha, include l'”illusione” di un fine positivo)… qualora ciò dipendesse comunque da una mia misteriosa proiezione, e Matteo fosse un “povero” idiota, mentre Lorella una furbacchiona senza scrupoli, forse le cose cambierebbero…. ma io le ho “sentite” così… e le sento così tuttora. Penso si tratti di quelle parentesi di libertà inconscia che il test intende sollecitare. Vado di là per il commento sui risultati :)

  6. Copio-incollo anche qui, così li abbiamo tutti sulla stessa pagina, il commento che una mia amica aveva lasciato su Facebook.
    Dice lei:

    ______________

    Allora. Partendo dal più giustificabile:
    -Lorella: ha agito in nome del “true love”!! Mica gliene fregava di ‘sto Matteo!!! Sicuramente giustificabile in una circostanza del genere..
    -Barcaiolo: non si sa perché abbia moltiplicato la tariffa, comunque visto che era l’unico barcaiolo in circolazione ad offrire tale servizio era legittimo il rialzo del prezzo e il conseguente “prendere o lasciare”. E, comunque, si tratta di un aumento di prezzo: niente di troppo deplorevole.
    -Vincenzo: un cucchiaino di fattacci suoi no??? Cmq si giustifica con il fatto che era il migliore amico..alla fine ha agito a fin di bene..
    -Matteo: pessimo, comprarsi una notte d’amore con colei che, lo sa, non lo ama!!!!! Ma comunque sapeva che i soldi le servivano per raggiungere il suo amore, quindi, alla fine, la lascia comunque andare, senza intrappolarla nel villaggio x cercare di sedurla con il tempo.. Quindi diciamo che è stato egoista solo in parte.
    -Giacomo: non condivido x nulla il suo comportamento, né tento di giustificarlo!!!! Se non ha capito quello che la fidanzata aveva fatto solo x poterlo raggiungere, allora non la amava veramente!!

    ______________

    La mia classifica, nel prossimo post :-D

    1. Ecco: io non condivido questa classifica; però mi ha colpita una cosa (vera, in effetti!) che diceva la mia amica.
      Matteo, tutto sommato, ha fatto quello che ha fatto per permettere a Lorella di andare dall’altra parte del fiume. Ci è stato a letto e l’ha costretta a prostituirsi, ma sapeva anche che quella era l’ultima volta cha la vedeva. In effetti è vero: avrebbe anche potuto dirle “non so come aiutarti”, adoperarsi affinché Lorella rimanesse nel paese il più a lungo possibile, e poi darsi da fare per sedurla nel lungo termine.
      Non avevo pensato a questo aspetto, e la cosa, se possibile, me lo rende ancor più antipatico (nel senso che… non solo è un maiale, ma è pure scemo!).
      Messa così, a me sembra che davvero lui volesse solamente togliersi la fregola; qualsiasi considerazione tipo “eh ma poverino, era innamorato” viene meno. Se fosse stato innamorato, avrebbe:
      a) altruisticamente, cercato di aiutare Lorella perché voleva la sua felicità;
      b) egoisticamente, cercato di trattenere Lorella per provare a trattenerla in paese, approfittando dell’occasione buona.
      Invece no. E’ pure scemo, oltre che maiale, secondo me! :-P

  7. ecco la mia lista:
    -primo vincenzo: non solo è il meno peggio ma è pure bravo! dice la verità fregandosene delle conseguenze!! Io credo che la verità valga sempre la pena!
    -secondo matteo: non tradisce nessun patto nè implito nè esplicito con nessuno. Certo, è supido perchè non fa progetti di lungo periodo e pure è un poverino costretto ad approfittarsi di un’occasione ahimè unica.. però è comprensibile. è un povero insicuro vittima di un sentimento travolgente e sedimentato che lo sovrasta.
    -terzo il barcaiolo… in un certo senso fa solo il suo interesse ma si comporta in modo molto iniquo e per di più non vuole sentire ragioni perchè ha il cuore di pietra.. è un avaro senza sentimenti positivi che possano giustificarlo
    -quarta Lorella: nonostante il suo fine sia buono sceglie la strada più comoda per realizzarlo e per di più alla prima occasione… nessuno ci dice poi che ci “sia stata” controvoglia.. forse voleva solo togliersi uno sfizio e comunque è una persona senza profondità morale.
    – il peggiore resta comunque Giacomo che manda tutto a rotoli appellandosi ad un principio giusto ma in modo bigotto. Dare una seconda possibilità ad una come Lorella non è cosa da far a cuor leggero ma non farlo a prescindere dimostra che lui non l’ha mai amata!

    (molto divertente XD)..aspetto le analisi degli psicologi!

    1. Uhm… ma secondo te la verità vale sempre-sempre la pena?
      Come dicevo: io sono molto portata a giustificare (anzi, ad approvare!) il comportamento di Vincenzo se lui “spiffera tutto” al suo amico quando la relazione di Giacomo e Lorella è ancora in una fase iniziale (o quantomeno quando non sono ancora sposati: il fidanzamento è fatto apposta per poter essere interrotto, se vedi che quella persona non ti sta poi così simpatica). In quel caso, Vincenzo ha rivelato a Giacomo dei dettagli molto importanti del carattere di Lorella, e ha fatto bene a farlo. Potrebbe aver risparmiato a Giacomo un grande errore (quello di sposare una donna che evidentemente riteneva diversa).

      Ma se la “soffiata” avviene quando invece Lorella e Giacomo sono già sposati, magari da tanto tempo, e sono una coppia felice e serena? In quel caso, io non sarei per la verità a tutti i costi.
      Scoprire un tradimento del passato è una cosa che secondo me mette davvero a rischio la stabilità di un matrimonio che invece, per il resto, avrebbe tranquillamente potuto andare avanti… in certi casi, secondo me non è vero che “la verità vale sempre la pena”.

      Per capirci: se il mio ragazzo mi tradisse ora, io vorrei saperlo, perché è evidente che c’è qualcosa che non va nel nostro rapporto, e, finché sono in tempo, posso “correre ai ripari” (e, nel caso, porre fine a una relazione che è diffettosa già in partenza).
      Ma se io fossi tradita da mio marito, magari quando addirittura abbiamo già famiglia e figli… onestamente, io non so mica se vorrei saperlo. Probabilmente, no. In quel caso, l’unica soluzione contemplabile (da me) sarebbe comunque sulle linee di “stringiamo i denti e andiamo avanti”, nel qual caso non mi è di grande aiuto la consapevolezza di esser stata tradita (anzi, aggiunge solo una ferita in più).
      Se è il coniuge a confessare il tradimento, (“a questo punto è evidente che abbiamo un serio problema e dobbiamo cercare di risolverlo in qualche modo”), allora sì; ma se la “soffiata” arriva da un’amica convinta di farmi del bene…
      …beh: secondo me, rischierebbe solo di fare ancor peggio!
      Secondo te, no? Vale la pena di dirlo sempre?

      (P.S. Ciao! “Benvenuto” su queste schermate :-D )

    1. Ehm, ma scusa.
      Tu la definisci “vittima”. Okay. Però, non è che si sia trovata con una pistola puntata alla tempia e con un uomo che la costringeva a fare quello che ha fatto… (beh, okay: diciamo che Giacomo l’ha effettivamente costretta ad andar via, e non le ha offerto il suo perdono… ma il problema non sarebbe sorto, se Lorella avesse tenuto in passato un altro tipo di comportamento!).

      Io non riesco assolutamente a giustificarla, ma manco sforzandomi: una deboluccia sprovveduta che non sa come affrontare le difficoltà della vita, ecco cosa mi sembra.

      1. Questione di età e di “vissuto”, ho scoperto che non sempre serve una “pistola puntata alla tempia” per fare di una vittima quella che è . . . come non sempre una che “combina guai” è una “deboluccia sprovveduta che non sa come affrontare le difficoltà della vita” . . .:-)

        So che il “gioco” richiede l’elenco della “gerarchia” della colpa . . . eccotela:
        Giacomo, ha deciso per la coppia di andare a vivere a casa sua, senza tenere presente i problemi di lei! E poi, invece di cercare di capire e perdonare, la caccia . . . “talebano”!
        L’amico che spiffera tutto, perché non lo fa per il bene della coppia o per la verità, queste sono scuse per i pettegoli e impiccioni per quelli come Jago nell’Otello . . . quelli a cui piace vedere la gente soffrire.
        Il ragazzo che le fa la proposta “indecente”. . . uno stronzetto che pensa solo al suo piacere, pure effimero, per cui “scemo” come lei . . . si fermasse a pensare magari ci sarebbe stata un’altra storia.
        Per ultimo, il barcaiolo . . . in fondo è la legge del mercato, più chiedi/ti serve/hai fretta, più paghi!

        E adesso aspetto il profilo psico!

        Ciao, Fior

      2. Uhm… no, io non sono per niente d’accordo. Probabilmente è davvero questione di vissuto, di carattere, e forse anche d’età ;-)

        Lorella si è comportata molto male, vendendosi per denaro (evvabbeh) e soprattutto tradendo il patto di fiducia che aveva contratto con un altro uomo. Non era costretta a prostituirsi, aveva molte altre opzioni (cercare altre fonti di guadagno, rimandare la partenza; alla peggio, io l’avrei addirittura annullata: meglio rinunciare a una storia d’amore che portare avanti una storia d’amore fondata sul non-detto, esponendosi fra l’altro alle belle conseguenze che si vedono nella storia). A me continua a sembrare una deboluccia impulsiva che non sa prendere di petto le difficoltà; e una così – a parte il tradimento in sè – chissà quali altri disastri può combinarti in un futuro.

        Al posto di Giacomo, io non vorrei assolutamente passare la vita con una donna simile a mio fianco: a parte il fatto che mi ha tradito una volta, ma poi è proprio scema! Assolutamente, non una persona che vorrei avere come mia compagna di vita. Via, sciò sciò.

        E se venissi a scoprire che il mio più caro amico sta per legarsi a una persona simile, credo che anch’io prenderei in considerazione l’idea di intervenire. Non è che mi diverta a veder la gente che soffre; è che non mi diverto affatto a vedere il mio più caro amico che si impegola in una situazione che, molto probabilmente, gli causerà sofferenze e disagi nel futuro. Se sono ancora in tempo per “salvarlo”, per fargli aprire gli occhi, allora sì: interverrei anch’io. Facendo violenza a me stessa, perché io sono molto riservata e detesto fare l’impicciona; ma ho l’impressione che sarebbe mio dovere farlo, in questo caso.

        Tutto ciò, ripeto, solo se Lorella e Giacomo non sono ancora sposati.
        In caso contrario, Lorella continua ad essere una rincretinita inaffidabile, ma – al posto di Vincenzo – non mi metterei a versare benzina sul fuoco mettendo a repentaglio un matrimonio (mai e poi mai!), e – al posto di Giacomo – cercherei se possibile di far funzionare questa triste storia in cui purtroppo mi sono infilato.

  8. Ciao, complimenti per il blog. Bel test! Mio fratello, Filippociak, mi ha “costretto” a fare questo test!
    1) Giacomo: Forse è quello che ha meno colpa anche se poteva aiutare o informarsi sui problemi dell’amata;
    2) Lorella:ha fatto tutto quello che poteva per raggiungere Giacomo, anche se avrebbe potuto consultarsi con quest’ultimo;
    3) Vincenzo: nonostante tutto ha dato prova di essere un vero amico;
    4) Matteo: Tale comportamento non è giustificabile;
    5) Barcaiolo: La causa di tutto.
    Ciao!

  9. Io invece salvo il barcaiolo: richiesta spietata, ma legittima, dettata da mere logiche commerciali (è un monopolista). Se Lorella avesse lasciato perdere (o continuato a cercare altri aiuti o soluzioni oneste), non avremmo assistito, nell’ordine, ad un episodio di prostituzione, ad un matrimonio basato su un inganno (o un non-detto, insomma un grosso scheletro nell’armadio), alla spiata di un sedicente amico, al ripudio senza appello di una povera donna.
    Matteo e Lorella, si sono ‘comprati’ (a caro prezzo) un desiderio. Umanissimo errore, poveretti.
    I peggiori invece, per me, sono i due ‘amici’ Giacomo e Vincenzo, perchè pur conoscendosi e conoscendo Lorella, hanno fatto i moralisti senza dimostrare affetto, compassione, nè disponibilità al perdono. Nessun sacrificio da parte loro, solo giudizio e condanna.
    Ho detto ;-)

  10. 1) Vincenzo 2) barcaiolo 3) Giacomo 4) Lorella 5) Matteo

    Metto primo Vincenzo perché il suo atto non è stato immorale di per sé, lui ha detto la verità. Non è del tutto innocente perché comunque è stato inopportuno, avrebbe dovuto prima parlarne con Lorella e darle l’occasione di essere lei a confessare, oltre a porsi il problema di quello che avrebbe fatto Giacomo.

    Il barcaiolo è stato avido e menefreghista, però lui fa il suo mestiere: la barca è sua, è un imprenditore a fine di lucro, non fa beneficenza.
    Nel mondo reale quello che ha fatto sarebbe illegale ex art. 1679 c.c. , ma nel Paese Di Qua e nel Paese Di Là le regole sono evidentemente diverse.

    Giacomo e Lorella mi hanno dato problemi, li ho scambiati di posto varie volte.
    Alla fine metto Giacomo per primo perché lui è quello che è stato tradito, anche se poi ha mancato di comprensione e carità, poteva almeno capire il “sacrificio” fatto da Lorella per amor suo.
    Lorella ha comunque tradito la fiducia di Giacomo, anche se non certo per divertimento. Peraltro, non poteva almeno telefonare prima a Giacomo e dirgli di essere stata sottoposta al “ricatto”? O forse voleva risparmiare all’amato la sofferenza? Boh. Peraltro, nel mondo reale avrebbe potuto aspettare che il barcaiolo cambiasse idea, o morisse, o si presentasse qualche altro mezzo per passare il fiume. Vabbè ma questo non è il mondo reale, la sospensione dell’incredulità.

    Matteo è un viscido ammasso di materia escrementizia. Ma come fa qualcuno a dire che era innamorato??? Uno innamorato, anche se non gli piace vedere l’amata convolare con un altro, non la mette in queste situazioni e non se ne approfitta a questo modo.

    1. Io approvo la stessa graduatoria di Claudio
      1) Vincenzo 2) barcaiolo 3) Giacomo 4) Lorella 5) Matteo
      più o meno per le stesse motivazioni. Ci ho messo un po’ per arrivare a fare il giudizio universale su chi è meno peggio, ma alla fine penso che tutto sommato non è sbagliato quello che ha fatto Vincenzo… è sbagliato solo che lo abbia fatto Vincenzo! Che poi mi chiedo: ma che razza di coppia da manuale erano se lei gli nascondeva problemi così grossi e lui non era capace di portarne il peso? Che facevano nel tempo che trascorrevano insieme? Giocavano solo a dama con i biscotti al burro per non traumatizzarsi troppo? Vabbè..

      Poi ci metto il barcaiolo, perché sarà pure un filino usuraio, ma il suo non mi sembra un comportamento dalle ricadute negative di per sè, soprattutto perché appare slegato dagli intrallazzi degli altri personaggi. Cioè lui spara quel prezzo, ma Lorella può accettare, come anche scegliere di non usufruire del servizio, magari decidevano che forse era il caso di far spostare Giacomo, di fatto non la obbliga né vuole in cambio qualcosa di diverso dai soldi. Se fosse stato un pretesto per ricattarla e portarsela a letto come fa Matteo allora lo metterei a pari merito con lui all’ultimo posto, lì la compromissione personale è più pesante.

      Giacomo e Lorella, beh mettiamola così Lorella sbaglia comunque: se è innamorata di Giacomo non ha assolutamente alcun senso, o è un controsenso, svendersi per Matteo, e se lo fa da donna sposata comporta una ferita ancora più grande alla relazione di coppia. Lorella resta al penultimo posto solo perchè si fa piegare dalla necessità senza ricorrere alle risorse della coppia, ma il vero ricattatore è Matteo che resta all’ultimo (e lo chiama amore? ma secondo me ha problemi grandi anche lui…)
      Giacomo è un immaturo, non è capace di perdono, sarebbe a parimerito di colpevolezza con Lorella se fossero sposati, un po’ meno “peggio” se si limita a rompere un legame duraturo di coppia non sposata.
      Se Giacomo e Lorella fossero solo fidanzati la posizione di Giacomo oscillerebbe tra il primo e il secondo posto dei meno peggio. In fin dei conti che male c’è nel troncare il fidanzamento con una persona che non condivide la sua stessa scala di valori? La cosa che aggrava la sua posizione in graduatoria è che il presupposto di tutta la storia è che Lorella e Giacomo si vogliono un mondo di bene e sono davvero fatti l’uno per l’altra, e poi alla fine uno si chiede: ma possibile che Giacomo sia così di coccio? E allora se lo metto in coda alla classifica, magari si ravvede e per la prossima puntata di questa telenovela ci ripensa, si rimettono insieme, e noi tutti lo premiamo conferendogli honoris causa primo posto!

    2. Però, scusa, Claudio. Ti faccio un’obiezione.
      Giacomo ha mancato di comprensione e carità, poteva anche cercare di capire il grande sacrificio fatto da Lorella per amor suo.
      E okay; fin qui posso capire.
      Ma una volta compreso il grande sacrificio di quella povera martire di Lorella, secondo te cosa doveva fare? Riprendersela al suo fianco come se niente fosse, “passiamoci sopra e mettiamo una pietra sopra”?
      Potrei capirlo nell’ambito di una relazione matrimoniale; ma se questi non avevano ancora contratto nessun vincolo formale, io mi sbarazzerei di corsa di uno/a che mi tratta in questo modo! Non è solo una questione di perdono, ma anche di pianificazione di vita: una deficiente che ti combina ‘sto disastro, chissà quali altri guai e quali altre infelicità può procurarti nel futuro. Non è la persona che vorrei al mio fianco per tutto il resto della mia vita, e soprattutto non è la persona alla quale vorrei far educare i miei figli.
      “Perdono e carità”, okay; ma perdonare una persona non vuol mica dire che sei costretto a portare avanti i tuoi progetti di vita con uno che si è dimostrato essere un perfetto rincretinito.
      Tu davvero ti metteresti in casa una così solo perché bisogna amare il prossimo tuo? O.o

  11. Ma Lorella, quando il barcaiolo le ha posto l’ostacolo del prezzo, perché ha piagnucolato in giro e non ha avvisato Giacomo (penso che con le telecomunicazioni non avessero problemi, se no come facevano a portare avanti il fidanzamento? Anzi, probabilmente è stato grazie a facebook o ai loro blog se si sono conosciuti e innamorati, data la distanza!)? Magari lui trovava il modo di aiutarla o almeno trovavano insieme una soluzione Comunque ecco la mia classifica:

    1. Lorella. Non che abbia fatto bene, però è la meno malvagia di tutti, si è comportata male ma per un buon fine. Tutti gli altri invece sono in malafede!
    2. A pari merito il barcaiolo e Matteo: non si sono comportati in modo altruistico tuttavia ognuno ha fatto il suo gioco e ciò in questo mondo non è vietato. Sta agli altri eventualmente resistere. Nel caso del barcaiolo, è stato iniquo alzare il prezzo, tuttavia avendo il monopolio dell’attraversamento fiume ha fatto il suo interesse, per quanto in modo eticamente discutibile. Matteo: ha fatto il suo gioco, ci ha provato e gli è andata bene.
    3. Giacomo: se ami la tua compagna al punto da averla sposata non la butti via così senza darle modo di spiegarsi e per un episodio avvenuto una volta sola e ormai passato. Sarà che per me il passato è passato e ciao.
    4. Vincenzo: per me è il più orribile. Se tutti gli altri riesco a giustificarli, lui no, il suo comportamento mi repelle e basta perché mi sembra malvagità pura. Tutti gli altri avevano un interesse, un motivo per fare quel che hanno fatto. Lui no, ha solo rovinato la vita del suo amico con la scusa della verità!

    Detto ciò, tu saresti perfetta per un libro di storia, sia serio sia “da ombrellone”. L’anno scorso alla Festa della Storia abbiamo dato il Premio Le Goff ad Alessandro Barbero… mi piacerebbe un giorno darlo a te! Anzi se ci fosse la categoria “blogger” sarebbe tuo ogni anno ;-)

  12. Ecco, una mia curiosità (visto che Ilaria ha tirato in ballo la questione matrimonio, “se ami la tua compagna al punto da averla sposata”).
    La vostra classifica cambierebbe, se il test specificasse bene che Lorella e Giacomo si sono sposati (o che, al contrario, non sono ancora marito e moglie)?

    Era una delle prime cose che avevo chiesto all’Amico Psicologo (il quale – con quel sorrisetto alla “vedi cosa succede, a non impegnarsi abbastanza in Occlumanzia?” – aveva risposto che il test non specificava, dovevo essere io a decidere come gestire l’assenza di questa informazione, se per me era un dettaglio così rilevante).
    Nel dubbio, io avevo deciso che, se il test non me lo specificava, io ero portata a presumere che i due non si fossero ancora sposati (altro sorrisetto irritante, alla “aaaahhhh, certo che tu sei proprio una capra in Occlumanzia!” :-P )

    Però per me era un dettaglio molto rilevante. Cioè: io avevo presunto che non fossero ancora sposati, e avevo stilato una classifica di conseguenza; ma se il test avesse specificato che era vero il contrario, allora la mia classifica sarebbe stata completamente stravolta.
    La vostra rimarrebbe uguale, in entrambe i casi?

      1. Eh, boh…
        Io l’ho scritta come me l’aveva posta l’amico psicologo: anche in quel caso, la storia non specificava (e non specificava nemmeno quanto tempo fosse passato dal giorno in cui Lorella aveva attraversato il fiume: settimane, mesi, anni?). Infatti io mi ero posta il problema, e avevo (inutilmente) chiesto ragguagli all’amico.
        Credo che ognuno sia portato a immaginarsi uno scenario diverso, a questo punto…

        Io, personalmente, avevo pensato che magari Lorella aveva attraversato il fiume per stare più vicino al suo amato, ma il matrimonio fra i due non era ancora stato celebrato. Diciamo che ero più incline a immaginarmeli in una fase finale del fidanzamento.
        Personalmente, dovevo aver fatto un ragionamento tipo “siccome, per me, un matrimonio fra i due cambierebbe tutto, non riesco a credere che il test ometta di dirmi una cosa così macroscopica e così importante, e quindi assumo che i due non siano ancora convolati a giuste nozze”.
        Ma probabilmente anche questo è soggettivo, (e probabilmente uno psicologo saprebbe interpretare anche questo dettaglio :-P )

    1. DI solito questi test, te li “somministrano” consigliando di rispondere “senza starci troppo a ragionare”, se ci si ragiona troppo e si cavilla non è più il nostro “istinto” (il nostro vero pensiero) , ma le sovrastrutture che ci portiamo addosso. :-)

      Ciao, Fior

      1. No, in questo caso il test era stato “somministrato” a me e ad un altro mio amico, e ci era stato chiesto di discuterne, confrontarci, scambiarci opinioni, ecc.
        Credo che lo scopo di un test nel genere, nell’ambito dei processi di selezione del personale, sia anche vedere come si confrontano un tot. di persone di fronte a una situazione in cui hanno opinioni molto diverse. Credo, eh: se non ricordo male (ma potrei sbagliare!), l’amico psicologo mi diceva che questo è un test che è stato concepito anche per esser fatto in gruppo.

      2. *___*
        Ma bellissimo il tuo test sulla catastrofe: ho fatto la mia scelta, lì da te :-D

        Ma per curiosità (non per farmi i fatti tuoi), com’è che facevi tutti questi test psicologici, a suo tempo? Se li avevi pubblicati sul tuo blog immagino che avessi anche spiegato il perché e il per come, ma all’epoca non ti leggevo ancora :-)

      3. Ho cancellato un po’ di post (ogni tanto mi prende . . . ) per cui, potrebbe essere colpa mia . . . :-)

        All’epoca facevo dei corsi di formazione, per mio interesse e nella speranza di trovare un lavoro diverso e continuativo . . . in ogni corso c’era un modulo di “comunicazione” dove ci spiegavano molte cose interessanti (di cui forse un giorno parlerò) e ogni tanto ci sottoponevano a dei test, per rilassarci, le lezioni erano a blocchi di 3 o 4 ore . . . capisci che dopo 2 o 3 ore, tra “slide” e discussione, eravamo “cotti”, comunque, anche allora, tutti a meravigliarsi dei miei risultati . . . perché la gente ragiona per stereotipi e guardandomi pensavano fossi tipo Nonna Papera, tutta casa e torte, un po’ bigotta e molto ignorante . . . :-)

        Ciao, Fior

  13. Io ho dato per scontato che la frase “vita di coppia da manuale” fosse stata scelta per descrivere una situazione altra rispetto al matrimonio… insomma: se si fossero sposati – e allora le cose cambiano anche per me, non poco – ho pensato che sarebbe stato specificato!

  14. La mia risposta è in perfetto accordo con quella di Filippociak, ed in contrasto netto con quella di Ilaria. Non è solo la mia risposta, è l’unica giusta :-P
    e più sotto spiegherò perchè.
    Dunque: primo il tradito, secondo chi rivela la verità. Terzo quello del denaro. Quarta la sciacquetta cretina. Quinto il duro maiale.

    Sul discorso delle incognite. Beh, gli psicologi fanno di queste cose, lanciano un test del tutto inattendibile perchè non tiene conto di parametri cruciali che cambiano il senso delle risposte, e poi si atteggiano a quelli che “ne terranno conto”… Non è scientifica la psicologia, figuriamoci i test.

    Dunque abbiamo parecchie incognite: al momento della cacciata, i due sono fidanzati? Sposati? Conviventi? E quanto tempo è passato?
    Proviamo ad esempio a vedere Vincenzo.
    Caso A: arrivata da poco la ragazza, nota che è un tipo inaffidabile, chiede informazioni e scopre questa storia. Va subito a dirlo all’amico Giacomo, che passata la tempesta lo ringrazia, perchè di lì a due mesi avrebbe rischiato di sposare una povera imbecille che si prostituisce per poco; qui agisce da amico, per affetto, salvandolo dal mettersi in un matrimonio fallito.
    Caso B: viene a scoprire della cosa ma decide di tacere. Passano 20 anni, durante il quale l’amore eroico ma inizialmente contrastato, di Lorella e Giacomo, procede benissimo, con un matrimonio saldo. Rimane solo quella nuvoletta segreta che potrebbe oscurare, ma Lorella non ci pensa più, l’ha sepolta nel passato. Ad un certo punto, per sue ragioni, Vincenzo vuole fare del male a Giacomo, mosso da profonda invidia. E quindi gli serve nel più devastante modo possibile la notizia dello scheletro nell’armadio. Per fargli crollare tutto.
    Possiamo onestamente dire che, dalle scarne informazioni iniziali, abbiamo un’idea obiettiva della posizione di Vincenzo?
    Se però il caso B mette d’accordo tutti, trovo sconcertante che si possano avere idee divergenti sul caso A. Sul farsi gli affari propri. Ma cos’è, un concorrente ad una maratona che se lo sorreggi verso il traguardo è squalificato? Ci mancherebbe che dire la verità su di una cosa importante che cambia la vita di un amico, fosse una cosa disdicevole!
    E non è che ci sia un dovere morale di dirlo prima a lei, in modo che confessi e faccia così miglior figura! Questo è vero nel caso che Vincenzo ritenga in coscienza che lei meriti questa considerazione; ma se ritiene altrimenti, se pensa che sia una manipolatrice capace di tutto da cui finalmente metterlo in guardia, sarebbe assurdo prestarsi a darle una occasione decisiva per controllare la percezione a suo vantaggio.

    Interessanti poi le incognite che ci cambiano la prospettiva: come si sono conosciuti Lorella e Giacomo, se è così difficile fare la traversata?
    Qualcuno propone social networks e telefonate. Ma quale realtà moderna potrebbe contenere un paesello (almeno uno dei due paesi della storia) perfettamente collegato colla civiltà con almeno doppini in rame, ma per il resto isolato, completamente bloccato da un fiume pericoloso, attraversabile solo in barca perchè privo di ponti?
    No, decisamente lo scenario è preindustriale.
    Ma fosse anche ambientato oggi: fa una scelta di vita, si lancia in una avventura di sola andata, si prostituisce per farla, solo per un tizio con cui hanno scambiato due messaggini su FB? Ma così è ancora più cretina! Questo ne abbassa l’approvabilità, e quindi innalza quella di G e V.
    Allora. Scenario all’antica. Come si sono conosciuti? Vorrai incontrarti un po’ di volte, tipo sagra paesana e poi appuntamenti specifici, con uno che poi ti sposi, prima di decidere? Metti che si sono visti solo 10 volte. 20 ad andare e 20 a tornare, fanno 400 denari. Ora, sarà esoso il barcaiolo che chiede il cifrone, magari perchè tiene conto del fatto che perderà una cliente abituale. Ma questi una cifra simile l’hanno già spesa! Il senso di tutto il problema cade.
    Quindi la storia si basa tutta sull’equilibrio precario tra essersi visti abbastanza poche volte da dare il senso che la cifra sia troppo grossa, ma abbastanza tante volte da non sembrare di lanciarsi in una impresa romantica per una persona che non sai chi sia.
    Molto precario questo equilibrio. Perchè sta bene che allora si apprezzi uno slancio dopo un amore a prima vista, ma questo prevede un ritrovarsi pienamente, come se ci si conoscesse da sempre; cosa che cozza col fatto che lei acconsenta così facilmente ad andare a letto per raggranellare la cifra.
    Una fiducia così totale, nel giocarsi la vita su di una persona quasi sconosciuta, può aversi solo nella condivisione di un humus morale e culturale. Altrimenti è l’ennesima scappatella isterica, emozionale, che dura un paio d’anni e finisce col lancio di piatti, perchè entrambi hanno pensato che l’amore fosse abbandono superficiale, sensazioni, impulsività.

    E se si modificassero un po’ le condizioni? Se al posto del fiume impetuoso avessimo un braccio di Mediterraneo, al posto del traghettatore uno scafista, e i due paesi fossero l’Italia e un paese povero? Cambierebbero le vostre sensazioni?

    1. E se si modificassero un po’ le condizioni? Se al posto del fiume impetuoso avessimo un braccio di Mediterraneo, al posto del traghettatore uno scafista, e i due paesi fossero l’Italia e un paese povero? Cambierebbero le vostre sensazioni?

      Oh cielo, se ci aggiungiamo anche il fattore “straniera che arriva clandestinamente nel Paese Di Là e ha un disperato bisogno di sposarsi per avere il permesso di soggiorno”, non è che la fanciulla ne esca molto meglio… :-PPP

      No, beh. Scherzi a parte. In effetti, bella domanda la tua!
      Diciamo che io sarei più indulgente con Lorella, se saltasse fuori che lei doveva urgentemente scappare da un Paese in cui le condizioni economiche, l’instabilità politica, la guerra, la persecuzione, mettevano seriamente a repentaglio la sua vita o quella dei suoi cari. Nel qual caso, nella classica “situazione di vita o di morte”, sarei molto più indulgente nei confronti del suo atto di prostituzione, perché, beh, forse davvero non aveva altra scelta.
      Se l’alternativa è “o ti prostituisci, o muori”, allora sì: potrei dolorosamente capire.
      Però: immaginando di essere al posto di Lorella in quella drammatica situazione (di Lampedusa, intendo), io potrei anche decidere di prostituirmi… ma confesserei a Giacomo quello che ho fatto, per primissima cosa, non appena torno da lui. Per una questione di onestà, di chiarezza, (e anche per evitare di andare avanti per chissà quanto tempo con l’angoscia di questo gigantesco scheletro nell’armadio).

      E in quel caso, beh: di fronte alla mia immediata confessione (di un gesto compiuto perché mi sembrava essere la mia unica alternativa alla morte)… ‘nsomma: a questo punto, sì, mi aspetterei un po’ di comprensione da parte di Giacomo :P
      Ma solo se davvero non avevo altra scelta, ecco.

  15. la meno peggio: 1) Lorella. Non sarà una santa donna, ma è lei a dover traslocare senza l’aiuto di nessuno, e poi se nel paese di là vive uina vita da manuale con il suo Giacomo, non rebde ragione della reazione di questo.
    2) Matteo. Probabilmente un uomo ferito dai rifiuti di Lorella, ma avuta la sua occasione, è stato poi di parola e non è stato lui a minacciarla. Certo che il suo più che un amore è stato solo erotismo. Se le voleva bene l’avrebbe aiutata ad essere felice e basta.
    3) Barcaiolo. Avere il monopolio dei trasporti gli fa fare il padre eterno e decidere della vita o della morte… meno male non si è concessa a lui!
    3) Vincenzo. Sarà stato anche innocente, ma è stato lui a insinuare chissà quale sospetto in Giacomo e quindi a distruggere la coppia. Perchè l’ha fatto? è un personaggio poco chiaro…
    5) Giacomo. Non si sa quanto tempo sia stato quello vissuto in modo coniugale, ma se vivevano d’amore e d’accordo, come da manuale, dopo tutte le difficoltà di lei ad andare da lui, perchè fidarsi di questo tizio infame? Sarà stato anche tradito (prima che vivessero insieme sottolineo) ma non mi sembra un grande innamorato…

  16. Il caso “Lampedusa” è interessante perchè mette in gioco molta altra roba. Lei sembra molto più giustificata, per la disperazione; ma anche G e V, che in modo diverso la respingono, hanno più ragioni da vendere, perchè la distanza appare ancora più ampia di prima, e quindi è ancora più prevedibile che quell’amore porterà solo guai (oltretutto essendo prevedibile che lei sia più innamorata della cittadinanza che del Giacomo). Sembra quasi, paradossalmente, che entrambe le parti in contrasto abbiano così, contemporaneamente, maggiori scusanti…

    Comunque, spiego la mia versione.
    Non c’è modo sensato di “risolvere” che si basi su di una versione da noi immaginata, un film particolare con dettagli più precisi, perchè non li conosciamo e farebbero sterzare la storia, e le ragioni e i torti, in una direzione oppure nell’altra.
    Quindi occorre valutare in base a non uno, ma mille casi di questo tipo. Quale sarebbe la valutazione più giusta per tante ripetizioni generiche degli eventi. Cosa che dopotutto è eticamente l’approccio più sensato. Non farsi imprigionare da una rappresentazione di parte.

    Il tradito reagisce in maniera dura, è vero; ma è una reazione giustificata. Doveva perdonare? Perchè? Il perdono non può essere un fatto scontato, ed in certi casi, se l’altra parte non mostra di meritarlo, non va neanche dato alla leggera. Cristianamente un perdono del cuore sì, ma non nei fatti, se non ci sono le condizioni. Specialmente quando ti giochi ciò che fai della tua vita.
    Ecco, lui ha subito due tradimenti. Uno, gravissimo e certo non temperato dalla stupidità, il fatto che lei sia andata a letto per soldi; ma questo si può perdonare, pur non dandone per scontato l’automatismo, perchè è passato. Da maschio dico, il tradimento più grave è quello che si perpetua giorno per giorno, il “gestire” il rapporto da parte di chi sa ma ha deciso che tu non devi sapere: ciò sbilancia il rapporto creando una posizione di inferiorità.
    Nascondere la verità, questa è la vera colpa; colpa che si intensifica, invece che diminuire, col passare del tempo. Mi verrebbe da dire che lui dovrebbe fare violenza su di sè, reagendo in maniera opposta a quella che uno si sentirebbe (più rabbiosa nell’immediato, meno dura se le cose sono passate da tempo).
    (Il matrimonio cambia le cose per me, ma qui parliamo di atteggiamenti; uno potrebbe salvaguardare il matrimonio ma creare una crisi molto grave, che in condizioni diverse portasse ad una rottura totale; e comunque c’è sempre la separazione, anche per chi crede.)
    Perchè sostengo una linea così dura? Semplice. Se nella quantità si affermasse una atteggiamento che considera l’essere manipolati, traditi nella fiducia, l’affronto più grave, alla lunga le persone si sentirebbero di dover essere sincere. Questo sarebbe l’effetto positivo.
    L’opposto è questo mondo “romantico” in cui facendosi un film nella testa, una possa vivere le sue finzioni, inseguendo sentimenti, e poi raccontarne una versione ad uso e consumo del “partner” cosicchè nessuno sa veramente come stiano le cose, diventa normale non fidarsi del tutto nemmeno della moglie da una vita.

    Poi viene l’amico Vincenzo, che, come ho detto prima, mi spiace ma dice la verità, ed è sempre una cosa buona. Si può imputargli di averla detta nel modo sbagliato, ma questa è una ipotesi aggiuntiva, che non emerge da quel che sappiamo.

    Arriviamo ai personaggi negativi.
    Il barcaiolo. Contrariamente al giudizio a cui siamo abituati, in una società che pensa che esistano solo i soldi e dà loro troppa importanza, dico che questo tizio fa una cosa brutta ma che riguarda solo il denaro; è un danno mooooolto minore di quello di chi mette in crisi l’unione tra due persone!
    E poi non sappiamo molto della cosa in sè. Non conosciamo le sue motivazioni. E se avesse disperato bisogno di denaro per una moglie malata?
    Fa già del male ma non così tanto, e con incognite.

    La sciacquetta. Agisce in maniera sciocca ed impulsiva, risultando totalmente inaffidabile. Che follie farà domani? Come si farà abbindolare? E però al suo grande amore non dice la verità.
    Si prostituisce per amore? Andiamo. Sta tradendo sè stessa.
    Non è solo sprovveduta, perchè oltretutto agisce senza un metro di bene-male. Si svende per un carnet di biglietti. Di nuovo, se si guardasse non ad un caso idealizzato, ma a 1000 casi così, si può prevedere che questo tipo creerà un sacco di grane a sè ed agli altri, sempre giustificandosi collo slancio del momento, e le circostanze. Si può prevedere che anche il suo amore per il Giacomo di turno sia inconsistente e superficiale.

    Infine Matteo: qui quasi tutti possono concordare, non ha scusanti, agisce in maniera abietta; l’unica giustificazione che potrebbe avere, l’essere innamorato della sua vittima, peggiora le cose, perchè nell’abusarne, calpesta così ogni preteso o preesistente autentico slancio d’amore, la parte buona di sè. Si perde nel male, ottenendo una soddisfazione meschina che non lo soddisfa ma lo dannerà.

    Ecco, ho finito. Non richiesto, ma mi è venuto così, un po’ lunghetto.

  17. Leggo solo ora e rispondo e poi corro a vedere il prossimo post
    1) Giacomo
    2) il barcaiolo
    3) Matteo
    3) l’amico
    4) Lorella
    perchè per me Lorella ha tradito più di tutti, l’amico non si è fatto i fatti suoi.

    1. Oooohhh, un’altra che mette Lorella all’ultimo posto!!
      Pensavo di essere io l’unica pazza integralista senza un briciolo di compassione: invece, siamo almeno in due :-DDD

  18. Mi spiace non averla letta prima, ma conosco questo test da un po’ e lo conosco un po’ diverso. La storia differisce, non si tratta di una storia d’amore messa così semplice, ma ha degli aspetti più torbidi. Te la copio:

    IL PONTE

    Un paese è diviso in due da un fiume. Fra le due rive vi è un solo ponte. Si può usare anche un traghetto privato. Una DONNA sposata, che abita di qua del fiume, si reca ad un appuntamento a casa del suo AMANTE oltre il ponte. Si intrattiene più del previsto ed intanto si è fatto buio. Tornando a casa, si accorge che sul ponte c’è un ASSASSINO. Temendo di essere uccisa decide di usare il traghetto. Quando sta per salire sulla barca, si accorge però di essere senza soldi. Chiede ugualmente al BARCAIOLO di essere traghettata, dicendo di non poter passare sul ponte perché rischierebbe di venir uccisa. Il barcaiolo rifiuta, dicendo : “ Io vivo con il traghetto ; non lavoro per chi non paga ! “. La donna allora torna dall’amante chiedendogli di accompagnarla fin oltre il ponte per proteggerla dall’assassino o, perlomeno, di darle i soldi per il traghetto. Anche l’amante rifiuta dicendo: “ Adesso ho da fare e le mie amanti io non le pago”. La donna telefona allora al MARITO, chiedendogli di venirle incontro per proteggerla dall’assassino sul ponte, oppure per assicurare dall’altra sponda il barcaiolo circa il pagamento del pedaggio. Anche il marito rifiuta dicendo :” Non sono stato io a mandarti di là dal fiume: adesso arrangiati!” La donna disperata, anche perché comincia a sentire freddo, tenta di attraversare di corsa il ponte, ma l’assassino la vede e la uccide.

    In questa situazione sono comparsi cinque personaggi. A tutti può indubbiamente essere attribuita una colpa.

    IL COMPITO CONSISTE NEL DETERMINARE UNA GRADUATORIA DI COLPEVOLEZZA

    NON ESISTE UNA GRADUATORIA GIUSTA NE UNA SBAGLIATA le combinazioni sono 120

    Esempio di graduatoria (per comodità di lettura ed eventualmente di comparazione) DECRESCENTE
    Dal PIU’ COLPEVOLE al MENO COLPEVOLE

    A (Più colpevole)
    B (poco meno colpevole)
    C (ancora meno)
    D così via…….
    E

    1. Sì: da quello che mi par di capire, questo dovrebbe essere lo “schema base”, da cui poi, nel corso del tempo, sono state sviluppate tante altre varianti. Una di queste è quella che ho postato io :-)

      Pare che questo test qua (il tuo, dico, nella versione-base) sia abbastanza famoso, se lo cerchi su Google o su Google Books è citato tantissime volte! Io però lo conoscevo ancora un po’ diverso, rispetto a come l’hai postato tu… quello che avevano fatto a me era molto simile a quello pubblicato da Elastigirl nel post che ho postato sopra (solo che nel “mio” non compariva l’amico, che invece è citato nel suo).
      Rispetto a quello che hai postato tu, nel mio mancava il coinvolgimento finale del marito (che, poraccio, veniva tradito e basta, senza essere interpellato o senza ricevere richieste d’aiuto).
      Si vede che la storia-base s’è sviluppata in millemila varianti… :-D

  19. Ciao Lucyette, ti leggo da molto anche se credo di non aver mai commentato, ma questo test mi ha dato così tanti grattacapi che ho deciso di esprimermi! :D

    Per me il problema è stato decidere se valutare le persone solo in base all’oggettivo grado di amoralità del comportamento tenuto, oppure se contestualizzare le azioni, perché non riesco a fare entrambe le cose!

    Da un punto di vista oggettivo, Lorella è la persona che ovviamente ha sbagliato di più, e Giacomo è l’unica vittima della situazione. Contestualizzando, però, credo che Lorella abbia agito come ha fatto solo perché innamorata, ed è stata stupida e amorale, mettendo a rischio la stessa cosa per cui si stava ‘sacrificando’, ovvero il rapporto con Giacomo. Contestualizzando, se Lorella è disposta a prostituirsi pur di raggiungere Giacomo allora vuol dire che il loro è un rapporto importante, eppure lui non esita un attimo, nonostante la descrizione del loro rapporto mi faccia pensare a una ragionevolmente lunga e felice vita di coppia alle spalle, a cacciarla di casa per un errore del passato, dimostrando un profondissimo amor proprio. Ma allora chi sbaglia di più? Chi commette un errore gravissimo per salvare una cosa importante della propria vita, o chi butta la cosa più importante della propria vita per una questione di orgoglio o di moralità?

    Premettendo che io non trovo accettabile il comportamento di _nessuna_ delle persone di questa storia, la mia classifica è, dal più sgradevole al meno sgradevole:

    1. Matteo è il peggiore perché da qualsiasi punto di vista si guardi la situazione ha fatto la cosa peggiore per il peggiore dei motivi, e il mio giudizio rimarrebbe tale anche se Lorella non avesse accettato la sua proposta. Se è innamorato, è orribile il modo in cui tratta la persona amata senza peraltro goderne nessun beneficio, dato che la sta aiutando ad andarsene a vivere con il suo fidanzato; se è solo attratto da Lorella ma non innamorato, sta facendo una cosa orribile e trattando orribilmente una persona per un tornaconto davvero minimo e triviale, cioè una notte di passione (fra l’altro falsa, perché comprata).

    2. il barcaiolo è comunque molto colpevole, a prescindere dalle effettive conseguenze del suo gesto. Egli applica una tariffa così enormemente difforme dalle tariffe normalmente in uso da non poter essere giustificato dalle esigenze di mercato (anche ammettendo questa giustificazione, non è stupido chiedere una tariffa dieci volte più alta del solito ad una persona che non è in grado di pagare?). Dal mio punto di vista il barcaiolo è uno sciacallo e il suo comportamento equiparabile a quello delle persone che in tempo di guerra vendono a prezzo d’oro alimenti di prima necessità acquistati a prezzo normale, e il fatto di essere l’unico a poter offrire il servizio di passaggio del fiume peggiora la sua azione e non la giustifica minimamente, e penserei questo anche se Lorella avesse deciso di comportarsi in altro modo.

    3. Vincenzo è il personaggio che ha il comportamento per me più ambiguo: cinicamente, lo pongo in questa posizione perché parto dal presupposto che abbia agito per mera ficcanasaggine, e che abbia messo in crisi una coppia stabile (conviventi o sposati da lunga data, questa è la mia personale impressione e il contesto in cui do il mio giudizio) per piccineria. Al contrario, potrebbe anche essere considerato privo di colpe, o addirittura moralmente ammirevole, a seconda delle motivazioni che gli applichiamo o al contesto in cui decide di parlare a Giacomo. Potrebbe anche aver agito in nome dell’amicizia nei confronti di Giacomo in una situazione in cui questa notizia è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

    2. Giacomo è la vittima di tutto questo pasticcio, eppure non riesco a vedere di buon occhio una persona che butta al vento il rapporto più importante della sua vita perché non riesce nemmeno a pensare di provare a gestire in qualche modo l’errore della compagna. Per me in questo giudizio conta il fatto che vedo Lorella e Giacomo coppia felice e stabile di lunga data, il fatto che la scelta di Giacomo mi sembra istantanea e priva di spiragli, che me la fa sembrare una scelta di principio più che una scelta morale o sentita, sofferta.

    1. Lorella ha fatto la cosa peggiore, eppure l’ha fatta come sacrificio personale in una situazione che io mi immagino essere stata priva di qualsiasi altra scelta che non fosse quella di rinunciare al rapporto con Giacomo. E’ stata stupida e immorale ma ha agito proteggendo la cosa più importante della sua vita, il rapporto con Giacomo, e quindi ha fatto la cosa peggiore ma senza la minima malizia. Chiaramente non giustifico, ma mi sembra la meno ‘cattiva’ del gruppo, anche se sicuramente la sua moralità è a dir poco carente.

    Postilla: ho faticato parecchio ad accettare di aver messo Lorella nella posizione della meno sgradevole, perché comunque non ritengo il suo comportamento minimamente accettabile, però devo dire che istintivamente è la persona che mi ispira più simpatia.

    Infine, chiedo perdono per il poema!

  20. 1) Giacomo, perchè poverino, non ci colpa niente…
    E’ vero che se amava avrebbe potuto perdonare, ma è anche vero che se Lorella in qualche modo gli avesse fatto sapere la sua situazione forse sarebbe intervenuto.

    2) Lorella, perchè compie del male ma a fin di bene.
    Non è una giustificazione, non si fa e forse avrebbe potuto cercare altre soluzioni, tipo aspettare che anche Giacomo comprasse una barca e la venisse a prendere.
    Ma poveretta è sempre vittima, prima del barcarolo e poi dello spasimante.

    3) Vincenzo, amico fedele di Giacomo, tanto fedele da rovinargli il matrimonio.
    Poteva farsi i fatti suoi, dal momento che l’informazione che ha dato a Giacomo sapeva che risvolti avrebbe avuto.

    4) Matteo, davanti al sogno di una vita avere la possibilità di approfittarne è la tentazione di tutti.
    Però è un’approfittatore, anche se giustificato dal desiderio…

    5) Il barcarolo, approfittatore e con l’aggravante di non avere alcuna giustificazione.

    1. ho commentato di getto, dal più simpatico al meno simpatico senza leggere i commenti o la “chiave di lettura”.
      L’empatia secondo me è qualcosa a pelle, che tu hai verso qualcuno in base alle circostanze e alle vicissitudini in cui capita il tuo prossimo.

      Quindi qualcosa a pelle che comunque è influenzata dalle tue esperienze e dalla tua scala morale.

      Di getto avevo sottinteso che in seguito all’attraversamento i due si fossero sposati.
      Di conseguenza la condotta di Vincenzo mi era sembrata quella del togliere lo scheletro dall’armadio, un pò fuori luogo, data la condotta encomiabile della ragazza in seguito all’attraversamento.
      Oppure del prurito dello scandalo, dovuto all’invidia che questa Lorella doveva essere una bella ragazza, fidanzata, con lo spasimante, e col barcarolo che la guarda da capo a piedi prima di sparare il prezzo, quindi secondo me in mala fede anche lui perchè in un certo senso gli faceva gola lei, forse….

      Tornando a Vincenzo che è il personaggio che più mi ha fatto pensare…
      Io sono dell’opinione che la verità non debba per forza essere detta tutta per tutti.
      Se uno mi chiede: “cosa mangi stasera?”, io non sono obbligato a rispondergli: “una pizza margherita più prosciutto da 10€ con una pinta di birra”…basta dire “una pizza”.
      Ovviamente ho fatto un esempio semplice ma che rende la mia idea, spero..

  21. Difficile giudicare così, in questo tipo di storie la valutazione la si fa non solo guardando le azioni, ma guardando per bene la situazione psicologica dei personaggi mentre le compiono… senza un po’ di introspezione, come fai ad emettere un giudizio, soprattutto morale? c’è solo la superficie…

  22. ps. Perché Lorella non poteva mandare un piccione viaggiatore al suo lui dicendogli di venire a prenderla con i soldi? Da quando in qua il futuro marito non aiuta la fidanzata a traslocare…

  23. Ad ogni modo (scusate il triplice post, nonché il secondo che -mi rendo conto- non rispetta i canoni della storia… ma questa storia è talmente palesemente assurda che, beh), penso che questi test non siano attendibili anche perché in realtà sono influenzati dal modo di vedere le cose di chi li ha creati.
    Ad esempio, perché è Lorella a dover traslocare e a dover essere messa in questa situazione? Facile, perché è una donna. Se un uomo andasse a letto con una donna per avere i soldi per raggiungere il suo vero amore, sarebbe visto come molto meno scioccante (la letteratura è piena di uomini che tradiscono l’amata nel lungo cammino che li separa da lei, mentre quest’ultima DEVE restare invece tempio inviolabile. Vedi Ulisse o Tom Jones). Questo rende il test sessista. E già lo squalificherebbe quanto a “credibilità”.
    Detto questo, ribadisco che senza sapere nient’altro dei personaggi, delle loro emozioni, dei loro pensieri, non si può emettere un giudizio. Non sappiamo se Lorella abbia accettato proprio per disperazione o per superficialità. Non sappiamo se Vincenzo sia stato combattuto nella sua decisione di dirlo a Giacomo, se l’abbia fatto in tutta onestà o se in realtà ci fosse della malizia dietro.
    I personaggi sono piatti, non si può emettere un parere vero su di loro. Giacomo ad esempio sarebbe la vittima incolpevole, ma dal poco che si vede nella storia sembra anche un bell’ipocrita, a ripudiare così la fidanzata senza se e senza ma, dopo averla lasciata a risolversi la magagna da sola mentre lui si rigirava i pollici a casa in attesa.

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