Cinque capi di abbigliamento che arrivano dal mondo militare

Verrebbe da pensare che la moda sia un fatto puramente estetico: roba da stilisti con un metro da sarta al collo che si muovono leggiadri in atelier pieni di scampoli e di sete. No?

No. O meglio: non sempre. Talvolta, si impongono nel mondo della moda capi di abbigliamento con origini molto più… spartane.

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Il guardaroba di mia mamma ci racconta un Sessantotto diverso e meno conosciuto

Se sbircio nel guardaroba sessantottino di mia mamma, mi trovo davanti a capi di abbigliamento che io non metterei, per uscire, nemmeno con una pistola puntata alla tempia… ma non perché siano troppo provocanti – perché, conciata così, manco la mia trisnonna.

Se pensiamo al Sessantotto, la nostra mente va subito a Woodstoock, al sesso libero, all’LSD come stile di vita.
Eppure, nel Sessantotto, sono esistiti, per così dire, tanti Sessantotto. E quello che mi raccontano i vestiti di mia madre… vi dirò: a me, piace un sacco!

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Perché d’estate ci si veste di bianco?

Probabilmente mi risponderete citando la teoria per cui i colori chiari, d’estate, tengono più fresco, grazie alla loro capacità di riflettere e rispedire al mittente il calore dei raggi solari. In realtà, pare che sia una mezza bufala.

E dunque, perché proprio il bianco?

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In che senso, un vestito può dirsi “sostenibile”?

Va bene che adesso l’ambientalismo è (finalmente!) di moda, ma va meno bene che passi il messaggio che “il problema della fashion industry è che inquina”, ma che “se ti compri il mio vestito di tessuto riciclato, allora sei una consumatrice accorta con la coscienza a posto”.

Un vestito veramente sostenibile è molto, molto più di un vestito “che non inquina”.

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Quando la fashion industry rese matto il Cappellaio

La questione è dibattuta, e gli esperti dell’opera di Lewis Carroll non hanno ancora trovato un consenso. Ma tra le tante ipotesi che sono state avanzate in anni recenti, vi è pure questa: il celebre personaggio del Cappellaio Matto sarebbe stato ispirato da una reale forma di malattia neurologica che interessava, a livello endemico, i cappellai dell’Inghilterra vittoriana.

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Ecco perché il tema della moda etica dovrebbe interessare soprattutto i credenti (secondo me)

Michea 6, 8 ci esorta a “praticare la giustizia e amare la pietà”. E se questo versetto non fosse sufficientemente chiaro, abbiamo anche un Zaccaria 7, 10: “non opprimete la vedova, né l’orfano, né lo straniero né il povero: nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello”.
Ovviamente nessuno di noi ha coscientemente tramato il male andando a fare shopping con le amiche; eppure…
Qualche interessante spunto di riflessione dal bel “The Wardrobe Fast” di MK Jorgenson.

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Di quando i maschi vestivano il colore rosa

La sconfortante storia della mamma torinese che, a quanto pare, preferirebbe lasciare suo figlio sporco di pipì pur di non farlo andare in giro con pantaloni asciutti, ma rosa, ha creato un bel po’ di scalpore su Facebook e ha ingenerato un certo traffico di posta nella mia casella e-mail. Sì, perché a un certo […]

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