Attenzione! Tenere il medicinale vicino alla portata dei bambini!

Beh, siamo in Quaresima. E cosa si fa in Quaresima? Si prega, fra le altre cose.
Mi verrebbe da chiedere una prece collettiva per il server di Splinder, che sembra lì lì per tirar le cuoia… ma non è quello il punto. Il punto è che siamo in Quaresima, e che in Quaresima si prega.

Fra le tante cose che non capisco circa il modo in cui la Pasqua è così snobbata, c’è anche questa: perché a Natale ci si fa i regali e a Pasqua no? Okay, i Vangeli di Natale ci parlano effettivamente dei regali dei pastori (i Vangeli della Passione, evidentemente, no)… ma la Pasqua è un momento così gioioso, insomma! Certo, c’è la tradizione dell’uovo di cioccolato, ma non sempre le sorprese che si trovano all’interno sono all’altezza delle aspettative. Se solo potessi, le uova di Pasqua le preparerei a mano: e all’interno ci metterei una sorpresa personalizzata, che sappia veramente compiacere il destinatario del mio dono.

Ecco: se potessi preparare a mano le mie uova di cioccolato, come sorpresa sceglierei probabilmente questa. È un oggetto che esiste veramente: lo trovate in qualche libreria cattolica; o, in alternativa, potete anche comperarlo online.
È prodotto dalle edizioni Art, ed è una delle cose più geniali che io abbia mai visto da diversi anni a questa parte. È… questo:

Sì, è una scatoletta da farmacia. Assomiglia in tutto e per tutto alle scatolette di medicinali che avete sicuramente in casa: Aspirina, Moment, Oki… insomma, quelle cose lì. E come tutte le scatole di medicinali, anche questa ha il suo bel foglietto illustrativo: ci sono indicazioni circa la posologia, il sovraddosaggio, gli effetti collaterali… insomma, tutto in regola.
Sennonché, il farmaco in questione è piuttosto inusuale.
È – come recita la scatoletta stessa – un ROSARIO IN GRANI: SANTIFICANTE EFFERVESCENTE.
E all’interno della confezione, assieme al foglietto illustrativo, c’è per l’appunto un bel rosario: un bel rosario pronto per l’uso… e soprattutto, un regalo originalissimo.

Volete sapere come usare questo farmaco?
Ecco a voi il foglietto illustrativo:

COMPOSIZIONE: ogni Rosario contiene: 50 Ave Maria, 5 Padre Nostro, 5 Gloria al Padre, 1 Salve Regina.

PRINCIPIO ATTIVO: la Grazia di Dio.

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: santificante effervescente.

USO: si consiglia il sovradosaggio.

SOVRADOSAGGIO: in caso di assunzione in dosi molto elevate si potrebbero avere manifestazioni di: scatti di gioia, lodi improvvise a Dio, slanci di carità.

INTERAZIONI: è possibile, anzi consigliabile, assumerlo insieme ad altre preghiere e ai Sacramenti, specialmente l’Eucaristia.

DOSI CONSIGLIATE: da 1 a 4 al giorno.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: contro la tiepidezza spirituale, aiuta nel cammino verso la santità, scoraggia dalle tentazioni, toglie acidità e pesantezza di coscienza, libera le anime dal Purgatorio.

POSOLOGIA: uso orale. Da assumere con devozione e raccoglimento. Gli effetti possono migliorare con l’assunzione in gruppo.

EFFETTI INDESIDERATI: se recitato bene ogni giorno, può provocare un cerchio alla testa.

CONTROINDICAZIONI: nessuna.

VALIDITÀ: non è soggetta ad alcuna forma di deterioramento.

PRODUTTORE: Laboratori M.SS. – Maria Santissima.

ATTENZIONE: Tenere il medicinale vicino alla portata dei bambini!

Beh: per quel che vale, io ve lo consiglio.
È letteralmente miracoloso… nel vero senso della parola!

3 pensieri riguardo “Attenzione! Tenere il medicinale vicino alla portata dei bambini!

  1. Oggi Splinder è un disastro si :P

    Io però non so il Salve Regina, lo salto sempre >_< mi devo decidere a impararlo, e tra l'altro noto purtroppo che pochi lo conoscono per intero, molti manco sanno cosa sia.

    Daniele

  2. Adesso ti faccio ridere.
    Nel mio liceo (cattolico) si incominciava sempre la giornata recitando una preghiera. (In realtà non avrebbe nemmeno dovuto essere una preghiera ma bensì una riflessione, ci sarebbe molto da dire su questa differenza fondamentale, ma comunque molti professori optavano direttamente per una preghiera che era indubbiamente molto più sbrigativa). E quindi, ogni mattina si recitava una preghiera tutti assieme: Padre Nostro, Ave Maria, o simili.
    Un mio compagno di classe (un genio del male che infatti è diventato un mio carissimo amico) aveva architettato un modo di comprovata efficacia per testare la "cattolicità" dei nuovi insegnanti che entravano in classe (ad esempio quando c'era un supplente che non conoscevamo ancora, o quando arrivava da noi un professore nuovo appena assunto). Insomma: quando si trattava di recitare la preghiera del mattino, lui alzava la mano e, accampando come scusa qualche improbabile festa mariana che cadeva guardacaso proprio in quei giorni, proponeva: "stamattina, recitiamo il Salve Regina?".
    Ovviamente quando si recita una preghiera in classe è il professore che deve dare il "la" e recitare ad alta voce seguito dai ragazzi: quindi, se il professore non conosce la preghiera, si vede subito.
    Di fronte alla richiesta di recitare il Salve Regina, vedevi le reazioni più disparate: se il professore acconsentiva con entusiasmo e cominciava a recitarlo, allora voleva dire che era senz'altro un cattolico fervente duro e puro. Se il professore arrossiva, accampava scuse, si rifiutava, e così via dicendo… allora, il mio compagno rideva sotto i baffi :-D

    Comunque è vero, è una preghiera poco conosciuta: e del resto è anche normale, visto che, rispetto alle altre, la si recita relativamente poco… :-)

  3. Adesso ti faccio ridere.
    Nel mio liceo (cattolico) si incominciava sempre la giornata recitando una preghiera. (In realtà non avrebbe nemmeno dovuto essere una preghiera ma bensì una riflessione, ci sarebbe molto da dire su questa differenza fondamentale, ma comunque molti professori optavano direttamente per una preghiera che era indubbiamente molto più sbrigativa). E quindi, ogni mattina si recitava una preghiera tutti assieme: Padre Nostro, Ave Maria, o simili.
    Un mio compagno di classe (un genio del male che infatti è diventato un mio carissimo amico) aveva architettato un modo di comprovata efficacia per testare la "cattolicità" dei nuovi insegnanti che entravano in classe (ad esempio quando c'era un supplente che non conoscevamo ancora, o quando arrivava da noi un professore nuovo appena assunto). Insomma: quando si trattava di recitare la preghiera del mattino, lui alzava la mano e, accampando come scusa qualche improbabile festa mariana che cadeva guardacaso proprio in quei giorni, proponeva: "stamattina, recitiamo il Salve Regina?".
    Ovviamente quando si recita una preghiera in classe è il professore che deve dare il "la" e recitare ad alta voce seguito dai ragazzi: quindi, se il professore non conosce la preghiera, si vede subito.
    Di fronte alla richiesta di recitare il Salve Regina, vedevi le reazioni più disparate: se il professore acconsentiva con entusiasmo e cominciava a recitarlo, allora voleva dire che era senz'altro un cattolico fervente duro e puro. Se il professore arrossiva, accampava scuse, si rifiutava, e così via dicendo… allora, il mio compagno rideva sotto i baffi :-D

    Comunque è vero, è una preghiera poco conosciuta: e del resto è anche normale, visto che, rispetto alle altre, la si recita relativamente poco… :-)

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