Personale

La sindrome del falegname impazzito

Circondata dai trucioli sparsi sul pavimento, la libreria nuova era bellissima.
Per un attimo Loredana e Marco trattennero il fiato, osservandola di lontano: perché era semplicemente perfetta, perché era la libreria dei loro sogni; perché era esattamente quel mobile (proprio quel mobile!) che volevano mettere al centro del loro salotto, al centro della loro casa…
Era bellissima.
Era bellissima.

Era sembrato un azzardo, tutto subito, commissionare una libreria su misura, e commissionaria al falegname migliore del circondario. Il conto in banca è quel che è, il contratto sta per scadere, all’Ikea ti compri un Billy per pochi euro e in fin dei conti cosa cambia, ‘na libreria è ‘na libreria, basta che regga il peso dei libri, mica deve avere chissà quale funzione esoterica o andare a finire in un museo di belle arti…
…ma loro la volevano, quella libreria. Proprio quella libreria. Proprio la libreria dei loro sogni, che si erano divertiti a inventare e progettare assieme.
Volevano quella libreria lì, massiccia, di legno massello, fatta su misura per durare una vita e forse più: volevano quella libreria lì, decorata con quegli intagli, che avevano disegnato a mano quel sabato sera che stava venendo giù il diluvio e non si poteva uscir di casa, e lui le aveva appena chiesto di sposarlo e lei piangendo gli aveva risposto di sì, di sì!, ed era passata una manciata di giorni da quel giorno e adesso erano seduti sul divano in quel sabato sera sotto al diluvio e decidevano come avrebbero arredato la loro bellissima casa nuova, e avevano deciso che volevano una libreria, una libreria speciale: una libreria fatta apposta per loro due, che amavano tanto i libri, e che in fondo in fondo non si sarebbero manco conosciuti se non fosse stato per un libro, tanto tempo fa.

***

Quel giorno, nel laboratorio del falegname, Marco e Loredana rimasero quasi senza parole.
Contemplarono la loro libreria e poco mancò che si commovessero, perché era una libreria semplicemente splendida ed era esattamente come la volevano loro: precisa, identica.
Posarono lo sguardo sugli scaffali lucidati: immaginarono le file di libri che li avrebbero decorati presto, e fantasticarono sui soprammobili e sulle foto di famiglia. Guardarono gli scaffali più bassi, a portata di bambino, e pensarono a quanto sarebbero stati perfetti per accogliere i primi libri dei loro figli, che sarebbero arrivati. Ammirarono in silenzio la precisione degli intarsi, e si allontanarono di qualche passo per abbracciare con lo sguardo quel loro mobile perfetto, e poi strinsero la mano al falegname e avevano quasi le lacrime agli occhi, nel dirgli quanto fosse perfetto, e rifinito, e fantastico, e emozionante, quel piccolo capolavoro che aveva creato apposta per loro.

Il falegname sorrise, con quell’espressione di beata soddisfazione di chi capisce che il suo lavoro è stato apprezzato per davvero. Strinse la mano dei fidanzati, si pulì il grembiule dagli ultimi trucioli, li ringraziò per i complimenti, e si godette ancora per un attimo l’emozione di quel momento.
Poi si schiarì la voce, e commentò: “sì, beh. Se adesso volete seguirmi nella stanza affianco, così potete scegliere i libri da metterci dentro…”.

Ci fu un breve silenzio.
Loredana e Marco si scambiarono un’occhiata perplessa e poi abbozzarono un sorriso, senza capire. “Ehm. Grazie”, mormorò Marco, “ma veramente… Insomma: non so te”, e guardò la fidanzata, “ma, in questo momento, non avevo in mente di fare altri acquisti”.
Loredana annuì: “sì, in effetti non è il caso…”.
“Ah! Okay!”. Il falegname accennò un sorriso, amichevolmente: “d’accordo, non c’è problema. Ma quando vi verrà voglia di acquistare un libro, ricordatevi di venire nel retrobottega del mio laboratorio, eh”.
I fidanzatini accennarono un sorriso: massì, come no, ci mancherebbe altro; e che bella iniziativa, non sapevamo che vendesse anche libri, è una bella trovata quella di coniugare due attività apparentemente scollegate, che…
“No, ma che scollegate”, interruppe il falegname aggrottando le sopracciglia. “, forse non ci siamo capiti. ‘Scollegate’ un corno. Dal momento in cui voi vi portate a casa una libreria fatta da me, potete solo metterci dentro i libri che acquistate nella libreria che gestisco io. È chiaro?”.

Ci fu un breve silenzio, ancora.
Poi, Marco scoppiò in una risata divertita, e Loredana gli fece eco: ce l’avevano detto, i nostri zii, che lei, signor falegname, era veramente un tipo buffo! Ma guarda che senso dell’umorismo, che cordialità, che rapporto informale coi clienti, che spinge addirittura a scherzare e a…
“Scherzare un corno” grugnì l’artigiano, con le sopracciglia sempre più aggrottate. “Io non scherzo proprio per niente. La libreria ve l’ho fatta io, e adesso decido io cosa ci mettete dentro: i vostri libri li comprate nel mio negozio, punto e basta”.

Ancora una volta ci fu un breve silenzio, ma nessuno rise più: i due ragazzi guardarono meglio il falegname e cominciarono a sentire un vago senso di inquietudine, perché quel tizio sembrava drammaticamente serio
“Voi prendete un libro in un altro negozio? Io lo scopro! E vengo a casa vostra nottetempo, e lo rubo, e ve lo porto via!”.
Loredana deglutì, molto lentamente.
“Voi prendete un libro da un concorrente? Io lo scopro! E giuro su quanto è vero Iddio che vengo a manomettervi la libreria, pur di impedirvi di leggerlo!”.
Marco lanciò un’altra occhiata al vecchio falegname, che era diventato rosso in faccia per la rabbia e stava pure cominciando a urlare. Oddio.
“Voi prendete un libro e gli fate le fotocopie, perché sperate di risparmiare qualche euro invece di comprarlo originale nella libreria che è in mio possesso? Io lo scopro!! E sarà bene per voi rigare dritto e non fare strani scherzi, perché sono certo che non volete sapere”, e agitò uno scalpello, con fare minaccioso, “fino a quale livello può arrivare la mia ira!”.
Marco, istintivamente, stese il braccio e spinse delicatamente la ragazza all’indietro, verso la porta. “Vattene, Loredana”, sussurrò pianissimo.
“Voi prendete in prestito un libro dalla biblioteca, invece di comprarlo del mio negozio?! Io lo scopro!! E ve lo potete anche scordare, di trovare in biblioteca uno dei libri che stampo io: perché sono un commerciante, e…”.
Senza dare le spalle al falegname psicopatico, Marco cominciò lentamente a arretrare verso la porta.
“Io vi ho fatto la libreria! Io ho lavorato per voi! Io vi ho dato gli strumenti per leggere i dannati libri!! Io pretendo…”.
“Ma quest’uomo è completamente pazzo…”, sussurrò Loredana a occhi sgranati, attonita, oltrepassando la porta del laboratorio ed uscendo all’aria aperta.
Fece appena in tempo a scambiare uno sguardo col fidanzato, poi accelerò il passo. Un gesto d’intesa, un muto sguardo sconcertato, e i due ragazzi cominciarono a correre, per allontanarsi di lì con la massima velocità possibile.

Il falegname impazzito, intanto, continuava ad agitarsi e a bestemmiare e a urlare, completamente in preda al suo delirio.

***

“Sindrome del falegname impazzito”.
Forse voi non ve ne accorgete (ancora), ma questa piaga colpisce ogni anno larghe fette della popolazione italiana, con un tasso di contagiosità in costante crescita che ha registrato un balzo del 740% (!!!!) nell’arco di due anni, nel solo territorio della nostra piccola penisola.
È molto probabile, anche se forse non ve ne rendete conto, che la sindrome del falegname impazzito abbia colpito anche voi, o qualcuno dei vostri cari. Non ci credo che non conoscete nessuno che utilizza abitualmente un lettore e-book, ragazzi!

“Sindrome del falegname impazzito”.
A parte l’ironia, vi giuro che non sto scherzando: il termine è veramente utilizzato in biblioteconomia, per una indicare una caratteristica (o forse: un limite) dei principali lettori e-book.

Come dice Roncaglia in un gustoso saggio sull’editoria digitale, tutti noi, comprensibilmente, tenderemmo a prender le distanze da un falegname che, dopo averci costruito una libreria, pretende di decidere quali libri ci possiam metter dentro.
Lo faremmo internare.
Diremmo che è un pazzo, giustamente.

Curiosamente, manifestiamo molta più indulgenza nei confronti di quei signori che, dopo averci costruito il lettore e-book, ci costringono a fare esattamente la stessa cosa. Infatti, se vi comprate un Kindle, che è in vendita su Amazon, ci potete leggere solo i libri che sono in vendita su Amazon.
Per converso, se comprate un e-book da Amazon, dovete per forza possedere un Kindle (in pratica: il Kindle legge solamente file in formato azw, e si rifiuta di leggere – ad esempio – gli e-book pubblicati in formato epub. Al contrario, un qualsiasi e-reader che non sia il Kindle è in grado di leggere il formato epub, ma non quello azw di Amazon).

Questo post vuol forse essere una critica agli e-book?
Mannò: tutt’al più, vuole contribuire a una discussione sugli e-reader che sta avendo luogo altrove, sul blog di Claudio.
E comunque – voglio dire – si tratta semmai di una considerazione tecnica; non certamente di una stroncatura in toto degli e-book, sia chiaro.

Ma soprattutto… per chi se lo stesse domandando, la risposta continua ad esser : io, all’università, studio ‘ste cose. .
Cambia il corso di laurea, ma il dramma personale resta: e io, il falegname impazzito, me lo sto studiando per davvero.
D’altro canto, come si suol dire… fra pazzi ci si intende.

21 thoughts on “La sindrome del falegname impazzito

    1. :-)
      E hai qualche altro e-reader, per curiosità?
      (No: è che ogni tanto qualche amico mi chiede consiglio sull’e-reader da comprare, pensando che io, siccome studio ‘ste cose, sappia dargli buoni consigli… ma in realtà io studio i concetti, non le marche: e non usando e-book per i fatti miei, sono completamente incapace di aiutare in questo senso! :-D)

      1. Mah, avevo pensato di prenderne uno, ma un po’ perchè sono piuttosto cari, un po’ la mancanza di tempo che ho in questo periodo, non l’ho ancora comprato.
        E ti confesso che anche io preferisco la carta, mi ricordano la differenza tra vinile e cd. ^_^
        Però l’ e-reader è comunque una bella invenzione, anche se sicuramente non comprerei mai un lettore con la sindrome del falegname impazzito ;-)

        Dato che ci sono molti libri e-pub gratuiti, ho installato questo, se ti può interessare.

        https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/epubreader/

      2. Ehilà!!
        Non so come mai, ma mi ero persa questo commento: l’ho recuperato adesso rileggendo il post, per caso… e… grazie: grazie mille per la segnalazione!
        Peraltro ho appena comprato un piccolo netbook che mi serviva per altre cose; uno di quei piccoli computerini, grossi la metà di un portatile. E’ piccolissimo e leggero, e ha uno schermo fatto apposta per non affaticare gli occhi alla lettura. In effetti mi ci vedo, a leggere un e-book da quel computerino, sdraiata a letto o seduta sul divano… e il tuo link mi sembra molto, molto utile a tal scopo :-)

        Condivido molto la tua ritrosia a spendere soldi per un lettore e-book, visto che comunque non costan poco. Te li tirassero dietro a 20 euro, probabilmente valuterei anch’io di far l’acquisto, perché oggettivamente per molti scopi sono comodi; ma ora come ora, hanno un costo non indifferente… e, secondo me, il gioco non vale la candela (per come lo userei io).

  1. E’ più forte di me: amo la carta, ne vado matta! Mai usato un e-book, ho bisogno di sentire sotto le mani le pagine che giro, di tornare indietro per rileggermi passo.
    No, non c’è e-book che tenga il confronto con l’amore verso la carta. Anche vuota.

    1. Eh, ti capisco :-)
      Ma da un altro punto di vista, un uomo del Duecento avrebbe potuto dire esattamente la stessa cosa che dici tu (e dico anch’io): “amo la pergamena, ne vado matta! Mai usato un libro fatto di carta, ho bisogno di sentire sotto le mani lo spessore corposo della pergamena sotto i polpastrelli, di tornare con lo sguardo alla colonna affianco per rileggermi il passo e controllare le glosse a margine. Non c’è libro di carta che tenga il confronto con l’amore verso la pergamena, anche se vuota”.
      (E, ti devo dire… avendo la fortuna di maneggiare pergamene, sottoscrivo pienamente tutto quello che ho scritto sopra :-DD).

      No, per dire.
      Io capisco perfettamente le perplessità nei confronti degli e-book, perché sono anche le mie. Noi siamo abituati a leggere i libri in un certo modo, e ovviamente l’idea di abbracciare questa modalità diversa ci crea per forza di cose una certa inquietudine.
      Però sta di fatto che gli e-book sono probabilmente il futuro del libro, che ci piaccia o no!

    1. Dipende un po’ da quanto è tignoso il singolo falegname da cui ti sei servito ;-)
      Molto frequentemente, scrive in filigrana il tuo nome / cognome / indirizzo e-mail / codice d’acquisto in tutte le pagine del libro (che hai acquistato legalmente), in una maniera per cui è proprio impossibile cancellare questi dati. Dopodiché, tuoi puoi anche fotocopiare il tuo libro e passarlo a mezzo mondo… ma sta di fatto che restano comunque i tuoi dati all’interno delle fotocopie, e quindi è molto molto facile esser beccati. Ma se ti piace il rischio…

      In alternativa si interviene proprio a livello di “libreria”, inserendo un chip che è in grado di riconoscere i contenuti originali acquistati regolarmente, e quelli copiati scaricati in via illegale. Il chip ti impedisce direttamente di visualizzare quelli illegali (e, a mio personale giudizio, questa è la soluzione più sensata da attuare).

      In altri casi, il server da cui scarichi (legalmente) il libro cifra il file in maniera tale da renderlo illeggibile su dispositivi diversi da quello sul quale è stato scaricato e attivato.

      Poi vabbeh, c’è il caso dei falegnami pazzi furiosi, che prima di darti un e-book te lo fanno attivare usando uno specifico account che avrai creato precedentemente, prendono nota di chi è che ha comprato e attivato il libro, dopodiché l’e-book riconosce il singolo e-reader su cui viene letto ed è in grado di capire quando viene spostato su un altro e-reader, ed indi accetta un massimo di sei spostamenti da un dispositivo all’altro (tenendo comunque traccia di nome/cognome di colui al quale è intestato il libro), per poi autodistruggersi se provi a trasferirlo una settima volta.
      O.o

      Diciamo che sono le strategie più usate, ad oggi :-)

    2. Ciò peraltro mi spinge a scrivere anche qui una notiziola fantastica della quale ho già parlato tante volte su Facebook, ma non tutti che leggono qui leggono anche Facebook.

      Ma voi lo sapete, amici, che il (bellissimo) YouCat, quel nuovo catechismo scritto in occasione della Gmg e rivolto principalmente ai giovani, dice a chiare lettere, in modo non equivocabile, che scaricare illegalmente film, telefilm, e-book, da Internet, è PECCATO?

      Giuro. Pagina 233 edizione italiana, punto 429. “Anche l’appropriazione della proprietà intellettuale altrui è furto. [2408 – 2409] Non solo il plagio è furto; il furto della proprietà intellettuale comincia con un compito copiato a scuola e prosegue con lo scaricamento illegale da internet, riguarda la realizzazione di copie pirata su diversi supporti, fino al commercio di concetti e idee rubati”.

      Non fossero tutti preti, quelli che hanno osato dire a chiare lettere ‘sta cosa, giuro che vorrei baciarli.

  2. Ah, una cosa: mi son dimenticata di chiarire nei commenti che… il falegname pazzo che impedisce alla gente di prendere libri in biblioteca, per costingerli a comprarli sempre e solo dal suo negozio… beh: è storia vera!
    Nel senso. Sebbene esistano delle biblioteche attrezzate per il prestito di e-book (e ne esistono già anche in Italia, per la cronaca), ci sono alcune case editrici che… hanno scelto, per il loro tornaconto, di boicottare le biblioteche, non mi viene in mente altro termine ;-)
    Nello specifico, c’è una casa editrice statunitense che ha deciso di agire così: lei non fornisce alle biblioteche i suoi e-book; gli e-book possono essere presi in prestito dagli utenti direttamente dal sito della casa editrice, pagando una modica cifra. Es. se comprare l’e-book ti verrebbe a costare 5 dollari, “noleggialo” per due mesi ti verrà a costare… chessò… 50 cent?
    Dopo quei due mesi, l’e-book sparirà dal tuo lettore e-book e saranno tutti felici e contenti. L’editore un po’ di più, perché ci ha guadagnato, e il lettore un po’ di meno, perché i libri cartacei era abituato a leggerseli completamente gratis in biblioteca.

    Anche una politica di questo tipo potrebbe essere una criticità. Mi risulta che attualmente ci sia solo una casa editrice in tutto il mondo, a farlo; ma sta di fatto che comunque c’è già una casa editrice che ha scelto di adottare questa politica!

    1. Stamattina, condividendo il tuo post, un amico mi ha risposto cosi:
      “basta farsi più di una libreria…
      Alcuni venditori offrono anche formati PDF, per cui non esiste limitazione alcuna (il reader Adobe è gratuito e facilmente scaricabile).”
      Visto che non ne capisco nulla, non so quanto possa valere come suggerimento. ;)

  3. Alcuni ebook reader leggono più formati, come l’Ipad ^^ Per esempio io ho scaricato l’app del kindle così posso comprare ebook da amazon (ahm ma ancora non ho provato perchè non amo molto gli ebook :P ), e anche quella di ibs così scarico anche da lì (questo l’ho provato, funziona bene, il problema è che se già passi le ore sul notebook ogni giorno, poi ci metti il tempo davanti all’ipad e quello davanti alla tv od altri schemi… poveri occhi!)

    1. Sì, davvero: io non ho mai provato un Ipad, non ne ho mai nemmeno visto uno dal vivo, ma mi han fatto studiare che ha uno schermo veramente pessimo, per leggerci sopra!
      :-|

      Ma… scusate la domanda assolutamente idiota: su un Ipad, a parte leggerci i libri, cosa puoi fare? (Immagino che mi risponderete: di tutto :-D). Nel senso: si possono anche vedere dei video, sugli Ipad, vero?
      Perché altrimenti non mi capacito della scelta di avergli dato uno schermo di quel tipo: io non riuscirei affatto a leggere per ore allo schermo di un Ipad :-|

      1. Lo schemo di Ipad2 e Ipad3 è molto migliorato rispetto al primo Ipad, ci si legge decisamente bene, però rispetto ad alcuni e-reader c’è da considerare che è uno schemo luminoso, tipo quello del PC anche se chiaramente non sono la stessa cosa, per cui gli occhi si affaticano si, inoltre non concilia il sonno come tutte le apparecchiature luminose. Lo stesso credo vale per il Kindle tutto sommato.

        A parte leggerci si possono vedere video, consultare mappe, navigare su internet, vederci un film, le foto, aprirci dei pdf (io ad esempio ci apro le tabelle dei manuali di ingegneria quando non mi va di portarmi i manuali in facoltà :P), le presentazioni, fogli elettronici, oppure puoi sentirci la musica, la radio… tante cose. Non un oggetto indispensabile, ma per molte cose (se non tutte) lo puoi usare al posto del notebook.

  4. Uh che bello questo post! Ti riporto la mia esperienza, visto che sono felice proprietaria di un e-reader (non Kindle, proprio perchè non mi piaceva la limitazione di dover comprare solo su amazon) da qualche mese.
    Sono sempre stata una sostenitrice del libro di carta, vuoi per abitudine, vuoi per il profumo della carta appena stampata, vuoi per il piacere di sfogliare le pagine…

    Fatto sta che nonostante questo, sebbene un pò titubante, mi sono convinta e ho comprato un e-reader, spinta soprattutto dal fatto che ho la casa stracolma di libri e davvero non so più dove metterli!
    Dopo poche ore d’uso, la mia titubanza iniziale è svanita del tutto: trovo l’e-reader comodissimo, non ti si affaticano gli occhi durante la lettura (da questo punto di vista è come leggere sulla carta, niente a che vedere con la lettura su pc o tablet), puoi leggerti un libro anche di 1200 pagine senza essere costretta ad andare a rafforzarti i bicipiti in palestra ( ^_^) per riuscire a tenerlo in mano e inoltre quando vai in vacanza puoi portarti una mega scorta di libri con minimo peso e minimo spazio in valigia ( e spesa inferiore, visto che gli e-book costano meno dei corrispettivi cartacei):

    Pensavo che sarebbe stato difficile abituarmi alll’ e-reader, invece non è stato affatto così e confesso che ora per me sarebbe molto difficile farne a meno! Continuo ancora a leggere anche su carta (soprattutto libri presi in biblioteca, per via della già citata mancanza di spazio in casa che non mi permette di acquistare grandi quantità di volumi), ma guai a toccarmi il mio e-reader! ^__^

  5. Tremendo (ma bellissimo, il racconto).

    Per me resta valida e sufficiente la prima obiezione all’uso di e-readers come sostituti, in tutto e per tutto, dei libri fisici: non siamo nati per leggere da uno schermo, per quanto abitualmente lo si faccia, nè per obliterare gli altri nostri sensi.
    La lettura di interi testi su supporto digitale non la respingo tout-court, ma rimane per me inevitabilmente manchevole, un ripiego che non può in alcun modo sostituire tutta una seria di vantaggi, più importanti dei vantaggi offerti dalla stessa, tipici solo dei testi stampati.
    E’ un extra, non un qualcosa di alternativo a; e questo non cambierebbe neppure se si arrivasse ad avere accesso a tutti i testi esistenti senza spendere un euro, senza il rischio di perdere contenuti dopo un tot. di tempo, senza conflitti commerciali e tra dispositivi.

    Per questo fondamentalmente non intervengo praticamente mai nel dibattito sugli e-books (quando saranno più comodamente fruibili ne approfitterò in quantità, ma continueranno a rappresentare per me un’utility, non la polpa della lettura), ma ho voluto commentare qui perché come potevo non complimentarmi per questa storia horroresca?! ;)

  6. I libri kindle li puoi leggere anche su iPad tramite apposita app :-)

    Io poi, quando ho letto il titolo del post ho pensato a quel titolo di giornale: “falegname impazzito tira le seghe ai passanti” :-D

  7. Io non compro solo su amazoon, e scarico molto a cuor leggero almeno fino a quando i prezzi non saranno onesti.
    Esistono programmi gratuiti che convertono i vari formati

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