L’ultima pagina del quadernetto

Dipendeva dalla copertina.
Era quello, a ben vedere, ad avere un ruolo dirimente.
Se la copertina era di mio gusto (chessò: perché c’era sopra una ballerina), facevo carte false per far durare il mio quaderno il più a lungo possibile. Evitavo di andare a capo, rimpicciolivo fino all’esasperazione la mia già minuscola scrittura: insomma, facevo di tutto per centellinare le poche pagine che mi rimanevano.
Se il quaderno, al contrario, aveva una copertina orrenda (magari perché in cartoleria c’era poca scelta, e m’era toccato prendere un quaderno con calciatori o motociclette), facevo di tutto per accelerare la sua fine. Caratteri enormi; disegni in ogni dove; cornicette ad ogni pagina. (Ma ve le ricordate, voi, che belle, le famose cornicette delle elementari?).

Ma a ben vedere, in fin dei conti si trattava solamente di accelerare, o di rimandare il più possibile, un evento che ci sarebbe stato in ogni caso. Perché i quaderni (ed anche i quadernetti di appunti…), prima o poi, finiscono le loro pagine.
Ed è ovvio e naturale, eh. Si archivia il quaderno vecchio e si comincia a scrivere su un quaderno nuovo: quante volte ci sarà capitato di fare un’operazione del genere, senza neanche rendercene conto?

Beh.
Sarò strana, ma io me ne rendo conto.
Forse è la mia indole da bibliotecaria, chissà: ma la fine di un quaderno, per me, non è mai passata inosservata. In un grosso scatolone nascosto nel ripostiglio, conservo gelosamente tutti i quaderni che sono mai stati in mio possesso – a partire dal quadernetto rosa a quadretti grossi su cui ho imparato a scrivere la “A” il primo giorno di scuola elementare, per arrivare al quadernetto giallo su cui ho preso gli appunti di Storia della Lingua, che è stato l’ultimo esame che ho sostenuto prima di consegnare il libretto e laurearmi.

Negli anni del liceo, avevo preso l’abitudine di acquistare dei grossi quaderni formato A4, con un bel po’ di pagine all’interno. Un quaderno del genere, suppergiù, mi bastava per un intero anno scolastico: e i dorsi colorati di questi quaderni, ormai, rappresentano un po’ le tappe della mia vita.
Quaderno di Storia, prima liceo classico: è stato l’anno in cui mi sono innamorata del Medio Evo.
Quaderno di Filosofia Scolastica, seconda liceo classico: è stato l’anno in cui la mia fede è diventata improvvisamente adulta, mentre io cominciavo a guardare il mondo attraverso gli occhi di questi filosofi, dalle spalle dei giganti.
Quaderni dell’ultimo anno di liceo, tutti assieme indifferentemente: quante speranze e quanti timori ho soffocato fra quelle pagine, sforzandomi di prepararmi al meglio per la mia nuova avventura universitaria, fuori sede.

Sì: i quaderni sono importanti, per me.
Sono una parte della mia vita: non sarei mai capace di buttarli via.
E quindi c’è il solito senso di malinconia e di buoni propositi, questa sera, mentre mi accingo a scrivere sull’ultima pagina di questo quadernetto.

Non è che sto chiudendo il blog, eh!
Ci mancherebbe!

Il problema è che forse – a quanto pare – sta chiudendo direttamente Splinder.
Ci sono voci incontrollate, dicerie secondo cui Splinder sarebbe prossimo alla chiusura: se andate in giro per i blog, in questi giorni, praticamente non si parla d’altro.

Io sono piuttosto convinta che si tratti di una bufala; ma nel dubbio (la prudenza non è mai troppa…), mi sono attivata per importare tutti i miei post da un’altra parte.
Nel corso dell’importazione ho avuto un problema tecnico: ho contattato via e-mail il supporto tecnico della nuova piattaforma, e questi Angeli Scesi In Terra mi hanno risposto nell’arco di un’ora e mezza. E hanno risolto il mio problema.

A quel punto m’è preso un po’ di sconforto e ho ripensato al giorno lontano (era il maggio 2008, credo) in cui ho mandato una e-mail al supporto tecnico di Splinder. Sto ancora aspettando adesso una risposta.
E allora ho maturato questa convinzione: a me non importa se Splinder sta veramente chiudendo o no; io penso di no, spero di no; sono convinta che, in realtà, rimarrà aperto.

Ma a questo punto, il problema è un altro. Il problema è: ma veramente io ho voglia di rimanere legata ad una piattaforma che non spreca nemmeno mezza riga per mettere a tacere delle voci incontrollate di chiusura imminente, che stanno provocando un vero e proprio esodo fra tutti i suoi utenti?
Nella peggiore delle ipotesi, tacciono perché la notizia è vera.
Nella migliore (?) delle ipotesi, tacciono perché son scemi.
Nessuna delle due ipotesi, francamente, mi sembra confortante.

E quindi, colgo l’attimo: ho passato tutta la giornata di ieri a impazzire per importare altrove questo blog; alla fine, ci son riuscita; adesso, c’è una copia esatta di questo blog su una piattaforma che mi sembra molto più solida, e assai più funzionale…
…insomma: perché aspettare?
Carpe diem, direbbe qualcuno.

La scrittura si restringe.
Sto andando a capo, ma è giusto per facilitarvi la lettura.
Mi mancherà un sacco, questo quadernetto: lo so che ce n’è un altro esattamente identico da un’altra parte, ma a me mancherà questo qui. Mi mancheranno le sue pagine ingiallite, quella macchia d’inchiostro di quando la stilografica ha sbafato; mi mancherà perché è su di lui, materialmente, che ho preso appunti per gli ultimi sei anni.
Ma d’altro canto penso a quest’altro quaderno che mi aspetta, bianchissimo e pulito, e con quel profumo delizioso di carta nuova mai usata…

E insomma: lo spazio sta finendo.
Volto l’ultima pagina, chiudo il mio quaderno; me lo tengo in mano per un po’, per “salutarlo”, e poi lo rimetto a posto. Ordinatamente, in un posto d’onore, a bella vista, sullo scaffale.

E poi tiro a me il quaderno nuovo, e ricomincio impazientemente a scrivere… perché cambia il supporto, certo, ma il blog rimane ovviamente identico.
In fin dei conti, sono sempre io che scrivo. Con la mia solita penna spuntata.

31 pensieri riguardo “L’ultima pagina del quadernetto

  1. Naturalmente a questo punto dovete immaginarvi un grosso cartello che dice “lavori in corso” :-)
    Come potete notare, ci sono ovviamente delle cose da correggere o da aggiungere; farò al più presto. Mi secca un po’ trasferire il blog in un posto che non è ancora perfetto al 100%, e vi chiedo scusa, ma se volevo fare il trasferimento era davvero una cosa alla “adesso o mai più”. Aspettando ancora, avrei dovuto rifare tutto da capo (o perdere i post e i commenti pubblicati su Splinder dopo ieri sera). Insomma: portate pazienza (e se trovate qualche errore, DAVVERO, fatemi un piacere e segnalatemelo!).

    Può darsi che notiate che mancano all’appello un centinaio di vecchi post. Tutto sotto controllo: li ho temporaneamente nascosti perché me li aveva importati con la data sbagliata, e adesso devo correggerla a mano.
    Può darsi che notiate che ci sono un sacco di post che sono stati importati due volte: so anche quello, e mi toccherà cancellare tutti i doppioni >.>

    Se notate qualcos’altro che non ho incluso in questa lista, siate gentili e segnalatemelo! Grazie :-*

  2. Bentrovata! Ma che bello questo nuovo quadernetto di appunti! Sei davvero una esperta fruitrice dei codici html. Io su questa piattaforma ci sono iscritta per seguire un carissimo amico sacerdote che è in Terra Santa. Sono diggiu :-)

    1. Fosse solo html… è stato MOLTO più caotico e complesso di quanto potessi immaginare… @__@

      Grazie mille, cara diggiu: ora come ora è ancora tutto a un livello molto “base”, ma le cose importanti dovrebbero esserci tutte… e per il resto, ci sto lavorando! :-)

  3. Perciò, devo cambiare il link dal mio blog? E’ ufficiale?
    Ma sul serio questi disgraziati di Splinder non hanno speso una misera riga per chiarire la situazione? Che gente seria, eh.
    In bocca al lupo (è pur sempre un nuovo inizio!)! :)

    1. NON UNA SINGOLA PAROLA, di fronte a centinaia di centinaia di utenti nel panico che si affrettano a trasferire il blog da un’altra parte e ad abbandonare per sempre la piattaforma (come del resto ho fatto pure io).
      Per giustificare un comportamento simile, secondo me ci sono solamente due spiegazioni possibili: o Splinder sta chiudendo veramente, o Splinder è nelle mani di una branca di idioti.
      A ‘sto punto io spero che stia per chiudere; altrimenti siamo messi male, ma TANTO male…

      Comunque sì, è ufficiale :-) Aggiornate pure i vostri link… e grazie! :-)
      Crepi il lupo! ;-)

      1. Pare proprio che la chiusura sia imminente… ma io non voglio trasferire i miei blog, con tutto il tempo che ho impiegato a crearmi i templates… WordPress, poi, non mi piace molto… preferisco allora migrare su Blogger… ma in quel caso penso perderei tutti i posts… che seccatura -.-

      2. Nooo, Rici, io sono convinta che tu possa salvare post e commenti anche se passi su Blogger, in qualche modo…
        Occielo: mi sorge il dubbio che tu forse debba fare il passaggio (molto macchinoso, in effetti) Splinder -> WordPress -> Blogspot (so per certo che così si può fare), ma se si tratta di salvare post e commenti… ne val la pena!!

        Ma poi, chissà.
        Secondo me, Splinder non chiuderà a breve.
        Ma la chiusura delle iscrizioni per i nuovi utenti, unita al fatto che non rinnovano gli abbonamenti Pro, e unita al fatto che la redazione se ne sta zitta e immobile senza fare nulla per frenare un vero e proprio esodo di massa, non promette nulla di buono, quantomeno nel lungo periodo…

  4. Copio il mio commento, perché, insomma, ti sei completamente trasferita, no? XD Quindi anche questo dev’esserci in ambedue i luoghi.

    WP è migliore, c’è poco da fare. Anche io – sarà che siamo bibliotecarie e archiviste tutte e due? – ho ancora tutti i quaderni del liceo e di quando ero a scuola. Il motivo per cui tardo tanto a trasferirmi è lo stesso tuo, con l’aggravante che adoro il mio template e chiedere alla persona che me l’ha fatto di adattarmelo è una cattiveria che non voglio infliggerle. Quindi, visto che la copia ce l’ho, adesso vedo come va; tanto, per quel poco che sto scrivendo ultimamente! XD

    1. Sì, in effetti quello del template è un problema non trascurabile: ho scoperto (solo dopo essermi iscritta e aver dato il link a mezzo mondo .__.) che su WP.com non è possibile inserire un template totalmente personale. Si possono solo personalizzare in vario modo le 153 grafiche già presenti.
      Per me, che mi son sempre divertita a cambiare la grafica del blog a seconda delle stagioni, è stato un brutto colpo… uffa!

      :-(

  5. Che bello ripartire da qui! (mi sento un po’ dissociata a scrivere due commenti con tono diverso -benché entrambi sinceri – su due blog che da un lato sono lo stesso blog ma dall’altro anche no, comunque OK!) Su splinder sono d’accordo con te, che sia vera o no questa voce sulla chiusura è ovvio che avrebbero dovuto dire qualcosa o per confermare o per negare! Quindi alla fine è meglio così, la piattaforma è migliore e cambiare aria fa bene!

    1. Certo che, in quanto a creare disagio, sono proprio pratici! Insomma, già c’è il casino della chiusura della piattaforma, inoltre le complicazioni dovute alle procedure più assurde… -.- Grrrr… Si degnassero almeno di dare un annuncio ufficiale di spiegazione… Sarà la solita vecchia questione di soldi…

  6. Percorso alternativo: da splinder a iobloggo e poi da iobloggo a wordpress.

    La prima fase è semplicissima: in dieci minuti ho aperto un blog su iobloggo e ho importato TUTTO quello che era su splinder, commenti date tutto quanto, su iobloggo

    http://deliberoarbitrio.iobloggo.com/

    La grafica è un po’ povera, ma fa niente.
    Da qui si può impacchettare il tutto in un formato CSV.
    Mi resta da capire come portare questo pacchetto CSV su wordpress, ma intanto mi sono già messo al riparo da affondamenti improvvisi di splinder e non è poco. Suggerisco perciò a tutti di fare così.

    1. Hai fatto una cosa molto intelligente (mettere tutto in salvo su Iobloggo: fatelo anche voi, nel dubbio!!), ma, temo, totalmente inutile. Nel senso che il formato CSV non è supportato da WordPress, per quanto mi è dato di capire. L’unico file di importazione che Wp accetta, quanto a formato, è un file xml.
      CREDO che si possa fare comunque un passaggio da Iobloggo a WordPress, ma sempre con le stesse modalità del passaggio da Splinder: installare WP in locale, installare un plugin apposito, e così via dicendo.
      Mi spiace :-(

      Oggi, cascasse il mondo, butto giù un piccolo tutorial con i passaggi che ho seguito io: magari riesco a darvi qualche consiglio utile!

  7. Anch’io sono stata su Splinder (da non-ricordo-con-esattezza al 2008), aprendovi tre blog che han fatto una certa storia (più altri due più effimeri): elenco delle pecche tecniche, alcune delle quali risolte dopo la mia migrazione, a parte, ho sempre amato Splinder.
    Innanzitutto, ma non solo, perché costruito su una community alquanto varia, ma non cazzara come quella di Libero (da lì son fuggita prestissimo). E’, era, insomma, una vera piattaforma di blogging, viva e vitale.

    Io mi sono trasferita per varie ragioni, avevo bisogno di cambiare aria, e quindi anche un po’ rimpiangendo l’ambiente; ma una volta “atterrata” su WP ho confermato in breve quanto scritto da Nacochan: mi ci trovo molto meglio, sia nell’uso sia nella possibilità di interagire con blogger di qualità senza però venire disturbati impunemente.

    A parte questa storia, devo dire che mi hai commosso molto con la cosa dei quaderni conservati.
    Perché è quello che tendenzialmente faccio anch’io, magari non in modo così esteso e meticoloso; e quanto ho pianto quando ho saputo che mia mamma, trascorsi un tot. di anni e senza avvisarmi nè chiedermi nulla!, aveva portato i miei quaderni delle elementari alla raccolta di carta straccia di San Martino ç__ç
    (All’epoca, secoli fa, non esisteva ancora la differenziata, e loro con la carta ci facevano dei bei soldi).
    Oggi ho meno cose scritte che ci tengo a conservare, ma la ferita è lì – se non sanguinante, ancora incrostata.
    La cosa terribile è che, naturalmente, non si trattava solo di carta scritta-stampata (che io amo di per sè), nè di carta a cui mi ero col tempo affezionata (proprio quel libro lì e non un altro identico…), ma c’ero dentro io. La mia crescita. I miei ricordi, le mie esperienze… insomma, è come se mi avesse tranciato una mano :(((

    1. Ma che tristezza, Cecilia… :-((

      Sai cosa? Il problema è che secondo me, queste mamme (perché in genere si tratta quasi sempre di mamme, che buttano via i ricordi d’infanzia dei figli già cresciuti)… in genere, secondo me, lo fanno in buona fede. Ma io le capisco pure, pore stelle: se per te un vecchio quaderno di tabelline non ha alcun valore, è ovvio che lo butti via a cuor leggero e senza nemmeno pensare di avvertire prima.
      Secondo me non ci pensano proprio, poverine; e magari sono loro le prime a rimanerci male, quando poi scoprono la reazione dei figli.

      Io sono legata ai quaderni, ma ancor più sono legata ai miei giocattoli. Sono ricordi d’infanzia, hanno per me un valore affettivo a dir poco enorme. Se qualcuno mi buttasse arbitrariamente via la mia bambola Giulietta (con cui non gioco più da anni, per carità; ma che ho fatto io con le mie mani e che è stata LA bambola della mia infanzia), penso che avrei una piccola crisi di nervi.
      E quindi rimango veramente sconcertata quando sento di mamme che (in assoluta buona fede, probabilmente!!) a un certo punto decidono di far spazio in ripostiglio e buttano via i giocattoli vecchi dei loro figli già cresciuti.
      A me si strapperebbe il cuore (ancor più che per i quaderni).

      Per fortuna (mia), mia nonna materna era una mamma di questo tipo, e non si faceva troppi problemi a buttare via cose “vecchie” e “ormai inutili”. Mia mamma, poveretta, ha subito come te il trauma di veder scomparire dall’oggi al domani quaderni vecchi, bambolotti d’infanzia, e così via dicendo… e, probabilmente anche per questo, è stata attentissima a non giocare anche a me questi brutti scherzi. Fiùùùù!

      Comunque hai tutta la mia solidarietà, davvero: ti capisco benissimo, ci sono rimasta male io per te!!

      1. Sì, anche nel mio caso posso confermarti che – per fortuna e purtroppo – mia mamma l’ha fatto in totale inconsapevolezza di questi risvolti.
        E’ una donna molto più che pragmatica, non è mai stata abituata a questo tipo di tenerezze e di forme affettive – infatti l’ho un po’ educata io, alla soglia dei cinquantacinque-sessant’anni, a lasciarli coccolare!
        In effetti si può parlare, sia per i quaderni perduti che per le molte coccole mancate (molte, ma non tutte), di trauma. Questo meccanismo, che prosegue di generazione in generazione finché qualcuno non lo comprende e lo spezza, l’avevo colto presto, da bambina. Ma accettarlo e sopportarlo, ovviamente, richiede ben altre forze.

        Perdona la digressione pesantuccia, ma me la concedo, ora, sapendo che mia mama pur in tutti i suoi limiti si sforza in maniera esemplare di capire cosa potrebbe ferirmi… alle volte non ci arriva proprio, ma è tanto più commovente lasciar correre e dimostrarle che qualche passo avanti l’ho fatto anch’io! :)

        Ai giocattoli sono in generale altrettanto affezionata, ma sono una storia a parte. Adesso, proprio sopra la mia testa, campeggiano sulla mensola l’orso che non so chi aveva regalato a mio fratello in R.S.D., una lucciola di pelouche che si illumina in viso (regalo di mia nonna, la prima batteria è durata vent’anni) e… beh, un’enorme zampa di gatto, anch’essa di pelouche, che mi sono regalata da sola a RiminiComix l’anno scorso. Miao!

  8. Accipicchia, rivaluto mia mamma che se trova in giro per casa anche solo un sacchetto vuoto del supermercato o una busta di pubblicità chiede: “Di chi è? Lo posso buttare?”. Anch’io ho conservato i giocattoli della mia infanzia e guai a chi me li tocca!

  9. Sto un po’ fuori con la testa in questi giorni, poi, magari ve la racconto, ti scrivo perchè non mi ricordo se ti ho segnalato il nuovo blog, su IoBloggo, ricordandoti che sto anche su Blogger/Blogspot: http://spinedicactus.blogspot.com/
    Sono indecisa per l’eventuale passaggio a Word Press, a meno che qualcuno non mi aiuti o non parta con un blog nuovo nuovo, senza importare tutto da quello vecchio!
    Intanto, ho salvato il tuo indirizzo su Blogger/Blogspot, così ti trovo sempre! :-)
    Ciao, R

  10. Ecco, sostituito nei segnalibri…
    Il nuovo sembra più professionale ma anche più freddo… Proprio come i quaderni nuovi al confronto con quelli “vissuti”. Ma tra poco sarà vissuto anche questo, e allora saremo ancora “a casa”…
    Ciao

    Diego

  11. Allora ti fa piacere farmi spaventare, leggendo il titolo del post già mi chiedevo cosa avrei letto se avresti chiuso il blog ^_^

    Cmq, è vero che questo blog è un pochino più “freddo”, aspetto la personalizzazione della grafica ^_^

  12. Ma Aerie: avevo scritto grosso come una casa “no, tranquilli, non sto chiudendo”… più di così… :-DD

    Essì, è vero: il blog ha un’aria più “fredda”, ora come ora (proprio come i quaderni nuovi, è vero! Che bella immagine, Diego!).
    Il grosso problema di WordPress, che mi rome tantissimo le scatole, è che la grafica dei blog può essere personalizzata solo fino a un certo punto. Si può cambiare testata e sfondo e cose così, partendo da 153 grafiche diverse, ma non di più.
    Uffa. Io mi divertivo un sacco, a rivoluzionare completamente l’aspetto del blog di volta in volta!!

    Comunque adesso mi sono (faticosamente) messa al lavoro per creare una grafica natalizia: “riscaldare” questa non valeva la pena, visto che fra poco comincia l’Avvento e cambierei il template comunque :-)
    Maaaaa… se per ipotesi la nuova grafica fosse completamente ROSA, ma di un rosa che più rosa non si può… voi lettori maschi me la tirate indietro, sì? :-P

    1. Ciao, Trasparelena; e innanzi tutto, benvenuta!! (Che bella immagine, per l’avatar!).

      In secondo luogo, per quanto riguarda i feed: occielo, e com’è possibile?! Tu mi dici che il feed non ti si aggiorna; Marinz mi dice che dai miei feed risulta che l’ultimo post che ho pubblicato sia un post di aprile 2008… e com’è possibile?! Ho dei feed che vivono di vita propria?!

      Ehm…
      Ti/vi direi che cercherò di capire e di risolvere il problema… ma onestamente non so da che parte incominciare! Gasp! O.o

      (Ma nei feed “normali” – quelli non inseriti dentro al blog – ti si aggiornano i post?)

    2. Aspetta, forse ho avuto un’illuminazione!!
      Forse il post che risale a tre anni fa è lo stesso che ha visto Marinz?

      Okay: se è così, la cosa comincia a diventare meno delirante… anche se non capisco assolutamente il perché!
      Ma prima di questo post datato al 2008, non avete mai visto i post che ho scritto da quando ho aperto il secondo blog, vero?

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